
DA MONTE SAN MARTINO A MONTEFALCONE
[Prezzo tratta £ 1.50 – £ 13.00 Porto San Giorgio, £ 10.50 fermo, £ 3.50 Amandola]
[Lunghezza mt. 4.102 – Dislivello mt. 57.25]
Dalla stazione di Monte San Martino, ormai scomparsa, parte un tratto di circa 10 km fino ad Amandola, dove il tracciato corre quasi sempre accanto alla Faleriense, quasi fondendosi con la strada. Il percorso è ancora ben visibile nella macchia lungo la strada, così come i ponti, spesso vicini tra loro.
Poco prima della stazione di Montefalcone si trova un rilevato ben conservato vicino al fosso di San Pietro, con un ponte in ottime condizioni. Un altro ponte importante e ben tenuto si trova in contrada Molino, in curva.
Le stazioni di Montefalcone, Monturano e Belmonte si trovano tutte fuori dai rispettivi territori, precisamente nel comune di Smerillo. Attualmente Montefalcone è in fase di restauro da parte del comune. La tratta veniva percorsa in 11-12 minuti con il vapore e in 8 con la trazione elettrica.
Da ponte della Castagna a Colle Molino
Accanto a una fabbrica parte un sentiero che, con una curva ampia, segue la strada soprastante fino al ponte della Castagna sul fosso delle Anguille. Qui, scendendo nel fosso, si possono osservare da vicino i due ponti vicini, quello stradale e quello ferroviario. Dal punto di partenza a Santa Vittoria, in quasi 2 km si sale di 30 metri. Da qui il tracciato segue sempre la strada fino quasi all’abbazia di San Ruffino.
Nella zona di Colle Molino si trovano alcune belle strutture. Prima una trincea leggermente più bassa rispetto alla strada, ben conservata e visibile. Poco più avanti c’è un ponte importante, situato in curva, con più arcate e in ottimo stato. Il ponte è stato recentemente liberato dalla vegetazione. Qui lo spazio è limitato e il ponte serve più a superare la curva stretta che a scavalcare un fosso, piccolo ma presente. Originariamente la strada seguiva un percorso diverso, ma oggi corre vicino al ponte, con un’ampia piazzola che ricorda il vecchio tracciato. La ferrovia, con il suo scartamento, non poteva invece seguire una curva così stretta.
Più avanti ci sono due ponti gemelli, ormai nascosti dalla vegetazione e visibili solo da uno spazio accanto al guardrail. Superano due fossi paralleli. Dopo questi ponti, poco distante, il tracciato attraversa il confine tra i comuni di Monte San Martino e Smerillo, lasciando la provincia di Macerata.
Mulino di Smerillo – Fosso di San Pietro – Fosso Cortegliano
Dopo un rettilineo, il percorso incontra il ponte sopra il mulino di Smerillo, vicino al ponte stradale e riconoscibile da uno spazio accanto al guardrail. Qui si può scendere facilmente nel fosso per osservare la struttura da vicino. Proseguendo, dopo una curva e attraversata una zona boschiva, la topografia cambia: la ferrovia è completamente scomparsa. Una frana ha modificato il versante accanto alla strada e il tracciato è stato cancellato. In questo punto non rimane nulla del piano binario.
Continuando lungo la strada, si incontra il ponte sul fosso di San Pietro. Questo conserva molte rifiniture originali e un tratto di rilevato ben preservato, ormai una vera rarità. Qui si vedono anche i pali della vecchia linea telefonica. Il ponte conserva ancora parte dei corrimano e le lastre di cemento che aumentavano la superficie calpestabile.
Il rilevato prosegue in linea retta fino al ponte sul fosso Cortegliano. Il tracciato aggira poi una casa vicina alla strada e, riavvicinandosi lentamente alla carreggiata, raggiunge la stazione di Montefalcone. Questa si trova stretta tra la Faleriense e il fiume Tenna, che continua a scorrere poco più in basso.

Smerillo.

molti «accessori» ancora presenti.
La Stazione di Montefalcone
La stazione di Montefalcone si trova nel comune di Smerillo, che ne è anche il proprietario. Il restauro dell’edificio è iniziato nel 2005. Nelle vicinanze sono ancora visibili il vecchio pozzo e la latrina, mentre nel piazzale binari si trovano i cordoli originali dei marciapiedi.
La stazione è situata a 344 metri sul livello del mare. Mancano quindi solo 120 metri di dislivello per arrivare ad Amandola, da coprire in meno di 8 chilometri. Solo la salita verso Fermo presentava una pendenza più impegnativa.
Da Montefalcone ad Amandola, con la trazione elettrica, il treno impiegava 15 minuti con due fermate intermedie (Villa Basso e Marnacchia), mantenendo una velocità media di 32 km/h. A confronto, la media su tutto il percorso all’epoca dell’inaugurazione era di soli 20 km/h.











