LA VOCE DELLE MARCHE


GENNAIO


FEBBRAIO

2 Febbraio 1895  –  Fontana ornamentale in Piazza V.E.

Il Presidente mostra agli adunati il bellissimo disegno della fontana, che dovrà costruirsi nella piazza maggiore eseguito gratuitamente dal Sig. Comm. Conte Giuseppe Sacconi, e riferisce che l’esecuzione importa una spesa di L. 12.000.
Il Consiglio approva, e delibera si invii un telegramma di ringraziamento all’illustre artista. Indi, per la rinuncia emessa dal Conte Francesco Brancadoro, si procede alla elezione di un membro della Commissione direttiva della Scuola industriale. Risulta eletto il Sig. Armando Fiorani.  La seduta è tolta alle ore. 22.

2 Febbraio 1895  –  Il nuovo medico 

L’eccellentissimo Dottor Fabio Rivalla Medico egual primario di Città, ieri assumeva l’esercizio della condotta, fissando l’alloggio in casa del Sig. Pietro Grifoni, Largo Montebello, n. 34 — Lo precede la fama di abilissimo Sanitario e probo cittadino. — Gli diamo il benvenuto.

2 Febbraio 1895  –  Attenti alle carte false 

Sappiamo che trovansi in giro sconosciuti che vanno spendendo Biglietti della Banca Nazionale da L. 50 perfettamente imitati riconoscibili soltanto per i fregi blou alquanto grossolani e portanti la Serie 078 N. 1590. 

2 Febbraio 1902  –  Gli effetti delle intemperie
Le eccezionali intemperie degli scorsi giorni e che, come leggiamo nella “Tribuna”, hanno interrotto le linee telefoniche e telegrafiche fra l’Italia, la Francia e la Germania hanno causato ancora nella nostra città la interruzione della luce elettrica per due sere. Ma il buio non fu che temporaneo, perché con sollecitudine la Società riparò ai guasti delle intemperie.

3 Febbraio 1917  –  Grave disgrazia
Il Venerdì 26 u.s. allo Stabilimento di Tessitura Rabolini, il giovane operaio Dante Del Sozzo mentre era intento al lavoro nella macchina di trasmissione fu impigliato dalla cinghia trascinato e sollevato con furia vertiginosa in aria.
Fu un grido di terrore di tutto il personale operaio presente. Si deve al pronto intervento degli assistenti che fermarono subito il motore, se si evitò una raccapricciante sciagura,

3 Febbraio 1917  –  Si scopre un furto e si arresta un disertore
Dopo nuove ed attive indagini del Delegato di P S. Rag. Palmarini Nicola circa alcuni furti recentemente verificatisi, risultò che, insieme ad altri, aveva operato uno sconosciuto, identificato poi per un Montegiorgese d’anni 25, soldato effettivo al Deposito del 17 Fanteria. Il Delegato, benché costui non fosse ricercato, perché risultava al fronte, riuscì a stabilire che la notte precedente ad un furto stava a P. S. Giorgio presso la sua fidanzata in abito da borghese e che, uscito dalla casa della donna, sarebbe andato a compiere il reato.
In casa della fidanzata il Funzionario sequestrò vari oggetti, ritenendoli di sospetta provenienza ed infatti alcuni di essi regalatile furono riconosciuti da certo Valicelli Antonio, negoziante girovago, dimorante a Treia il quale, nel novembre scorso a M. S. Giusto (Macerata) fu derubato ad opera di ignoti di chincaglieria per oltre mille lire di valore. Assodatosi infine che egli fosse disertore per la seconda volta, perché dopo arrestato per diserzione nell’ aprile 1916. riusci a fuggire mentre lo si riconduceva al fronte, il Delegato dispose un abile servizio di appiattamento a P. S. Elpidio, dove avrebbe saputo che soleva rimanere alla notte in casa di un pregiudicato, l’Arma del luogo, riusci ad arrestarlo in una notte mentre usciva scalzo con le scarpe legate dietro sotto la giacca.
Dopo interrogato dal Funzionario il Marinelli ieri mattina fu inviato in traduzione straordinaria al Distretto Militare di Ascoli, in attesa di giudizio.

4 Febbraio 1894 – Terremoto
La sera del 2 corr. alle ore 20,40 (8,40 pom.) si é avvertita in questa Città una forte scossa di terremoto.

4 Febbraio 1922  –  Giuoco della ruzzola
Avvalendosi delle disposizioni di legge ed a tutela e nell’interesse della incolumità pubblica, un recente decreto del sindaco vieta il giuoco della ruzzola e del formaggio, in tutte le strade pertinenti a Fermo, eccettuati i seguenti tronchi delle medesime, nel quali detto giuoco è permesso :  

  1. Strada Pompeiana : dalla casa Bacalini già Testatonella, in prossimità dell’edicola Santa Maria Maddalena a 500 metri prima di giungere al fosso detto delle « Moje » nel punto in cui questo attraversa la strada comunale in prossimità di quella che immette alla scuola rurale sita nell’ex molino Paci fu Michele.
  2. Strada Montonese : dalla Chiesa della Carceri a quella di Montone.
  3. id : dall’ imbocco della vicinale Fogliano, dopo oltrepassate le case di montone, sino 500 metri prima di giungere allo spaccio di privative condotto da Vallasciani Luigi in contrada S. Girolamo.
  4. Dalla- Chiesa di Salette sino a 500 metri prima di giungere a quella di S. Marco alle Paludi.
  5. I giocatori debbono essere vigili a mettere ogni dovuta attenzione allo scopo di non offendere persone che transitano in detti tronchi di strade.

    4 Febbraio 1922  –  Il Tribunale rimanga
    Il ministro di Grazia e Giustizia e quello di Agricoltura al Comune e il conte Grossi a Sua Ecc. Mons. Arcivescovo hanno inviato telegrammi rassicuranti che il Tribunale di Fermo non verrà radiato, secondo la nuova riforma burocratica, e rimarrà stabile. Questa notizia ha tolto ogni preoccupazione dall’animo della popolazione! della Città e del Circondario che altrimenti si sarebbe male sobbarcata a uno spostamento, per luogo più lontano, dai propri affari in via giudiziaria.

6 Febbraio 1915  –  Pro danneggiati dal terremoto
Il Comitato Cittadino ha deciso la costruzione di 8 baracche, per ora, da collocarsi a Scurcola, che sta risorgendo per opera delle Marche. La Scuola Industriale lodevolmente si è esibita per la immediata costruzione di esse. Ne riparleremo.

6 Febbraio 1938  –  Segnalazioni
E’ stato qualche volta, anche su queste colonne, lamentato lo sconcio che succede nello spiazzale Temistocle Calzecchi e l’adiacente tratto del Viale Vittorio Veneto per causa dei carri che continuamente vengono a rilevare i concimi nel magazzino del Consorzio agrario.

Questo sconcio si va verificando ancora. Basta pensare e ricordare le ore 11,30 del giorno 1 febbraio u. s.

Le ragioni che spingono i passanti a deplorarlo sono due principali.

In questo largo, in certe ore, si vengono a trovare due treni elettrici o fermi sui binari o in manovra varii autobus di servizio pubblico, qualche automobile privata e poi.. questa fila di carri ingombranti.

Tutto ciò produce un ingorgo tale che i cittadini, i quali si trovano in dati momenti di tepore a godersi un po’ di sole, bambini, mamme con le carrozzelle dei loro piccoli, studenti, professionisti, debbono stare guardinghi nonostante tutta la buona volontà della guardia comunale addetta a regolare il movimento del traffico.

Inoltre, dovendo i suddetti carri agricoli, per turno portarsi davanti la porta del magazzino per caricare i sacchi di concime debbono fare la fila ed aspettare parecchio tempo. Ed allora succede che il Largo, dedicato a un grande fisico italiano, e il Viale, sacro ad un nome storico della Grande Guerra diventano un vero mondezzaio, con grande delizia visiva ed olfattiva dei cittadini, anche se il povero Antò con occhio vigile, sondi i movimenti sospetti delle vacche e corra ai ripari per diminuire gli effetti delle liquide e e solide manifestazioni animalesche.    

Quale impressione riceverebbe un forestiero che, capitato per la prima volta a Fermo e sceso appena dal tram o dall’autobus, vedesse tutto quell’ingombro sudicio?

Crediamo che scambierebbe subito Fermo per la famosa Roccacannuccia.

Preghiamo di voler fare una breve riflessione   sull’incidente, di non passarci sopra e di fare come i cittadini, che purtroppo debbono passarci, sopra a simili porcherie, indegne di un luogo di passeggio pubblico e di ingresso alla piazza, centro, della città!

10 Febbraio 1895  –  Avvallamento 

Domenica 3 corr. verso le ore 6 di sera un tratto della Piazza V. E. per una superficie di circa mq 30 sono sprofondati improvvisamente. Nessuna disgrazia.
Accorsi prontamente sul luogo gl’impiegati dell’Ufficio tecnico municipale, questi facevano costruire in giro al buco formatosi una stecconata a riparo dei passanti.
Venne subito constatato trattarsi di rovina della volta della grotta comunale, che nella caduta aveva naturalmente trascinato seco il terreno sovrastante. La grotta non sarà riattivata.

10 Febbraio 1895
  –  L’Inclemenza della stagione i e poveri 

Nelle due scorse settimane abbiamo avuto anche qui grandissima quantità di neve La carità cittadina si è addimostrata pur in questa circostanza generosa inverso dei poveri. Il numero delle minestre distribuite nelle cucine popolari è stato in qualche giorno superiore al 700. Le Dame di Carità hanno fatto del loro meglio sia nel distribuire agli infermi poveri razioni di carne e brodo sia nel consegnare sussidi a domicilio Resta però ancora da provvedere a qualche altra occulta miseria; e noi sappiamo che vi sono due famiglie prive di biancheria segnatamente, da letto. Se qualche anima generosa vorrà concorrere all’uopo potrà consegnare al nostro ufficio ciò che meglio crederà per sovvenire queste famiglie disgraziate. Noi faremo recapitare quanto ci verrà inviato.

10 Febbraio 1901  –  Disgrazia mortale
Nel pomeriggio di Giovedì un bambino di sette anni figlio del muratore Carosi, correva sopra il muricciuolo che dalla strada di Porta Romana guarda il monastero di Santa Croce, perduto l’equilibrio, cadeva nel suolo sottostante, riportando lesioni gravi. Grande è stata la costernazione per questo pietoso avvenimento.

10 Febbraio 1907  –  Atto eroico
Il giorno 6 corr. verso le 3 pom, nella località, detta Paludi del fiume Tenna. le cui acque erano molto ingrossate a causa dello sciogliersi della neve, stava per accadere un’orribile disgrazia e solo poté evitarsi mercé l’atto eroico, compiuto dal Sig. Biccirè Leandro, mugnaio.
In detta ora certo Ridolfi Nazzareno di anni 55 circa ed il suo figlio dodicenne di S.EIpidio a mare, contrada Corva, per ritornare a casa osarono guadare il fiume in un punto assai pericoloso e furono travolti dalla corrente, che li trasportarono per circa trenta metri e senz’altro sarebbero miseramente periti.
II Biccirè Leandro, che si trovava li presso intento ai lavori di presa d’acqua al canale dei suo mulino con incredibile coraggio si gettò nel fiume sfidando ogni pericolo e, con sforzi inauditi li ebbe tratti a salvamento ed in seguito apprestò loro tutte le cure più ragguardevoli finché non furono del tutto rinvenuti. Mentre ci congratuliamo vivamente col Sig. Biccirè per l’operato suo, degno del più grande encomio, ci facciamo un dovere di additarlo chi spetta perché l’atto suo veramente eroico non resti senza la debita riconoscenza.

10 febbraio 1946  –  Furti audaci
Recentemente sono avvenuti in Città furti audaci.   Alla gioielleria Vannicola ignoti hanno asportato oggetti di valore e moneta per l’ammontare di vari milioni. La Polizia indaga attivamente.
Altro furto è avvenuto in casa della Prof. Russo, donde è stato asportato un apparecchio Radio, delle posate d’argento ecc.
Altri altrove di minore entità. Ci permettiamo richiamare attenzione delle Autorità di Polizia e la vigilanza di tutti i cittadini su questi fatti dolorosi.

10 Febbraio 1946  –  Oggetto smarrito
E’ stata ritrovata una matita automatica. Chi l’avesse smarrita può ritirarla presso la Redazione della « Voce delle Marche » dando le opportune indicazioni.

11 Febbraio 1894 – L’Influenza
anche quest’anno ha voluto visitarci, e già si è diffusa largamente in Città. Sebbene i casi siano molti, pure sino ad ora non si hanno a lamentare tristi conseguenze. Auguriamoci di esser presto liberati da questa epidemia.

11 Febbraio 1894 – Dispensa dal digiuno e dal magro
L’ Eminentissimo Sig. Cardinale Arcivescovo in vista dell’indicata malattia, che già si è sparsa in parecchi paesi, ha ottenuto dal S. Padre per l’Archidiocesi la dispensa dal digiuno nella presente quaresima e dai cibi di magro nei giorni vietati. Resta però proibita nel tempo di quaresima la promiscuità della carne e del pesce nel medesimo pasto.

13 Febbraio 1898  –  Spaccio di carni
Nel penultimo numero di questo nostro periodico richiamammo l’attenzione del Municipio sullo spaccio di carni nocive che si fa purtroppo in barba a tutti i regolamenti d’igiene e di sanità pubblica. Quelle poche parole provocarono una lettera del Veterinario Comunale, pubblicata per le colonne di un altro periodico cittadino, allo scopo di rassicurare i consumatori che carni insalubri non escono dal Mattatoio. La smentita, per quanto indiretta, data alle nostre parole fu . . . . imprudente. Infatti nel mentre la lettera si leggeva dal pubblico, le guardie municipali, con lodevole zelo, correvano per le osterie a sequestrare la carne di un feto trovato nelle viscere di una vacca regolarmente abbattuta nel mattatoio!
Dinanzi a questi fatti inverosimili ma purtuttavia possibili a Fermo, molti si chiedono ed a ragione, che razza di vigilanza si esercita sullo spaccio delle carni ? Noi non sappiamo se il Municipio, fatto avvertito dei lamenti del pubblico, abbia o no adottato provvedimenti; sappiamo però che molto ma molto lascia desiderare la carne che si vende a prezzi certo non miti. Non tocca a noi ricercare a chi ne spetti la responsabilità, ma il Municipio farà opera doverosa occupandosi del grave inconveniente ed emanando severe disposizioni che realmente valgano a tranquillare la cittadinanza.

13 Febbraio 1898  –  Lavori pubblici
Il Municipio ha indetto l’asta per la riselciatura della piazza e per la costruzione della chiavica in Via Monteverde. Si sono iniziati i lavori per fornire di acqua la pescheria e le latrine; questi compiuti si condurrà l’acqua al mattatoio ed all’Istituto. ,

13 Febbraio 1898  –  Luce elettrica
La On. Giunta sabato 5 corrente approvò definitivamente il contratto con l’elettricista Appolloni nei termini proposti dalla Commissione Municipale. Il Sindaco la domenica successiva firmò analogo compromesso. Entro il corrente mese sarà chiamato a decidere sull’importante questione il Consiglio Comunale.

18 Febbraio 1911  –  Per il monumento di Leopardi
Qualcuno ci ha fatto osservare che il monumento di G. Leopardi collocato nella Piazzetta omonima, di fronte al palazzo delle Scuole, è parecchio deturpato dai monelli che vi si divertono bruttandolo con sgorbi ed altro.
Siamo nel caso dì assicurare che a rimuovere lo sconcio dall’Amministrazione Municipale, quanto prima, il monumento sarà difeso con cancelli di ferro.

19 Febbraio 1899  –  Ladroneggio
La notte fra il 15 ed il 16 corr. ignoti ladri penetrarono nel negozio di Sante Tomassini in Campoleggio esportandone L.1500 circa. Facciamo voti che la pubblica sicurezza sorvegli con maggior sollecitudine nella notte le vie della città.

20 Febbraio 1898  –  La grande dimostrazione degli studenti anticlericali
Era circa un’ora e mezzo di notte quando presso la Chiesa di S. Domenico, e precisamente sotto la famosa lapide che pochi noti anticlericali vollero eriggere nel 1889 in onore del sozzo apostata Bruno, si accostò un individuo che gettò per terra una corona di fiori cioè di fronde fresche. Poco dopo venne un facchino munito di scala il quale salito in prossimità della lapide vi appese la sullodata corona in mezzo alla quale era la seguente scritta “17 febbraio 1898 – a Giordano Bruno gli studenti anticlericali”.

20 Febbraio 1932  –  L’ondata di freddo
Dopo un lungo periodo quasi di precoce primavera, inondata di sole e … di polvere, si è abbattuta una ondata di freddo che ha costretto il termometro ad abbassarsi fino a quattro gradi sotto zero con grande disturbo di noi miseri mortali che ci siamo dovuti ad un tratto irrigidire dopo il tepore dei giorni scorsi.

Però il problema della polvere, nonostante qualche lettore abbia sorriso leggere il nostro spunto di cronaca comparso quando già il cielo imbronciato aveva spedito due raggi di neve granulosa, era rimasto lo stesso perché, domenica scorsa, per esempio, i poveri passanti che ebbero il coraggio a recarci alla strada nuova per riscaldarsi i piedi gelati nonostante l’aria gelata, godendo dello spettacolo della polvere sollevata dalle automobili di passaggio!

Poi e sopravvenuta la neve, largamente caduta e, per un po’ di tempo, l’inconveniente sarà evitato

Ma al sopraggiungere del tempo buono siamo sicuri che si ripeterà l’inconveniente deplorato, almeno che la nostra città si ricordi finalmente di essere città ed incominci una buona volta a tenerci a certe esigenze di città e finisca di far la parte di cieca e di sorda, mentre tante altre consorelle si affannano per il miglioramento del decoro cittadino e della pubblica igiene.

20 Febbraio 1938  –  Nevicata
Dopo alcuni giorni di tepore primaverile, il mese di febbraio ha voluto celebrare la passata metà del suo corso con il regalare una nevicata farinosa, tanto per fare esercitare l’equilibrio ai viandanti specialmente nelle strade in forte discesa, provati| in resistenza   fisica   con sdrucciolamenti insidiosi e con ineffabile melmetta, delizia dei callifili.

22 Febbraio 1913  –  Nevicata
Si è vista finalmente la neve ! Non troppo abbondante invero, ma a sufficienza per farci ammirare lo splendido spettacolo delle colline circostanti coperte del candido lenzuolo. Una triste nota la danno i poveri, purtroppo, ai quali tuttavia non manca la carità dei buoni fermani. Manco a dirlo i ragazzi ed anche … non ragazzi hanno approfittato della neve per divertirsi a pallate. Con disgusto però abbiamo visto tirarne a persone, alle quali si dovrebbe il massimo rispetto. Vecchi, ecclesiastici, donne e ragazze.. Questi, anzi, erano appostati addirittura all’uscita delle scuole.
Ciò è indegno, ma dobbiamo dire pur anche che pochi erano i maleducati e che abbiamo visto una guardia elevare contravvenzione.

23 Febbraio 1896  –  Per l’acquedotto
Ci si afferma che la superiore autorità , abbia da tempo approvato il progetto di risanamento dei serbatoi di S. Domenico, conosciuti sotto il nome di Piscine. Non sappiamo pertanto spiegarci la ragione del ritardo frapposto all’inizio dei lavori relativi.
Questi non richiederanno breve tempo per la loro esecuzione, per cui, ove non si tronchi l’indugio anche per la prossima stagione estiva metà della nostra città dovrà rimanere senz’acqua potabile.
Confidiamo che si saprà dal nostro Municipio ovviare in tempo a tale grave inconveniente.

24 Febbraio 1901  –  La neve
Martedì si è avuta una nevicata, come da anni non, si ricorda a Fermo. Le strade si resero affatto impraticabili i fili conduttori del telegrafo e della luce elettrica si sono spezzati in vari punti, interrompendo le comunicazioni. Altre nevicate si sono avute ieri e giovedì notte. Notizie di freddo eccezionale e di abbondanti nevicate giungono ancora dalle vicine città. In Ascoli nel pomeriggio di Martedì si ebbe anche una sensibile scossa di terremoto.
Col freddo regna ancora la fame. I lavori sono sospesi e gli operai si trovano a disagio quasi da per tutto.
A proposito del freddo e della fame nella nostra città togliamo da una corrispondenza da Fermo all’ottima “Patria” di Ancona La nevicata della scorsa notte ha avuto ancora per effetto di dimostrare la verità di quanto asseriva in un entrefilet di cronaca cittadina, intitolato: Un confronto. Bastò che la impraticabilità delle vie obbligasse a chiudere anche per un solo giorno due Succursali della Cooperativa Cattolica perché altri negozianti approfittassero tosto della circostanza per rialzare il prezzo del pane e della pasta.

24 Febbraio 1946  –  Il Furto Vannicola
Non è ancora spenta l’impressione per lo svaligiamento della gioielleria Vannicola.
L’ entità del furto, valutato dicono a circa otto milioni, e tutta una serie di circostanze strane che lo circondano, hanno destalo vivo interesse nella cittadinanza   la quale vuol vederci chiaro e si augura che la polizia riesca a trovare il bandolo della intricata matassa assicurando alla giustizia i rei. Noi da parte nostra terremo desta l’opinione pubblica, perché, anche questo ennesimo furto non passi troppo comodamente nel dimenticatoio.

25 Febbraio 1928  –  Per il tronchetto
Con vivissimo piacere ed intima soddisfazione abbiamo visto risalire, nei giorni scorsi, la macchina ferroviaria lungo la Strada nuova per portare materiale per la elettrificazione del tronchetto e la conseguente sua riattivazione ed abbiamo pregustato la gioia del giorno, non più lontano, nel quale i carrozzoni tramviari, giungendo da Porto S. Giorgio fino alla Piazza della nostra città, ricongiungeranno i due importantissimi centri in un ritmo di vita più intenso e cordiale. Lode particolarissima per il fatto, ormai compiuto, va data alla solerte Amministrazione Comunale, particolarmente all’attivissimo Sig. Podestà che nulla ha tralasciato per sollecitare l’inizio dei lavori. Interpreti però del pensiero della maggior parte di cittadini fermani, sentiamo che il problema delle comunicazioni tra Fermo e Portosangiorgio rimarrà fondamentalmente insoluto finché non si addiverrà allo spostamento della linea ferroviaria dalla sede attuale, su la via provinciale diretta. Studiosi competentissimi hanno dimostrato, su le nostre colonne e su altri giornali, che lo spostamento può tecnicamente effettuarsi, e che la spesa non dovrebbe essere molto rilevante tenuto conto del materiale che potrebbe ricuperarsi dalla vecchia linea e dal ricavo che si effettuerebbe con la retrocessione del terreno. I principali vantaggi che si potrebbero conseguire sarebbero i seguenti: maggiore rapidità di comunicazione ; minore spesa di biglietto ; possibilità di sviluppi edilizi lungo la linea ; unificazione certa di servizi, evitandosi la concorrenza delle automobili ; facilità di accesso al nostro Cimitero.

Dato ciò ripetiamo ancora una volta che cittadini ed Enti locali dovrebbero offrire all’Amministrazione Comunale un valido appoggio e un aiuto efficace, affinchè con le forze di tutti anche con quelle della Società della ferrovia che vedrebbe risolversi in un fortissimo vantaggio il sacrificio di oggi, si raggiunga il fine da tutti desiderato.
In via subordinata poi crediamo che almeno si dovrebbe istituire una fermata vicino al Cimitero spostando possibilmente per il tratto Fermo-Cimitero la linea del tronchetto.
Non ci nascondiamo la difficoltà dell’impresa, ma siamo certi che tutto si possa vincere con la buona volontà e il miraggio del bene vero della città.
L’importantissimo problema o verrà risolto ora o rimarrà per sempre insoluto.

26 Febbraio 1916  –  Attenti ai cani
Un’ordinanza sindacale, visto il rapporto dell’Ufficiale sanitario, dal quale risulta che si sono verificati due casi di idrofobia in questo Comune, prescrive che i cani, quantunque muniti di museruole, non potranno circolare se non condotti al guinzaglio sotto pena di esser deferiti all’Autorità giudiziaria oltre la detenzione del cane per l’osservazione di 4 mesi a spese del proprietario.

27 Febbraio 1937  –  Statistiche del Brefotrofio
Durante il mese di Gennaio 1937, Anno XV, il Brefotrofio di Fermo ha assistito 74 lattanti illegittimi (età da 10 a 365 giorni) dei quali 73 allattati dalla madre naturale e uno da balia mercenaria esterna per malattia della madre.

28 Febbraio 1904  –  Incendio al palazzo municipale
Nella sera del 25 corrente nei locali a pianterreno del palazzo comunale si sviluppò un incendio, che fortunatamente si riuscì a domare subito. La Giunta dolorosamente impressionata dal fatto, ha affidato al sig. Sindaco l’incarico di eseguire un’inchiesta per istabilire a carico di chi stia la responsabilità dell’accaduto.

28 Febbraio 1904  –  Pubblici lavori
Allo scopo di dar lavoro alla classe operaia disoccupata il Municipio ha disposto che sieno subito eseguiti i lavori di ordinarie riparazioni dei fabbricati nelle strade comunali e la costruzione di opere di cui venne già deliberata l’esecuzione e di interessare il Sindaco a far pratiche presso la Deputazione Provinciale perché voglia eseguire i lavori da tempo promessi alla nostra città, come la variante fuori porta Romana e la sistemazione del ponte sul Tenna ecc.


MARZO

1 Marzo 1913  –  Morto per la strada
Giovedì a mattina per la strada dei ponti nelle vicinanze della Chiesa del Ferro fu rinvenuto cadavere l’operaio Giovanni Leoni di anni 72.
Pietoso particolare! Le prime ad accorgersi del doloroso avvenimento furono la moglie e la figlia, che impensierite della mancanza da casa del Leoni per tutta la notte, col presentimento che gli fosse incolta qualche disgrazia, di buon mattino erano uscite a farne ricerca.
Il Leoni nel pomeriggio del giorno innanzi si era recato in campagna per il disimpegno di sue mansioni, quale mandatario della Confraternita di S.Giuseppe.
Mentre rincasava ad ora tarda veniva colto,come è risultato da perizia medica, da paralisi cardiaca e non avendo potuto avere soccorso, miseramente rimaneva sul posto cadavere.
Il caso ha destato impressione profonda , poiché il Leoni era conosciuto come onesto lavoratore e come buon cristiano.

1 Marzo 1913  –  L’arresto di un celebre truffatore
Togliamo dal Resto del Carlino .
L’11 agosto del decorso anno fu commessa a Fermo molto abilmente una truffa alla americana, della quale rimase vittima un ingenuo contadino di Monterubbiano. Il disgraziato aveva rilasciato cinquecento lire in garanzia di un deposito affidatogli da uno sconosciuto momentaneamente, adducendo che per affari doveva temporaneamente occuparsi altrove e non voleva esporsi a portar seco diecimila lire assicurate in un pacchetto suggellato.
II poveretto aspettò un pezzo, finche, stanco, aprì il pacchetto per verificare e non vi trovò che un numero del Resto del Carlino del giorno innanzi. Immaginate la sorpresa! Furono sollecitamente fatte accurate indagini dal locale ufficio di pubblica sicurezza, ma inutilmente, giacché il truffatore, preso il volo, si era posto al sicuro. In questi giorni è stato arrestato in Arezzo tal Vago Giovanni di Romanengo (Cremona) sospettato autore di parecchie audaci truffe all’americana.
Su la scorta dei connotati dati nello scorso agosto, la P. S. ha potuto identificare il detenuto per autore della truffa del 6 agosto ed ha fatto spiccare mandato di cattura.
Il Vago da Arezzo è stato già tradotto ad Ascoli Piceno a disposizione dell’autorità giudiziaria, dovendo rispondere di varie truffe commesse fra le quali quella avvenuta nello stesso mese di Agosto a Montalto Marche, per la quale dal figlio del truffato restò mortalmente ferito il compagno di avventure del Vago.

1 Marzo 1913  –  Furto sacrilego
A S. Maria a mare la notte 26 Febbraio p. p. ignoti ladri, infranta una finestra della Sacristia si sono introdotti nella Chiesa. Messi a soqquadro tutti i ripostigli, gli armadi ove si costituiscono gli arredi sacri, i ladri hanno asportato il calice ed una pisside,.
Si stanno facendo attivissime indagini.

1 Marzo 1913  –  Furto tentato
In casa del Capo Mastro muratore Filippo Cisbani un pregiudicato disoccupato è penetrato non visto di pieno giorno e. stava sforzando un mobile quando venne sorpreso da un bambino di pochi anni che, spaventato, gettò subito l’allarme.
Intervenuti i carabinieri hanno subito proceduto all’arresto del mariolo, vecchia conoscenza della questura.

2 Marzo 1938  –  Segnalazioni
Sull’esempio dell’Amm.ne della Ferrovia Adriatico-Appennino che ha finalmente ridato una veste decente alla sala di aspetto della stazione di Piazza Vittorio, tutti gli enti e signori proprietari di palazzi e di stabili, e specialmente ubicati lungo le vie principali, dovrebbero ricordarsi di dare una riassettata ed una ripulita ai prospetti, ai portoni, alle imposte, alle grondaie, che ancora rimangono nello status quo, nonostante le grida emanate dal Campidoglio fermano. D’altra parte anche le varie Amministrazioni   dovrebbero   pensate a definire certe questioni e a curare di fare sparire certe brutture che stonano maledettamente con le più elementari norme dell’estetica.

Per esempio, l’angolo della scarpata, prospiciente il Viale Vittorio Veneto, che confina con la Caserma dei RR. CC. dove sorge un canneto, pianta ornamentale proprio adatta per una passeggiata pubblica, non si sa come sia diventato.

Guardare, osservare per credere. Così pure l’annoso problema della sistemazione del largo avanti la prospettiva di S. Savino, all’ingresso del Girfalco, è rimasto insoluto e non si trova la strada di renderlo solvibile, intanto la terra si sgretola e il senso estetico precipita con essa giù per la strada Nuova.

Speriamo che la nominata Commissione di vigilanza, guardando alla situazione del Girfalco, si voglia compiacere di preoccuparsi anche di questi altri inconvenienti in modo che la buona volontà dei privati cooperi alla sua iniziativa di dare alla squallida città una modesta linea di garbo e di grazia. 

Tutta la notte di sabato scorso in occasione della festa dello «sparraccetto » accompagnata da danze (a proposito: è proprio normale questa mania di ballare anche a quaresima avanzata?!), da cene e da relative bacchiche libazioni, dalla Società Operaia, hanno rotto i timpani ai vicinati, impedendo a questi il giusto riposo, le grida insistenti, il baccano e ì canoni barriti degli alticci.

Se sono proibiti gli schiamazzi notturni per le vie, non sono passibili di nulla questi sfrenati ed interminabili chiassi, prolungati sino alle ore piccole?
Non sarebbe ora di finirla di disturbare la quiete pubblica con certe rievocazioni paganeggianti ?
Lungo la strada dei sobborghi, con grande vantaggio igienico degli abitanti nelle case allineate ai Iati si levano già nuvoli di polvere ad ogni passaggio di autovetture.

3 Marzo 1917  –  Gli Orologi
Cara Voce:
Ciascun orologio di Fermo suona per conto suo, tanto che l’ora del pranzo è sempre diversa fra quelli che abitano a Campoleggio, per esempio, e regolano le loro faccende con l’orologio di S.Agostino e quelli che abitano a S.Caterina e le regolano con l’orologio della Torretta. E non è raro il caso che partendo da Piazza alle 8 si arrivi a Porta S.Lucia alle 7 e ¾.
In questi tempi in cui tutto si deve limitare, non ti sembrerebbe utile che si limitassero pure gli orologi pubblici, riducendoli a uno ?Potrebbe andare come a lui meglio piacesse, e tutti ci troveremmo bene.
Non ti pare ?
Uno che deve regolare la sua vita con gli orologi pubblici  …

4 Marzo 1900  –  La Neve
Non molto gradita sorpresa, dopo le primaverili giornate del principio di questa settimana,
è stato il bianco regalo dello scorbutico Marzo.
Sembra una inversione dell’ordine delle stagioni questo freddo intenso cadutoci addosso, proprio quando sembrava che l’inverno si sarebbe spento placidamente come un vecchio.
Confidiamo che Febo Apollo non voglia essere più tanto scortese con noi e ci ridoni il suo sorriso consolatore fecondo.

5 Marzo 1893 – Prodezze di eroi
In occasione di un mortorio che si dice civile, ma che noi (avuto riguardo a ciò che fecero coloro i quali vi presero parte) diremo incivile, anzi incivilissimo fu nello scorso martedì profanato il nostro Camposanto. Oltreché, a quanto si dice, fu insultato il Custode del Cimitero per un tratto di educazione che i dimostranti aveano appreso forse nel galateo degli Zulù, i capi del corteo, valenti in anticlericalismo vomitarono nei loro discorsi tutto il fiele che covavano in petto contro la nostra santa religione (che chiamarono la favola del soprannaturale), e tutta la bile che si era loro eccitata dalla splendida dimostrazione mondiale fatta negli scorsi giorni al Capo supremo della Chiesa. Avrebbe dovuto sembrare che fra il morto ed i pellegrini andati a Roma per ossequiare il Sommo Pontefice, non dovesse essere alcuna relazione; ma l’ odio ed il furore satanico dei dimostranti prese pretesto dal morto per insultare anche alla fede de’ pellegrini. La santità del luogo, il rispetto dovuto alle tombe non furono sufficiente ritegno a quei prodi perché non eccedessero in dimostrazioni degne di piazza e di bettola!
Consimili scandali si ripeterono venerdì per un altro mortorio civile.

7 Marzo 1948  –  l risveglio dei canarini!!
Domenica, contro i « diavoli rossi » teramani, è finalmente giunta l’agognata vittoria tanto desiderata e sospirata da tutti gli sportivi fermani, Essa è venuta in una giornata primaverile e smagliante di nuova luce (se vogliamo accennare al nuovo entusiasmo ed alla nuova vivacità comunicate ai Canarini dall’ attuale consiglio tecnico ).

Evidentemente il « brodetto di reti » trangugiato a Tolentino era ricco di vitamine , perché pare che i canarini ne abbiano avuto molto giovamento. E’ stata una vittoria netta, inequivocabile, quella dei « canarini » contro un avversario che, se tecnicamente si trovava ai disotto dei fermani, per volontà agonistica era invece alla pari.
Abbiamo avuto domenica la netta sensazione che la Fermana abbia iniziato la sua nuova vita e, agonisticamente, cominciato il suo vero campionato.
Se dal punto di vista tecnico le manchevolezze sono ancora riscontrabili (ma confidiamo che presto anche queste scompariranno) è innegabile che un nuovo spirito anima la compagine canarina. Lonzar, Acciavatti, Sandukcic, Agostini, hanno rappresentato domenica, l’evidenza di questo spirito.
La squadra ospite ci è piaciuta ed ha dimostrate una buona combattività, anche se qualche volta il desiderio di non perdere li ha condotti a qualche scorrettezza.
Il modenese Bianchi, direttore di gara, si è imposto con molto senso pratico alle due squadre ed ha permesso ai numerosi spettatori presenti di assistere ad un incontro non spezzettato da richiami continui ed inutili.
Prima di terminare desideriamo rivolgere un consiglio amichevole agli scalmanati (fortunatamente pochi) della tribuna di non infastidire i giocatori con consigli contraddittori, ma di fare gli spettatori, possibilmente tifosi, e non i commissari tecnici| fuori posto.
La ripresa della squadra canarina è apparsa, domenica, evidente quindi deve essere veramente onesto prenderne atto.

11 Marzo 1916  –  Il disastro ferroviario di Pedaso
II disastro
La tranquilla popolazione del nostro litorale la mattina del 5 si ridestava sotto l’impressione terribile della notizia di un disastro ferroviario avvenuto notte a Pedaso con molte vittime.
Le prime voci davano oltre un centinaio di morti e più centinaia di feriti : fortunatamente le allarmanti proporzioni andarono scemando man mano che giunsero informazioni più sicure e determinate; ma il fatto in realtà esisteva ed era di una tragica gravità eccezionale.
La sera del 4 mentre una tradotta militare stava manovrando in uno dei due binari della stazione di Pedaso fa investita dall’accelerato 1843 proveniente da Ancona trainato da due locomotive.
L’urto fu violentissimo. La prima locomotiva del treno investitore cozzò terribilmente con quella della tradotta. Il tender si spostò obliquamente, la seconda locomotiva dal cozzo deviò, rovesciandosi giù per la scarpata. Si udi un urlo di terrore ! I viaggiatori sbalorditi si gettarono dagli scompartimenti, urlando e cercando una via di scampo nella oscurità della notte.
Il più danneggiato fu il treno militare.
L’ urto violentissimo produsse lo sfasciamento della prima vettura subito dopo la locomotiva, in cui viaggiavano 36 soldati, e del bagagliaio. Tutto il rimanente treno per fortunata accidentalità fu spinto indietro un centinaio di metri, essendosi spezzato l’agganciamento, cosicché in questa parte vi furono soltanto dei contusi nello sballottamento.
I militari si precipitarono dai loro scompartimenti por portare soccorso ai feriti.
Primi ad accorrere sul luogo del disastro furono le Autorità di Pedaso il dottore Romani, i RR. Carabinieri, i Finanzieri, i soldati della territoriale e tutti i cittadini, gareggiando nello slancio e nei lavori di salvataggio, in cui si distinsero in special modo i ferrovieri.
La Croce Rossa di Fermo accorsa immediatamente col R. Sottoprefetto Cavaliere Bucci ed altre autorità, diede prove mirabili di abnegazione e di spirito di sacrificio.
Rinunziando a descrivere lo spettacolo raccapricciante e le scene di dolore che si .veri fi caro ne nei primi momenti del disastro e durante l’opera di salvataggio. Questo fu organizzalo meravigliosamente; sicché nel termine appena di un’ora fu compiuto.
Vennero estratti cadaveri sei soldati e cinque ferrovieri, e una trentina di feriti, chi più e chi meno gravemente. Medicati alla meglio sul posto essi vennero subito trasportati all’Ospedale della Croce Rossa di Fermo e a quello di S. Benedetto; ora si trovano tutti in via di miglioramento e fuori di pericolo, mercé le cure amorose dei medici locali e del personale addetto al loro servizio.
Sulla causa del disastro al momento in cui scriviamo ancora non si è fatta luce intera : pende però l’ inchiesta e speriamo che luce sarà fatta ed intera, e che i colpevoli, se colpevoli vi sono, siano esemplarmente puniti, perché è impressionante, per non dire altro, la frequenza di questi scontri, particolarmente di treni che trasportano i nostri soldati da o pel fronte.
L’inchiesta giudiziaria
Le prime indagini ed accertamenti giudiziari in seguito al disastro, ferroviario di Pedaso, furono eseguiti dal Delegato di P. S. Palmarini Nicola, recatosi al sopralluogo in automobile da Fermo poco dopo avvenuto il fatto.
Il funzionario, coadiuvato dall’Arma locale, dopo aver fatto piantonare il disco segnalatore, essendo riuscito a provare che esso segnava via libera al momento dello scontro, procedette all’arresto del Capostazione aggiunto Coppola Luigi di Alfredo nato a Porto S. Giorgio il 30 novembre 1893, che era di servizio, dello scambista Giri Domenico di Bartolomeo nato a Nocera Umbra nel 1884, dimorante a Iesi e del macchinista Donaggio Pietro fu Ferdinando, nato in Ancona nel 186ì, unico superstite del personale delle due locomotive del treno viaggiatore investitore N. 1813.
Quest’ultimo però venne più tardi rilasciato, non essendo risultate responsabilità a di lui carico.
Il Delegato invece per le contraddizioni in cui caddero, mantenne in arre¬sto il Coppola Litigi e il Giri Domenico sui quali pesa tutta la grave responsabilità dell’accaduto ; ed in tale stato, unitamente alle prove raccolte, li passò a disposizione della R. Procura di Fermo pel procedimento penale, mentre si continuano le investigazioni dirette a stabilire, se, nel fatto, invece che la colpa, vi possa essere dolo da parte di qualcuno.
I funerali
I funerali che, martedì scorso a Pedaso, furono resi alle vittime del disastro ferroviario riuscirono solenni e veramente imponenti. Tutto il circondario di Fermo era rappresentato da innumerevoli associazioni, bandiere e corone, espressione sincera del comune dolore e della sventura.

12 Marzo 1910  –  Cinematografo
Ieri a sera nella Sala Elios si rappresentò «Vita, miracoli, passione e morte di N. S. ». Splendide le proiezioni continuate a colori, di effetto grandissimo impressionante.
Questa sera a richiesta generale lo spettacolo si ripete.

12 Marzo 1910  –  Attenti !…
Ci si dice che ancora si aggiri pei paesi dell’Archidiocesi al fine di dare Conferenze la Signora Contessa Pisani,
Crediamo necessario far sapere che la Signora non é autorizzata a tener conferenze in questa Archidiocesi e che i Parroci devono assolutamente rifiutarsi di prestarle l’opera loro.

12 Marzo 1910  –  Fermo cammina….
Si è fondato un circolo anticlericale giovanile « Francisco Ferrer ». A Quando un circolo anticlericale «Musolino»?

13 Marzo 1898  –  I danni del vento
Lunedì scorso sin dalle prime ore del mattino un vento insistente, impetuoso e spaventevole imperversò nella nostra città per tutta la giornata. Molti camini furono abbattuti ; le vie si vedevano seminate di tegole, cadute dai tetti e parecchi canali destinati a raccogliere acqua furono schiantati alll’infuriar dei venti.

13 Marzo 1921  –  Perché si balla
Per il gusto di ballare?
Nessuno me la fa inghiottire, scriveva l’altro giorno Mar. F. A. in un notevole articolo; tanto è vero che quando i giovinotti mancano le signorine trovano scipito danzare fra loro e viceversa.

Si balla per un fine estetico ed artistico?

Ma via! Piantala!

E’ la danza odierna uno sport igienico?

Sentite come risponde un moderno igienista: “ … il ballo è esercizio salubre quando è fatto all’aria aperta e non è avvelenato dalle passioni. La veglia prolungata, l’aria mefitica e polverosa, i disordini dietetici, ne fanno nelle nostre sale eleganti, un esercizio dei più pericolosi per la salute”.

E’ morale il ballo?

No. Oggi almeno: no, no, no.

Così scrive una donna: “ … originandosi dall’istinto sensitivo, diviene un eccitante sottile, ma sicuro dei sensi. Il ballo gustato in tutta la sua forza, mi dicono, è un piacere veramente convulsivo, un sub delirio dei sensi. Diciamolo più francamente: l’evidenza si impone e dobbiamo riconoscere che è l’impurità permessa, accettata, indiscussa e quasi comandata dalle convenienze sociali”.

E chi ne scapita in tutto ciò è specialmente la donna. La donna, la quale diventa non dissimile alle … sciagurate dei marciapiedi che, per bisogno, si danno.

Da chiunque abbia pagato il biglietto d’ingresso o magari, risulti socio di un Circolo, può essere abbracciata sotto gli occhi del marito, del fratello e dei genitori.

I quali, molte volte capiscono il disagio della situazione e, tra un giro e l’altro, così sottovoce: – via! Basta andiamo! ma, questo, è troppo! E lei, un sorriso scoppiettante e via, di lancio, tra le braccia … proibite!

Questo è il ballo. E peggio, il ballo … Quaresimale che può essere anche … cittadino!

Oh! i buoni babbi … concilianti la messa quotidiana Quaresimale con la quotidiana esposizione delle proprie figlie: come dei baccalà in Quaresima!

Oh! i buoni mariti, che all’indomani debbono essere in orario all’ufficio, dopo aver perduto sonno e … tranquillità!

Oh! le buone mamme e le buone figliuole di … coscienza che credono opportuno passare, prima del ballo, in Chiesa un pochino per darla ad intendere un po anche al buon Dio!

Oh| quella brava educatrice! Che il giorno appresso, con gli occhi cerchiati di stanchezza e di ebbrezza sensuale, dovrà insegnare alla scolaresca il valore della moralità e della … serietà femminile!

Oh! quella …mamma e quella … figlia che gareggiano nella scienza dei balli più difficili, come in quella delle vesti e degli atteggiamenti più … facili!

Ed allora concludiamo: perché si balla? e si balla in Quaresima? E nella settimana di Passione e forse si ballerà nel Venerdì Santo?

La risposta è semplice. Perché in quelle povere coscienze, Religione, serietà, moralità sono … tutto un carnevale!
 Ordine del Giorno
I Circoli della Gioventù Femminile Cattolica di Fermo riuniti in Assemblea Plenaria il giorno 6 marzo 1921, dichiarano pubblicamente la propria, incondizionata, vivissima disapprovazione per i cosiddetti “Veglionissimi” tenuti nel periodo sacro al raccoglimento Quaresimale; in evidente contrasto con la fede religiosa che si gloriano di professare.

Prendono atto con plauso della astensione cosciente della quasi totalità delle socie.

Invitano le pochissime che, per qualsiasi motivo, vi parteciparono, ad uscire dalle organizzazioni Cattoliche.

Fanno voti che questa loro franca ed aperta condanna alla frenesia del ballo in Quaresima, come in teatro così nei club cittadini o in ambienti privati, trovi eco favorevole ed efficace presso le Autorità locali e tutta la cittadinanza seria ed onesta.

16 Marzo 1912  –  L’orologio della Torre del Duomo
si è chiuso in un ostinato silenzio, che dura da più giorni. perché ?  Mistero.
E’ probabile però – dicono i competenti – che da qui a qualche secolo possa riacquistare la favella . . .
Fortunati i tardi nepoti che vi saranno !

18 Marzo 1906  –  Incendio allo stabilimento Tombolini
11 giorno 16 alle ore 5 pom. circa si sentì in Città una forte detonazione.

Era scoppiata una porzione dello stabilimento Pirotecnico Tombolini sita nei pressi del convento dei Cappuccini. Si sviluppò Subito un forte incendio ed una densa colonna di fumo. Il disastro fu relativamente limitato e dei 12 operai che attendevano al lavoro nessuno soffrì danno grave. Accorse la Compagnia dei Bersaglieri, i RR Carabinieri, le Guardie ed una moltitudine di cittadini.
Tutti deplorano il facile ripetersi di simili disastri dovuti forse alla troppa spensieratezza che in genere si ripone in simil pericolosi lavori ed anche alla troppa primitiva forma di tali Stabilimenti.
Crediamo poi che si dovrebbero eseguire simili lavori molto più distanti dall’abitato. Che sarebbe avvenuto se tutto il deposito si fosse incendiato? In quei pressi oltre al vicinissimo Convento dei Cappuccini, vi son molte case che vorrebbero essere più al sicuro.

19 Marzo 1904   –  Furto sacrilego
Nello scorso mercoledì nella Chiesa di S. Rocco venne rubata una delle due lampade d’argento, che pendono dinanzi all’altare di Maria S.S. Lauretana. L’audace e sacrilego furto è stato denunziato all’autorità di P. S. che sta compiendo attivissime indagini.

19 Marzo 1921  –  In molte targhe
di pietra che portano inciso il nome delle vie, le parole non si conoscono più, cancellate dal tempo e dalle intemperie. Per comodità dei forestieri sarebbe bene che il Municipio facesse ripassare con vernice le lettere, in modo da renderle di nuovo leggibili.

19 Marzo 1939  –  Tentato furto
Nelle ore piccole di un giorno della settimana scorsa l’agente Panziera dell’Istituto di Polizia privata nel perlustrare la zona adiacente alla sede della Banca delle Marche e degli Abruzzi, ha veduto un uomo che con fare sospetto uscito dall’ingresso principale del palazzo dell’Ente Comunale di Assistenza ove ha la sede la detta Banca, e, sgattaiolando si è avviato per il Viale Vittorio Veneto. La guardia lo ha rincorso senza poterlo raggiungere. Ritornato sui suoi passi l’agente Panziera ha ispezionato l’atrio della Banca e lo ha riscontrato forzato e scassinato ma il furto non è stato consumato.

20 Marzo 1949  –  Suggestivo viaggio in ferrovia
Un mare di popolo col treno della Madonna
Da quando, una settimana fa, prima corse una voce incerta, e poi seguì la con ferma, che il Ven. Simulacro della Madonna del Pianto, sarebbe stato trasportato per ferrovia da Servigliano alla Stazione di M. S. Martino, al primo senso di meraviglia e incredulità subentrò subito in tutti un affaccendarsi intonso, por preparare una accoglienza lieto e festosa in questo Suo singolare viaggio.
E ieri sera – 13 marzo – scortato da una folla immensa, il Simulacro della Madonna dopo avere avuto le stesse manifestazioni di giubilo di una settimana prima, lungo la provinciale Matenana, scende da Curetta, per raggiungere la Stazione Ferroviaria. Sono quasi le 20, quando la testa dell’interminabile corteo compare nel Viale della Stazione, fastosamente addobbato, ed illuminato.
Incominciano quindi le operazioni di trasbordo, e carico del Simulacro sull’apposito carro ferroviario. La stazione e le sue adiacenze presentano una visione grandiosa, commovente : è un mare di popolo che si agita, canta, applaude, fa forza per prendere posto nelle vetture già da più ore pronto nei binari; anzi moltissimi l’hanno occupato molto tempo prima per timore di non trovare posto. Quanti ne sono ? Impossibile dire una cifra, anche approssimativa. Certo sono parecchie migliaia!
Prima delle 22 tutto è già pronto, finisce il mormorio dell’attesa, ed il lungo, singolare convoglio, lentamente si mette in moto.
Procede, spinto in avanti, il carro della Madonna, addobbato ed illuminato da potenti riflettori, così il Simulacro è un faro di luce, proiettatagli da ogni parte. Quattro Carabinieri, ai lati, fanno scorta d’onore.
Vengono due potenti locomotori che debbono trascinare circa 20 vetture viaggiatori, i quali non trovando posto nell1 interno si assiepano sui montatoi e terrazzini dei vagoni.
Le varie centinaia di fedeli rimasti a terra, e che circondano il treno già in moto, applaudono freneticamente.
Si procede lentamente, a passo d’uomo. Lungo la vicina provinciale Val di Tenna, decine e decine di automobili seguono II cammino del treno, e con la luce dei loro potenti fari danno un tono festoso a tatto il suggestivo panorama.
Il treno si arresta: siamo alla Parapina. La stazioncina è addobbata ed illuminata, in un quarto d’ora si raggiunge la Stazione di S, Vittoria, il Rev.do Don Corradini rivolge belle parole ai presenti incitandoli alla devozione alla Madonna,
SI riprende il cammino per M. S. Martino, da dove il Simulacro della Madonna, raggiungerà, per la via comune, M. Falcone Appennino.
Quando il treno entra in stazione è già mezzanotte. La folla qui è straordinaria, discesa dal paese, da M. Falcone e Smerillo : Con rapidità e speditezza, il Simulacro viene tolto dalla vettura ferroviaria, e rimesso nel suo carro, quindi avviene la cerimonia della consegna.
E’ l’una dopo la mezzanotte, quando il carro della Madonna, tirato da robusti giovani si incammina verso M. Falcone. Si ricompone intanto il convoglio ferroviario per il ritorno… parecchi però mancano: hanno voluto seguire la Madonna fino lassù a M, Falcone. Il treno corre verso Fermo, non vi è più la festosità dell’andata; molti sonnecchiano; un bimbo che del sedile ha fatto li suo lettino, dorme e sogna.

23 Marzo 1947  –  Fiera dello « Sparraccittu»
Affollatissima è stata quest’anno la tradizionale fiera di San Giuseppe, caratteristica per la comparsa nella piazza delle nuove coppie di fidanzati della campagna, che vengono fatti segno al lancio dei lupini, per la vendita dei vasetti di fiori , delle coccette ; dello sparraccittu e cioè: l’assieme di carrubbio, castagne secche lesse e lupini col sale.

Abbondantissime le merci di ogni genere, esposte nella innumerevoli bancarelle assordante il vociare dei venditori alcuni muniti di altoparlante, alquanto scarsi pero, gli affari.

24 Marzo 1907  –  Il restauro di un’ opera d’arte
Constatiamo con piacere che va lodato il pensiero dell’amministrazione della Congregazione di Carità, che nei lavori di restauro fatti eseguire al Monte di Pietà, ha disposto anche che si restituisse come già s è fatto alla forma primitiva la bifora della facciata prospiciente il Corso, la quale insieme al portale sottostante costituisce un bell’ornamento artistico del vecchio edifìzio. L’elegante bifora in stile veneziano, e gli ornati del portale, che rappresentano sotto l’arco una Madonna della Misericordia, in bassorilievo, e al vertice dell’arco stesso un eterno Padre, sono lavoro di un bravo artista del quattrocento e molto probabilmente di M. Giacomo di Giorgio Schiavone, il quale abitava a Fermo nel 1485, e negli anni successivi vi operava un altare per S. Domenico e un altro in onore di S. Venere per la Chiesa di S. Maria della Carità, oggi Carmine, dipendente dalla Fraternità stessa, fondatrice del pio luogo.
Ci auguriamo che l’esempio dato dalla Congregazione di Carità, sia imitato da chi deve, perché anche altri monumenti d’arte di molto maggiore importanza aspettano di essere ritornati alla primitiva bellezza. Quanto sarebbe conveniente per esempio che sorgesse un’iniziativa per ridonare l’antico aspetto meglio possibile al monumentale tempio di S. Francesco, e alla facciata del Duomo due veri gioielli di architettura, guasti però in molta parte per l’ignoranza e il cattivo gusto dei tempi

25 Marzo 1893 – Malfattori in giro
Mercoledì 22 un fatto semitragico contristò la nostra quieta città. Dopo il mezzogiorno nella cosiddetta Strada nuova due Reali Carabinieri incontrarono quattro malfattori, responsabili di furti commessi in Osimo, Recanati ed altri luoghi, e tentarono arrestarli. I malandrini vedendosi superiori di numero esplosero le loro rivoltelle contro i carabinieri, ferendo uno di essi alla gamba e certo Saverio Santarelli, che a caso ivi transitava ; quindi si diedero a precipitosa fuga. Questura e soldati si misero tosto in moto per rintracciare i malviventi : dopo non molto presso Rapagnano ne fu arrestato uno, che venne qui condotto e accompagnato in quartiere fra gli urli ed i fischi della moltitudine che accennava a farne giustizia sommaria. Fino al momento che scriviamo nulla si sa degli altri tre ; ma ci auguriamo che pur essi vengano presto assicurati.
Sono stati sequestrati alcuni oggetti, appartenenti a quei malandrini, fra i quali due grossi e lunghi scalpelli, con cui andavano esercitando la loro comoda e lucrosa professione.

25 Marzo 1900  –  Giusti lamenti
Ci è stato riferito che nella fontanella del Largo Matteucci, presso la torre omonima, alcuni venditori di salumi sono soliti lavare dei baccalà e della così detta trippa, impedendo alle donne e alle altre persone che si recano ad attingere acqua di adempiere l’obbligo loro.
É uno sconcio che si deve reprimere da chi di dovere perché non conviene che le persone aspettino il comodo di quelli che abusivamente vanno lì a fare simili lavaggi

29 Marzo 1896  –  Fognatura
Ci si assicura che il giorno 8 Aprile p.v. saranno ripresi i lavori di fognatura della Città, sospesi durante la stagione invernale, Si nutre fondata speranza che saranno condotti a termine nell’anno in corso. Non conosciamo l’ordine con cui essi verranno eseguiti, ma, se esatte sono le nostre informazioni prima verrà ultimata la rete della parte orientale della Città, come quella che più ne abbisogna; poi sarà provveduto alla fognatura del Corso e Quartiere Campoleggìo.
A questo proposito ci piace notare che fogne già eseguite hanno dato ottimi risultati.

29 Marzo 1908  –  Disgrazia
Ieri sul mezzogiorno una vettura con quattro persone scendendo poco cautamente vicino ai palazzo Bernetti si rovesciò. Annunziata Morici di Ponzano di fermo ne ebbe la peggio essendo stata travolta sotto. Riportò frattura del capo e in lettiga venne trasportata all’ospedale dove versa in grave pericolo di vita.


APRILE


22 Maggio  1910 –  Inciviltà
Ci si scrive :
«Martedì u.s. mentre gli alunni del Seminario Diocesano ritornavano dalla solita passeggiata, giunti presso l’osteria del Tiro a segno, vennero vigliaccamente insultati da parecchi soci d’una ormai celebre fanfara e da parecchi altri…. E’ inutile ridire gl’insulti e le trivialità d’ogni genere lanciate contro di loro, dei superiori e specialmente contro la venerata persona dì Sua Eccellenza Mons. Arcivescovo»
Lo scritto continua riferendo altre particolarità delle prodezze di questi eroi da taverna e facendo delle giuste osservazioni.
Ma basta il poco riferito per denunziare il fatto al giudizio del pubblico educato.
Noi bolliamo col marchiò indelebile di fuoco codeste mascalzonate e diciamo alto agli autori: non ci provate più perché non sempre le ciambelle riescono col buco!

22 Maggio 1926  –  Processioni solenni 25 e 30 maggio per il Santo Giubileo
Fermo cristiana – cattolica è invitata a lucrare il Santo Giubileo, prendendo parte alle grandi processioni — da S. E. Mons. Arcivescovo limitate a due sole — nei giorni 25 Maggio (3. festa dì Pentecoste) e 30, Domenica successiva, visitando : il Duomo, S. Francesco, il Cimitero.

E’ dovere, è interesse spirituale di tutti corrispondere, approfittando della grande facilitazione accordata con le due visite soltanto (se collettive) e dando solenne attestato di Fede e di spirito di penitenza, per l’acquisto del Santo Giubileo.

Per la circostanza verrà esposto in S. Francesco il Santo Simulacro della Madonna del Pianto e vi rimarrà fino a tutta la Domenica seguente.

Norme per le Processioni


GIUGNO


LUGLIO


AGOSTO


SETTEMBRE


OTTOBRE


NOVEMBRE


DICEMBRE