
DAL 1892 AL 1950
GENNAIO
2 Gennaio 1912 – In un cinematografo di Campoleggio
si danno rappresentazioni tutt’altro che perfettamente morali. A noi rincresce fare osservazioni di questo genere, anche perché non vorremmo danneggiare un commercio che può e deve essere onesto.
Ma laddove vediamo un pericolo per le famiglie è nostro dovere di pubblicisti l’additarlo pubblicamente.
5 Gennaio 1907 – Reclami del pubblico
Carissima Voce Domando la parola per questioni che mi riguardano, lo credo che sia preziosa la salute e la incolumità personale tanto dei cittadini che abitano nelle vie principali, quanto di quelli che abitano nelle vie secondarie. E allora perché si è usata tanta sollecitudine per sgombrare la Piazza, il Corso e qualche altra via primaria dalla neve caduta negli ultimi giorni dello scorso dicembre, mentre dello sgombro di tante altre vie e vicoli più ripidi e più pericolosi si é lasciata la cura soltanto al sole ed alla nebbia? perché almeno non si è pensato a gettarvi neppure un pugno di sabbia? Eppure gli abitanti di quei vicoli non sono meno puntuali dei fortunati abitatori di altre vie al pagamento delle tasse! Un’altra indecenza è questa. I viottoli che da Piazza conducono al Girifalco sono tutti ingombri da immondizie. Ma non esiste più il regolamento d’igiene? O se esiste, perché non lo si fa osservare ?
Un contribuente
5 Gennaio 1947 – Sistemazione del Campo Sportivo
Il Sindaco on. Ciccolungo ha comunicato al presidente della Società Sportiva Fermana sig. Ignazio Desideri, che il Ministro dei Lavori Pubblici si è interessato alla sua richiesta di una definitiva sistemazione dei nostro campo sportivo comunale. Il progetto oltre a far trovare lavoro ai numerosi disoccupati della nostra città, servirà a poter dare finalmente quel tanto sospirato fondale al nostro stadio, che per la sua natura cretacea, alla prima pioggia diventa un pantano impraticabile, danneggiando la riuscita delle gare che vi si svolgono.
6 Gennaio 1895 – L’Anno nuovo
dopo averci regalato nel primo giorno un cielo splendidissimo direi quasi di primavera, ci ha portato subito appresso una buona quantità di neve la quale, se ci arrecherà un po’ di noia e fastidio per il freddo intenso, sarà però utilissima alle nostre campagne. Notiamo quest’anno un’ indolenza nello spazzare le vie della città: vogliamo sperare che quanto prima provvederà il Municipio.
6 Gennaio 1906 – Orribile disgrazia
Ci scrivono da Capodarco:
Il giorno 2 corr, una bambina di poco più che 3 anni venne lasciata sola in casa dalla mamma e dalla sorella maggiore, che erano uscite per alcune faccende. La povera piccina, forse per riscaldarsi, si accostò troppo al fuoco e ne venne investita in guisa che i parenti al ritorno la trovarono carbonizzata. Sono accorse sul luogo le autorità per le constatazioni di legge e per accertare le responsabilità, se vi sono.
Non é la prima volta che a Capodarco avvengono fatti simili ed è proprio doloroso il constatare con quanta leggerezza certe mamme abbandonino alla propria sorte loro figliuoletti !
7 Gennaio 1894 – Freddo e Neve
La gran neve caduta in questi giorni ha non solo ritardate le comunicazioni postali, ma ancora interrotto il movimento ordinario della città. Tutti stanno rintanati nelle proprie case. Gli unici che attirano l’attenzione sono gli addetti allo sgombero delle nevi, e se il tempo dura come al momento che scriviamo, la loro fatica dovrà continuare ancora. Il freddo è intenso, e il termometro è disceso di varii gradi sotto lo zero. Il 1894 che avea cominciato con una giornata splendida di primavera, in un momento ci ha ricacciato nel più crudo dell’inverno. Auguriamoci presto il bel tempo, quantunque Matthieu de la Drome (per chi ci crede) profetizzi tutt’altro.
8 Gennaio 1899 – La Chiesa di san Zenone
Da pochi giorni è stata riaperta al culto la storica Chiesa di san Zenone che fu danneggiata da un fulmine caduto sulla antichissima torre il 18 ottobre del 1895. Di esso tempio si conservano preziose memorie in tre iscrizioni che possono leggersi ancora nell’interno dell’atrio della medesima, e nell’architrave della porta principale. La più antica memoria rimonta al 1171 e forse alla edificazione perché nel 1183 fu consacrata In Onorem Dei et Sancti Zenonis dal Vescovo fermano Pietro, terzo di questo nome.
La sua torre, terminata a cartoccio nel 1422 e rovinata dal fulmine più sopra ricordato, venne restaurata con premuroso e coscienzioso lavoro da Luigi Fattenotte. Bravo imprenditore di opere murarie che non risparmiò zelo e fatica perché con intelligentissima direzione il lavoro riuscisse solido e riportasse la torre alla forma che dovette avere nei secoli anteriori al XV. Il Fatttenotte è giovane ancora quantunque assai provetto nelle imprese dell’arte sua. A lui si deve se Extra Moenia esistono nuove abitazioni, le quali con facile e mite spesa edificate, tanto bene rispondono alle esigenze dei proprietari.
Amico vero degli operai, è per lui ch’essi non mancano di lavoro in ogni stagione dell’anno e giustamente viene da essi stimato, amato e venerato qual padre.
Il Parroco coadiutore , D Paolo Minnucci non avrebbe meglio potuto affidare l’ardua impresa della restaurazione della torre e della chiesa che al Fattenotte; perrocchè questi tanto colla energia e colla solerzia che gli formano vero ornamento, in brevissimo tempo e quasi per incanto ripristinò lo storico tempio ove può ammirarsi dagli amatori di archeologia un magnifico capitello marmoreo dell’undecimo secolo, scolpito a figure dello stesso stile di quelli che si ammirano tuttora nella Cattedrale Modenese.
Tale capitello appartenente all’ultima colonna dell’antichissima chiesa fu discoperto dal Fattenotte e si volle conservato dal Parroco Minnucci a pubblica veduta, essendo all’interno del Tempio, colle due iscrizioni nell’atrio, l’unica opera d’arte che di quell’epoca ancora si conservi.
8 Gennaio 1921 – Elettrificazione della Linea A.F.A.
Da persona autorevole che fa parte dell’ impresa Besenzanica è stata comunicata la notizia che un importante azienda elettrica dell’Alta Italia ha ottenuto dallo Stato la concessione per una derivazione nell’alto Tenna con la condizione di fornire a prezzo di costo alla Società per le Ferrovie Adriatico-Appennino l’energia elettrica per la linea P. S. Giorgio-Fermo-Amandola- Ci auguriamo dunque di poter vedere realizzato così in tempo non lontano questo sistema di trazione che risolverebbe tutta questione delle comunicazioni del Tenna.
9 Gennaio 1926 – Una befana filantropica
Segnaliamo l’atto generoso dei signori Osvaldo Belli, Alessandro Fagioli, Tommaso Mancinelli, Vittorino Petracci, i Fratelli Vittorangeli i quali hanno offerto per la festa della Befana un pranzo, nella Trattoria « Al Byron », a cinquanta bambini poveri della città.
Questo atto sarà valutato dalla cittadinanza che serberà grato ricordo anch’essa dei benemeriti della carità i quali hanno voluto far allietare di sorrisi il volto di cinquanta bambini a cui la befana domestica non poteva dispensare regali come a tanti altri bimbi, per le strettezze della sua povertà.
9 Gennaio 1926 – Nel Ricreatorio S. Carlo
Domenica 10, dopo la processione della Madonna del Pianto, la sezione filodrammatica « Nova Juventus » darà nel teatrino il patriottico dramma «Dopo Caporetto» seguito da brillante farsa.
Domenica 17, invitati dal Ricreatorio, verranno tra noi i bravi giovani fìlodrammatici della «Robur» di Macerata per prodursi nella commedia «Cavaliere dell’Amore» che ha raccolto molti plausi.
Ai bravi giovani il benvenuto tra noi.
9 Gennaio 1926 – Nuovo Negozio
Abbiamo ammirato nel Corso V. E. il un nuovo Negozio Magazzeno della Moda con ricco assortimento di Stoffe di tutti i tipi e di alta novità delle ditte italiane ed estere.
Lieti che la città si vada abbellendo formuliamo i migliori auguri per la nuova azienda.
9 Gennaio 1926 – Cronaca religiosa
La venerata Immagine di Maria SS. del Pianto questa sera verrà trasportata dalla sua Chiesa in quella di S. Francesco per l’inizio del tradizionale settennario che quest’ anno sarà predicato da uno dei migliori oratori italiani Rev. Dott. Galbati. Domani poi avrà luogo, se il tempo lo permetterà, la solita processione.
9 Gennaio 1938 – Nevicate
Si sono susseguite nella settimana altre nevicate con temperatura minima di 6 gradi sotto zero. Lodevolissimo il provvedimento del Comune per pulire subito le strade ed agevolare così Il transito al pubblico.
9 Gennaio 1938 – Ancora furti
Il termometro dei furti ha seguitato a salire, con grande timore della cittadinanza.
Sono continuati scassinamenti in luoghi pubblici e privati. Hanno subito danni i1 Cinema S. Carlo e le chiese S. Caterina, di S. Filippo e l’Oratorio di S. Monica.
Speriamo che la Pubblica Sicurezza trovi il bandolo della matassa e riesca ad acciuffare la pericolosa associazione a delinquere.
9 Gennaio 1949 – Campoleggio ha bisogno di luce e di sole
Nel giornale l‘Unità del 5 gennaio viene sollevato per la seconda volta a distanza di pochi giorni il problema del risanamento della zona del Vicolo Lungo. Su lo stesso argomento un consigliere comunale di parte comunista nell’ultima seduta del Consiglio Comunale invitò l’Amministrazione a voler considerare l’urgente necessità di provvedere alla bonifica di quella zona. Abbiamo assistito a quella riunione, e indipendentemente dal fatto che l’Unità sia ritornata su l’argomento, avremmo riferito, come ora riferiamo ai nostri lettori, la cronaca di quella seduta e le nostre impressioni.
Intanto un elemento importante è emerso dalla discussione in seguito all’ intervento di un consigliere della maggioranza ed è quello che molti giorni prima che il problema venisse discusso su la pubblica stampa ebbe luogo a Roma un incontro tra il Sindaco e il Ministro Tupini nel quale incontro, tra gli altri problemi, venne appunto discusso quello del risanamento del Vicolo Lungo.
In tale incontro il Ministro, prendendo in considerazione le proposte avanzate, disse che pur comprendendo appieno la necessità e l’urgenza di intervenire non ne aveva sul momento la possibilità, ma che avrebbe tenuto presente la richiesta promettendo di rendersi conto, nella prossima visita, della entità dell’opera e delle possibilità tecniche di risoluzione.
II Consiglio Comunale accolse compiaciuto tale dichiarazione e lo stesso consigliere di minoranza non ebbe di che ribattere forse perché, come lui stesso dichiarò, non intendeva fare il demagogo, ma l’Unità insiste su questo argomento e ci regala due colonne di prosa agrodolce menando il can per l’aia sul solito motivo dei ricchi « padroni » e dei poveri « servi » e immaginando furibonde lotte tra i suoi 24 lettori per accaparrarsi il prezioso numero, denuncia chiaramente il suo scopo di propaganda giornalistica. Perché altrimenti dopo aver riferito per filo e per segno la discussione in seno al Consiglio avrebbe dovuto minacciare di ritornare sull’argomento qualora le promesse fossero state fallaci?
Ma certo noi in questo modo pretendiamo di troppo perché così facendo, l’articolista non avrebbe potuto più accampare la priorità dell’iniziativa che, sulla base delle dichiarazioni che noi abbiamo ascoltato, spetta all’Amministrazione Comunale.
Che cosa rimane allora? Rimane il fatto che esiste un problema insoluto del Vicolo Lungo del quale, indipendentemente dalle chiacchiere giornalistiche e dalle speculazioni di partito, l’Amministrazione Comunale, come è suo dovere, si sta interessando e stia certo il sopranominato articolista che anche questo problema sarà risolto e non certo per merito delle sue divagazioni. Sara risolto come quello delle Case Popolari, e di tanti altri problemi che sono in via di risoluzione. E se lui non lo sa glielo diciamo noi che da decenni e decenni Fermo ha atteso inutilmente il soddisfacimento delle sue necessità e c’é proprio voluto un Ministro democristiano per iniziare l’opera.
Lo stesso Ministro se l’ha saputa iniziare la saprà portare a termine. Questo, sanno gli onesti cittadini.
11 Gennaio 1948 – Vandalismo
L’Amministrazione Comunale che ha preso l’iniziativa di sistemare e abbellire, con l’approvazione generale della cittadinanza, il nostro Girfalco, luogo ameno nei mesi estivi e meta di continue escursioni da parte dei forestieri, ha sentito il bisogno di denunziare, attraverso le parola dell’on. Sindaco, atti vandalici compiuti da ignoti durante la notte dei primi giorni dell’anno, danneggiando e sradicando, pur non riuscendovi, giovani piantagioni destinate all’abbellimento della nostra migliore località secondo uno studiato progetto. Ci auguriamo che non si abbiano a ripetere, per il decoro della nostra città fatti del genere
12 Gennaio 1896 – Neve e beneficenza
Dopo un vento impetuoso di due giorni abbiamo avuto anche noi una considerevole nevicata. E al momento in cui scriviamo, la neve cade ancora a larghe falde e minaccia di continuare chi sa per quanto tempo. Siam certi che la carità cittadina vorrà mostrarsi, come sempre, generosa verso i poverelli in queste circostanze in cui la miseria si rende più penosa.
Anche le cucine popolari, che dal 2 corr. funzionano, recheranno grandi vantaggi alla povera gente. E poiché siamo in questo argomento, ci piace di segnalare che la Congregazione delle Dame della Carità da qualche tempo fa distribuire gratuitamente 60 minestre al giorno, oltre la somministrazione gratuita di carne e brodo agli infermi poveri.
A questo e ad altri atti di carità le Dame provvedono colle proprie contribuzioni e coll’utile che si ricava dal Giardino d’infanzia.
12 Gennaio 1908 – Reclami del pubblico
Quando piove, o la neve si scioglie, viene altamente deplorato da tutti il vero fango che si forma nella discesa al cortile dell’Arcivescovado, ed in quella che immette all’ufficio dalle Regie Poste con serio pericolo di sdrucciolarvi.
Tale sconcio passò sempre inosservato agli scopini Municipali e nessuno pensò mai a rimediarvi.
Egregio Commissario, vorrebbe pensarci Lei con cortese sollecitudine?
13 Gennaio 1923 – Boys Scouts
La Società Sportiva « Victoria » che tante benemerenze e glorie ha riportato nella sua vita di ormai quindici anni nel campo dell’educazione fisica della gioventù, ha deciso di istituire un’altra sezione oltre quelle già esistenti di ginnastica. atletica, ciclismo, giochi, alpinismo, calcio ecc…) per lo scoutismo che tanta diffusione ha preso m Italia nelle istituzioni giovanili Chi conosce l’altissimo valore educativo religioso, morale e patriottico dello scoutismo sa solo che nulla esso contiene di militaresco, ma che dà ai giovani la formazione di uno spirito d’iniziativi e di disciplina, di dignità individuale e di fratellanza, di un carattere insomma mite e vigoroso. I Boys Scouts della » Victoria aderiranno alla Associazione Scoutistica Cattolica Italiani(A. S, C. I.) che ora è più numerosa del Corpo Nazionale dei Giovani Esploratori e che, come questo, è riconosciuto dallo Stato e trattato alla stregua medesima.
13 Gennaio 1923 – Partita di foot-ball
La Fermo batte U. S. Sangiorgese a 4-2 Con la più perfetta cavalleria si è svolta domenica 31, sui Campo sportivo de «La Fermo» una partita di Foot-ball tra la locale Società Sportiva e la Unione Sportiva Sangiorgese.
La squadra di Porto S. Giorgio si è presentata in buona forma e si sono ben distinti nel gioco il portiere Baglioni I e la mezz’ala Santarelli ; de « La Fermo » Bernardi e Santopaolo hanno fatto vedere la loro bravura e sono stati i maggiori fattori della vittoria. Il campo era pessimo, il tempo discreto ma ventoso. Buono l’arbitraggio del rag. Antognozzi.
Le Squadre sono scese in campo nella seguente formazione :
- S. Sangiorgiese : Baglioni I, Giacomozzi, Pettorossi I. Salvi, Baglioni II, Tosti. Mariani II, Paci, Santarelli, Pettorossi, Agnelli.
S.S. La Fermo : Grifoni, Rossi, Antognozzi II , Nasini, Bernardi, Maffei, Paci, Tosi, Bonfiglio, Santopaolo, Di Giorgio.
14 Gennaio 1900 – Notarelle criminali
Il giorno 8, nelle ore pomeridiane, furono arrestati alcuni individui sotto la imputazione di avere tentata la estorsione di L.500 a un signore della città, mediante una lettera minatoria, la cui risposta, accompagnata dal vaglia relativo, servì a scoprire e ad assicurare gli autori del reato, quando si presentarono a ritirarla dall’ufficio postale.
Il potere giudiziario indaga per istabilire esattamente tutte le responsabilità: ed è bene che una buona lezione sia data, non per odio ai disgraziati colpevoli, ma per esempio di tutto il basso tondo della nostra città il quale, tranquillo per la scarsezza della forza pubblica qui da noi comincia a far parlare di sé con una frequenza non molto piacevole.
16 Gennaio 1915 – Il terremoto
La violentissima scossa di terremoto della mattina del l3 corr. che ha seminato la doso!azione in tanti luoghi degli Abruzzi; e del Lazio, distrutti paesi pur ieri fiorenti di vita e di industrie, e mietuto migliaia di vittime umane, si faceva sentire a Fermo, anche più fortemente che in altri paesi della regione, durando circa venticinque secondi.
La popolazione allarmata si riversava in gran parte sulle pubbliche vie.
La scena più emozionante e che poteva essere anche tragica si è avuta nella Chiesa di S. Francesco, dove in quell’ora erano raccolte centinaia di fedeli per le consuete devozioni del settenario della Madonna del Pianto.
Appena avvertita lo scossa il pubblico è stato colto da vivo panico e si è dato a fuggire al l’impazzata con alte grida accalcandosi alle porte di uscita. Vari sacerdoti che stavano celebrando la S. Messa hanno dovuto sospenderla e ritirarsi anch’ essi in disordine. Impossibile descrivere la confusione Al terrore del momento, accresciuto dalla caduta di numerosi calcinacci che si staccavano dalla volta.
Per fortuna le esortazioni alla calma del Can. Cicconi, del P. Curato Ciocci e di altri sacerdoti, che erano sul posto sono valse a trattenere e rassicurare un po’ la moltitudine spaventata e si sono potuti evitare più gravi incidenti.
Nel fuggi fuggi generale parecchie persone rimanevano travolte, svenendo e riportando contusioni di una certa entità ma senza letali conseguenze.
La voce sparsasi in sulle prime di morti e di centinaia di feriti richiamava una folla enorme di cittadini accorsi trepidanti per assicurarsi della sorte di molti dei loro cari che nel terribile momento si trovavano in chiesa.
Accorsero prestamente i militi della Croce Bianca che trasportarono le due o
tre persone più lese all’ospedale e alle rispettive abitazioni.
Furono pure sul posto S. Ecc. Monsignor Arcivescovo, il Sindaco, il Sotto-prefetto, il Capitano dei Carabinieri, i sanitari Dott. D’Allocco e dott. Santini ed altre autorità.
La Chiesa lesionata in varie parti si dovette chiudere per misura di pubblica sicurezza e per impedire che la folla vi si appressasse, minacciando la caduta di qualche mattone del cornicione della facciata e si dovette stendere un cordone di soldati del presidio, i quali erano accorsi fin dal principio e all’ordine de’ loro Tenenti avevano cooperato allo sgombro della chiesa ed apprestato tutti gli aiuti del caso.
Carabinieri e guardie di città prestarono con lodevole zelo l’opera loro, finché non tornò una tranquillità relativa nella moltitudine, la quale persuasa che nulla era successo di veramente grave, si sciolse lentamente.
Per ragioni di sicurezza pubblica dovendo la chiesa rimanere chiusa per qualche giorno in attesa di restauri più urgenti, il Simulacro della Madonna del Pianto la sera istessa fu con solenne processione trasferito al Carmine dove è continuato il settenario.
Ad eccezione di quel che è avvenuto a S. Francesco, in citta non si devono deplorare nessun altri gravi danni. Soltanto delle lesioni, ma di non molto rilievo, si sono verificate nella chiesa del Gesù, nell’Istituto Industriale e in qualche altro edificio privato, nella abitazione del custode del cimitero la violenza della scossa ha abbattuto il camino.
In conclusione: grazie a Dio e alla Madonna del Pianto, grande panico si, ma nessuna disgrazia, né personale né materiale.
19 Gennaio 1902 – Riceviamo e pubblichiamo
CAMPOFILONE
Il giorno 6 corr. mentre nella Chiesa Abaziale di S. Bartolomeo si celebrava la funzione della sera, nella Chiesa della Madonna SS. del Carmine veniva sforzata la cassetta delle elemosine e sottratti i pochi soldi che vi si potevano trovare, essendo stata vuotata poco tempo prima.
La sera stessa, verso le ore 8.30, si sparse la voce che i ladri erano nuovamente penetrati nella medesima Chiesa. Fu subito un accorrere di gente ed in vero si trovò che ladri sacrileghi, pur troppo ancora ignoti, tentarono invano di togliere l’inferriata da una fenestra, aprirono un piccolo buco nella porticina della Sacrestia e fatto scorrere il ferro interno penetrarono in Chiesa e rubarono i voti della Madonna consistenti in 11 anelli d’oro, 3 paia di orecchini, una crocetta pure d’oro, una spilla d’argento ecc.
Stante l’ora poco propizia per operazioni birbantesche specialmente in un giorno di festa, i ladri debbono essere stati disturbati da qualche passeggiero, poiché non portarono via anche i cuori d’argento.
Ieri nella Chiesa stessa, gremita di popolo indignato e commosso si celebrò una funzione riparatrice che riuscì benissimo e fu raccolta un’abbondante elemosina da risarcire in parte il danno sofferto e poter appendere un nuovo voto sull’altare della nostra cara madre Maria.
22 gennaio 1893 – Neve e terremoto
Sembrava che la stagione invernale in quest’anno ci avesse voluto trattare meno rigidamente degli anni scorsi, ma in sul più bello delle speranze s’è mutata la scena e ci siamo trovati involti da una copiosa e ripetuta neve, con un freddo cosi vivo e penetrante, da far seriamente riflettere anche ai più bollenti di spirito. E come ciò fosse poco, anche il terremoto nelle sue proprietà dinamiche di sussultorio e ondulatorio è venuto la notte del 18 alle ore 2,57 ant. a farci un terribile monito. Speriamo che dietro queste risolute manifestazioni il candido inverno vorrà raddolcirsi un poco e compensarci con giornate miti e ridenti.
22 Gennaio 1910 – Teppismo
Nella scorsa domenica, mentre l’Automotrice se ne ritornava a Fermo circa le 17,30 dopo l’uscita dal sottopassaggio presso il cemetero dovè fermarsi.
Fu una vera fortuna dovuta alla attenta sorveglianza del macchinista. Difatti nel binario erano state poste delle pietre cosicché se il conduttore non se ne fosse avveduto il deragliamento era inevitabile e chi sa quali conseguenze ne sarebbero derivate perché la carrozza era affollatissima di gente. Il fatto è Stato constatato da persone autorevoli che si trovavano sulla vettura.
Si disse in passato che la voci di attentati di questo genere era una invenzione, una calunnia.! Ora che il fatto non può essere negato che cosa si dirà ?…. Saranno stati forse alcuni bambini che si erano posti lì a giuocare con i sassi ? Noi arrossiamo di frante a certe manifestazioni che offendono il nostro sentimento, la civiltà e la gentilezza d’animo di questa popolazione.
La cittadinanza dovrebbe, come un sol uomo insorgere contro questo vergognoso teppismo, investigare e cercare di conoscere il miserabile autore
22 Gennaio 1910 – Un Incendio
Martedì sera verso le ore 21 in uno de’ magazzeni del Sig. Clodomiro Rispi in Campoleggio si sviluppò un incendio. Vi fu un po’ di panico tra le persone delle case adiacenti, ma mercè l’opera dello stesso proprietario e il pronto soccorso de’ vicini l’incendio fu soffocato. Giunsero poi i militari del Presidio e le guardie municipali ma fortunatamente tutto era finito, il magazzeno non era assicurato; il danno ascende a circa un migliaio di Lire. Come in tutti gli altri casi consimili si manifesta sempre più forte il bisogno di un corpo di pompieri che garantisca la sicurezza pubblica
26 gennaio 1947 – Nelle A.S.C.I.
Quanto prima si costituirà il gruppo ”Cavalieri di S. Giorgio,, fra gli ex Scaut del glorioso Riparto del 1 Victoria Fermo. Sono pertanto invitati tutti i vecchi appartenenti alla Associazione, ai quali ancora non fosse giunto l’invito, di mandare la loro adesione al 1 Riparto Esploratori presso il Ricreatorio S.Carlo. Detti Gruppi che sono già sorti in quasi tutte le Città, oltre che affiancare l’opera dei quattro Riparti della nostra Città, si propone per proprio conto la ripresa di gite, campeggi ecc…
27 Gennaio 1907 – Neve e Terremoto
Anche nel la nostra città nei giorni 23 e 24 è caduta in abbondanza la neve, che però fortunatamente la nebbia dei giorni successivi ha già quasi completamente disciolto. Il 23 poi a un’ora e 2 minuti fu avvertita una forte scossa di terremoto in senso ondulatorio, seguita a breve intervallo da un’altra scossa di minore intensità.
27 Gennaio 1912 – Disgrazia
Ieri circa le ore 16 una mula giovane e bizzarra trainava un carretto pel corso verso il Tribunale. Al rumore che in quel luogo sogliono fare le ruote per l’avvicendarsi dei ciottoli e dei mattoni la mula prese fuga e non valse a trattenerla né il padrone che la portava pel morso né il freno di chi seguiva il veicolo tirandone la meccanica. Ambedue la dovettero abbandonare per non essere travolti e la bestia si dette a vertiginosa fuga rompendo le ruote e fracassando quanto incontrava fermandosi infine fra le ceste di frutta che sogliono essere presso la Chiesa di S. Agostino.
Fu uno spavento generale e fortunatamente in quell’istante non passava molta gente. Una povera donna e due bambine rimasero travolte e contuse non gravemente e furono ricoverate all’Ospedale dalla squadra di pubblica assistenza prontamente accorsa.
Pochi minuti dopo la strada sarebbe stata piena di alunni delle scuole e si sarebbe potuto verificare chi sa quale disastro.
28 Gennaio 1922 – Divieto di maschere
Con ordinanza del R Sottoprefetto, viene proibita durante la presente stagione di carnevale, l’uso della maschera e dei travestimenti. Le maschere potranno recarsi nei soli luoghi chiuse (sale e teatri) ove siano indetti veglioni, purché si acceda in vettura.
29 Gennaio 1899 – Terremoto
Ieri alle ore 6,12 fu avvertita una sensibile scossa sussultoria di terremoto.
29 Gennaio 1916 – Giovani Esploratori
Riceviamo con preghiera di pubblicazione :
Questo Commissariato ha deciso di aprire sino a tutto il corrente mese, la iscrizione per Aspiranti Novizi, ma soltanto allo scopo di completare alcune squadriglie.
Fra gli Aspiranti stessi verranno scelti quelli : 1. che più si accostano al dodicesimo anno di età ; 2. che sono i migliori per profitto scolastico ; 3. che presentano maggior attitudine fisica.
Le domande pertanto dovranno essere corredate da quei documenti che valgano ad attestare le qualità suddette.
Fermo, li 20 gennaio 1916
IL COMMISSARIO Geom. G. TRASATTI
29 Gennaio 1916 – Falsi allarmi
Ci si riferisce che qualche cavaliere d’industria, approfittando dell’ignoranza del popolo e specialmente dei contadini, requisisce i libretti di risparmio di Casse e Banche o della Posta quelli al portatore riscattandoli col versamento di somma inferiore, anche di molto, a quella scritta nei medesimi libretti; ciò col pretesto che denari alla Posta ed alle Casse non sono più sicuri perché il Governo se ne appropria per la guerra. Diamo l’allarme contro queste indegne manovre prima che si allarghino ed esortiamo le persone di senno, il Clero specialmente, ad impedire con la loro influenza questa campagna per tutti pericolosa, facendo comprendere che il Governo chiede prestiti o impone tasse ma non commette appropriazioni indebite spogliando i cittadini delle loro proprietà con un furto. Se i depositi a risparmio non fossero sicuri non sarebbero i requisiti dai suddetti.
30 Gennaio 1898 – Pubblica Sicurezza
Si parla di furti commessi in città da ignoti, e di aggressioni notturne pure da ignoti effettuate.
Speriamo che l’ufficio di P. S. vorrà agire energicamente.
30 Gennaio 1898 – Reclami del pubblico
Si e spacciata della carne nociva alla salute dei consumatori.
Perché il grave inconveniente non si ripeta, il Municipio provvegga sollecitamente.
30 Gennaio 1898 – Cassetta postale
Nel palazzo Comunale presso l’Ufficio delle Guardie è stata collocata una cassetta per ricevere le corrispondenze da inoltrarsi col diretto della notte. La cassetta sarà al suo posto dalle 22.00 alle 3.00. Così la impostazione viene protratta di cinque ore.
30 Gennaio 1898 – Ufficio di Polizia Urbana
Oggetti rinvenuti e depositati in quest’ Ufficio a tutto il 28 Gennaio 1898 : Fazzoletto con piccoli oggetti da donna — Braccialetto dorato — Anello d’oro — Portafogli con carte e cambiali — Portamonete con soldi e crocetta — Pettine da donna — Fazzoletto lana e seta — 19 cariche da revolver — Ricavato dalla vendita di 22 Chili Fava — Un paio mezzi guanti seta — Una salvietta di tela — Fazzoletto con sciallotta — Fazzoletto con cifra e bordo ricamato — Piccolo ventaglio — Forbice per unghie, vecchio sistema — Berretto per bambino — Un paio guanti filo — Un paio calzoni per bambino — Un libro da messa — Un fazzoletto di seta —
Oggetti antichi ritrovati nell’ Ufficio Postale di Fermo — Chiavetta inglese con anello — Chiave comune — Breloque con ribatto e capelli — Fazzoletto con cifra — Occhiali i#staffe — Fazzoletto colorato — Scarpe per bimbo — Chiave per Cassa forte — Mazzo di 5 chiavi — Fazzoletto con chiave — Breloque d’ argento — Ombrellino da sole — Un pezzo di corda — Ombrello da contadino — Orecchino con corallo — Sciallotta nera — Occhiali a staffe con busta — Un pezzo Cotonina — Fazzoletto ricamato con bordo — n.10 colletti per uomo — Un ditale d’argento.
I sotto indicati che depositarono oggetti trovati in quest’Ufficio; sono invitati di venirli a ritirare,
essendone divenuti proprietaria a senso dell’Art 2146 Cod. Civile.
Mezzabotta Domenico — Polloni Giuseppe — Maranesi Cesare — Moretti Francesco — Mezzabotta Antonio
Ciumberlani Achille — Santini Pietro
FEBBRAIO
2 Febbraio 1895 – Fontana ornamentale in Piazza V.E.
Il Presidente mostra agli adunati il bellissimo disegno della fontana, che dovrà costruirsi nella piazza maggiore eseguito gratuitamente dal Sig. Comm. Conte Giuseppe Sacconi, e riferisce che l’esecuzione importa una spesa di L. 12.000.
Il Consiglio approva, e delibera si invii un telegramma di ringraziamento all’illustre artista. Indi, per la rinuncia emessa dal Conte Francesco Brancadoro, si procede alla elezione di un membro della Commissione direttiva della Scuola industriale. Risulta eletto il Sig. Armando Fiorani. La seduta è tolta alle ore. 22.
2 Febbraio 1895 – Il nuovo medico
L’eccellentissimo Dottor Fabio Rivalla Medico egual primario di Città, ieri assumeva l’esercizio della condotta, fissando l’alloggio in casa del Sig. Pietro Grifoni, Largo Montebello, n. 34 — Lo precede la fama di abilissimo Sanitario e probo cittadino. — Gli diamo il benvenuto.
2 Febbraio 1895 – Attenti alle carte false
Sappiamo che trovansi in giro sconosciuti che vanno spendendo Biglietti della Banca Nazionale da L. 50 perfettamente imitati riconoscibili soltanto per i fregi blou alquanto grossolani e portanti la Serie 078 N. 1590.
2 Febbraio 1902 – Gli effetti delle intemperie
Le eccezionali intemperie degli scorsi giorni e che, come leggiamo nella “Tribuna”, hanno interrotto le linee telefoniche e telegrafiche fra l’Italia, la Francia e la Germania hanno causato ancora nella nostra città la interruzione della luce elettrica per due sere. Ma il buio non fu che temporaneo, perché con sollecitudine la Società riparò ai guasti delle intemperie.
3 Febbraio 1917 – Grave disgrazia
Il Venerdì 26 u.s. allo Stabilimento di Tessitura Rabolini, il giovane operaio Dante Del Sozzo mentre era intento al lavoro nella macchina di trasmissione fu impigliato dalla cinghia trascinato e sollevato con furia vertiginosa in aria.
Fu un grido di terrore di tutto il personale operaio presente. Si deve al pronto intervento degli assistenti che fermarono subito il motore, se si evitò una raccapricciante sciagura,
3 Febbraio 1917 – Si scopre un furto e si arresta un disertore
Dopo nuove ed attive indagini del Delegato di P S. Rag. Palmarini Nicola circa alcuni furti recentemente verificatisi, risultò che, insieme ad altri, aveva operato uno sconosciuto, identificato poi per un Montegiorgese d’anni 25, soldato effettivo al Deposito del 17 Fanteria. Il Delegato, benché costui non fosse ricercato, perché risultava al fronte, riuscì a stabilire che la notte precedente ad un furto stava a P. S. Giorgio presso la sua fidanzata in abito da borghese e che, uscito dalla casa della donna, sarebbe andato a compiere il reato.
In casa della fidanzata il Funzionario sequestrò vari oggetti, ritenendoli di sospetta provenienza ed infatti alcuni di essi regalatile furono riconosciuti da certo Valicelli Antonio, negoziante girovago, dimorante a Treia il quale, nel novembre scorso a M. S. Giusto (Macerata) fu derubato ad opera di ignoti di chincaglieria per oltre mille lire di valore. Assodatosi infine che egli fosse disertore per la seconda volta, perché dopo arrestato per diserzione nell’ aprile 1916. riusci a fuggire mentre lo si riconduceva al fronte, il Delegato dispose un abile servizio di appiattamento a P. S. Elpidio, dove avrebbe saputo che soleva rimanere alla notte in casa di un pregiudicato, l’Arma del luogo, riusci ad arrestarlo in una notte mentre usciva scalzo con le scarpe legate dietro sotto la giacca.
Dopo interrogato dal Funzionario il Marinelli ieri mattina fu inviato in traduzione straordinaria al Distretto Militare di Ascoli, in attesa di giudizio.
4 Febbraio 1894 – Terremoto
La sera del 2 corr. alle ore 20,40 (8,40 pom.) si é avvertita in questa Città una forte scossa di terremoto.
4 Febbraio 1922 – Giuoco della ruzzola
Avvalendosi delle disposizioni di legge ed a tutela e nell’interesse della incolumità pubblica, un recente decreto del sindaco vieta il giuoco della ruzzola e del formaggio, in tutte le strade pertinenti a Fermo, eccettuati i seguenti tronchi delle medesime, nel quali detto giuoco è permesso :
- Strada Pompeiana : dalla casa Bacalini già Testatonella, in prossimità dell’edicola Santa Maria Maddalena a 500 metri prima di giungere al fosso detto delle « Moje » nel punto in cui questo attraversa la strada comunale in prossimità di quella che immette alla scuola rurale sita nell’ex molino Paci fu Michele.
- Strada Montonese : dalla Chiesa della Carceri a quella di Montone.
- id : dall’ imbocco della vicinale Fogliano, dopo oltrepassate le case di montone, sino 500 metri prima di giungere allo spaccio di privative condotto da Vallasciani Luigi in contrada S. Girolamo.
- Dalla- Chiesa di Salette sino a 500 metri prima di giungere a quella di S. Marco alle Paludi.
- I giocatori debbono essere vigili a mettere ogni dovuta attenzione allo scopo di non offendere persone che transitano in detti tronchi di strade.
4 Febbraio 1922 – Il Tribunale rimanga
Il ministro di Grazia e Giustizia e quello di Agricoltura al Comune e il conte Grossi a Sua Ecc. Mons. Arcivescovo hanno inviato telegrammi rassicuranti che il Tribunale di Fermo non verrà radiato, secondo la nuova riforma burocratica, e rimarrà stabile. Questa notizia ha tolto ogni preoccupazione dall’animo della popolazione! della Città e del Circondario che altrimenti si sarebbe male sobbarcata a uno spostamento, per luogo più lontano, dai propri affari in via giudiziaria.
6 Febbraio 1915 – Pro danneggiati dal terremoto
Il Comitato Cittadino ha deciso la costruzione di 8 baracche, per ora, da collocarsi a Scurcola, che sta risorgendo per opera delle Marche. La Scuola Industriale lodevolmente si è esibita per la immediata costruzione di esse. Ne riparleremo.
6 Febbraio 1938 – Segnalazioni
E’ stato qualche volta, anche su queste colonne, lamentato lo sconcio che succede nello spiazzale Temistocle Calzecchi e l’adiacente tratto del Viale Vittorio Veneto per causa dei carri che continuamente vengono a rilevare i concimi nel magazzino del Consorzio agrario.
Questo sconcio si va verificando ancora. Basta pensare e ricordare le ore 11,30 del giorno 1 febbraio u. s.
Le ragioni che spingono i passanti a deplorarlo sono due principali.
In questo largo, in certe ore, si vengono a trovare due treni elettrici o fermi sui binari o in manovra varii autobus di servizio pubblico, qualche automobile privata e poi.. questa fila di carri ingombranti.
Tutto ciò produce un ingorgo tale che i cittadini, i quali si trovano in dati momenti di tepore a godersi un po’ di sole, bambini, mamme con le carrozzelle dei loro piccoli, studenti, professionisti, debbono stare guardinghi nonostante tutta la buona volontà della guardia comunale addetta a regolare il movimento del traffico.
Inoltre, dovendo i suddetti carri agricoli, per turno portarsi davanti la porta del magazzino per caricare i sacchi di concime debbono fare la fila ed aspettare parecchio tempo. Ed allora succede che il Largo, dedicato a un grande fisico italiano, e il Viale, sacro ad un nome storico della Grande Guerra diventano un vero mondezzaio, con grande delizia visiva ed olfattiva dei cittadini, anche se il povero Antò con occhio vigile, sondi i movimenti sospetti delle vacche e corra ai ripari per diminuire gli effetti delle liquide e e solide manifestazioni animalesche.
Quale impressione riceverebbe un forestiero che, capitato per la prima volta a Fermo e sceso appena dal tram o dall’autobus, vedesse tutto quell’ingombro sudicio?
Crediamo che scambierebbe subito Fermo per la famosa Roccacannuccia.
Preghiamo di voler fare una breve riflessione sull’incidente, di non passarci sopra e di fare come i cittadini, che purtroppo debbono passarci, sopra a simili porcherie, indegne di un luogo di passeggio pubblico e di ingresso alla piazza, centro, della città!
10 Febbraio 1895 – Avvallamento
Domenica 3 corr. verso le ore 6 di sera un tratto della Piazza V. E. per una superficie di circa mq 30 sono sprofondati improvvisamente. Nessuna disgrazia.
Accorsi prontamente sul luogo gl’impiegati dell’Ufficio tecnico municipale, questi facevano costruire in giro al buco formatosi una stecconata a riparo dei passanti.
Venne subito constatato trattarsi di rovina della volta della grotta comunale, che nella caduta aveva naturalmente trascinato seco il terreno sovrastante. La grotta non sarà riattivata.
10 Febbraio 1895 – L’Inclemenza della stagione i e poveri
Nelle due scorse settimane abbiamo avuto anche qui grandissima quantità di neve La carità cittadina si è addimostrata pur in questa circostanza generosa inverso dei poveri. Il numero delle minestre distribuite nelle cucine popolari è stato in qualche giorno superiore al 700. Le Dame di Carità hanno fatto del loro meglio sia nel distribuire agli infermi poveri razioni di carne e brodo sia nel consegnare sussidi a domicilio Resta però ancora da provvedere a qualche altra occulta miseria; e noi sappiamo che vi sono due famiglie prive di biancheria segnatamente, da letto. Se qualche anima generosa vorrà concorrere all’uopo potrà consegnare al nostro ufficio ciò che meglio crederà per sovvenire queste famiglie disgraziate. Noi faremo recapitare quanto ci verrà inviato.
10 Febbraio 1901 – Disgrazia mortale
Nel pomeriggio di Giovedì un bambino di sette anni figlio del muratore Carosi, correva sopra il muricciuolo che dalla strada di Porta Romana guarda il monastero di Santa Croce, perduto l’equilibrio, cadeva nel suolo sottostante, riportando lesioni gravi. Grande è stata la costernazione per questo pietoso avvenimento.
10 Febbraio 1907 – Atto eroico
Il giorno 6 corr. verso le 3 pom, nella località, detta Paludi del fiume Tenna. le cui acque erano molto ingrossate a causa dello sciogliersi della neve, stava per accadere un’orribile disgrazia e solo poté evitarsi mercé l’atto eroico, compiuto dal Sig. Biccirè Leandro, mugnaio.
In detta ora certo Ridolfi Nazzareno di anni 55 circa ed il suo figlio dodicenne di S.EIpidio a mare, contrada Corva, per ritornare a casa osarono guadare il fiume in un punto assai pericoloso e furono travolti dalla corrente, che li trasportarono per circa trenta metri e senz’altro sarebbero miseramente periti.
II Biccirè Leandro, che si trovava li presso intento ai lavori di presa d’acqua al canale dei suo mulino con incredibile coraggio si gettò nel fiume sfidando ogni pericolo e, con sforzi inauditi li ebbe tratti a salvamento ed in seguito apprestò loro tutte le cure più ragguardevoli finché non furono del tutto rinvenuti. Mentre ci congratuliamo vivamente col Sig. Biccirè per l’operato suo, degno del più grande encomio, ci facciamo un dovere di additarlo chi spetta perché l’atto suo veramente eroico non resti senza la debita riconoscenza.
10 febbraio 1946 – Furti audaci
Recentemente sono avvenuti in Città furti audaci. Alla gioielleria Vannicola ignoti hanno asportato oggetti di valore e moneta per l’ammontare di vari milioni. La Polizia indaga attivamente.
Altro furto è avvenuto in casa della Prof. Russo, donde è stato asportato un apparecchio Radio, delle posate d’argento ecc.
Altri altrove di minore entità. Ci permettiamo richiamare attenzione delle Autorità di Polizia e la vigilanza di tutti i cittadini su questi fatti dolorosi.
10 Febbraio 1946 – Oggetto smarrito
E’ stata ritrovata una matita automatica. Chi l’avesse smarrita può ritirarla presso la Redazione della « Voce delle Marche » dando le opportune indicazioni.
11 Febbraio 1894 – L’Influenza
anche quest’anno ha voluto visitarci, e già si è diffusa largamente in Città. Sebbene i casi siano molti, pure sino ad ora non si hanno a lamentare tristi conseguenze. Auguriamoci di esser presto liberati da questa epidemia.
11 Febbraio 1894 – Dispensa dal digiuno e dal magro
L’ Eminentissimo Sig. Cardinale Arcivescovo in vista dell’indicata malattia, che già si è sparsa in parecchi paesi, ha ottenuto dal S. Padre per l’Archidiocesi la dispensa dal digiuno nella presente quaresima e dai cibi di magro nei giorni vietati. Resta però proibita nel tempo di quaresima la promiscuità della carne e del pesce nel medesimo pasto.
13 Febbraio 1898 – Spaccio di carni
Nel penultimo numero di questo nostro periodico richiamammo l’attenzione del Municipio sullo spaccio di carni nocive che si fa purtroppo in barba a tutti i regolamenti d’igiene e di sanità pubblica. Quelle poche parole provocarono una lettera del Veterinario Comunale, pubblicata per le colonne di un altro periodico cittadino, allo scopo di rassicurare i consumatori che carni insalubri non escono dal Mattatoio. La smentita, per quanto indiretta, data alle nostre parole fu . . . . imprudente. Infatti nel mentre la lettera si leggeva dal pubblico, le guardie municipali, con lodevole zelo, correvano per le osterie a sequestrare la carne di un feto trovato nelle viscere di una vacca regolarmente abbattuta nel mattatoio!
Dinanzi a questi fatti inverosimili ma purtuttavia possibili a Fermo, molti si chiedono ed a ragione, che razza di vigilanza si esercita sullo spaccio delle carni ? Noi non sappiamo se il Municipio, fatto avvertito dei lamenti del pubblico, abbia o no adottato provvedimenti; sappiamo però che molto ma molto lascia desiderare la carne che si vende a prezzi certo non miti. Non tocca a noi ricercare a chi ne spetti la responsabilità, ma il Municipio farà opera doverosa occupandosi del grave inconveniente ed emanando severe disposizioni che realmente valgano a tranquillare la cittadinanza.
13 Febbraio 1898 – Lavori pubblici
Il Municipio ha indetto l’asta per la riselciatura della piazza e per la costruzione della chiavica in Via Monteverde. Si sono iniziati i lavori per fornire di acqua la pescheria e le latrine; questi compiuti si condurrà l’acqua al mattatoio ed all’Istituto. ,
13 Febbraio 1898 – Luce elettrica
La On. Giunta sabato 5 corrente approvò definitivamente il contratto con l’elettricista Appolloni nei termini proposti dalla Commissione Municipale. Il Sindaco la domenica successiva firmò analogo compromesso. Entro il corrente mese sarà chiamato a decidere sull’importante questione il Consiglio Comunale.
18 Febbraio 1911 – Per il monumento di Leopardi
Qualcuno ci ha fatto osservare che il monumento di G. Leopardi collocato nella Piazzetta omonima, di fronte al palazzo delle Scuole, è parecchio deturpato dai monelli che vi si divertono bruttandolo con sgorbi ed altro.
Siamo nel caso dì assicurare che a rimuovere lo sconcio dall’Amministrazione Municipale, quanto prima, il monumento sarà difeso con cancelli di ferro.
19 Febbraio 1899 – Ladroneggio
La notte fra il 15 ed il 16 corr. ignoti ladri penetrarono nel negozio di Sante Tomassini in Campoleggio esportandone L.1500 circa. Facciamo voti che la pubblica sicurezza sorvegli con maggior sollecitudine nella notte le vie della città.
20 Febbraio 1898 – La grande dimostrazione degli studenti anticlericali
Era circa un’ora e mezzo di notte quando presso la Chiesa di S. Domenico, e precisamente sotto la famosa lapide che pochi noti anticlericali vollero eriggere nel 1889 in onore del sozzo apostata Bruno, si accostò un individuo che gettò per terra una corona di fiori cioè di fronde fresche. Poco dopo venne un facchino munito di scala il quale salito in prossimità della lapide vi appese la sullodata corona in mezzo alla quale era la seguente scritta “17 febbraio 1898 – a Giordano Bruno gli studenti anticlericali”.
20 Febbraio 1932 – L’ondata di freddo
Dopo un lungo periodo quasi di precoce primavera, inondata di sole e … di polvere, si è abbattuta una ondata di freddo che ha costretto il termometro ad abbassarsi fino a quattro gradi sotto zero con grande disturbo di noi miseri mortali che ci siamo dovuti ad un tratto irrigidire dopo il tepore dei giorni scorsi.
Però il problema della polvere, nonostante qualche lettore abbia sorriso leggere il nostro spunto di cronaca comparso quando già il cielo imbronciato aveva spedito due raggi di neve granulosa, era rimasto lo stesso perché, domenica scorsa, per esempio, i poveri passanti che ebbero il coraggio a recarci alla strada nuova per riscaldarsi i piedi gelati nonostante l’aria gelata, godendo dello spettacolo della polvere sollevata dalle automobili di passaggio!
Poi e sopravvenuta la neve, largamente caduta e, per un po’ di tempo, l’inconveniente sarà evitato
Ma al sopraggiungere del tempo buono siamo sicuri che si ripeterà l’inconveniente deplorato, almeno che la nostra città si ricordi finalmente di essere città ed incominci una buona volta a tenerci a certe esigenze di città e finisca di far la parte di cieca e di sorda, mentre tante altre consorelle si affannano per il miglioramento del decoro cittadino e della pubblica igiene.
20 Febbraio 1938 – Nevicata
Dopo alcuni giorni di tepore primaverile, il mese di febbraio ha voluto celebrare la passata metà del suo corso con il regalare una nevicata farinosa, tanto per fare esercitare l’equilibrio ai viandanti specialmente nelle strade in forte discesa, provati| in resistenza fisica con sdrucciolamenti insidiosi e con ineffabile melmetta, delizia dei callifili.
22 Febbraio 1913 – Nevicata
Si è vista finalmente la neve ! Non troppo abbondante invero, ma a sufficienza per farci ammirare lo splendido spettacolo delle colline circostanti coperte del candido lenzuolo. Una triste nota la danno i poveri, purtroppo, ai quali tuttavia non manca la carità dei buoni fermani. Manco a dirlo i ragazzi ed anche … non ragazzi hanno approfittato della neve per divertirsi a pallate. Con disgusto però abbiamo visto tirarne a persone, alle quali si dovrebbe il massimo rispetto. Vecchi, ecclesiastici, donne e ragazze.. Questi, anzi, erano appostati addirittura all’uscita delle scuole.
Ciò è indegno, ma dobbiamo dire pur anche che pochi erano i maleducati e che abbiamo visto una guardia elevare contravvenzione.
23 Febbraio 1896 – Per l’acquedotto
Ci si afferma che la superiore autorità , abbia da tempo approvato il progetto di risanamento dei serbatoi di S. Domenico, conosciuti sotto il nome di Piscine. Non sappiamo pertanto spiegarci la ragione del ritardo frapposto all’inizio dei lavori relativi.
Questi non richiederanno breve tempo per la loro esecuzione, per cui, ove non si tronchi l’indugio anche per la prossima stagione estiva metà della nostra città dovrà rimanere senz’acqua potabile.
Confidiamo che si saprà dal nostro Municipio ovviare in tempo a tale grave inconveniente.
24 Febbraio 1901 – La neve
Martedì si è avuta una nevicata, come da anni non, si ricorda a Fermo. Le strade si resero affatto impraticabili i fili conduttori del telegrafo e della luce elettrica si sono spezzati in vari punti, interrompendo le comunicazioni. Altre nevicate si sono avute ieri e giovedì notte. Notizie di freddo eccezionale e di abbondanti nevicate giungono ancora dalle vicine città. In Ascoli nel pomeriggio di Martedì si ebbe anche una sensibile scossa di terremoto.
Col freddo regna ancora la fame. I lavori sono sospesi e gli operai si trovano a disagio quasi da per tutto.
A proposito del freddo e della fame nella nostra città togliamo da una corrispondenza da Fermo all’ottima “Patria” di Ancona La nevicata della scorsa notte ha avuto ancora per effetto di dimostrare la verità di quanto asseriva in un entrefilet di cronaca cittadina, intitolato: Un confronto. Bastò che la impraticabilità delle vie obbligasse a chiudere anche per un solo giorno due Succursali della Cooperativa Cattolica perché altri negozianti approfittassero tosto della circostanza per rialzare il prezzo del pane e della pasta.
24 Febbraio 1946 – Il Furto Vannicola
Non è ancora spenta l’impressione per lo svaligiamento della gioielleria Vannicola.
L’ entità del furto, valutato dicono a circa otto milioni, e tutta una serie di circostanze strane che lo circondano, hanno destalo vivo interesse nella cittadinanza la quale vuol vederci chiaro e si augura che la polizia riesca a trovare il bandolo della intricata matassa assicurando alla giustizia i rei. Noi da parte nostra terremo desta l’opinione pubblica, perché, anche questo ennesimo furto non passi troppo comodamente nel dimenticatoio.
25 Febbraio 1928 – Per il tronchetto
Con vivissimo piacere ed intima soddisfazione abbiamo visto risalire, nei giorni scorsi, la macchina ferroviaria lungo la Strada nuova per portare materiale per la elettrificazione del tronchetto e la conseguente sua riattivazione ed abbiamo pregustato la gioia del giorno, non più lontano, nel quale i carrozzoni tramviari, giungendo da Porto S. Giorgio fino alla Piazza della nostra città, ricongiungeranno i due importantissimi centri in un ritmo di vita più intenso e cordiale. Lode particolarissima per il fatto, ormai compiuto, va data alla solerte Amministrazione Comunale, particolarmente all’attivissimo Sig. Podestà che nulla ha tralasciato per sollecitare l’inizio dei lavori. Interpreti però del pensiero della maggior parte di cittadini fermani, sentiamo che il problema delle comunicazioni tra Fermo e Portosangiorgio rimarrà fondamentalmente insoluto finché non si addiverrà allo spostamento della linea ferroviaria dalla sede attuale, su la via provinciale diretta. Studiosi competentissimi hanno dimostrato, su le nostre colonne e su altri giornali, che lo spostamento può tecnicamente effettuarsi, e che la spesa non dovrebbe essere molto rilevante tenuto conto del materiale che potrebbe ricuperarsi dalla vecchia linea e dal ricavo che si effettuerebbe con la retrocessione del terreno. I principali vantaggi che si potrebbero conseguire sarebbero i seguenti: maggiore rapidità di comunicazione ; minore spesa di biglietto ; possibilità di sviluppi edilizi lungo la linea ; unificazione certa di servizi, evitandosi la concorrenza delle automobili ; facilità di accesso al nostro Cimitero.
Dato ciò ripetiamo ancora una volta che cittadini ed Enti locali dovrebbero offrire all’Amministrazione Comunale un valido appoggio e un aiuto efficace, affinchè con le forze di tutti anche con quelle della Società della ferrovia che vedrebbe risolversi in un fortissimo vantaggio il sacrificio di oggi, si raggiunga il fine da tutti desiderato.
In via subordinata poi crediamo che almeno si dovrebbe istituire una fermata vicino al Cimitero spostando possibilmente per il tratto Fermo-Cimitero la linea del tronchetto.
Non ci nascondiamo la difficoltà dell’impresa, ma siamo certi che tutto si possa vincere con la buona volontà e il miraggio del bene vero della città.
L’importantissimo problema o verrà risolto ora o rimarrà per sempre insoluto.
26 Febbraio 1916 – Attenti ai cani
Un’ordinanza sindacale, visto il rapporto dell’Ufficiale sanitario, dal quale risulta che si sono verificati due casi di idrofobia in questo Comune, prescrive che i cani, quantunque muniti di museruole, non potranno circolare se non condotti al guinzaglio sotto pena di esser deferiti all’Autorità giudiziaria oltre la detenzione del cane per l’osservazione di 4 mesi a spese del proprietario.
27 Febbraio 1937 – Statistiche del Brefotrofio
Durante il mese di Gennaio 1937, Anno XV, il Brefotrofio di Fermo ha assistito 74 lattanti illegittimi (età da 10 a 365 giorni) dei quali 73 allattati dalla madre naturale e uno da balia mercenaria esterna per malattia della madre.
28 Febbraio 1904 – Incendio al palazzo municipale
Nella sera del 25 corrente nei locali a pianterreno del palazzo comunale si sviluppò un incendio, che fortunatamente si riuscì a domare subito. La Giunta dolorosamente impressionata dal fatto, ha affidato al sig. Sindaco l’incarico di eseguire un’inchiesta per istabilire a carico di chi stia la responsabilità dell’accaduto.
28 Febbraio 1904 – Pubblici lavori
Allo scopo di dar lavoro alla classe operaia disoccupata il Municipio ha disposto che sieno subito eseguiti i lavori di ordinarie riparazioni dei fabbricati nelle strade comunali e la costruzione di opere di cui venne già deliberata l’esecuzione e di interessare il Sindaco a far pratiche presso la Deputazione Provinciale perché voglia eseguire i lavori da tempo promessi alla nostra città, come la variante fuori porta Romana e la sistemazione del ponte sul Tenna ecc.
MARZO
1 Marzo 1913 – Morto per la strada
Giovedì a mattina per la strada dei ponti nelle vicinanze della Chiesa del Ferro fu rinvenuto cadavere l’operaio Giovanni Leoni di anni 72.
Pietoso particolare! Le prime ad accorgersi del doloroso avvenimento furono la moglie e la figlia, che impensierite della mancanza da casa del Leoni per tutta la notte, col presentimento che gli fosse incolta qualche disgrazia, di buon mattino erano uscite a farne ricerca.
Il Leoni nel pomeriggio del giorno innanzi si era recato in campagna per il disimpegno di sue mansioni, quale mandatario della Confraternita di S.Giuseppe.
Mentre rincasava ad ora tarda veniva colto,come è risultato da perizia medica, da paralisi cardiaca e non avendo potuto avere soccorso, miseramente rimaneva sul posto cadavere.
Il caso ha destato impressione profonda , poiché il Leoni era conosciuto come onesto lavoratore e come buon cristiano.
1 Marzo 1913 – L’arresto di un celebre truffatore
Togliamo dal Resto del Carlino .
L’11 agosto del decorso anno fu commessa a Fermo molto abilmente una truffa alla americana, della quale rimase vittima un ingenuo contadino di Monterubbiano. Il disgraziato aveva rilasciato cinquecento lire in garanzia di un deposito affidatogli da uno sconosciuto momentaneamente, adducendo che per affari doveva temporaneamente occuparsi altrove e non voleva esporsi a portar seco diecimila lire assicurate in un pacchetto suggellato.
II poveretto aspettò un pezzo, finche, stanco, aprì il pacchetto per verificare e non vi trovò che un numero del Resto del Carlino del giorno innanzi. Immaginate la sorpresa! Furono sollecitamente fatte accurate indagini dal locale ufficio di pubblica sicurezza, ma inutilmente, giacché il truffatore, preso il volo, si era posto al sicuro. In questi giorni è stato arrestato in Arezzo tal Vago Giovanni di Romanengo (Cremona) sospettato autore di parecchie audaci truffe all’americana.
Su la scorta dei connotati dati nello scorso agosto, la P. S. ha potuto identificare il detenuto per autore della truffa del 6 agosto ed ha fatto spiccare mandato di cattura.
Il Vago da Arezzo è stato già tradotto ad Ascoli Piceno a disposizione dell’autorità giudiziaria, dovendo rispondere di varie truffe commesse fra le quali quella avvenuta nello stesso mese di Agosto a Montalto Marche, per la quale dal figlio del truffato restò mortalmente ferito il compagno di avventure del Vago.
1 Marzo 1913 – Furto sacrilego
A S. Maria a mare la notte 26 Febbraio p. p. ignoti ladri, infranta una finestra della Sacristia si sono introdotti nella Chiesa. Messi a soqquadro tutti i ripostigli, gli armadi ove si costituiscono gli arredi sacri, i ladri hanno asportato il calice ed una pisside,.
Si stanno facendo attivissime indagini.
1 Marzo 1913 – Furto tentato
In casa del Capo Mastro muratore Filippo Cisbani un pregiudicato disoccupato è penetrato non visto di pieno giorno e. stava sforzando un mobile quando venne sorpreso da un bambino di pochi anni che, spaventato, gettò subito l’allarme.
Intervenuti i carabinieri hanno subito proceduto all’arresto del mariolo, vecchia conoscenza della questura.
2 Marzo 1938 – Segnalazioni
Sull’esempio dell’Amm.ne della Ferrovia Adriatico-Appennino che ha finalmente ridato una veste decente alla sala di aspetto della stazione di Piazza Vittorio, tutti gli enti e signori proprietari di palazzi e di stabili, e specialmente ubicati lungo le vie principali, dovrebbero ricordarsi di dare una riassettata ed una ripulita ai prospetti, ai portoni, alle imposte, alle grondaie, che ancora rimangono nello status quo, nonostante le grida emanate dal Campidoglio fermano. D’altra parte anche le varie Amministrazioni dovrebbero pensate a definire certe questioni e a curare di fare sparire certe brutture che stonano maledettamente con le più elementari norme dell’estetica.
Per esempio, l’angolo della scarpata, prospiciente il Viale Vittorio Veneto, che confina con la Caserma dei RR. CC. dove sorge un canneto, pianta ornamentale proprio adatta per una passeggiata pubblica, non si sa come sia diventato.
Guardare, osservare per credere. Così pure l’annoso problema della sistemazione del largo avanti la prospettiva di S. Savino, all’ingresso del Girfalco, è rimasto insoluto e non si trova la strada di renderlo solvibile, intanto la terra si sgretola e il senso estetico precipita con essa giù per la strada Nuova.
Speriamo che la nominata Commissione di vigilanza, guardando alla situazione del Girfalco, si voglia compiacere di preoccuparsi anche di questi altri inconvenienti in modo che la buona volontà dei privati cooperi alla sua iniziativa di dare alla squallida città una modesta linea di garbo e di grazia.
Tutta la notte di sabato scorso in occasione della festa dello «sparraccetto » accompagnata da danze (a proposito: è proprio normale questa mania di ballare anche a quaresima avanzata?!), da cene e da relative bacchiche libazioni, dalla Società Operaia, hanno rotto i timpani ai vicinati, impedendo a questi il giusto riposo, le grida insistenti, il baccano e ì canoni barriti degli alticci.
Se sono proibiti gli schiamazzi notturni per le vie, non sono passibili di nulla questi sfrenati ed interminabili chiassi, prolungati sino alle ore piccole?
Non sarebbe ora di finirla di disturbare la quiete pubblica con certe rievocazioni paganeggianti ?
Lungo la strada dei sobborghi, con grande vantaggio igienico degli abitanti nelle case allineate ai Iati si levano già nuvoli di polvere ad ogni passaggio di autovetture.
3 Marzo 1917 – Gli Orologi
Cara Voce:
Ciascun orologio di Fermo suona per conto suo, tanto che l’ora del pranzo è sempre diversa fra quelli che abitano a Campoleggio, per esempio, e regolano le loro faccende con l’orologio di S.Agostino e quelli che abitano a S.Caterina e le regolano con l’orologio della Torretta. E non è raro il caso che partendo da Piazza alle 8 si arrivi a Porta S.Lucia alle 7 e ¾.
In questi tempi in cui tutto si deve limitare, non ti sembrerebbe utile che si limitassero pure gli orologi pubblici, riducendoli a uno ?Potrebbe andare come a lui meglio piacesse, e tutti ci troveremmo bene.
Non ti pare ?
Uno che deve regolare la sua vita con gli orologi pubblici …
4 Marzo 1900 – La Neve
Non molto gradita sorpresa, dopo le primaverili giornate del principio di questa settimana,
è stato il bianco regalo dello scorbutico Marzo.
Sembra una inversione dell’ordine delle stagioni questo freddo intenso cadutoci addosso, proprio quando sembrava che l’inverno si sarebbe spento placidamente come un vecchio.
Confidiamo che Febo Apollo non voglia essere più tanto scortese con noi e ci ridoni il suo sorriso consolatore fecondo.
5 Marzo 1893 – Prodezze di eroi
In occasione di un mortorio che si dice civile, ma che noi (avuto riguardo a ciò che fecero coloro i quali vi presero parte) diremo incivile, anzi incivilissimo fu nello scorso martedì profanato il nostro Camposanto. Oltreché, a quanto si dice, fu insultato il Custode del Cimitero per un tratto di educazione che i dimostranti aveano appreso forse nel galateo degli Zulù, i capi del corteo, valenti in anticlericalismo vomitarono nei loro discorsi tutto il fiele che covavano in petto contro la nostra santa religione (che chiamarono la favola del soprannaturale), e tutta la bile che si era loro eccitata dalla splendida dimostrazione mondiale fatta negli scorsi giorni al Capo supremo della Chiesa. Avrebbe dovuto sembrare che fra il morto ed i pellegrini andati a Roma per ossequiare il Sommo Pontefice, non dovesse essere alcuna relazione; ma l’ odio ed il furore satanico dei dimostranti prese pretesto dal morto per insultare anche alla fede de’ pellegrini. La santità del luogo, il rispetto dovuto alle tombe non furono sufficiente ritegno a quei prodi perché non eccedessero in dimostrazioni degne di piazza e di bettola!
Consimili scandali si ripeterono venerdì per un altro mortorio civile.
7 Marzo 1948 – l risveglio dei canarini!!
Domenica, contro i « diavoli rossi » teramani, è finalmente giunta l’agognata vittoria tanto desiderata e sospirata da tutti gli sportivi fermani, Essa è venuta in una giornata primaverile e smagliante di nuova luce (se vogliamo accennare al nuovo entusiasmo ed alla nuova vivacità comunicate ai Canarini dall’ attuale consiglio tecnico ).
Evidentemente il « brodetto di reti » trangugiato a Tolentino era ricco di vitamine , perché pare che i canarini ne abbiano avuto molto giovamento. E’ stata una vittoria netta, inequivocabile, quella dei « canarini » contro un avversario che, se tecnicamente si trovava ai disotto dei fermani, per volontà agonistica era invece alla pari.
Abbiamo avuto domenica la netta sensazione che la Fermana abbia iniziato la sua nuova vita e, agonisticamente, cominciato il suo vero campionato.
Se dal punto di vista tecnico le manchevolezze sono ancora riscontrabili (ma confidiamo che presto anche queste scompariranno) è innegabile che un nuovo spirito anima la compagine canarina. Lonzar, Acciavatti, Sandukcic, Agostini, hanno rappresentato domenica, l’evidenza di questo spirito.
La squadra ospite ci è piaciuta ed ha dimostrate una buona combattività, anche se qualche volta il desiderio di non perdere li ha condotti a qualche scorrettezza.
Il modenese Bianchi, direttore di gara, si è imposto con molto senso pratico alle due squadre ed ha permesso ai numerosi spettatori presenti di assistere ad un incontro non spezzettato da richiami continui ed inutili.
Prima di terminare desideriamo rivolgere un consiglio amichevole agli scalmanati (fortunatamente pochi) della tribuna di non infastidire i giocatori con consigli contraddittori, ma di fare gli spettatori, possibilmente tifosi, e non i commissari tecnici| fuori posto.
La ripresa della squadra canarina è apparsa, domenica, evidente quindi deve essere veramente onesto prenderne atto.
11 Marzo 1916 – Il disastro ferroviario di Pedaso
II disastro
La tranquilla popolazione del nostro litorale la mattina del 5 si ridestava sotto l’impressione terribile della notizia di un disastro ferroviario avvenuto notte a Pedaso con molte vittime.
Le prime voci davano oltre un centinaio di morti e più centinaia di feriti : fortunatamente le allarmanti proporzioni andarono scemando man mano che giunsero informazioni più sicure e determinate; ma il fatto in realtà esisteva ed era di una tragica gravità eccezionale.
La sera del 4 mentre una tradotta militare stava manovrando in uno dei due binari della stazione di Pedaso fa investita dall’accelerato 1843 proveniente da Ancona trainato da due locomotive.
L’urto fu violentissimo. La prima locomotiva del treno investitore cozzò terribilmente con quella della tradotta. Il tender si spostò obliquamente, la seconda locomotiva dal cozzo deviò, rovesciandosi giù per la scarpata. Si udi un urlo di terrore ! I viaggiatori sbalorditi si gettarono dagli scompartimenti, urlando e cercando una via di scampo nella oscurità della notte.
Il più danneggiato fu il treno militare.
L’ urto violentissimo produsse lo sfasciamento della prima vettura subito dopo la locomotiva, in cui viaggiavano 36 soldati, e del bagagliaio. Tutto il rimanente treno per fortunata accidentalità fu spinto indietro un centinaio di metri, essendosi spezzato l’agganciamento, cosicché in questa parte vi furono soltanto dei contusi nello sballottamento.
I militari si precipitarono dai loro scompartimenti por portare soccorso ai feriti.
Primi ad accorrere sul luogo del disastro furono le Autorità di Pedaso il dottore Romani, i RR. Carabinieri, i Finanzieri, i soldati della territoriale e tutti i cittadini, gareggiando nello slancio e nei lavori di salvataggio, in cui si distinsero in special modo i ferrovieri.
La Croce Rossa di Fermo accorsa immediatamente col R. Sottoprefetto Cavaliere Bucci ed altre autorità, diede prove mirabili di abnegazione e di spirito di sacrificio.
Rinunziando a descrivere lo spettacolo raccapricciante e le scene di dolore che si .veri fi caro ne nei primi momenti del disastro e durante l’opera di salvataggio. Questo fu organizzalo meravigliosamente; sicché nel termine appena di un’ora fu compiuto.
Vennero estratti cadaveri sei soldati e cinque ferrovieri, e una trentina di feriti, chi più e chi meno gravemente. Medicati alla meglio sul posto essi vennero subito trasportati all’Ospedale della Croce Rossa di Fermo e a quello di S. Benedetto; ora si trovano tutti in via di miglioramento e fuori di pericolo, mercé le cure amorose dei medici locali e del personale addetto al loro servizio.
Sulla causa del disastro al momento in cui scriviamo ancora non si è fatta luce intera : pende però l’ inchiesta e speriamo che luce sarà fatta ed intera, e che i colpevoli, se colpevoli vi sono, siano esemplarmente puniti, perché è impressionante, per non dire altro, la frequenza di questi scontri, particolarmente di treni che trasportano i nostri soldati da o pel fronte.
L’inchiesta giudiziaria
Le prime indagini ed accertamenti giudiziari in seguito al disastro, ferroviario di Pedaso, furono eseguiti dal Delegato di P. S. Palmarini Nicola, recatosi al sopralluogo in automobile da Fermo poco dopo avvenuto il fatto.
Il funzionario, coadiuvato dall’Arma locale, dopo aver fatto piantonare il disco segnalatore, essendo riuscito a provare che esso segnava via libera al momento dello scontro, procedette all’arresto del Capostazione aggiunto Coppola Luigi di Alfredo nato a Porto S. Giorgio il 30 novembre 1893, che era di servizio, dello scambista Giri Domenico di Bartolomeo nato a Nocera Umbra nel 1884, dimorante a Iesi e del macchinista Donaggio Pietro fu Ferdinando, nato in Ancona nel 186ì, unico superstite del personale delle due locomotive del treno viaggiatore investitore N. 1813.
Quest’ultimo però venne più tardi rilasciato, non essendo risultate responsabilità a di lui carico.
Il Delegato invece per le contraddizioni in cui caddero, mantenne in arre¬sto il Coppola Litigi e il Giri Domenico sui quali pesa tutta la grave responsabilità dell’accaduto ; ed in tale stato, unitamente alle prove raccolte, li passò a disposizione della R. Procura di Fermo pel procedimento penale, mentre si continuano le investigazioni dirette a stabilire, se, nel fatto, invece che la colpa, vi possa essere dolo da parte di qualcuno.
I funerali
I funerali che, martedì scorso a Pedaso, furono resi alle vittime del disastro ferroviario riuscirono solenni e veramente imponenti. Tutto il circondario di Fermo era rappresentato da innumerevoli associazioni, bandiere e corone, espressione sincera del comune dolore e della sventura.
12 Marzo 1910 – Cinematografo
Ieri a sera nella Sala Elios si rappresentò «Vita, miracoli, passione e morte di N. S. ». Splendide le proiezioni continuate a colori, di effetto grandissimo impressionante.
Questa sera a richiesta generale lo spettacolo si ripete.
12 Marzo 1910 – Attenti !…
Ci si dice che ancora si aggiri pei paesi dell’Archidiocesi al fine di dare Conferenze la Signora Contessa Pisani,
Crediamo necessario far sapere che la Signora non é autorizzata a tener conferenze in questa Archidiocesi e che i Parroci devono assolutamente rifiutarsi di prestarle l’opera loro.
12 Marzo 1910 – Fermo cammina….
Si è fondato un circolo anticlericale giovanile « Francisco Ferrer ». A Quando un circolo anticlericale «Musolino»?
13 Marzo 1898 – I danni del vento
Lunedì scorso sin dalle prime ore del mattino un vento insistente, impetuoso e spaventevole imperversò nella nostra città per tutta la giornata. Molti camini furono abbattuti ; le vie si vedevano seminate di tegole, cadute dai tetti e parecchi canali destinati a raccogliere acqua furono schiantati alll’infuriar dei venti.
13 Marzo 1921 – Perché si balla
Per il gusto di ballare?
Nessuno me la fa inghiottire, scriveva l’altro giorno Mar. F. A. in un notevole articolo; tanto è vero che quando i giovinotti mancano le signorine trovano scipito danzare fra loro e viceversa.
Si balla per un fine estetico ed artistico?
Ma via! Piantala!
E’ la danza odierna uno sport igienico?
Sentite come risponde un moderno igienista: “ … il ballo è esercizio salubre quando è fatto all’aria aperta e non è avvelenato dalle passioni. La veglia prolungata, l’aria mefitica e polverosa, i disordini dietetici, ne fanno nelle nostre sale eleganti, un esercizio dei più pericolosi per la salute”.
E’ morale il ballo?
No. Oggi almeno: no, no, no.
Così scrive una donna: “ … originandosi dall’istinto sensitivo, diviene un eccitante sottile, ma sicuro dei sensi. Il ballo gustato in tutta la sua forza, mi dicono, è un piacere veramente convulsivo, un sub delirio dei sensi. Diciamolo più francamente: l’evidenza si impone e dobbiamo riconoscere che è l’impurità permessa, accettata, indiscussa e quasi comandata dalle convenienze sociali”.
E chi ne scapita in tutto ciò è specialmente la donna. La donna, la quale diventa non dissimile alle … sciagurate dei marciapiedi che, per bisogno, si danno.
Da chiunque abbia pagato il biglietto d’ingresso o magari, risulti socio di un Circolo, può essere abbracciata sotto gli occhi del marito, del fratello e dei genitori.
I quali, molte volte capiscono il disagio della situazione e, tra un giro e l’altro, così sottovoce: – via! Basta andiamo! ma, questo, è troppo! E lei, un sorriso scoppiettante e via, di lancio, tra le braccia … proibite!
Questo è il ballo. E peggio, il ballo … Quaresimale che può essere anche … cittadino!
Oh! i buoni babbi … concilianti la messa quotidiana Quaresimale con la quotidiana esposizione delle proprie figlie: come dei baccalà in Quaresima!
Oh! i buoni mariti, che all’indomani debbono essere in orario all’ufficio, dopo aver perduto sonno e … tranquillità!
Oh! le buone mamme e le buone figliuole di … coscienza che credono opportuno passare, prima del ballo, in Chiesa un pochino per darla ad intendere un po anche al buon Dio!
Oh| quella brava educatrice! Che il giorno appresso, con gli occhi cerchiati di stanchezza e di ebbrezza sensuale, dovrà insegnare alla scolaresca il valore della moralità e della … serietà femminile!
Oh! quella …mamma e quella … figlia che gareggiano nella scienza dei balli più difficili, come in quella delle vesti e degli atteggiamenti più … facili!
Ed allora concludiamo: perché si balla? e si balla in Quaresima? E nella settimana di Passione e forse si ballerà nel Venerdì Santo?
La risposta è semplice. Perché in quelle povere coscienze, Religione, serietà, moralità sono … tutto un carnevale!
Ordine del Giorno
I Circoli della Gioventù Femminile Cattolica di Fermo riuniti in Assemblea Plenaria il giorno 6 marzo 1921, dichiarano pubblicamente la propria, incondizionata, vivissima disapprovazione per i cosiddetti “Veglionissimi” tenuti nel periodo sacro al raccoglimento Quaresimale; in evidente contrasto con la fede religiosa che si gloriano di professare.
Prendono atto con plauso della astensione cosciente della quasi totalità delle socie.
Invitano le pochissime che, per qualsiasi motivo, vi parteciparono, ad uscire dalle organizzazioni Cattoliche.
Fanno voti che questa loro franca ed aperta condanna alla frenesia del ballo in Quaresima, come in teatro così nei club cittadini o in ambienti privati, trovi eco favorevole ed efficace presso le Autorità locali e tutta la cittadinanza seria ed onesta.
16 Marzo 1912 – L’orologio della Torre del Duomo
si è chiuso in un ostinato silenzio, che dura da più giorni. perché ? Mistero.
E’ probabile però – dicono i competenti – che da qui a qualche secolo possa riacquistare la favella . . .
Fortunati i tardi nepoti che vi saranno !
18 Marzo 1906 – Incendio allo stabilimento Tombolini
11 giorno 16 alle ore 5 pom. circa si sentì in Città una forte detonazione.
Era scoppiata una porzione dello stabilimento Pirotecnico Tombolini sita nei pressi del convento dei Cappuccini. Si sviluppò Subito un forte incendio ed una densa colonna di fumo. Il disastro fu relativamente limitato e dei 12 operai che attendevano al lavoro nessuno soffrì danno grave. Accorse la Compagnia dei Bersaglieri, i RR Carabinieri, le Guardie ed una moltitudine di cittadini.
Tutti deplorano il facile ripetersi di simili disastri dovuti forse alla troppa spensieratezza che in genere si ripone in simil pericolosi lavori ed anche alla troppa primitiva forma di tali Stabilimenti.
Crediamo poi che si dovrebbero eseguire simili lavori molto più distanti dall’abitato. Che sarebbe avvenuto se tutto il deposito si fosse incendiato? In quei pressi oltre al vicinissimo Convento dei Cappuccini, vi son molte case che vorrebbero essere più al sicuro.
19 Marzo 1904 – Furto sacrilego
Nello scorso mercoledì nella Chiesa di S. Rocco venne rubata una delle due lampade d’argento, che pendono dinanzi all’altare di Maria S.S. Lauretana. L’audace e sacrilego furto è stato denunziato all’autorità di P. S. che sta compiendo attivissime indagini.
19 Marzo 1921 – In molte targhe
di pietra che portano inciso il nome delle vie, le parole non si conoscono più, cancellate dal tempo e dalle intemperie. Per comodità dei forestieri sarebbe bene che il Municipio facesse ripassare con vernice le lettere, in modo da renderle di nuovo leggibili.
19 Marzo 1939 – Tentato furto
Nelle ore piccole di un giorno della settimana scorsa l’agente Panziera dell’Istituto di Polizia privata nel perlustrare la zona adiacente alla sede della Banca delle Marche e degli Abruzzi, ha veduto un uomo che con fare sospetto uscito dall’ingresso principale del palazzo dell’Ente Comunale di Assistenza ove ha la sede la detta Banca, e, sgattaiolando si è avviato per il Viale Vittorio Veneto. La guardia lo ha rincorso senza poterlo raggiungere. Ritornato sui suoi passi l’agente Panziera ha ispezionato l’atrio della Banca e lo ha riscontrato forzato e scassinato ma il furto non è stato consumato.
20 Marzo 1949 – Suggestivo viaggio in ferrovia
Un mare di popolo col treno della Madonna
Da quando, una settimana fa, prima corse una voce incerta, e poi seguì la con ferma, che il Ven. Simulacro della Madonna del Pianto, sarebbe stato trasportato per ferrovia da Servigliano alla Stazione di M. S. Martino, al primo senso di meraviglia e incredulità subentrò subito in tutti un affaccendarsi intonso, por preparare una accoglienza lieto e festosa in questo Suo singolare viaggio.
E ieri sera – 13 marzo – scortato da una folla immensa, il Simulacro della Madonna dopo avere avuto le stesse manifestazioni di giubilo di una settimana prima, lungo la provinciale Matenana, scende da Curetta, per raggiungere la Stazione Ferroviaria. Sono quasi le 20, quando la testa dell’interminabile corteo compare nel Viale della Stazione, fastosamente addobbato, ed illuminato.
Incominciano quindi le operazioni di trasbordo, e carico del Simulacro sull’apposito carro ferroviario. La stazione e le sue adiacenze presentano una visione grandiosa, commovente : è un mare di popolo che si agita, canta, applaude, fa forza per prendere posto nelle vetture già da più ore pronto nei binari; anzi moltissimi l’hanno occupato molto tempo prima per timore di non trovare posto. Quanti ne sono ? Impossibile dire una cifra, anche approssimativa. Certo sono parecchie migliaia!
Prima delle 22 tutto è già pronto, finisce il mormorio dell’attesa, ed il lungo, singolare convoglio, lentamente si mette in moto.
Procede, spinto in avanti, il carro della Madonna, addobbato ed illuminato da potenti riflettori, così il Simulacro è un faro di luce, proiettatagli da ogni parte. Quattro Carabinieri, ai lati, fanno scorta d’onore.
Vengono due potenti locomotori che debbono trascinare circa 20 vetture viaggiatori, i quali non trovando posto nell1 interno si assiepano sui montatoi e terrazzini dei vagoni.
Le varie centinaia di fedeli rimasti a terra, e che circondano il treno già in moto, applaudono freneticamente.
Si procede lentamente, a passo d’uomo. Lungo la vicina provinciale Val di Tenna, decine e decine di automobili seguono II cammino del treno, e con la luce dei loro potenti fari danno un tono festoso a tatto il suggestivo panorama.
Il treno si arresta: siamo alla Parapina. La stazioncina è addobbata ed illuminata, in un quarto d’ora si raggiunge la Stazione di S, Vittoria, il Rev.do Don Corradini rivolge belle parole ai presenti incitandoli alla devozione alla Madonna,
SI riprende il cammino per M. S. Martino, da dove il Simulacro della Madonna, raggiungerà, per la via comune, M. Falcone Appennino.
Quando il treno entra in stazione è già mezzanotte. La folla qui è straordinaria, discesa dal paese, da M. Falcone e Smerillo : Con rapidità e speditezza, il Simulacro viene tolto dalla vettura ferroviaria, e rimesso nel suo carro, quindi avviene la cerimonia della consegna.
E’ l’una dopo la mezzanotte, quando il carro della Madonna, tirato da robusti giovani si incammina verso M. Falcone. Si ricompone intanto il convoglio ferroviario per il ritorno… parecchi però mancano: hanno voluto seguire la Madonna fino lassù a M, Falcone. Il treno corre verso Fermo, non vi è più la festosità dell’andata; molti sonnecchiano; un bimbo che del sedile ha fatto li suo lettino, dorme e sogna.
23 Marzo 1947 – Fiera dello « Sparraccittu»
Affollatissima è stata quest’anno la tradizionale fiera di San Giuseppe, caratteristica per la comparsa nella piazza delle nuove coppie di fidanzati della campagna, che vengono fatti segno al lancio dei lupini, per la vendita dei vasetti di fiori , delle coccette ; dello sparraccittu e cioè: l’assieme di carrubbio, castagne secche lesse e lupini col sale.
Abbondantissime le merci di ogni genere, esposte nella innumerevoli bancarelle assordante il vociare dei venditori alcuni muniti di altoparlante, alquanto scarsi pero, gli affari.
24 Marzo 1907 – Il restauro di un’ opera d’arte
Constatiamo con piacere che va lodato il pensiero dell’amministrazione della Congregazione di Carità, che nei lavori di restauro fatti eseguire al Monte di Pietà, ha disposto anche che si restituisse come già s è fatto alla forma primitiva la bifora della facciata prospiciente il Corso, la quale insieme al portale sottostante costituisce un bell’ornamento artistico del vecchio edifìzio. L’elegante bifora in stile veneziano, e gli ornati del portale, che rappresentano sotto l’arco una Madonna della Misericordia, in bassorilievo, e al vertice dell’arco stesso un eterno Padre, sono lavoro di un bravo artista del quattrocento e molto probabilmente di M. Giacomo di Giorgio Schiavone, il quale abitava a Fermo nel 1485, e negli anni successivi vi operava un altare per S. Domenico e un altro in onore di S. Venere per la Chiesa di S. Maria della Carità, oggi Carmine, dipendente dalla Fraternità stessa, fondatrice del pio luogo.
Ci auguriamo che l’esempio dato dalla Congregazione di Carità, sia imitato da chi deve, perché anche altri monumenti d’arte di molto maggiore importanza aspettano di essere ritornati alla primitiva bellezza. Quanto sarebbe conveniente per esempio che sorgesse un’iniziativa per ridonare l’antico aspetto meglio possibile al monumentale tempio di S. Francesco, e alla facciata del Duomo due veri gioielli di architettura, guasti però in molta parte per l’ignoranza e il cattivo gusto dei tempi
25 Marzo 1893 – Malfattori in giro
Mercoledì 22 un fatto semitragico contristò la nostra quieta città. Dopo il mezzogiorno nella cosiddetta Strada nuova due Reali Carabinieri incontrarono quattro malfattori, responsabili di furti commessi in Osimo, Recanati ed altri luoghi, e tentarono arrestarli. I malandrini vedendosi superiori di numero esplosero le loro rivoltelle contro i carabinieri, ferendo uno di essi alla gamba e certo Saverio Santarelli, che a caso ivi transitava ; quindi si diedero a precipitosa fuga. Questura e soldati si misero tosto in moto per rintracciare i malviventi : dopo non molto presso Rapagnano ne fu arrestato uno, che venne qui condotto e accompagnato in quartiere fra gli urli ed i fischi della moltitudine che accennava a farne giustizia sommaria. Fino al momento che scriviamo nulla si sa degli altri tre ; ma ci auguriamo che pur essi vengano presto assicurati.
Sono stati sequestrati alcuni oggetti, appartenenti a quei malandrini, fra i quali due grossi e lunghi scalpelli, con cui andavano esercitando la loro comoda e lucrosa professione.
25 Marzo 1900 – Giusti lamenti
Ci è stato riferito che nella fontanella del Largo Matteucci, presso la torre omonima, alcuni venditori di salumi sono soliti lavare dei baccalà e della così detta trippa, impedendo alle donne e alle altre persone che si recano ad attingere acqua di adempiere l’obbligo loro.
É uno sconcio che si deve reprimere da chi di dovere perché non conviene che le persone aspettino il comodo di quelli che abusivamente vanno lì a fare simili lavaggi
29 Marzo 1896 – Fognatura
Ci si assicura che il giorno 8 Aprile p.v. saranno ripresi i lavori di fognatura della Città, sospesi durante la stagione invernale, Si nutre fondata speranza che saranno condotti a termine nell’anno in corso. Non conosciamo l’ordine con cui essi verranno eseguiti, ma, se esatte sono le nostre informazioni prima verrà ultimata la rete della parte orientale della Città, come quella che più ne abbisogna; poi sarà provveduto alla fognatura del Corso e Quartiere Campoleggìo.
A questo proposito ci piace notare che fogne già eseguite hanno dato ottimi risultati.
29 Marzo 1908 – Disgrazia
Ieri sul mezzogiorno una vettura con quattro persone scendendo poco cautamente vicino ai palazzo Bernetti si rovesciò. Annunziata Morici di Ponzano di fermo ne ebbe la peggio essendo stata travolta sotto. Riportò frattura del capo e in lettiga venne trasportata all’ospedale dove versa in grave pericolo di vita.
APRILE
1 Aprile 1900 – Nuovi reclami
Quando la Società Italiana costruisse l’acquedotto, furono stabilite presso le porte principali della città
alcune fontane con le relative vasche.
Tali vasche doveano essere adibite all’abbeveraggio dei cavalli.
Ora alcuni ci domandano come, ad es. si potranno abbeverare i cavalli nella vasca della fontana di S. Lucia dove alcune persone tengono tutto il giorno immerse delle bottiglie sudice le quali rendono torbida l’acqua e ne impediscono l’uso a cui è destinata.
Chi e tenuto a provvedere, provveda, onde a tutti sia egualmente applicata la legge, sapendosi che in molti casi le guardie sogliono elevare contravvenzione a carico di altre persone.
1 Aprile 1900 – Condanna di mugnai
Venerdì, il nostro Tribunale, in sede penale, escusse le prove a carico di tre mugnai e, li condannava tutti tre alla multa di L. 1050 ciascuno, per avere nel 1899 mescolata della scagliola alle farine che vendevano o macinavano per conto di altri.
Difensori, gli Avvocati Murri, Lauri, Niccolini. Pubblico Ministero Margiotta
1 Aprile 1906 – Omicidio
Nella sera di domenica scorsa, fuori dell’osteria nella contrada di SS. Cuori, per questioni di gioco vennero a rissa due contadini avvinazzati e uno di essi fu dal compagno ferito mortalmente con due colpi di arma da taglio. Trasportato nella notte stessa al nostro Ospedale vi moriva l’indomani mattina.
Il feritore dopo attive ricerche è stato arrestato.
É purtroppo alla breve distanza di una ventina di giorni, il secondo omicidio che la cronaca cittadina deve registrare. A che si deve questa terribile recrudescenza della mania omicida? E perché non si cerca di rimediarvi, procurando di eliminarne le cause, prima fra le quali è senza dubbio l’alcoolismo?
2 Aprile 1921 – Arresti di ladri
Dopo l’arresto di alcuni individui da Fermo sui quali erano fondati sospetti per rapina, furti ed aggressioni si sono continuate attive indagini da parte di questo Commissario Palmarini, coadiuvato efficacemente dal solerte Maresciallo dei RR. CC. Palomba, riuscendo, attraverso difficoltà gravissime per la reticenza paurosa dei danneggiati a provare la colpabilità. Questi facenti parte di una banda che, mascherata con barbe finte,, appostava ed aggrediva i passanti nei pressi del ponte di Tenna ed in altre località. Continuano le indagini ed è da augurarsi che presto vengano assicurati alla giustizia anche gli altri tristi autori delle imprese brigantesche. Frattanto ci congratuliamo con l’egregio Commissario Palmarini col Maresciallo Palomba per la bella operazione compiuta.
4 Aprile 1948 – Fermana Lanciano 2-1
Brividi domenica scorsa a Fermo. Il Lanciano che passa in vantaggio dopo mezzora di gioco, che controlla i canarini e non li fa manovrare, che attacca con soli tre o quattro uomini e con passaggi in profondità obbliga l’avversario a sbandarsi e rende emotiva la scena che si sta svolgendo sul « Bruno Recchioni». Per tutto il primo tempo la Fermana cercò di dare un tono al suo gioco, senza riuscirvi. Se i canarini ammassavano più gioco nell’area avversaria e certo che il Lanciano si faceva pericoloso con i suoi contrattacchi rapidi.
Ciò considerato, pensate come tremarono i tifosi (di tifo, in verità, ce ne fu tanto poco e quel poco in favore degli ospiti). Sono originali gli sportivi fermani, non c’è che dire!
Quando il Lanciano segnò le cose andarono così: Colli, su punizione dal limite, colpiva il palo destro della porta di Sbarbati, Pace raccoglieva ed insaccava.
Per poter pareggiare le sorti la fermana dovette attendere, al 1′ della ripresa, una punizione dal limite tirata all’«ungherese» da Paci (sempre più in gamba) che superava la barriera e sorprendeva il giovane Bartoletti. Si era ad 11′ dalla fine quando la partita si decideva : azione Sandukcic – Zenari, Lonzar raccoglieva ed infilava nel centro esatto della rete.
II Lanciano uon ritenne opportuno sedersi e non considerò esaurito il suo compito. Fella sbagliava 2′ dopo un pallone che poteva essere quello del pareggio. Il finale era di marca canarina : Paci con una cannonata al volo colpiva la traversa. Magnifìca azione, stupendo il tiro conclusivo che è valso tutto l’incontro.
La Fermana non era nelle sue migliori condizioni fìsiche, difettava di scatto e di precisione nei passaggi. Questo à provocato nervosismo nella squadra, portandola ad errare anche nelle cose più facili. Ciò è dimostrato dal fatto che il suo gioco migliorò subito dopo la rete del vantaggio di Lonzar.
Ai rosso-blu ospiti il merito indiscusso di essere riusciti a tenere in scacco i canarini per tutto il primo tempo.
Dopo il ritiro del Giulianova ecco la classifica del girono Q: Macerata p.30; Sambenedettese p. 26; Spoleto p.25; Fermana p.21; Teramo p.21; Avezzano p.20; Chieti p.20; Vasto p.19; Tolentino p.19; Foligno p.19; Ascoli p.18; Aquila p.17; Sulmona p.15; Portocivitanova p.11; Lanciano p.9.
Giammarini Vittorio della S. A. Fermana ha vinto brillantemente a Macerata il campionato marchigiano di corsa campestre. Il fratello Giammarini Marcello si è piazzato al terzo posto. La coppa in palio è stata perciò aggiudicata alla S. A. Fermo prima in classifica con punti 18, seguita dalla Libertas Macerata con p. 13 ; A.S. Ascoli p. 10 ; Robur di Grottammare p.7; U.S. Sangiorgese p. 6 ; S. S. Macerata p. 1 Agli atleti fermani rallegramenti ed auguri.
5 Aprile 1913 – Vandalismi
Nella notte dal 30 al 31 Marzo p. p., per opera della solita teppa, sono stati in parte divelti e in parte stroncati gli alberelli di recente collocati lungo il primo tratto della Via XX Settembre, a completamento della piantagione ivi esistente
Nessun indizio dei vandali contro i quali si dice sia stata esposta denuncia dall’Autorità municipale.
Noi ci auguriamo che la giustizia riesca a colpire gl’ ignoti autori di simili barbarie, le quali mal depongono della civiltà del nostro paese : ad ogni modo insistiamo nel raccomandare agli agenti dello forza pubblica ed alle guardie municipali la maggiore vigilanza, non senza far presente ai cittadini il dovere morale ch’essi hanno di contribuire alla repressione di siffatti vandalismi, intervenendo personalmente ogni qual volta riescano a sorprendere i teppisti nelle loro prodezze.
6 Aprile 1947 – Calcio
Domenica scorsa la nostra U. Sportiva, ha avuto a Chieti l’incontro di calcio colla squadra di quella città. La vittoria che fino a dieci minuti prima del finale, sembrava indubbiamente certa per i nostri canarini, si è cambiata precipitosamente in sconfitta. Fatalità? Momentaneo smarrimento del portiere, al cui merito si deve il pareggio ottenuto colla Maceratese, può solamente giustificare l’inspiegabile goal che ha segnato il rovescio con 3-1
8 Aprile 1916 – Contro l’alcolismo
La Commissione provinciale permanente contro l’alcolismo nella seduta del 19 marzo ha fissato l’orario per l’apertura e chiusura degli esercizi pubblici.
L’orario estivo è il seguente per Fermo:
Ristoranti e trattorie dalle 6 alle 11;
Caffè e bar dalle 5 alle 24;
Bottiglierie e fiaschetterie dalle 5 alle 24;
Osterie e bettole dalle 6 alle 22.
Ci pare siavi tempo sufficiente per prendere magnifiche sbornie !
10 Aprile 1938 – Atto onesto
Il mutilato di guerra Silenzi Nazzareno, da Fermo, fattorino in servizio nel Consorzio agrario cooperativo di qui, rinvenuto sopra il tavolo della sala di scrittura dell’Ufficio postale centrale un portafoglio con lire tremila, lo consegnava immediatamente al Direttore dell’Ufficio delle Poste.
Il detto portafoglio, oltre alla detta somma in contanti, conteneva importanti carte personali ed era di proprietà di Casali Goffredo, che lo ricercava con ansia e che lo ha riavuto esattamente dal direttore delle Poste dr. Fratalocchi. L’atto di limpida onestà del mutilato Silenzi, ha destato il compiacimento dei galantuomini.
13 Aprile 1902 – Museruola ai Cani
A tutela della pubblica sicurezza ed allo scopo di impedire ogni possibile caso di idrofobia è stato pubblicato dall’ Ill.mo Signor Sindaco un manifesto, nel quale si prescrive ai detentori di cani nella città e nel territorio di munirli di ben robusta museruola. I cani trovati per via senza la museruola saranno accalappiati e rinchiusi in apposito locale, e trascorsi tre giorni dal sequestro, senza che i proprietari siansi presentati a reclamarli pagando le spese del mantenimento, oltre la penale, saranno uccisi.
13 Aprile 1902 – Un voto del pubblico
Le guardie di città hanno elevato contravvenzione ad una donna sorpresa a lavar panni nella fontanina posta al Largo Matteucci, e sappiamo che la medesima venne dalla competente autorità condannata ad una multa di L. 2 commutabile in un giorno di detenzione. Lodando lo zelo addimostrato una volta tanto dalle Guardie civiche, le esortiamo a raddoppiare in proposito la vigilanza per impedire quella vera sconcezza, che abbiamo più volte dovuto deplorare. Il nostro tavolo è pieno di reclami, che c’indirizzano specialmente i dimoranti nelle vie più remote contro l’abuso di lavar panni presso le fontanine con pericolo della igiene pubblica. Taluni ci scrivono che nei loro rioni non s’ è mai veduta faccia di Guardia. Vogliamo pur credere esagerate siffatte voci, ma certo si è che il bisogno di una maggior vigilanza è universalmente sentito.
14 Aprile 1895 – Opere di fognatura
In conformità della deliberazione ultima consiliare è aperto l’appalto per le opere di fognatura; e l’incanto avrà luogo il 27 corr. alle ore 11. Due sono i lotti — Lotto primo — Bacino orientale verso porta S. Caterina, fatta eccezione delle fogne di Via Principe Umberto, Piazza V. E., Via Cialdini e di quella che dalla Barriera Roma va alla casa spettante agli eredi di Maria Ciccola, come alla parte 2a alleg. 3. del progetto, L’incanto sarà aperto in diminuzione della somma di L. 56.433,50 — Deposito l2.000
Lotto secondo — Bacino occidentale verso Porta S. Giuliano, fatta eccezione della fogna che dal Largo Montebello va a Porta S. Giuliano e dell’altra di Via Visconti d’Oleggio, come alla parte 3 alleg. 3 del progetto suddetto. L’incanto sarà aperto in diminuzione della somma di L. 42.357,48
Le offerte in diminuzione dalle somme suddette non potranno essere minori di Lire 20, mentre la prima non potrà eccedere L.50
14 Aprile 1907 – Da capo coi sassi
Ogni anno, al riapparire della bella stagione, ricomincia la sassaiuola dei ragazzi e dei … non ragazzi contro i muri, le invetriate, le piante, e anche contro le malcapitate persone che debbono passare per le strade infestate da questi moderni Balilla. Non ci sarebbe dunque modo di far cessare questo inconveniente tante volte lamentato e di assicurare chi esce per le sue faccende od anche semplicemente a prendere un po di svago che potrà riportare la testa sana e salva a casa ?
14 Aprile 1907 – In qualche vetrina
Mentre in questi giorni è sorta una santa campagna contro la stampa pornografica ed irreligiosa, vorremmo che si illustrasse non diciamo dai clericali ma semplicemente dagli uomini che sentono la dignità umana, il pubblico disprezzo verso chi in un modo vigliacco insolentisce contro Personaggi ecclesiastici degni dì tutto il nostro rispetto e venerazione. Non diciamo altro poiché i nostri lettori hanno compreso di chi intendiamo parlare. Non c’è punto da preoccuparsi per questo, anzi da tenersene onorati perché l’atto addimostra tutta la degradazione della persona la quale fa vedere di essere scesa ad un livello morale molto inferiore alle suole delle scarpe; ciò nonostante lo additiamo alla pubblica esecrazione.
15 Aprile 1911 – Terremoto
Ieri, circa le 6 fu avvertita in città una leggera scossa di terremoto, in senso ondulatorio, durata appena un secondo.
16 Aprile 1932 – Campionato di calcio U.L.I.C.
Domenica scorsa, nel Campo sportivo comunale, in una partita, valevole per il campionato dell’ U. L. I. C. di prima categoria il G. S. Fontevecchia di Fermo ha battuto l’ U. S. Elpidiense per 2 a 0.
Dopo il primo tempo, chiuso alla pari, i calciatori del Fontevecchia sono riusciti a portarsi in vantaggio per merito di Marchetti e Borghini che segnarono rispettivamente al 32′ della ripresa e a 5* dalla fine. La competizione fu combattuta con molto onore.
17 Aprile 1938 – Il tempo cattivo
La settimana scarsa e i primi giorni dell’attuale si è avuto un improvviso forte abbassamento di temperatura, seguito da pioggia, raffiche di vento e qualche fiocco di nere e scariche temporalesche.
La temperatura, che era salita a parecchi gradi sì da provocare la fioritura dei peschi e dei mandorli, è scesa fino a 5 gradi. Il dolce aprile ci ha ripiombato quindi in pieno inverno.
17 Aprile 1949 – un problema che si risolverà
LA FILOVIA TRA FERMO E PORTO SAN GIORGIO
secondo il progetto presentato al Ministero
Una linea principale, una dì circonvallazione e due radiali
Moderne vetture permetteranno, di compiere il percorso in 20 minuti
250 milioni di spesa
Nella seduta Consiliare del 4 corrente il Sindaco On. Sen. Ciccolungo ha dato notizia dell’avvenuta presentazione al Ministero dei Trasporti del progetto esecutivo per la costruzione della Filovia Fermo – Porto San Giorgio, redatto a cura della Direzione della Ferrovia Adriatico-Appennino.
La predetta Filovia è stata studiata in modo che, oltre a meglio risolvere il problema delle comunicazioni fra la nostra città e Porto S. Giorgio, valga quale servizio urbano per il collegamento dei vari rioni cittadini.
Dalla realizzazione, di tale opera anche le comunicazioni della Vallata del Tenna ritrarranno sicuro vantaggio per effetto dell’impiego, sulla linea ferroviaria. per Amandola, di tutto il materiale dell’attuale tronchetto, con le automotrici che potranno svolgere corse rapide complementari
Il nuovo impianto, destinato a sostituire il tronco ferroviario di diramazione per Fermo Città comprende:
La linea principale da Fermo Largo Calzecchi Onesti, a Porto S. Giorgio, piazzale F. S;
La linea di circonvallazione a sud dalla Galleria Vinci per Campoleggio, Porta S. Giuliano, Barriera S. Francesco, di nuovo alla Galleria Vinci
Una prima radiale da Largo Calzecchi Onesti al Duomo;
Una seconda radiale da Campoleggio alla Stazione di S.Lucia.
LA LINEA PRINCIPALE da Fermo, per la Galleria Vinci fino alla Barriera San Francesco, si attiene al tracciato del Tronco ferroviario di diramazione; in seguito si svolge sulla strada Provinciale toccando il Cimitero di Fermo e raggiunta Porto San Giorgio, alla Chiesa di San Giorgio svolta sulla strada nazionale Adriatica che percorre per un breve tratto; imbocca poi il viale della Stazione della FS e si ferma nel Piazzale, proprio all’incrocio dei binari della ferrovia per Amandola, naturalmente rispettandone la continuità.
La lunghezza del percorso risulta di Km 8,532 con pendenza media del 36×1000, massima 69,8×1000.
LA LINEA DI CIRCONVALLAZIONE si stacca dalla principale alla galleria Vinci, scende a Campoleggio e per Porta San Giuliano e Santa Caterina si riallaccia alla linea principale alla Barriera di San Francesco.
Il suo percorso è di Km 6,761 con una pendenza media del 16×1000, massima 107,3×1000.
LA RADIALE N. 2 si stacca dalla Circonvallazione a Campoleggio per scendere alla stazione di Fermo S. Lucia dove prende e porta i viaggiatori da e per Montegiorgìo, Falerone, Servigliano ed altre località della vallata del Tenna servite dalla ferrovia fino ad Amandola. Questo tratto è lungo Km 0,337 con pendenza media dell’86,9×1000.
Alla stazione di S. Lucia sorgerà la rimessa’ dei filobus, mentre l’officina della ferrovia, opportunamente adattata ed attrezzata, servirà anche per la Filovia.
Lo sviluppo complessivo delle linee è di Km;11.636 e presenta una pendenza media del 33% e massima del 111×1000.
Sulla linea principale si prevedono n.23 corse doppie complete: in salita 21 minuti e in discesa 16 minuti.
Sulla linea di Circonvallazione si prevedono n.16 corse circolari doppie, percorrenza semplice 10 minuti; numero 8 corse saranno prolungate dalla barriera S. Francesco al Cimitero.
Sulla radiale n° 1 si prevedono n.32 corse doppie.
Sulla radiale n° 2 si prevedono n.12 corse doppie
Per soddisfare il suesposto programma occorrono almeno sei vetture, come in effetti ne sono state previste nel progetto.
La Filovia secondo il preventivo del progetto, verrà, a costare L. 250 milioni di c:ui 176.000.000 per gli impianti fissi e 76.000.000 per il materiale rotabile.
II Consiglio, nei premere atto delle dichiarazioni del Sig Sindaco, ha rivolto vivo plauso all’encomiabile iniziativa della Società AFA ed all’attività proficuamente svolta nei riguardi di tale importante problema dallo stesso Sig. Sindaco On Ciccolungo facendo voti affinché l’illustre infaticabile Parlamentare possa ascrivere tra le sue già numerose benemerenze quella della sollecita realizzazione della filovia Fermo-Porto S. Giorgio.
17 Aprile 1949
FERMANA – SPOLETO 0-0
L’incontro di Domenica tra i canarini della Fermana e i rossoblu di Spoleto si è risolto nel nulla di fatto. E’ stato un incontro privo di emozionanti fasi di gioco, caratterizzato soltanto dalla buona volontà degli ospiti a condurre in porto un punto prezioso mentre i locali, pur premendo disordinatamente per buona parte della gara, non sono riusci a passare. I tifosi, che dopo il pareggio conquistato a Chieti si aspettavano da questo incontro se non una messe di reti, almeno un risultato positivo da parte dei locali, sono rimasti delusi soprattutto dal fatto di aver dovuto amaramente constatare come non vi siano possibilità future di miglioramento nel gioco d’attacco della squadra del cuore. Le azioni che partono nitide dal piede dei mediani e soprattutto di Davoli naufragano irrimediabilmente in area di rigore avversaria per incertezze talvolta puerili degli uomini di punta principalmente per deficienza di tiro a rete. Non bisogna d’altra parte dimenticare che la Fermana ha perduto in un doloroso incidente il centroavanti titolare; Pizzicara, che ha tutt’ ora in infermeria un laterale del valore di Dolic ma bisogna constatare con amarezza l’inspiegabile declino della forma di Sandukcic che in passato è stato l’animatore della Fermana.
Incidenti di gioco, squalifiche ed una buona dose di sfortuna, hanno in passato pregiudicato molti risultati dei canarini ed è quindi con vero rammarico che stigmatizziamo qualche giocatore che non sente ancora uno spirito di corpo tale da profondere in gara le migliori energie ora che si tratta di recuperare i punti perduti.
L’ottimo allenatore Piccaluga fa del suo meglio per amalgamare il gioco di squadra specie della prima linea ma anche lui non può fare miracoli specie con elementi di rincalzo pieni di volontà
e di passione ma immaturi dal lato tecnico.
La squadra al completo forse era destinata a grandi cose ma ormai deve lottare ugualmente così com’è, raffazzonata alla meglio.
Gli sportivi che sono al corrente della situazione, possono chiudere un’ occhio sulle deficienze tecniche di essa ma esigono però un impegno e profusione di energie di tutti gli atleti in maglia gialla perché sanno che molte volte l’ardore combattivo può rovesciare risultati già acquisiti in partenza.
GIAN
20 Aprile 1902 – Disgrazia
Il 18 corr. Mentre la povera Riccioni Nazarena contadina di anni 64 recavasi a togliere acqua dal pozzo nel cortile del Palazzo Tiscornia scivolò sull’umido pavimento battendo il fianco sul ciglio di un secchio il che le produsse una sincope che, nonostante le cure sollecite del Dottor D’ Allocco la rendeva cadavere dopo pochi minuti.
20 Aprile 1912 – Feste campestri
Domani domenica nella Chiesa rurale di Castiglione oltre alle funzioni religiose vi saranno nel pomeriggio svariati ed umoristici divertimenti. Rallegrerà la festa il bravo concerto degli Orfani.
Anche nella chiesetta rurale della Madonna del Ferro si terrà la consueta festa annuale, con numerose s. Messe al mattino e divertimenti nel pomeriggio.
21 Aprile 1895 – Terremoto
Anche in questa città molto sensibile e prolungata fu la scossa del terremoto il giorno 14 poco prima della mezzanotte.
22 Aprile 1900 – Festa a Porto S. Giorgio
Oggi si terrà l’annuale festa di S. Giorgio a Porto S. Giorgio. Interverrà la banda di Falerone.
22 Aprile 1900 – Cadaveri in mare
Sulla riva adriatica sono comparsi l’altro ieri due cadaveri, uno, di sesso femminile, a Grottamare, un altro,
di sesso maschile, a Porto S. Giorgio.
La procura del Re ha chiesto informazioni a tutte le preture per sapere se si annunzia in nessun luogo la scomparsa di persone.
22 Aprile 1900 – Arenamento
L’altro ieri, una nave, diretta a Grottammare, carica di zolfo, spinta dai marosi, si è arenata presso Porto S. Giorgio. Il carico, ottocento quintali di zolfo, è andato in parte perduto per l’azione dell’acqua che ha invaso la nave di trasporto.
22 Aprile 1900 – La Pasqua dei poveri a Fermo
Anche in quest’anno nel giorno di Pasqua a cura dei Signori della Conferenza di S. Vincenzo de’ Paoli; ed a cura dei componenti la Scuola degli Artigianelli è stato distribuito oltre un quintale di pane ed abbondante quantità di agnello alle Famiglie adottate, ed ai 130 alunni. Un plauso ben meritato rivolgiamo ai Signori delle due Pie Istituzioni che animati da caritatevoli sentimenti con ogni abnegazione e sacrificio attendono a sollevare e migliorare le sortì della classe indigente.
22 Aprile 1906 – Per la pubblica moralità
I capi di alcune famiglie abitanti nelle case che fiancheggiano la via Fiorentina, si sono recati in questo ufficio pregandoci di richiamare l’attenzione dell’autorità di P.S. sui gravissimi inconvenienti che si sono verificati negli scorsi giorni e che non accennano affatto a cessare. A più riprese, di notte e di giorno alcune persone sulle pubbliche vie si sono scambievolmente rivolte delle banali invettive non solo, ma anche delle turpi accuse con un linguaggio enormemente osceno con immenso scandalo di tutti, e senza il minimo riguardo agl’innocenti fanciulli che potevano ascoltare! Ma il Codice penale non dispone proprio nulla in proposito a salvaguardia della moralità’ pubblica?
24 Aprile 1915 – Le baracche ” Città di Fermo „ a Scurcola
Le baracche fatte costruire, a cura e spese di questo Comitato ” pro danneggiati dal terremoto,, ed inviate in numero di sei al Comune di Scurcola, sono state di già montate e collocate per opera di una squadra dei nostri bravi pompieri agli ordini del loro Vice Comandante Sig. Filippo Cisbani e sotto la vigile ed intelligente direzione del Comandante Sig. Geom. Giuseppe Trasatti. E’ veramente ammirevole la speditezza onde le nostre baracche sono state costruite, inviate sul posto e montate, pronte a dare ricetto a varie famiglie che sino ad ora erano prive di qualsiasi solido riparo; mentre da tutti viene deplorata la lentezza con la quale il Comitato centrale procede nell’opera di soccorso alle disgraziate popolazioni della Marsica.
E’ quindi con legittimo orgoglio che facciamo rilevare l’intelligente attività spiegata in quest’opera eminentemente umana e caritatevole dal nostro Comitato; ed è doveroso tributare i più alti encomi ai Signori: Cav. Uff. Nicola cicco lungo, Sindaco della Città, Rag. Cav. Agostino Persani, geom. Giuseppe Trasatti, cav. Prof. Ramiro Morucci, Avv. Cav. Guido Egidi che del comitato stesso sono anima e guida.
24 Aprile 1915 – Una sezione di “Giovani Esploratori„ (Boy Scout) a Fermo
La Società Sportiva “Victoria „ di Fermo unita in adunanza straordinaria ha votato ad unanimità il seguente ordine del giorno :
Considerando che 1’istituzione dei Giovani Esploratori (Boy Scouts) è teoricamente e praticamente buona per l’educazione morale, civile e patriottica della gioventù e per la sua preparazione alla vita militare :
Che la “Victoria „ è l’unica associazione sportiva cittadina i cui scopi siano più affini, più di qualunque altra società locale, a quelli del Corpo Nazionale dei Giovani Esploratori Italiani ; si fa iniziatrice della costituzione a Fermo di una sotto-sezione del Corpo Nazionale dei Giovani Esploratori Italiani sorto sotto gli auspici di SM il Re e l’alto patronato delle LL. EE il Presidente del Consiglio e il Ministro della Guerra della Marina, degli Esteri, delle Colonie e della Pubblica Istruzione e si costituisce in Commissione Provvisoria fino all’elezione di un Comitato che rappresenti largamente tutta la cittadinanza.
26 Aprile 1919 – Avviso Sacro
Sabato 3 maggio p. v. nell’Abbazia Parrocchiale di S. Marco alle Paludi di Fermo avrà luogo l’annuale festa della SS. Croce con processione e benedizione delle campagne.
In tale circostanza verranno solennemente esposti gli artistici reliquiari contenenti oltre 4000 reliquie di Santi ed i tre corpi dei Martiri custoditi sotto le mense degli Altari.
29 Aprile 1906 – Per il nostro Ospedale
Nello scorso numero parlammo di un impianto fatto dal Cav. Benedetti a tutto vantaggio dell’igiene pubblica per la fabbricazione artificiale del ghiaccio. Óra siamo lieti di segnalare alla gratitudine del pubblico una nuova benemerenza dello stesso Cav. Benedetti, che ha donato all’Ospedale un autoclave ed un apparecchio speciale per il rapido riscaldamento dell’acqua ad uso della camera operatoria.
L’atto generoso del Cav. Benedetti al quale facciamo plauso, cordiale, vivissimo, speriamo che serva di incitamento ad altri per concorrere con offerte in denaro o in apparecchi al miglioramento del nostro ospedale.
29 Aprile 1911 – Scoperta di scultura antiche
In occasione di restauri ad una antica cisterna nel cortile della casa parrocchiale di S. Zenone sono tornati alla luce lavori di scultura eseguiti in pietra tufacea di epoca medioevale, rappresentanti i dodici apostoli in altrettanti piccoli tondi, chiusi da cornici; con fregi di foglie. In origine dovevano appartenere ad un arco a tutto sesto di qualche portale della attuale chiesa di S. Zenone o forse anche della vicina di S.Pietro.
Le pietre erano state adibite da tempo immemorabile come materiale e messa a rovescio formavano la cornice del collo della cisterna. Ricomposte accuratamente, a cura di quel M.R. Parroco D. Paolo Minnucci, saranno conservate in avvenire in un locale della canonica quale monumento non spregevole per la storia dell’arte.
30 Aprile 1915 – Echi del terremoto della Marsica
In conseguenza del dono delle sei baracche fatte costruire con meravigliosa speditezza per Scurcola da questo comitato « Pro danneggiati dal terremoto » e già completamente messe in ordine sulla località stabilita da una squadra dei nostri pompieri agli ordini del loro comandante Filippo Cisbani e sotto la vigile ed intelligente direzione del comandante geometra Giuseppe Trasatti il delegato speciale del citato Comune ha fatto pervenire al nostro Sindaco, quale presidente del Comitato di cui sopra in data 23 corr. la seguente lettera :
«Ormai che le baracche offerte da codesto Spettabile Comitato sorgono complete sul nostro disgraziato suolo, sicuro di interpretare i sentimenti di questa popolazione, compio il gradito dovere di porgere a Lei ed agli altri componenti il Comitato stesso le più sentite azioni di grazie per la generosa ed indovinata offerta.
L’assicuro che le baracche stesse, le quali rispondono perfettamente alle attuali nostre esigenze, anche per la loro struttura elegante ed accurata, resteranno sempre pegno di costante riconoscenza verso codesta nobile città che servendosi direttamente degli stessi suoi incaricati ha saputo scegliere il mezzo di soccorso più sollecito e più efficace.
MAGGIO
2 Maggio 1914 – Audace furto
La sera del 25 scorso e precisamente circa le 5 pomeridiane il cantoniere Provinciale Palmieri Antonio ritornando dal lavoro nella sua abitazione situata circa a metà della strada tra Fermo e Porto S. Giorgio fu dolorosamente sorpreso nel vedere gettata in terra alla rinfusa della biancheria, aperta la cassa vicina, aperto il cassetto del tavolo attiguo. Indovinando subito che dei ladri si erano introdotti nella sua casa scassinando ; la cassa ed il tiretto del tavolo, si dette subito a ricercare i suoi valori, e purtroppo dovette constatare che gli erano stati involati : il portafoglio contenente L. 480 in diversi biglietti di Banca, L. 50 in moneta d’argento, i gioielli di sua moglie circa L. 150, il borsellino con L.8 d’argento e N. 6 cambiali per un complessivo ammontare di L. 20000. E’ stato denunziato alla competente autorità il furto patito, e noi auguriamo possa essa riuscire a rintracciare i ladri e possa il Palmieri ritrovare la refurtiva.
6 Maggio 1926 – La Corsa dei senza scoppio
Una originale e movimentata corsa di veicoli a forma di automobili ma senza motore, si è svolta a Fermo domenica scorsa, per iniziativa di alcuni studenti e sotto il patrocinio della Direzione del R. Istituto ‘Industriale nazionale. Il percorso designato era : Viale Re Umberto, Viale Vittorio Veneto, Via Trevisani, e fuori Porta S. Francesco con traguardo di arrivo alla Villa conti Vitali. Un traguardo di transito era di fronte al Ricreatorio S. Carlo.
Vi hanno partecipato 12 concorrenti, tutti, studenti del R. Liceo, del R. Istituto Industriale e dell’Istituto Tecnico di Fermo
Qualche veicolo si è capovolto in una curva difficile e qualche altro si è sfasciato, causando lievi scalfitture ai corridori, agilissimi. Il Moretti (n. 15) ha fatto una corsa sfortunata, perché il pubblico ha ostacolato il suo veloce passaggio ed è dovuto ricorrere ai premi.
L’ordine di arrivo è stato il Seguente:
1.Rampichini – Ciotti, (Istituto Industriale) ;
2. Mancini, (R. Liceo) ;
3. Moretti, (categoria individuali) ;
1 Spallone; Istituto Industriale (categoria neutri)
6 Maggio 1926 – Partita di calcio
Il primo incontro di campionato marchigiano di calcio di terza divisione, svoltosi nel Campo Sportivo Comunale di Fermo, si è chiuso con la vittoria dello S.C. Italia, contro l’U.S.F. con 7 punti contro 4, L’incontro, condotto alternativamente dalle due squadre senza convinzione data la poca preparazione di molti giuocatori e la svogliatezza di alcuni, ha solo a tratti entusiasmato il pubblico che ha cortesemente applaudito vincitori e vinti, accomunando con i calciatori l’ottimo arbitro, il Sig. Carletti di Ancona; forse l’unico in che in campo è stato all’altezza della situazione !
7 Maggio 1932 – Voci del pubblico
Riceviamo
Caro Cronista : Nonostante l’intensa propaganda contro la tubercolosi e l’esistenza di un ufficio speciale di igiene, non si provvede ancora — o se si provvede in parte, sono tutti palliativi— a far cessare il fastidioso ed insalubre sollevamento della polvere per la strada nuova, da Porta S. Francesco fino a Piazza.
Domenica scorsa, nel pomeriggio, quando la povera gente si permetteva di far due passi per la detta via, ad ogni passare di autoveicoli, nuvole di polvere rallegravano la passeggiata domenicale, con immenso vantaggio dei polmoni e… dei vestiti. Non dico di lunedì mattina con quel ventarello!… Ma dunque non si trova modo e tempo di rimediare?
Il suo pregiato giornale si associerà, non ne dubito, alle mie deplorazioni, affinchè cessi finalmente con opportuni provvedimenti, lo spettacolo indegno di Fermo che se ci tiene ad essere città, ha diritto a certe esigenze di città.
Grazie ed ossequi. — Un suo abbonato.
Lo spettacolo, che l’egregio abbonato ci segnala, l’abbiamo tante volte deprecato su queste colonne portando molte e varie ragioni; ma… si è sordi… si è ciechi, forse perché proprio la polvere acceca gli occhi di chi dovrebbe vedere e provvedere. Qui a Fermo si è troppo impassibili dinanzi ai problemi che riguardano l’igiene ed il decoro cittadino. C’è, per esempio, quel Corso Cavour che, nel tratto specialmente vicino al Palazzo di Giustizia, è diventato addirittura orribile. Intanto si dorme. Che fossimo ancora sotto la gravitazione del destino, vaticinato da S. Giacomo della Marca ?! …
8 Maggio 1898 – Le dimostrazioni di ieri
Anche Fermo ha voluto imitare le città consorelle nel far dimostrazioni e nel provocare disordini
per le condizioni critiche dei momento.
Sin da venerdì si sapeva che qualche dimostrazione in breve avrebbe avuto luogo, ma la scintilla è stata la vendita al pubblico mercato di una quantità di granturco guasto a prezzo elevato. E’ bastato questo fatto perché subito in piazza incominciasse il tumulto. E accorso il piccolo presidio qui residente, si sono sentiti gli squilli, ma la dimostrazione che in quell’istante pareva sedata ha continuato per parecchie ore perché i tumultuanti si sono sparsi in diversi punti della città cercando di eludere
la resistenza della forza pubblica.
Essi hanno rotto i cristalli in parecchi palazzi signorili ; sono penetrati in alcuni magazzeni portando via quanto in essi si conteneva, ed in altri posti hanno imposto la vendita dei generi a prezzi minimi. — La città n’è rimasta tristamente impressionata,
e per quasi tutto il giorno molti negozi sono stati chiusi.
Noi ci auguriamo che cessino questi deplorevoli disordini e che la calma torni a regnare negli animi di tutti.
Invitiamo perciò i più influenti cittadini a volersi adoperare per uno scopo nobile e santo e al popolo
facciamo che tali atti in fine tornano sempre a suo danno.
8 Maggio 1915 – Per i Giovani Esploratori
L’iniziativa della Società Sportiva Victoria così benemerita nel campo della educazione fisica, ha suscitato approvazioni autorevoli ed entusiasmo fra i giovani. Il Commissario Generale del Corpo Nazionale dei Giovani Esploratori, Professor Carlo Colombo, ha diretto alla Victoria una bellissima lettera di approvazione e di plauso. Dell’ iniziativa hanno parlato il Giornale d’Italia, il Corriere d’Italia, il Giornale del Mattino ecc.
Parecchi giovani, più di 50, sono pronti per iscriversi nella categoria aspiranti, parecchi altri fanciulli nella categoria novizi. La iscrizione regolare però non potrà essere effettuata che dopo l’elezione del Comitato del quale sappiamo verranno chiamate a far parte, oltre buon numero di cittadini fermani, tutte le autorità locali, nessuna esclusa. Hanno accettato di cooperare con la Victoria come promotori il Sindaco Cav. Ciccolungo, l’Assessore per la Pubblica Istruzione Cav. Censi, il Conte Colonnello Paolo Emilio Sacconi e il sig. F. Alongi, Capitano dei RR. Carabinieri.
II Corpo Nazionale dei Giovani Esploratori ha scopi educativi e patriottici e non richiede professione di fede religiosa o politica. Il Comitato Cittadino subentrerà alla Victoria costituita oggi in Comitato provvisorio e dirigerà la Sotto-Sezione. È bene far rilevare che, questo nuovo Corpo Italiano non ha soltanto scopi immediati di aiuto in casi di guerra, ma scopi, come abbiamo detto, educativi ed è, quindi, di carattere permanente.
11 Maggio 1912 – Pellegrinaggio a S. Maria a Mare
E’ una delle feste caratteristiche di Fermo, allietata di solito dallo splendente sole di Maggio e dal meraviglioso spettacolo delle nostre bellissime campagne in piena fioritura.
Pertanto Giovedì venturo, festa dell’Ascenzione di N.S. Gesù Cristo, la Congregazione dei Mercanti ed Artisti unitamente a quella dei contadini si recherà, come di consueto, processionalmente a S. Maria a Mare, portando il Ven. Simulacro di Maria SS. Si partirà alle 5 antim. e si passerà per la via più breve ed ombreggiata di Castiglione. A S. Maria a Mare si svolgerà poi la consueta festività con celebrazione di parecchie S. Messe e colla processione alle ore 10 accompagnata dalla banda degli Orfani diretta dall’esimio M. Sig, De Pretis: dopo di esse vi sarà la Messa solenne. Seguiranno alcuni divertimenti, e poi si effettuerà il ritorno per la Via Pompeiana, come al solito.
La Spettabile Direzione della Ferrovia Portosangiorgio – Amandola ha gentilmente concessa la fermata di un minuto pel servizio viaggiatori al casello N. 1 cioè al passaggio a livello sulla Strada Provinciale poco distante da S.Maria a Mare pei treni; in partenza da S. Lucia alle ore 5,55 e da Piazza V. E. alle 6,48 e 8,50.
Per queste comodità e per la nota devozione di Fermo alla Vergine Santa noi aspettiamo che il pellegrinaggio riesca imponente per numero e devotissimo pel contegno degli intervenuti. Alla sera poi nessuno manchi ad incontrare il Ven. Simulacro al Ritorno
11 Maggio 1912 – Disgrazia
Santina Smerilli Mercoledì passato in piazza V.E. veniva travolta dar un cavallo che tirava un carretto, ed una ruota di questo le passava sul corpo. Accorsa prontamente la Croce Bianca, la poveretta veniva trasportata all’ospedale ove è stata giudicata guaribile in 5 giorni.
11 Maggio 1912 – Nella Chiesa abaziale di S. Marco alle Paludi
Nel 3 corrente, come di consueto, venne celebrata la festa dì S. Croce con l’intervento di molti Sacerdoti. Oltre a varie messe lette vi fu la parata con scelto cauto gregoriano. S’inaugurò con circa 40 giovanette bianco vestite l’associazione delle figlie di Maria ed il R. Sig. Priore Cari pronunciò due discorsi di circostanza pieni di efficacia e di sentimento di fede. Accanto all’altare rifulgeva lo stendardo rappresentante l’Immacolata circondata dalle sue figlie predilette benedetto espressamente dal Sommo Pontefice, che si degnò a mezzo dell’ Ecc.mo Segretario di stato inviare in detto giorno il seguente telegramma:
Rev.do Giuseppe Cipriani Abate S. Marco Santo Padre gradito filiale devoto omaggio codeste figlie di Maria imparte ad esse di cuore implorata benedizione apostolica pegno celeste abbondanti favori.
Card Merry del Val
Il concorso dei fedeli fu immenso e il contegno devoto, ammirevole. Degna di nota riuscì la processione per la benedizione delle campagne con la Croce Santa; vi presero parte le figlie di Maria e l’associazione dei fratelli della S.Croce. Chiuse la indimenticabile giornata qualche divertimento campestre nei pressi dell’antica Abazia.
Va data somma lode allo zelo indefesso del Delegato Arcivescovile Sac. Abate Cipriani che in mezzo a quella popolazione buona spiega rara attività Egli infatti ha istituito il mese dei morti con chiusura solenne, la S. Messa la notte di Natale, la predicazione settimanale in Quaresima, funzioni varie, fra cui quelle della Settimana Santa, l’istruzione catechistica, ed ora la Congregazione delle Figlie di Maria, per la quale sono già numerose le domande. Presto si terrà una solenne Comunione, e intanto si celebra il Mese Mariano, alla fine del quale sarà inaugurata la Congregazione degli Zelatori e Zelatrici del S. Cuore di Gesù per la quale è già pronto uno stendardo anch’esso benedetto dal S. Padre. – Chiudiamo con l’augurio, l’augurio vivo e sincero che presto possano essere appagati i desideri di tutti, di potere cioè aggiungere all’ antica Abazia una parola sola: Parrocchia!
Rallegrandoci del bene che si fa a S. Marco alle Paludi non possiamo tacere che esso è dovuto non soltanto allo zelo del Rev. D. Giuseppe Cipriani ma anche alla larga signorile generosità del Conte Francesco Vitali, che deve perciò essere additato alla gratitudine della popolazione e all’ ammirazione di tutti.
12 Maggio 1901 – Bricconate anticlericali
Dinanzi alla devota Immagina di Maria SS. fuori Porta S.Giuliano alcuni bravi e coraggiosi giovani hanno avuto in quest’anno il devoto pensiero di celebrare il pio esercizio del mese mariano. Orbene alcune sere or sono uno scapestrato cominciò a disturbare quei devoti con osceni motti e con esecrande bestemmie. Invitato con buone maniere a por fine a tali sconcezze si rifiutò. Irritati pertanto quei bravi giovani reagirono, percuotendo quello scapestrato di santa ragione. Mai lezione fu più meritata di questa.
12 Maggio 1907 – Dova siamo ?
Sere fa, mentre il rev.mo Can. Bazzani passava tranquillamente per Via XX Settembre nei pressi del Palazzo Vinci si imbatteva
in un branco di giovinastri che approfìttando dell’ora e della solitudine del luogo gli si misero dietro e lo seguirono
per buon tratto cantando con ostentazione, per fargli dispetto, turpi canzonacce.
E non si contentarono di parole; che da qualcuno de’ più audaci furono ripetutamente lanciati de’ sassi contro
il venerando Canonico, il quale ne fu colpito da uno al piede.
E’ con dolore vivissimo che noi registriamo fatti simili a questo che dimostrano come anche nella nostra città, fin qui meritatamente additata esempio di civiltà e di educazione, la teppa comincia purtroppo ad avere i suoi affigliati; ma dobbiamo farlo appunto per richiamarvi sopra l’attenzione delle autorità, cui è affidata la tutela degli onesti e pacifici cittadini.
12 Maggio 1911 – L’orologio di S.Agostino
Da qualche tempo dura una irregolarità nel suono delle ore da suscitare giustificatissimi lamenti in Campoleggio, Che il povero orologio sia affetto da male incurabile ? Ovvero lo rende inservibile l’imperizia di chi sostituisce il moderatore? Corre pubblica voce che il compenso dato dal municipio venga diviso fra due, uno dei quali non si occupa affatto di quel servizio e l’altro lo eseguisce cosi bene da dare quei risultati.
Quando vi si rimedierà efficacemente? Giriamo i lamenti a chi di dovere.
12 Maggio 1917 – Chiusura del negozi
II Prefetto in base al Decreto Luogotenenziale determina che dal 1* maggio al 15 agosto p. negozi della Provincia debbono chiudersi non più tardi delle ore 20,30 ed al sabato non più tardi delle ore 21,30.
Sono eccettuati :
a) i negozi di generi alimentari ed i laboratori di parrucchiere, la cui chiusura puo protrarsi fino alle ore 21,30, al sabato fino alle ore 23.30 ;
b) le rivendite di generi di privativa che possono restare aperte fino alle ore 23;
ci le agenzie ed i chioschi di vendita dei giornali, che possono protrarre la chiusura alle ore 22,30.
12 Maggio 1928 – Corsa di prova sulla linea elettrificata A. F. A.
Nei giorni scorsi si è effettuata felicemente la prima corsa di prova sulla linea Portosangiorgio – Fermo – Amandola.
I rappresentanti della Società per le Ferrovie Adriatico-Appennino nel comunicare telegraficamente l’esito della prova stessa al Podestà di Fermo, hanno rivolto esso espressioni di deferente saluto; i il Podestà ha subito risposto felicitandosi vivamente della magnifica riuscita dell’opera sollecitamente realizzata mercé premure della Società imprenditrice e i suoi valorosi collaboratori.
13 Maggio 1922 – Partita di Foot-Ball
La prima Squadra de «La Fermo » si è incontrata a Tolentino con la prima di quella Unione sportiva in un match di foot-ball. La partita è terminata con 2 – 2; il risultato costituito dal match nullo ottenuto dai bianco-scudati de « La Fermo » sul campo della «Tolentino » è evidente come sia per essi lusinghiero.
La Squadra de « La Fermo » era formata da : Bertolucci, Amici, Antognozzi II, Nasini (cap.) Montebarocci, Picchio, Cecchetti, Santopaolo II, Bernardi, Righi, Sabbatini.
La Squadra della U. S. « Tolentino » era formata da ; Scorcella, Gentilucci llI, Di Romano I Stefanelli, Giacconi (Cap.), Marcucci, Destefani, Vissani, Scatizza, D’Innocenzi, Ciommel.
14 maggio 1893 – Propaganda protestantica
Domenica scorsa un emissario della Riforma protestantica andava offrendo in città al tenuissimo prezzo di Cent. 5 un libretto, legato elegantemente, in cui si conteneva la S.Bibbia accomodata al sistema dei protestanti. Noi avvertiamo i cattolici che siffatti libri non si possono né acquistare, né leggere, né ritenere.
14 Maggio 1910 – Disgrazia
Circa le ore 10 di oggi allo Stabilimento Benedetti il meccanico Ferri Romeo veniva travolto da una cinghia che gli fracassava e troncava il braccio sinistro.
Peggio sarebbe avvenuto al povero giovane senza la prontezza dei compagni. Egli è stato subito ricoverato all’ospedale per le necessaria cure.
14 Maggio 1910 – La cometa Halley
Da parecchie notti verso le ore 3 si mostra sui nostro cielo dalla parte d’Oriente la cometa Halley.
Nonostante l’ora incomoda molti sono in piedi per ammirare e godersi lo spettacolo veramente magnifico.
15 maggio 1902 – Saggi d’incivilta’
Nelle scorse sere un gruppo di otto o dieci studenti poco dopo l’Avemmaria percorreva la via XX Settembre lanciando insulti ai preti e cantando le più empie ed oscene canzoni; poi si recava fuori Porta San Francesco sotto le finestre dell’educandato delle Benedettine, ripetendo quivi le medesime turpitudini e villanie.
Noi stigmatizziamo altamente siffatte prodezze degne di gente educata presso le tribù selvagge, dove non è conosciuto il rispetto che si deve alle leggi del pudore, non che a quelle della ospitalità, dove l’animo non si apre a quei gentili sentimenti, che pur non dovrebbero essere estranei al cuor di un giovane.
E l’autorità di Pubblica Sicurezza perché non impedisce tali sconcezze? E la locale Autorità Scolastica perché non pensa a dare agli eroi la meritata lezione?
15 maggio 1902 – La solita piaga
Sotto questo titolo “L’Ordine” di Ancona scrive un articolo, in cui deplorando la recrudescenza di quella piaga sociale
che si chiama accattonaggio osserva, che la nostra città si distingue per il maggior numero di persone che
si dedicano a questa vile industria di campar mendicando la vita.
Purtroppo è vera l’osservazione de “L’Ordine” e noi non muoveremmo lamento se domandassero l’elemosina solo i meritevoli del pubblico compatimento. Ma sventuratamente vi son delle persone, che vanno questuando solo a scopo di lucro, e più volte s’è dato il caso di qualche mendico che è morto lasciando qualche bel gruzzolo di denaro. Queste speculazioni sulla pietà altrui costituiscono una vera piaga sociale degna di essere eliminata e ciò potrà ottenersi se i cittadini si limiteranno a dare l’elemosina
spicciola ai soli poveri conosciuti della città.
15 Maggio 1915 – Prospetto delle baracche pei terremotati
costruite in Scurcola Marsicana dal Comitato di Fermo
Ciascuna baracca è lunga m. 8, larga m. 4, oltre il vano per la cucina nel lato posteriore, largo m. 1,90. Le baracche sono costruite con tavole di abete piallate e maschiettate su armato a muratoni di mm 120 X 120. Il pavimento è di ponticelli di mm 40 di spessore su armato di muraloni di mm 90 X 90. Il tetto è a tavole sbattentate su cavalli di ponticelli con copertura di Linoleum. Verniciatura esterna ad olio color piombo. Le cucine hanno il pavimento di gettata di cemento, le pareti sono rivestite internamente di rete di ferro ossidato intonacato. Sono fornite di due fornelli ciascuna. Le baracche distano le une dalle altre m. 4.
Il lavoro in legno è staio eseguito nelle Officine dell’Istituto Industriale sotto la direzione del Sig. Geom. Giuseppe Trasatti e del Sig. Ing. Prof. Ramiro Morucci, coll’assidua cooperazione del capo reparto Sig. Giuseppe Lenzi.
L’impianto sulla località, i lavori accessori, la verniciatura sono stati eseguiti da una squadra dei nostri Pompieri Cifani Alfonso, Clementi Domenico, Bezzi Raffaele, Leoni Enrico, coadiuvati dai falegnami: Amadio Narsete, Tacchi Amilcare e sotto la diretta sorveglianza del Vice Comandante dei Pompieri stessi, Sig, Filippo Cisbani.
15 Maggio 1915 – Per i Giovani Esploratori
Indetta dalla presidenza della Società Sportiva Victoria , Sac. Prof. Biagio Cipriani, Conte Dott. Giovanni Vitali Rosati, il Sig. Manzetti Danilo a cui erano aggiunti come promotori i Sigg. Cav. Ciccolungo Sindaco, Cav. Censi Assessore P.I. Conte Colonnello P. Emilio Sacconi, Cap. RR Carabinieri Sig. Francesco Alfonzi, ebbe luogo giovedì 13 maggio in una sala del Convitto Nazionale gentilmente concessa, l’adunanza per la costituzione di una sotto-sezione a Fermo di Giovani Esploratori Italiani. Erano presenti moltissime autorità e capi di istituti nonché buon numero d’ invitati fra cui un gruppo di gentili Signore. Notammo fra le Autorità il Cav. Bucci Sottoprefetto, il Sindaco, il Cav. Censi, il Conte Sacconi, il Cap. Alongi, il preside del R.Liceo, il direttore della Scuola tecnica, il Direttore della R. Scuola Industriale, il Direttore dellee Poste ecc… .Vi erano i rappresentanti di S. E. Mons. Arcivescovi vo, della Cassa dì Risparmio, del Banco di Roma, del Comandante del Presidio, della Croce Bianca, Tiro a segno, Militari in Congedo, Società.Cacciatori, Firma Fides, i Direttori dell’Istituto Industriale, Convitto Nazionale, Collegio Fontevecchia ecc. Avea mandato la sua adesione, impedito da malattia, il R.Ispettore Scolastico per le Scuole Elementari Cav. Nicolini. Assunta la presidenza, il Conte Sacconi dà la parola al Sac. Dott. Biagio Cipriani incaricato della Commissione Centrale Esecutiva di Roma. Egli espone lo spirito, lo scopo, l’organizzazione del Corpo Nazione G. E. I. e dà lettura degli Statuti e regolamenti. Chiarito qualche equivoco con ampia ed esauriente discussione, si approva il Regolamento per il Comitato Patrocinatore locale e si procede alla sua costituzione. Oltre le Autorità amministrative militari, scolastiche e i rappresentanti delle associazioni sportive ed umanitarie locali che ne fanno parte di diritto, si eleggono buon numero di altri cittadini Costituzionali. Ne daremo l’elenco a suo tempo, mentre constatiamo con piacere il lavoro unanime per un’opera altamente patriottica di educazione giovanile.
17 Maggio 1896 – Illuminazione!
Splendidissima é riuscita la illuminazione a gas acetilene della nostra piazza principale, tanto che ci auguriamo venga estesa alle principali vie della Città. Non v’ha dubbio che il carburo di calcio dovrà, fra breve tempo, diminuire di prezzo per cui se oggi la spesa per la illuminazione a gas acetilene é di poco superiore a quella pel petrolio, la innovazione desiderata oltre che apportare decoro ed utile alla Città, sarà causa di risparmio di denaro.
17 Maggio 1896 – Via Roma
Nella via Roma, presso la barriera S.Francesco, sono state in parte demolite alcune casipule , e le macerie.
ingombrano la via suddetta.
Trattandosi dell’ingresso principale della Città nutriamo viva speranza che quanto prima vengano eseguiti gli opportuni lavori.
18 maggio 1902 – Per la moralita’
Varie persone dabbene si sono recate al nostro ufficio a deplorare che sotto i portici di Piazza V. Emanuele sono poste in vendita cartoline ed illustrazioni pornografiche. Ma non v’è nel Codice un articolo che contempla siffatti attentati al buon costume? E in questo modo sono applicate nella nostra città le circolari ministeriali contro la circolazione delle cartoline pornografiche?
20 Maggio 1900 – Per il Monumento sui Sibillini
Alcuni nostri amici ci vanno insistentemente domandando quale sarà la montagna prescelta per l’erezione del futuro monumento.
Alle cortesi domande non possiamo rispondere in modo diverso da quello che c’indicano le parole della circolare-colletta emanata dal Comitato Interdiocesano nella festa della Purificazione del corrente anno.
« Si erigerà, (così la sudd. circolare) secondo l’ammontare delle offerte, una statua colossale del Redentore in ghisa dorata
a fuoco, o una grande croce di ferro sopra una delle vette più alte, da scegliersi di comune accordo
tra i rappresentanti delle diocesi contribuenti ».
Dietro queste parole ognuno facilmente si persuaderà che mancheremmo ai doveri della più elementare educazione e dei più comuni riguardi se ci facessimo a designare un monte piuttosto che un altro facendo la relativa propaganda.
Conosciamo abbastanza bene i membri della commissione per essere sicuri che le loro decisioni s’ispireranno al maggior bene delle Diocesi e delle popolazioni interessate alla costruzione del monumento.
Del resto prima di parlare della scelta del monte è necessario provvedere sul serio alla raccolta dei fondi che non si presentano di piccola entità. I nostri amici multiplichino gli, sforzi per la raccolta delle offerte e ci inviino le note degli offerenti per essere pubblicate nel nostro Periodico scelto dalla Segreteria della Commissione per l’erezione del monumento a suo organo ufficiale. Torniamo a ripeterlo è un impegno d’onore che noi del Piceno abbiamo preso in faccia al Romano Pontefice e a tutta l’Italia e sarebbe davvero una vergogna se sulle vette dei dei nostri Sibillini non sorgesse il tanto desiderato monumento.
[La sottoscrizione procedette sino al 24 Marzo 1901; dopodiché non fu più pubblicata alcuna notizia.
La quota raccolta raggiunse Lire 2116,26. ]
20 Maggio 1906 – La Teppa
Non è una specialità di altri comuni.
Anche Fermo ha un discreto numero di malviventi che danno all’occasione bella prova delle loro prodezze. E vi sono parecchi giovanetti che non la cedono ai più maturi. Quanto spesso non capita p. e. a qualcuno che passeggi fuori porta fra S. Caterina e S. Giuliano, di sentire all’orecchio il sibilo di qualche sasso scagliato dalla Strada nuova contro di lui? E nell’interno della città, quanta ghiaia non si getta addosso al malcapitato che passi dinanzi al palazzo delle Convittrici?
Il Municipio ha tolto nella Strada nuova tutte le piante vecchie sostituendole con altre che in tre anni si sono già bene sviluppate; ebbene anche queste povere piante sono l’oggetto dell’ira della teppa, crediamo, minuscola, e giorno per giorno si può notare che a ciascuna viene progressivamente tagliata la corteccia ed inciso il tenero fusto.
La sera poi è consuetudine per parecchi andare “a far l’erba” a ridosso della Strada nuova e nelle adiacenze asportando rami, e non piccoli, dalle piante, sotto gli occhi dei cittadini che passano, pestando ciò che occorre per giungere alla meta.
I cittadini veggono, tacciono, riserbandosi di lamentarsene privatamente; ma non una guardia si accorge di tutto questo, non una persona è colta in fallo e punita: Eppure sarebbe il caso di denunziare il fatto ormai sistematico all’autorità giudiziaria, trattandosi di danneggiamenti contemplatili puniti dal codice penale.
20 Maggio 1916 – Terremoto
II 17 corr. alle ore 13.50 fa avvertita una forte scossa di terremoto in senso ondulatorio, ma senza nessuna di quelle paurose conseguenze che hanno spaventato le popolazioni di varie città della Romagna specie Rimini, Pesaro e Fano.
22 Maggio 1910 – Inciviltà
Ci si scrive :
«Martedì u.s. mentre gli alunni del Seminario Diocesano ritornavano dalla solita passeggiata, giunti presso l’osteria del Tiro a segno, vennero vigliaccamente insultati da parecchi soci d’una ormai celebre fanfara e da parecchi altri…. E’ inutile ridire gl’insulti e le trivialità d’ogni genere lanciate contro di loro, dei superiori e specialmente contro la venerata persona dì Sua Eccellenza Mons. Arcivescovo»
Lo scritto continua riferendo altre particolarità delle prodezze di questi eroi da taverna e facendo delle giuste osservazioni.
Ma basta il poco riferito per denunziare il fatto al giudizio del pubblico educato.
Noi bolliamo col marchiò indelebile di fuoco codeste mascalzonate e diciamo alto agli autori: non ci provate più perché non sempre le ciambelle riescono col buco!
22 Maggio 1926 – Processioni solenni 25 e 30 maggio per il Santo Giubileo
Fermo cristiana – cattolica è invitata a lucrare il Santo Giubileo, prendendo parte alle grandi processioni — da S. E. Mons. Arcivescovo limitate a due sole — nei giorni 25 Maggio (3. festa dì Pentecoste) e 30, Domenica successiva, visitando : il Duomo, S. Francesco, il Cimitero.
E’ dovere, è interesse spirituale di tutti corrispondere, approfittando della grande facilitazione accordata con le due visite soltanto (se collettive) e dando solenne attestato di Fede e di spirito di penitenza, per l’acquisto del Santo Giubileo.
Per la circostanza verrà esposto in S. Francesco il Santo Simulacro della Madonna del Pianto e vi rimarrà fino a tutta la Domenica seguente.
Norme per le Processioni
1. – Trovarsi tutti entro la Chiesa del Duomo, Martedì 25 alle ore 16 (4 pomeridiane). Gli uomini nella navata di sinistra, le donne a destra, il Clero nel Presbiterio.
2- – È processione di popolo. Tutti in abito borghese e senza insegne. I Sacerdoti in abito talare. (S. E. Mons. Arcivescovo intende così modificare le sue prime notificazioni al Clero)
3. – Dopo le preghiere fatte da Mons. Arcivescovo per la prima visita, la Processione uscirà dal Duomo col seguente ordine:
Croce di penitenza (La Croce portata a Roma nei nostri Pellegrinaggi e benedetta dalla mano del Papa).
S. E. Mons. Arcivescovo, col Clero.
Uomini.
Donne.
Tutti a quattro a quattro, in linea, con ordine e compostezza massima.
4. – Uscita dal Duomo la Processione, attraversando la Piazza, andrà a S. Francesco per la seconda Visita.
Dopo S. Francesco, la Processione andrà al Cimitero, entrando nei loggiati. Terza Visita e Benedizione all’aperto.
Dopo la Funzione al Cimitero, il corteo si scioglie.
Per le vie si reciterà il S. Rosario o si canteranno Inni Sacri, diretti da Sacerdoti e Chierici che si porranno qua e là ai lati del corteo.
AVVERTENZE
Collo stesso ordine ed orario si ripeterà la Processione la Domenica successiva 30 Maggio, in quella sera, compiute le Visite Giubilari, verrà riportato il Santo Simulacro della Madonna del Pianto nella sua Chiesa
Per l’acquisto del Santo Giubileo, oltre la partecipatone a queste Processioni, vi è l’obbligo di accostarsi al SS Sacramento della Confessione e Comunione, dovunque peraltro ciascun fedele crederà.
Per la Confessione del Giubileo, i Confessori hanno specialissime facoltà di assolvere dalle censure e casi riservati.
Entro l’anno, in epoca che S.E. determinerà, si ripeteranno le Processioni per l’acquisto del Giubileo in suffragio del morti, secondo le concessioni Pontificie.
23 Maggio 1925 – Nella chiesina di S. Salvatore
Domani nella chiesa di S. Salvatone alle falde della Montagnola, che ricorda il luogo die) martirio del nostro primo Vescovo S. Alessandro, avrà luogo, a cura del Rettore Can. Fedeli, l’annuale festa religiosa religiosa, accompagnata da dimostrazioni civili.
23 Maggio 1948 – Il Jamboree per il San Giorgio 1948
Con un magnifico weekend è sato celebrato pei due giorni 8 e 9 maggio, il S. giorgio tradizionale degli Scout del Commissariato fermano. che comprende il territorio delle quattro Diocesi di Fermo, Ascoli, Montalto e Ripatransone. Il programma, ricco e sapiente era stato preparato con cura minuziosa dal Commissariato di Zona, assieme ai Dirigenti di Fermo; esso è piaciuto tanto al Commissariato Regionale, che è stato mandato a tutti i Commissariati delle Marche come esempio.
II Jamborèe si è svolto nei viali della bellissima Villa Pelagallo di Porto S. Giorgio, concessa con cortese e signorile generosità: quivi si attendarono i ragazzi (un centinaio circa) con il Commissario, i Dirigenti, gii Istruttori e i Pionieri. Erano presenti i 4 Riparti di Fermo, e i due nuovi Riparti di Porto San Giorgio e Porto Civitanova, festeggiatissimi da tutti. Molte le gare e ottimamente riuscite; di traccie, di cucina, di attendamento, di osservazione diurna e notturna, di canto ecc, festosi e lieti i giochi e i bivacchi. La sera del sabato si tenne la veglia in Chiesa per quelli che dovevano fare o rinnovare la promessa di II Classe; al mattino la promessa e l’ investitura furono fatte avanti all’Altare, dopo la Messa celebrata dall’Assistente di Zona, che commentò la cerimonia con acconce parole. Prima della chiusura furono dichiarate le squadriglie vincitrici: risultò prima la squadr. Scoiattolo del Fermo II: a pari merito la squadr. Leone del P. S. Giorgio.
Famiglie e molti giovani vennero a visitare il campeggio, che ha lasciato in tutti un gratissimo ricordo di fraternità e di serenità. I due giorni passati insieme hanno dimostrato quanta buona volontà e quanto entusiasmo si desti nei giovani verso lo scoutismo, quando esso è presentato loro nella sua vera luce: lealtà, generosità, amore a Dio e al prossimo, amore alla purezza e ai più nobili ideali.
Ci auguriamo che il Jamborèe 1948 segni l’inizio di nuova attività per tutti i Dirigenti ; ci auguriamo anche che nuovi Riparti sorgano nei centri più grandi della Diocesi. Lo scoutismo non vuol sostituirsi a nessuna altra Associazione, nè vuol essere l’unico metodo per la educazione dei giovani: è un metodo, forse non adatto per tutti, e neanche per grandi masse, ma che tuttavia ha insostituibili elementi educativi, che scavano profondamente nell’animo dei giovani. La S. Sede anche recentemente ha fatto di esso ampi elogi, ripromettendosene copiosi frutti di vita cristiana. E’ necessario però conoscere il metodo e applicarlo e attendere: vestire quattro ragazzi con una improvvisata divisa e portarli ad una parata, può essere la sciocca vanità di un vanesio, ma non è certamente scoutismo come la tradizione più che trentennale ce lo ha insegnato.
24 Maggio 1896 – Vile attentato
Giovedì scorsa circa le ore 21 mentre il Sig. Conte Luigi Morrone Mozzi passeggiava tranquillamente nella Via Abramo Lincoln fu proditoriamente assalito e gli fu esploso nel volto un colpo di rivoltella.
Fortunatamente la ferita non presenta gravità — il reo già trovasi nelle mani della giustizia.
Noi stigmatizziamo vivamente cosi vile allentato, porgiamo sincere condoglianze all’lll.mo sig Conte e gli auguriamo ben di cuore pronta e perfetta guarigione.
24 Maggio 1908 – Grave disgrazia
Col più profondo dolore annunziamo la morte dei due primi tigli (diciamo due ! ..) che si trovano nella via XX Settembre, allo sbocco di via Spezioli.
Dicono che siano stati condannati a morte da certo Sor Pippo, che però crediamo incapace di una tale crudeltà.
Altri dicono che siano morti per vecchiezza.
(Non si mandano partecipazioni)
Ci rallegriamo però che la corte di Cassazione, pardon, la Giunta, abbia cassato la sentenza per cui tutti gli altri tigli dovevano essere decapitati per tenere più libera la strada dopo la posa del binario pel tronchetto, e auguriamo loro vita lunga chiedendo solo un po’ d’ombra, per noi, e che facciano un po’ di luce alla Lotta sul come, e sul perché, e per causa di chi possono essi vivere ancora e siano stati invece abbattuti i decrepiti fratelli.
27 Maggio 1933 – Disgrazie mortali
Nel pomeriggio di lunedì scorso, il manovale Enrico Luciani, che stava prestando l’opera sua in una scala in costruzione nel Seminario Arcivescovile, nell’attraversare una tavola, perdeva l’equilibrio e precipitava dall’altezza di circa 4 metri, battendo il capo su una trave che stava per traverso nel basso. Soccorso prontamente e trasportato nel corridoio, prima che arrivasse l’autoambulanza della Croce Bianca dopo dieci minuti spirava.
Nella notte del 23 u. s. certi Cecchi di Porto S Giorgio, Adolfo Mercuri, agente rurale e Vincenzo Rossi calzolaio, di Fermo si recavano ad Ancona con una macchina da corsa. Nel falsopiano di Porto S. Elpidio per non investire un pedone, l’auto andava a cozzare nelle sbarre di ferro e rimaneva schiacciata. Il primo viaggiatore riportava ferite multiple nel capo, il secondo proprietario della macchina ed autista, aveva spezzata una gamba; il terzo veniva raccolto in gravi condizioni e trasportato all’Ospedale di Fermo.
27 Maggio 1948
La Maceratese ha vinto contro una Fermana irriconoscibile
AI B. Recchioni è convenuta domenica la folla delle grandi occasioni; folla attratta dal nome della Maceratese ed anche dalla Fermana che aveva registrato ottimi risultati e che dimostrava di sapersi battere da pari a pari anche con i più quotati avversari.
Un pienone da primato, una giornata stupenda, piena di elettrizzante attesa e di viva curiosità per una partita dalle cento emozioni ma che non ha saputo mantenere le sue promesse. Il pubblico fermano ha lasciato il campo amico a capo chino per via della sconfitta.
Un pubblico quindi insoddisfatto, ma insoddisfatto non solamente del risultato in verità troppo severo, ma anche per il brutto gioco svolto dai canarini.
Si sono viste due squadre animate da uno slancio diverso che ha reso più o meno agevole il compito di ognuna : da una parte la Macerata sicura, per non avere un compito perfettamente offensivo, di poter arginare gli attacchi della Fermana; dall’altra una fermana che a sprazzi attaccava anche con azioni pericolose, dimostrava di giocare, eccezione fatta per qualche generoso elemento, con lentezza ed apatia.
È’ vero che un incidente in apertura di gioco a Lonzar, scontratesi con Tombesi, ha costretto i canarini fermani a giocare in dieci uomini; è vero anche che un autogol al 26′ di gioco ha inciso sul morale della squadra, ma la Fermana di domenica era irriconoscibile.
Riguardo all’arbitraggio del Sig. Bianchi di Firenze, ci limitiamo a riferire che diverse persone accanto a noi avrebbero pagato somme enormi per un microfono entro cui urlare certi aggettivi che la società del giornale ci impedisce di trascrivere.
Domenica prossima per l’ultimo incontro di campionato scenderà a Fermo la compagine bianco-nera di Ascoli Piceno.
Incontro di campanile e, come tale, interessantissimo.
29 Maggio 1926 – Partita di calcio
L’Unione Sportiva Fermana ha colto la sua prima vittoria nella disputa per il I campionato marchigiano di terza divisione nell’incontro svoltosi sul campo sportivo comunale con la squadra della « Juventus » di Ancona. La squadra canarina fermana ha svolto un giuoco abbastanza piacevole. La partita è terminata con la vittoria dei fermani con 4 punti contro 0 degli anconetani. I punti sono stati segnati 2 nel primo tempo e 2 nel secondo. Buono e meticoloso l’arbitraggio.
30 Maggio 1897 – Incendio
Circa le ore 23, del 24 volgente, manifestavasi un forte incendio fuori porta S. Lucia, nella casa dei carrari Pagnanelli, dove hanno il loro laboratorio.
Avvertite le Guardie Municipali, queste col personale addetto e col loro Ispettore accorsero subito con la pompa da incendio.
Al loro giungere il fuoco avea preso proporzioni spaventevoli, quanto più che la casa era piena di legnami.
Messa in azione la pompa, in men di un’ora fu l’incendio domato. Meritano encomio i tanti
cittadini accorsi di tutte le classi, i quali fecero a gara per sottrarre alle fiamme quella parte di legname che potettero ed elogio speciale è dovuto agli addetti Cardei, Marinucci, nonché al Cav. Fendi che diresse il servizio benissimo evitando che il soffitto ove pure era gran quantità di legna venisse incendiato, e che il fuoco non si comunicasse dalle spalle del caseggiato a due pagliai poco discosti, una gran catasta di legna grossa ed altra di canne, ed alla vicina casa colonica.
Il legname e la casa é assicurato con la Società “La Reale”
30 Maggio 1914 – Disgrazia gravissima
Domenica scorsa il figlio del doratore Riccardo Maranesi di nome Vincenzo, facendo arditi esercizi ginnastici sulla ringhiera di un’alta terrazza cadde disgraziatamente nella pubblica strada sottostante rimanendo purtroppo cadavere.
Agli straziati genitori le nostre più vive condoglianze.
30 Maggio 1914 – Per il football
Anche nella nostra città i giovani cominciano ad amare il gioco del foot-ball. La squadra Victoria nel suo stadio (l’unico possibile a Fermo) vi si viene addestrando con amore; anzi il 21 corr. non avendo mai partecipato a gare pubbliche ed essendo perciò ancora principiante, giocò una partita amichevole con alcuni giovani tutti forastieri del Foot-Ball Club. Da essi, giocatori provetti e valenti, i giovani della Victoria poterono conoscere praticamente le regole e la tecnica del gioco. Dopo l’amichevole incontro si bevve un vermouth inneggiando scambievolmente alle due società. Chi dunque parla o scrive di campioni o di campionati non capisce nulla di sport. La Presidenza della Victoria ci prega di ringraziare pubblicamente, poiché si son fatte delle pubblicità, i bravi giocatori e in modo speciale il bravissimo capitano Sig. Montanari.
Evviva lo sport e la fratellanza giovanile!
30 Maggio 1925 – Abbattimento di piante
Con vivo dispiacere abbiamo visto abbattere delle piante di tiglio che erano lungo la strada immediatamente fuori Porta S. Francesco. Bramiamo credere che ciò sia stato fatto con l’unico scopo di rinnovare la piantagione ed estenderla ancora in quel quartiere che sta diventando sempre più importante, poiché sarebbe assai strano che, mentre le altre città si adornano di piante e verdure tanto da essere in alcuni punti trasformate in giardini, Fermo invece distrugga le poche piante che ha.
30 Maggio 1925 – Note di sport
Per la via Amatrice-Ascoli è tornata da Roma il gruppo motociclistico della « Veloce ».
La gita si è svolta in perfetto ordine e con la massima soddisfazione di quanti vi hanno partecipato.
A Roma i gitanti sono stati fatti segno a numerose, gentili attenzioni.
31 Maggio 1896 – Gas acetilene
Il giorno 26 verso le 10 un operaio voleva dissaldare un tubo di piombo ed avvicinò imprudentemente una lampada a spirito accesa ad un gazometro vuotato da vari giorni nel quale però era rimasto un po’ di gaz che si era mescolato all’aria. In presenza della fiamma il miscuglio esplose squarciando il gazometro con forte detonazione.
Le persone vicine al recipiente rimasero illese. L’ingegnere che dirigge l’impianto non si trovava presente allo scoppio perché chiamato a prestar servizio come giurato.
L’inconveniente va attribuito ad imprudenza e non è a temersi nei gazometri dove si trova normalmente acetilene solo, cioè non mescolato ad aria. In queste condizioni il gaz non può accendersi e tanto meno esplodere avvicinato ad una fiamma.
GIUGNO
2 Giugno 1901 – Caduto nel pozzo
II 28 corr. nelle ore pomeridiane Giuseppe Corsi appena quattrenne figlio di Francesco rivenditore di frutta era sfuggito alla vigilanza dei genitori che premurosamente ne facevano ricerca.
Riuscite inutili tali ricerche da indizi sospettarono fosse caduto disgraziatamente nel pozzo di casa donde realmente ne venne estratto cadavere. Fra il cordoglio della povera famiglia.
2 Giugno 1928 – La gita sociale della Sezione dal Club Alpino
Come era stato annunciato una numerosissima carovana di escursionisti composta di soci del Club Alpino, di simpatizzanti e di combattenti è partita dà Fermo per recarsi a compiere una escursione all’Infernaccio, stupenda gola tra le più pittoresche e belle dell’Appennino. La carovana era composta della migliore gioventù fermana, in maggioranza di distinti professionisti.
I gitanti giunti in numerose automobili a Montemonaco, vennero ricevuti in casa dell’ottimo rev.do Parroco D Costanzo Adriani che non smentisce mai la propria fama di ospite dagli appassionati della montagna. Messesi poi in marcia raggiunsero agevolmente le gole dell’ Infernaccio, che vennero visitate. Dopo di che la carovana sostò in un incantevole prato dove fu consumato un ottimo pranzo preparato con signorilità,
Dopo che i canterini ebbero cantate le vecchie nostalgiche canzoni alpine, il Presidente della Sezione del Club Nob. Uriele Vitali Rosati pronunciò brevi parole ispirate a profonda commozione religiosa, artistica e patriottica.
I gitanti quindi riposatisi ripresero la via del ritorno a malincuore essendo in tutti rimasto il desiderio di seguitare a bearsi della vista di bellezze incomparabili,
Durante la gita numerosi fotografi professionisti e dilettanti eseguirono fotografie per il grande concorso indetto dal Club.
Si può ben dire che questa gita fatta per propagare l’amore alla montagna sia riuscita superiore all’aspettazione, contrariamente a quanto hanno detto e scritto giornalisti di nostra conoscenza.
Fermo si muove ed abbiamo i’ impressione che il Club Alpino è una avanguardia che giunge oggi a prezzo di sacrifici dove in avvenire dovrà giungere l’influenza della nostra città.
4 Giugno 1910 – Per restaurare un’antica chiesa
In Torre di Palme a cura del Pievano R.D. Fiorenzo Macarri è costituito un Comitato allo scopo dì eseguire restauri, decorazioni e pitture nella chiesa della Pievania, una antica chiesa monastica del trecento, dove si osservano tutt’ora delle importanti opere d’arte.
Il Comitato ha già ottenuto un sussidio Governativo o spera di averne anche degli altri in processo di tempo.
Noi riservandoci di tornare sull’argomento, plaudiamo fin da ora alla coraggiosa iniziativa, che auguriamo venga coronata da un buon successo.
5 Giugno 1915 – Per i Giovani Esploratori Sottosezione di Fermo
A causa degli esami che in tutte le scuole di questa città si tengono nella ventura settimana, la Presidenza dell’erigendo Corpo Giovani Esploratori di Fermo, ha stabilito rinviare la cerimonia inaugurale di detto Corpo e l’inizio delle lezioni
ed esercitazioni ad un giorno da fissarsi nel tempo che seguirà il termine dei suddetti esami.
Si avverte intanto che le domande di arruolamento son sempre aperte.
6 Giugno – Oggetti di scavo nella Pinacoteca
Sono stati consegnati e collocati nei locali della Pinacoteca gli oggetti di scavo di epoca romana rinvenuti nel costruire le sottofondazioni delle case popolari e con grande senso e competenza di arte custoditi,analizzati e catalogati dall’ingegnere aggiunto Eugenio Del Moro assistente ai lavori, ex alunno del nostro R. Istituto Industriale e della R. Scuola mineraria di Iglesias.
Abbiamo avuto occasione l’anno scorso di parlare dell’importante scoperta; non ritorniamo a ripetere ciò che è già noto.
Ricordiamo soltanto che gli oggetti visibili oggi nella Pinacoteca sono : frammenti di trabeazione, in pietra calcarea; esagoni romani per pavimenti (opus reticolatum); lucernine a mano; frammenti di tegole assai spesse ; coppe etrusche finemente disegnate ed altri piccoli resti di coppe; frammenti di anfore, di olle, di ornati, di statuette e una zampa di grifo scolpita in pietra. L’esistenza della scoperta fornace di epoca romana e l’esistenza dello scoperto pozzo di arenaria compattissima ricolmo di rottami di anfore, così bene provate, descritte e corredate di relativa pianta dall’assistente Del Moro, portano un notevole contributo alla storia antica della nostra città che ebbe, ai tempi di Roma, grandezza e splendore;
All’ing Eugenio Del Moro, a cui si deve l’importante scoperta, la custodia gelosa e lo studio degli oggetti rinvenuti, la gratitudine del cittadini fermani.
6 Giugno 1931 – Cronaca sportiva
Domenica scorsa sul Campo Sportivo Comunale la Fermana batteva la US di Ascoli con 9 a 0. La squadra fermana era così composta:
Tombolini; Bernardini, Diadori, Polenta, Varallo, Interlenghi, Sagripanti, Bugari, Tosi 1°, Novembre, Cavazzoni. Arbitro: Beppe Rossi.
8 Giugno 1947 – Domande curiose
Ora che, con la stagione estiva, la cittadinanza comincia la sera a frequentare la Strada nuova ed il Girfalco per godersi un po’ di fresco, è stata sentita ripetere questa domanda: quando, per utilità pubblica, si decideranno a rimettere i sedili, tolti con draconiano ordine sindacale perché venivano manomessi ?
Noi facciamo un’altra domanda più curiosa: se è vero, come si sente dire, che i sedili, invece di aggiustarli li hanno smembrati per approntare con le sbarre cerchioni di ferro di carretti, per torchi e per altri oggetti, che cosa si deve rispondere ai frequentatori vespertini della Strada nuova e del Girfalco?.
Quegli individui donchisciotteschi che per spiritosaggine vanno sparando bombette e castagnole di sorpresa e di soprassalto, spaventando bambini e scuotendo pacifici cittadini, non potrebbero pensare per i fatti loro senza dar fastidio al prossimo ?
9 Giugno 1917 – Giuramento di esploratori
Domenica scorsa nell’ampio cortile della caserma Palestre, alla presenza di tutte le autorità locali e di moltissimi invitati ebbe luogo la cerimonia del giuramento dei nuovi esploratori iscritti a questa sezione dei corpo nazionale di giovani esploratori italiani. Erano intervenute anche le rappresentanze di Società militari, di scolaresche e di Istituti di educazione, tutte con le bandiere, e il concerto del Conservatorio maschile.
Parlarono vivamente applauditi il presidente dei Comitato patrocinatore Conte Colonnello Cav. Paolo Emilio Sacconi ed il Commissario locale Cav. geom. Giuseppe Trasatti. Presentato dal Conte Sacconi parlò in seguito il Sig. Cattabeni Commissario provinciale d’ Ancona, e disse in termini altamente patriottici, calorosamente applaudito dell’ istituzione degli esploratori e delle sue nobili finalità.
Dopo il giuramento prestato solennemente dai nuovi aspiranti durante il quale fece servizio d’onore un picchetto armato di milizia territoriale, il Colonnello Simoni comandante il campo di concentramento dei prigionieri a Servigliano consegnava al capodrappello delle Sezione Sig. Ferruccio Calcinaro la medaglia al merito conferitagli dalla sede centrale.
La fanfara dei giovani esploratori anch’essa intonando inni patriottici contribuì a rendere più solenne la modesta ceremonia alla quale aderivano distinte personalità di fuori, tra cui il Commissarìo generale Comm. Colombo e il Commissario regionale di Bologna Comm. Scotti.
9 Giugno 1917 – Oro alla Patria a Fermo
ELENCO
Morelli Lidia Delfino, due braccialetti, una collana, un fermaglio e un paglio di boccole in oro, grammi 40 — Morelli Avv. G. Sotto Prefetto, catena d’oro, gr. 44 — Trevisani M.sa Isoletta Vitali L. 120 in monete’ d’oro — Signora M.sa Rossi, un braccialetto orologio, due anelli d’oro ed una sterlina, in oro, gr, 55 Signora Ida Persani, un fermaglio, paglio boccole, anello, tre bottoni d’oro e moneta argento, oro, gr. 15, argento gr, 25 — Coniugi Monachesi, una catena, un paio gemelli, orologio e spilla d’oro, gr. 37 — Ciccolungo Cav. Uff Nicola e famiglia, due marenghi e fermaglie d’oro, gr. 20 — Marchese e Marchésa Edmondo Bruti Liberati, catena e braccialetto d’oro, gr. 56 — Catinari Dottor Filiberto e famiglia, orologio ed anello d’oro, catena argento, in oro, gr. 15, in argento gr. 42 — Moschini Signora Emilia, orologio d’oro, gr, 8 Comm. Ermete Novelli, L. 20 in argento — Scarfini Valerio e famiglia, un anello, due paia orecchini, una brosche d’oro e frammenti d’argento, in oro gr. 5, in argento, gr. 16 — G. B. Sandroni e famiglia, argento frammento in argento gr. 36 — Teodori Vincenzo e Signora, un’anellino d’oro, frammenti d’argento, in oro gr. 1. in argento, gr. 40 m Signora Lucia Passerini Mori, braccialetto d’oro con medaglia gr. 80 — Avv. Benedetto Mori, porta lapis oro, L. 50 argento, in oro gr. 6 — Alessandro Mori, anello e due bottoni in oro.
10 Giugno 1916 – II giuramento di altri Giovani Esploratori
Domenica scorsa festa dello statuto prestarono giuramento altri 18 giovinetti aspiranti Esploratori e Novizi nel cortile della caserma Palestro, artisticamente addobbato per l’occasione dal Signor Tenente Tentoni Com. il Distaccamento. Intervennero tutte le autorità ; prestarono servizio d’onore i soldati della territoriale, dell’Ospedale Militare, della Crocce Rossa ecc. I Giovani Esploratori erano comandati dal Capo Drappello di 2° grado Sig Ferruccio Calcinaro. Applauditissimi i discorsi del Presidente del Comitato Patrocinatore Conte Col. Paolo Emilio Sacconi e del Commissario Sig. Cav. Giuseppe Geom. Trasatti. Dopo il giuramento,Io stesso Commissario locale a nome del Commissario Generale Prof. Colombo consegnò la medaglia di merito ai due Esploratori Sig. Mancini Lorenzo e Sig. Colacicchi Giacomo per buona condotta e profitto nella scuola e nel Corpo Giovani Esploratori. A questi bravi giovani anche i nostri rallegramenti.
Dopo la cerimonia, il Comitato Patrocinatore riunito in assemblea approvò la relazione morale e finanziaria del Presidente, riconfermando in carica tutto il Consiglio Direttivo.
10 Giugno 1922 – Indecenza
Poco tempo fa giovinastri scapestrati hanno disturbato, in un vicolo equivoco, la quiete della notte con grida oscene e con parodie di cose sacre ; al mattino si sono viste disegnate sulle porte delle Chiese e di qualche casa delle figure luride e sconcie. C’era proprio bisogno di sfogare la propria laidezza esternando pubblicamente certi istinti bestiali fino a raccogliere in scurrili disegni… come lo stemma di una stirpe schifosa ? E proverrebbero questi signorini dalle scuole pubbliche ?
Ci rallegriamo vivamente con essi che dalla scuola non sono capaci di raccapezzare nemmeno un briciolo della più elementare educazione.
10 Giugno 1922 – Lamenti del pubblico
Ci sono pervenute lagnanze sulla indecenza del carro funebre di seconda classe. Accogliendola questi ricorsi che giustamente riprovano una deferenza poco cortese verso il culto delle salme dei cari estinti, insistiamo presso gli incaricati ai trasporti funebri, perché provvedano a eliminare tale inconveniente.
13 Giugno 1897 – Incendio
Circa le ore 10,30 del giorno 12 volgente mese, manifestavasi un incendio di un camino, al laboratorio Moscoloni Luigi fuori Porta San Giuliano.
Per opera dei tanti accorsi fu scongiurato ogni disgrazia e l’incendio spento prontamente. Fu, con soddisfazione generale notato, il sollecito arrivo sul sito delle Guardie Municipali ed addetti con la Pompa da incendi, guidati dal solerte Ispettore Cav. Fendi.
13 Giugno 1914 – Quello che può capitare a una persona onesta
Giuseppe Tantalocchi, agiato possidente di Montefalcone, venne domenica a Fermo per godersi la festa. Da un suo conoscente ebbe incarico di far verificare a Fermo se un biglietto da 100 fosse buono o falso.
E il Tantalocchi non nega il piacere all’amico.
Giunto a Fermo, entra in un negozio, fa degli acquisti e…. paga col biglietto da 100, direte voi.
Niente affatto, paga con un biglietto da 10, e mostrando al negoziante il biglietto dubbio, lo prega di dirgli il suo parere su la validità di esso. E il negoziante esprime il parere che sia falso.
Uscito di là, il Tantalocchi incontra un amico suo impiegato alla Cassa di Risparmio, e a lui pure mostra il biglietto per conoscere se fosse buono o no e portare una risposta sicura a colui che gli aveva dato l’incarico di farlo vedere.
L’impiegato ha il dubbio che sia falso, ma invita il Tantalocchi a recarsi l’indomani alla Cassa per meglio farlo esaminare.
Ebbene questo povero disgraziato, mentre tornava casa, si vede fermato dal Delegato di P. S., è arrestato, e tradotto in carcere sotto l’ imputazione di tentata spendita di biglietto falso !
E in carcere dové stare per 48 ore perché tutti i Magistrati s’erano dovuti recare fuori di residenza, come la legge loro imponeva, per le prossime elezioni, e si deve al pronto intervento del Procuratore del Re che, quantunque lontano, delegò telegraficamente il Vice Pretore per l’interrogatorio, e al ritorno di due magistrati, se dopo le 48 ore il disgraziato Tantalocchi, reo di voler conoscere, per compiacere un amico, se un biglietto di stato fosse buono o falso, fu potuto scarcerare.
Andate poi a dire che la PS non sorveglia e non vigila!
14 Giugno 1913 – Disgrazia
Era stata preparata anche una festa esterna, secondo il solito, con una piccola tombola, corsa di cavalli, luminaria e concerto.
La corsa però è stata disgraziata. Per l’infelice scelta del percorso un cavallo acciecato dall’ ardore ha imboccata la via in discesa che porta al campo della fiera invece di proseguire per la via di circonvallazione che in quel punto ha una forte curva. Gli spettatori, molti in quel luogo, sono rimasti atterriti e nel fuggi fuggi disordinato alcuni sono stati feriti dal cavallo che poi è caduto col fantino. Intanto un altro cavallo sopraggiungeva mentre il pubblico aveva invasa la via : un fanciullo è stato rovesciato. Raccolti i feriti, quattro, e constatato che il fantino non si erano fatti alcun male, mentre quelli venivano rapidamente condotti all’ ospedale la voce si diffuse allarmante. Si parlava di qualche morto, di feriti gravi ecc. Fortunatamente la voce era esagerata. I feriti, son ritornati alle loro case, meno il ragazzo trattenuto in osservazione per timore d’ una commozione cerebrale. Anche egli va migliorando, ed è già uscito questa mattina dall’ospedale. Tra i feriti erano la Signora Alocco, moglie del Prof, d’italiano al nostro Liceo, e la Sig.na Sassatelli che si diceva in stato grave, mentre non ha ricevuta che qualche scoriazione
14 Giugno 1913 – All’Ambro !
E’ indetto un altro pellegrinaggio al Santuario dell’Ambro pel 22 corr. colla tenue spesa di viaggio fissata in L. 4. Lo dirigerà il M. R. D. Filippo Cipriani, che seppe cosi bene organizzare il primo assai recente. All’Ambro ! Tra la poesia dei monti e delle acque, al cospetto della natura rude, dove l’uomo è penetrato a portare un raggio di genio coll’arte per farne omaggio alla Regina del Cielo si vivifichi la nostra fede, si rafforzi la nostra tempra cristiana per tornare più vigorosi alle lotte quotidiane della vita, che non sono solo lotte pel pane, ma anche lotte per la Fede e per la virtù’. All’Ambro !
16 Giugno 1917 – Giù a terra
« Il Comando Supremo del.. R. Esercito allo scopo,di evitare il più possibile il numero delie vittime causate dallo scoppio di bombe gettate da areonavi, raccomanda di diffondere l’ottima avvertenza di gittarsi distesi al suolo quando si senta nell’aria il sibilo speciale della bomba che cade; meglio se in solchi del terreno, come le cunette stradali e simili.
Con tale avvertenza anche a pochi passi dallo scoppio si resta illesi ».
17 Giugno 1900 – La pavimentazione della piazza
Sorgono qua e là dei, gruppi di solide pietre che aspettano pazientemente ai raggi del sole una mano benefica che le disponga là dove son condannate a giacere: se ne vedono di questi gruppi in più punti della piazza. Considerate le pessime condizioni in cui è ridotta la Vitt. Em. II, non si capisce perché si perda tanto tempo prima di cominciare il lavoro.
Come non si capisce, perché da tanto tempo si trascura la ricostruzione del muro franato in via Lincoln
caduto da tre anni e rimasto sempre come lo lasciarono le acque.
17 Giugno 1900 – Le lampade elettriche
Sulle lampade ad arco della piazza V. Emanuele sono stati applicati dei piatti riflettori che raccolgono la luce disperdentesi prima nel vuoto e accrescono la vivacità di quella che dall’alto piove sulla piazza.
17 Giugno 1900 – Pel Teatro dell’Aquila
Si dice che nella prossima estate, il nostro Teatro sarà riaperto con la nuova opera del Puccini “la Tosca” trionfalmente eseguita già nei maggiori teatri d’Italia e in qualcuno dell’estero.
18 Giugno 1932 – Asfaltatura della strada nuova
I lavori d’asfaltatura procedono alacremente e quanto prima, sul tratto della bella passeggiata, sarà per sempre scongiurato il pericolo della polvere. Non rimane che ringraziare per questo igienico provvedimento il quale pone fine ad un inconveniente tante volte segnalato e stigmatizzato e pregare che il lavoro venga proseguito almeno fino alla barriera di S.Francesco, dove insomma arriva il caseggiato, in modo che si rimedi, una buona volta allo spettacolo antigienico della polvere. Quello lavoro definitivo e compiuto in tutta la sua linea è la miglior lotta contro la tubercolosi e tante altre malattie ed è una prova del modo con lui si tutela l’igiene e il decoro della città.
19 Giugno 1926 – Disgrazia in un Pastificio
La ventenne Santini Santina di Cesare, operaia nel Pastificio di Meo Mei, mentre era adibita all’ impastatrice,
veniva presa alla mano destra dalle palette della macchina e riportava gravi ferite.
20 Giugno 1931 – Orologeide
Finalmente; dopo anni di silenzio è stato riabilitato l’orologio del Duomo che oggi è tornato a battere il tempo con i suoi rintocchi sonori, udibili da tutta la città. Benissimo!
L’orologio di piazza si è ripulito nei connotati, dandosi la candida cipria come una signorina ammodo. Benissimo! Sarà più visibile, di giorno e di notte, da tutti gli affaccendati e sfaccendati che circolano per la piazza.
Ma c’è un altro orologio che non è certo il modello della cronometria ed è affetto da un cardiopalma cronico per cui, a volte, affretta i rintocchi, confondendo i quarti con le ore e provocando uno squilibrio nelle faccende domestiche dei vicinati, a volte tace affatto i suoi sonori battiti, distruggendo qualsiasi nozione del tempo.
È il decrepito orologio della Torretta che… attende una salutare iniezione Voronoff. Non si potrebbe chiamare, per le cure del caso, lo specialista che ha risuscitato l’orologio del Duomo?
Gli abitanti del rione S.Caterina ne sarebbero oltremodo grati.
20 Giugno 1931 – Restauri nel tempio di S. Francesco
Abbiamo accennato in un piccolo spunto di cronaca scorsa che il centenario Antoniano si sarebbe celebrato nella nostra Città a restauri compiuti nel tempio di S. Francesco.
Siamo in grado oggi di comunicare le notizie più dettagliate sulla qualità dei lavori.
II restauro iniziato, prima di tutto è il punto di partenza verso la realizzazione del desiderio di ridonare alla magnifica costruzione ogivale del Tempio duecentesco, fino a dove sia possibile, il suo antico splendore artistico.
Esso si sta svolgendo per la sistemazione dei tre finestroni gotici della cappella di S.Antonio di Padova e degli altri tre di quella della Madonna del Soccorso.
Lo studio e compilazione del progetto tecnico-artistico sono dovuti al concittadino ing. Lorenzo Mancini, Vice-podestà del Comune. Egli, con molta competenza e passione, ha assolto al mandato ed il progetto ha ottenuto la piena approvazione in ogni sua parte della Sovraintenza delle Belle Arti residente in Ancona.
I finestroni, dell’altezza di sette metri ciascuno avranno 1’intelaiatura in ferro battuto, egregia opera realizzata dal concittadino Mario Bracalenti, distinto artista del genere e l’applicazione dei vetri colorati così detti “cattedra”
L’importo dei lavori aggirerà intorno alla cifra di 26.000 lire e la Comunità dei Religiosi francescani che regge il bellissimo tempio, ha fiducia che la cittadinanza vorrà concorrere in qualsiasi maniera in questa opera di restauro che tende a ridonare alla nostra città, nello stile primitivo uno dei suoi più antichi ed artistici monumenti cristiani.
21 Giugno 1903 – Per il bene cittadino sul Tenna
Toccato di volo in altro numero del nostro Periodico il futuro aspetto economico che la ferrovia elettrica potrà darci, veniamo oggi a parlare delle nuove relazioni sociali che le più facili e più rapide comunicazioni potranno suscitare in mezzo a noi.
Anche i più profani dell’ordinamento attuale intendono che la mancanza di facili comunicazioni è uno dei più forti impedimenti a quello spirito d’ associazione e di solidarietà che distinguerà il secolo già incominciato.
L’attività isolata per quanto intensa ed intelligente è destinata a cedere il posto alla collettività delle forze e alla comunanza degli interessi.
Or bene questa vita solidale e sociale trova il suo sviluppo nelle associazioni dei Comuni e dell’altre unità sociali come, ad es, l’Unioni professionali e le Corporazioni d’arti e mestieri.
Quindi quei Comuni e quelle associazioni che avranno mezzi facili di comunicazioni e di contatti potranno essere al caso di promuovere e di attuare quegli ordinamenti e quei sodalizi che saranno più conformi a loro benessere e alla loro prosperità.
I vari problemi economico-sociali per una ineluttabile necessità di cose sono destinati a diventare di giorno in giorno più complessi e varii. La loro soluzione non apparterrà più a Tizio o a Caio ma a classi intere di persone e a federazioni di corpi morali
Come altre volte abbiamo accennato noi nella futura ferrovia vediamo una preparazione per una federazione di tutti i Municipii della valle del Tenna sulla base di comuni interessi e di scambievoli utilità.
Per dire qualche cosa, certi servizii pubblici non potrebbero essere attuati per via di Consorzi e di unioni, con risparmio immenso di spese e con miglioramenti degli stessi servizi? Per es. ogni Comune, compreso il nostro manca di mattatoio per carni in conformità delle regole che la scienza e l’igiene suggeriscono.
Pretendere che i Comuni costruiscano per conto proprio simili stabilimenti è il medesimo che condannarli a fare, come suol dirsi, il passo superiore alla gamba col pericolo di rompersi il collo. Ma d’altra parte chi toglierebbe che trenta o quaranta Comuni uniti in Consorzio possano contribuire alla costruzione d’un mattatoio per tutti?
Quello che abbiamo detto per il mattatoio delle carni si potrebbe ripetere per i forni,, per somministrazioni di ghiaccio per uno ospedale consorziale per malattie speciali con relativo ambulatorio chirurgico fornito d’istrumenti adatti, ed in una parola per tante istituzioni che sarebbero troppo per un paese ma che per molti sarebbero una vera benedizione.
Insomma la nuova orientazione delle forze sociali mentre tende a conservare l’autonomia vuole anche l’unione e la solidarietà nei comuni intenti ed aspirazioni.
La sistemazione di circoscrizioni amministrative come venne precipitosamente fatta in sul principio del nuovo ordine di cose tende a trasformarsi in nuovi organismi più conformi alle attitudini e ai caratteri dei diversi abitanti.
Fermo ha tutto un passato glorioso di comuni interessi con altri Municipii. Or bene riprendere tali tradizioni in un modo conforme ai tempi deve essere il suo ideale e là sua attività incessante.
E speriamo che quanti amano la patria vorranno adoperarsi ad attuare quest’ordine d’idee che potranno
fornire un campo di fecondo lavoro e di vantaggi inestimabili.
21 Giugno 1913 – Alla spiaggia
La nostra spiaggia è veramente ideale per i bagni, e Porto S. Giorgio incomincia ad animarsi di forestieri. Da Fermo incominciano pure ad affluire i bagnanti. Vi sono servizi di casotti, comodità molte nel paese, gentilezza negli abitanti, tutto bene. Col tempo si potranno avere comodità anche migliori. Un solo inconveniente abbiamo notato: la mancanza di sufficiente vigilanza per tutelare la decenza. Un gruppo di ragazzacci, pochi e quasi sempre gli stessi, vanno per la spiaggia completamente nudi, stanno poco in acqua, molto sulla rena, talvolta mezzo nascosti dietro i rialzi di sabbia, e alla sconcezza della nudità aggiungono altre sconcezze che non si possono dire.
Qualche volta danno fastidio ai bagnanti, e allora non c’è modo di liberarsene se non minacciando argomenti….. sonori. E uno sconcio che una vigilanza non davvero straordinaria potrà togliere facilmente. E speriamo che si provvederà subito prima che la stagione balneare raggiunga il suo colmo.
21 Giugno 1913 – Cessione generosa
Il Conte Guglielmo Vinci ha ceduto gratuitamente la proprietà del Campo dì Simone attiguo alla sua Villa nel Girfalco al Municipio di Fermo perché questo lo possa adattare pel diletto del pubblico.
Mentre ci rallegriamo con sensi di gratitudine della donazione facciamo voti che anche questa zona, finora così trasandata, abbia ad essere decorosamente abbellita. Crediamo che ivi si possano adattare gli spazi pel gioco delle bocce, per consolare i dilettanti mortificati per l’abolizione fattane giustamente nello spiazzo del Girfalco.
21 Giugno 1896 – Acquedotto
Molti si chieggono quando si avrà l’acqua nei quartieri S. Francesco e S. Caterina. A noi viene assicurato che i lavori alle Piscine procedono molto spediti, che in conseguenza entro il prossimo luglio tutte le fontanine, ancora all’asciutto, avranno acqua.
A tale proposito ci piace riferire che il Comitato delle feste per la inaugurazione dell’Acquedotto ha stabilito che queste abbiano luogo assolutamente entro il prossimo mese di Agosto. Sappiamo che è stato domandato il concorso del Municipio e noi confidiamo che tale domanda sarà molto bene accolta. Non sarebbe infatti possibile che egli si tenesse estraneo, quando ogni ordine di cittadini ha dato spontaneamente il suo obolo perché le feste riescano degne dell’ opera grandiosa, sospiro di quasi un secolo.
23 Giugno 1895 – Comunicato della R. Sottoprefettura
Ci viene riferita che continua ancora l’affluenza di operai nei cantieri di lavori ferroviari a Potenza, e che riesce dannosa all’erario e pericolosa all’ordine pubblico.
Se ne rendono edotti coloro che intendessero recarsi in dette località, affinché ciò sia possibilmente evitato.
23 Giugno 1895 – Comunicato
Pre.mo Sig Direttore del Giornale LA VOCE DELLE MARCHE
Fermo
Il sottoscritto prega la S. V. perché si compiaccia inserire gratuitamente la nota degli oggetti qui appresso descritti trovati e depositati; in quest’Ufficio di Polizia Urbana, da potersi ricuperale da chi proverà di esserne proprietario.
Descrizione degli oggetti
Due braccialetti di metallo, Un anello d’oro, Una sciarpetta bianca, due piccole chiavi, Un ventaglio, Un portafoglio con varie carte, Un portamoneta con due soldi e una crocetta, Un pettine, Un paio di guanti, Una chiave, 19 cariche da Revolver, Un nastro nero, Un orecchino d’oro con pendente di corallo, Un borsino di pelle con 67 centesimi, Un paio scarpe da bambino, Una cinta di cuoio rossiccia, Un fazzoletto, Un piccolo portafoglio con L.5, Un portafoglio con varie carte è L. 2, ed Un sacco contenente circa 22 Chilogramnii di fava.
Con Osservanza
23 Giugno 1928 – Cade da una scala e muore
Il bambino Ivo Casagrande di Guido di anni 7, nello scendere da una alta scala in legno, perdeva l’equilibrio precipitava al suolo battendo il capo.
Raccolto dalla propria madre questa riscontrava contusioni che sembravano di nessuna entità. Senonché poco dopo le condizioni del bambino improvvisamente si aggravavano per sopraggiunta emorragia cerebrale e la infelice creatura in breve ora spirava tra le braccia dei genitori straziati dall’angoscia.
Le autorità si sono recate sul luogo per le constatazioni di legge.
Dalle indagini sul sinistro nessuna responsabilità ha emesso a carico dei famigliari.
23 Giugno 1928 – Incendio
La notte del 19 corr. si è sviluppato un incendio negli uffici del R. Istituto Industriale. Il fuoco ha distrutto quanto era nella Segreteria e nella Direzione, mentre ha completamente risparmiato quanto era negli uffici di Amministrazione e nell’Archivio.
Alcuni Convittori che erano nell’infermeria, hanno dato l’allarme e insieme ad altri compagni hanno iniziato l’opera di isolamento
e di spegnimento, completato poi con l’intervento dei vigili del fuoco, della truppa e di agenti comunali.
Le autorità hanno iniziato le indagini per accertare le responsabilità, se ve ne saranno.
La vita scolastica ha avuto una sosta e lunedi si inizieranno gli esami.
24 Giugno 1906 – Scoperta di monete antiche
Nell’eseguire i lavori di sterro, in un fondo della, Congregazione di Carità, per la costruenda Stazione fuori. Porta S.Marco giorni addietro si scopriva un grande deposito di monete antiche dell’epoca imperiale di Valeriano e Gallieno.
Quelle esaminate sino ad ora non presentano un grande valore, essendo nella maggior parte di bronzo e pel resto di argento di bassa lega.
E’ probabile che appartenessero a qualche Cassa militare abbandonata nel campo per fuga improvvisa od altro accidente dall’esercito possessore.
Recatosi sul posto quale incaricato della Congregazione di carità, si stese analogo verbale e tutte le monete che si poterono raccogliere, pel peso di 42 kg circa, chiuse e sigillate, furono depositate nella Congregazione in attesa che se stabilisca la proprietà.
30 Giugno 1911 – II servizio della cassetta postale riattivato
Ricorderanno i lettori come nei numeri passati del nostro periodico, ci facevamo eco delle lagnanze del pubblico per la mancanza di una cassetta che permettesse la impostazione della corrispondenza nella vettura che fa servizio sul tronchetto tra Fermo (piazza) e Portosangiorgio. Anche la Camera di Commercio aveva rilevato questo urgente bisogno e da molto tempo stava facendo in proposito insistenti pratiche presso il competente Ministero. Ora siamo in grado di assicurare il pubblico che finalmente è stato ottenuto che venga subitt appagato il desiderio dell’intera cittadinanza.
Per avere ottenuto questa disposizione, che permetterà di raccogliere le lettere nelle diverse fermate del treno, comprese quelle della Biforcazione e di Castiglione, siamo grati alla cooperazione dell’Egr. cav. Ruggeri luigi, Presidente di questa Camera di Commercio.
30 Giugno 1911 – Dove siamo ?
Il Parroco d. Domenico Macellari di Amandola ci scrive denunziando un atto di vergognoso teppismo di cui fu vittima nelle ore pomeridiane dello scorso giovedì. Attraversando la via XX settembre a Fermo fu avvicinato da sei o sette giovinastri in atteggiamento minaccioso, che lo investirono con ogni sorta di sconcezze e di villanie. La turpe scena si protrasse per alcuni minuti, perché gli eroi della teppa, approfittando della circostanza che nessuno passava per quella via. Ma siamo in Africa? E le Autorità che cosa fanno per impedire questi selvaggi affronti ?
30 Giugno 1928 – Nel regno dei ladri
L’agricoltore Vallasciani Davide fu Luigi, abitante in Contrada Madonna del ferro, aveva notato che da qualche tempo il suo ben fornito pollaio veniva diminuendo di giorno in giorno ed in modo impressionante tanto da poter calcolare un danno approssimativo di L.600.
Si decideva finalmente di denunciare il fatto al Maresciallo Comandante questa Stazione RRCC il quale, da persona esperta del mestiere quale è, suggeriva al Vallasciani un espediente che lo avrebbe messo in condizione di sorprendere in flagrante i ladri. La notte del 26 infatti, il Vallasciani veniva bruscamente destato dallo squillo del campanello elettrico che egli aveva fatto collocare nella propria camera e che veniva azionato dallo schiudersi della porta del pollaio.
Balzare dal letto, infilare un paio di calzoni e imbrancare un fucile fu un attimo. Poscia seguito da alcuni famigliari si precipitava giu per le scale di casa e diffilato correva al pollaio.
L’espediente era riuscito a perfezione. Il ladro era intento a far bottino e quando si vide sorpreso, con mossa audace e fulminea volle tentare la fuga malgrado che il Vallasciani col fucile spianato gli si parasse davanti.
Nel disperato tentativo il ladro andò a dar di cozzo con la fronte contro la bocca dell’arma ferendosi leggermente ma tuttavia riuscì a prendere il largo.
Raggiunto saldamente legato con una fune da alcuni contadini, fu guardato a vista, sino a quando, sollecitamente chiamati, giunsero i Carabinieri. Il protagonista di questa impresa ladresca è un bracciante fermano di 53 anni che, dopo l’interrogatorio è stato tradotto alle carceri.
In seguito a sottrazione di danaro dalle cassette di elemosina di varie Chiese come S. Rocco, S. Francesco, sono stati arrestati due giovani che in seguito ad abile interrogatorio hanno finito per rendersi rei confessi.
Il 28 sono state tratte In arresto altre tre persone anche esse ree di favoreggiamento in furti qualificati, di furto e di concussione.
Un bravo alla Benemerita.
LUGLIO
1 Luglio 1906 – Reclami del Pubblico
Carissima Voce
Specialmente ora che la canicola estiva rende più facili le infezioni, non ti sembra che sarebbe necessario di esigere una maggiore pulizia in alcune strade pubbliche della città, che d’ordinario possono stare proprio a confronto coi bassi fondi del Napoletano ? Comprendo che ciò in gran parte dipende dalla, indiscrezione di alcuni cittadini, che gettano le immondezze sulle pubbliche vie, come se fossero tante cloache; ma le Guardie Municipali non potrebbero con rigorose contravvenzioni richiamare i medesimi all’osservanza delle regole più elementari della igiene?
Un conservatore .. della pelle
4 Luglio 1931 – Nella marina Palmense
Par rendere sempre più ridente questo lembo di spiaggia adriatica, un comitato, appositamente costituito, svolgerà durante questo mese un vasto programma di festeggiamenti. Saranno accordati speciali concessioni sui servizi automobilistici pubblici Fermo-Ascoli, M.Rubbiano – Porto S. Giorgio, Carassai – Porto S. Giorgio. Saranno organizzate anche gite alla sorgente
dell’acqua «Spadana».
4 Luglio 1931 – Quei monelli!
Alcuni monelli, da qualche tempo, vanno scambiando le porte e le mura delle case (vedere per esempio le vie: Marchetto Morrone, Regina Amalasunta, Bertacchini, Francesco Sforza) per le pagine dei quaderni scolastici dove vogliono pupazzettare le proprie composizioni elementari, e vi designano su, col gesso e col carbone, sgorbi, figure, parole scurrili ed altre impertinenze calligrafiche. Dato che nessun Cimabue si preoccupa di scovare il genio di questi Giotto in erba, non sarebbe meglio che alcuno desse loro una tiratina d’orecchi, mentre stanno lordando le mura? qualche guardia, per esempio ?
5 Luglio 1896 – Allarme
Nei decorsi giorni si manifestò nei pozzi di alcune case del quartiere S. Francesco una eccezionale quantità di acque che vi affluiva incessantemente. La cosa impressionò alquanto, ma ben tosto si riconobbe che la causa doveva essere la rottura di un tubo della conduttura. Infatti, dopo poche ricerche il tubo rotto venne rinvenuto e riparato, e la tranquillità tornò nei propietarii ed abitanti delle case inondate.
5 Luglio 1903 – Per il nuovo penitenziario
E’ incominciata già la demolizione dell’antica Chiesa e Convento dei PP Agostiniani Scalzi, sulla cui area dovrà sorgere il nuovo carcere giudiziario. Vedendo rovinare le pareti del sacro edifìzio melanconicamente si è affacciato alla nostra mente il pensiero: Ad ogni Chiesa che si chiude o si demolisce, è necessario, per ragione di morale equilibrio sostituire un nuovo luogo di espiazione. Purtroppo è cosi!
7 Luglio 1895 – Orribile temporale
si è qui scatenato ieri mattina (6 corr.) alle ore 12 1/2. Già sin dalla mezzanotte ieri s’ incominciava a sentire spesso spesso rumoreggiare il tuono, indizio di prossimo uragano. E infatti verso l’ora suindicata si sentì uno scroscio di acqua mista a grandine che pareva il finimondo. Il temporale nella, sua massima violenza durò per circa mezzora. Sembrava che le case fossero li li per crollare. La grandine caduta in gran copia si vedeva ammonticchiata per le vie della città sino al mezzogiorno di ieri. Sappiamo che ha prodotto dei danni rilevantissimi nel territorio di Fermo, Santelpidio e in quel di Monterubbiano. — Il tempo minaccioso ha durato in tutta la giornata lasciando nella trepidazione i proprietari di fondi rustici. — Verso le 5 1/2 pom. si è avuto un altro forte scroscio di pioggia fortunatamente senza concorrenza di grandine.
8 Luglio 1916 – Scosse di terremoto
Il 4 corr., alle ore 7 si sentì in città una forte scossa di terremoto che si ripetette la sera per due volte alla distanza di cinque minuti alle ore 24 circa. Null’altro che panico. Sono i piccoli assestamenti periodici tellurici preveduti dal P. Alfani e di nessuna seria conseguenza.
8 Luglio 1916 – Triduo per la pioggia
Ieri sera, questa sera e domani sera in Duomo alle ore 19.30 triduo in onore di S. Savino per ottenere il beneficio della tanta desiderata pioggia.
9 Luglio 1950 – San Girolamo
II solito ‘incendio e la solita… telefonata!
Oggi lunedì 3 luglio nella Colonia Paolini, in occasione della trebbiatura, si è suscitato, il solito ormai annuale, incendio.
Si è riusciti a salvare la macchina, indirizzandola pei campi, fortunatamente in buona discesa: ma due pagliai e una certa quantità di cereale è andato perduto, con una catasta di legna e un carro carico di orzo.
I pompieri sono accorsi: ma naturalmente in rispettabile ritardo, in quanto sono stati avvertiti per generoso interessamento di vicinati che si son dovuti recare in città, per chiamarli.
San Gerolamo è a due passi: e da li si potrà telefonare, in questi casi di urgenza non appena saranno terminati i lavori di palificazione in corso di ultimazione fin dallo ottobre scorso per il ripristino del telefono.
10 Luglio 1892 – Note di Questura
Venerdì 8 nella gran fiera di bestiame e di merci in questa città tutto passò tranquillamente all’infuori dell’arresto di due persone trovate una in possesso di un arma insidiosa, e l’altra di arma proibita. Furono pure eseguite diverse contravvenzioni a venditori ambulanti forestieri perché sprovvisti di licenza.
10 Luglio 1894 – Disgrazia
Lunedì scorso il giovane carrettiere Traini Vincenzo, che si era recato a Ponzano per caricare del grano, ai ritorno nel discendere dal veicolo cadde sotto le ruote del medesimo fratturandosi le gambe. Raccolto in gravissimo stato venne condotto in questo ospedale, dove gli fu dovuta amputare una gamba. Le condizioni dell’infelice sono alquanto migliorate.
10 Luglio 1904 – Incendio
In contrada Campoleggio nella notte tra il mercoledì e giovedì scorso si sviluppò un incendio nella casa dei Sig. Sante Tomassini. Fortunatamente non ebbe conseguenze. Quando giunse la pompa municipale l’incendio era quasi estinto.
10 Luglio 1938 – Doveroso atto di un balilla
Il Balilla Del Papa Angelo inscritto nella Legione O.B. fermana. Mentre transitava il Viale Trieste, vide e raccolse un involto contenente lire 380 in contanti. Senza porre in mezzo alcun indugio, conscio del suo dovere, il balilla consegnò la somma integra alla guardia municipale di servizio.
Dopo poche ore, il proprietario fu individuato e, mentre ritirava la somma espresse il suo compiacimento per la educazione morale e civile che vie ne impartita alle nuove generazioni dalla G.I.L.
13 Luglio 1912 – Il temporale di Domenica
Domenica 7 corr, si scatenò sulla città e dintorni un furioso temporale con fortissime e frequenti scariche elettriche. Un fulmine colpì la torre della Chiesa parrocchiale di S. Gregorio abbattendo la croce e rompendo la pietra che le faceva da piedestallo. I pezzi di questa sfondarono il tetto sottostante e si conficcarono nella volta della sacrestia. La corrente penetrò poi in casa del Rev. Toscani che trovavasi presso il pozzo con una bacinella d’acqua in mano. Stordito da una scossa violenta, stentò assai a riprendere i sensi, ma se l’è cavata con solo una buona paura.
14 Luglio 1923 – Nel ” Cinema Famiglia „ del Ricreatorio S. Carlo
Questa sera dalle ore 19 e domani dalle 19 in poi si proietterà “Il Figlio di Nessuno” avventurosa e commovente pellicola in otto parti della durata di 2 ore e mezzo.
14 Luglio 1923 – Scossa di terremoto
Giovedì scorso, circa le 21,53, preceduta da un boato, si è avvertita una forte scossa di terremoto in senso sussultorio.
Nessun danno: un po’ di panico nella popolazione.
15 Luglio 1906 – Scoperta Macabra
La scorsa domenica, alcuni ragazzi giocando fuori le mura di via S.Anna, nei pressi della chiesa omonima, rinvennero incastrata nel muro una cassetta contenente il cadaverino di un neonato. Della macabra scoperta venne informata l’autorità di PS che fa attive indagini per scoprire gli autori di questo infanticidio.
15 Luglio 1910 – Disgrazia in mare
Martedì 11 corrente sulla spiaggia di Porto s. Giorgio disgraziatamente trovava tragica morte il quattordicenne Socrate Rossi di Portocivitanova, alunno interno di questo Convitto industriale. Si vuole che un malore improvviso, fulminante lo cogliesse nel momento che prendeva il bagno assieme a tutti gli altri alunni collegiali. A nulla approdarono gli sforzi inauditi, eroici d’un compagno, che al grido disperato del povero Socrate erasi provato a trarlo in salvo esponendosi anche al punto di essere travolto
E’ doloroso pertanto il constatare come, a quanto ci si riferisce alcuni marinari, i quali erano poco lontani, sollecitati ripetutamente dal Rettore presente al fatto, si ricusarono, di prestarsi al pronto soccorso e solo dopo, qualche tempo si poté fare avvicinare sul posto le due scialuppe che il sullodato Rettore aveva fatto tener pronte per qualsiasi eventualità, e dopo mezz’ora circa si riusci a ripescare e trarre sulla riva la vittima, ma troppo tardi……. era già freddo cadavere.
Colla sua morte il Convitto perde uno de’ migliori suoi alunni; intelligente, studioso faceva dì sè presagir bene per l’avvenire, di carattere mite e dolcissimo era l’idolo de’suoi compagni, oggetto di predilezione de’ superiori.
Lascia nel lutto la mamma, che dopo perduto lo sposo, tutto l’affetto concentrava nel suo piccolo Socrate e, in lui a buona ragione, riponeva le speranze migliori per la sua vecchiaia.
I suoi funerali che ebbero luogo il giorno appresso in Porto S. Giorgio, riuscirono una vera dimostrazione d’affetto sincero, unanime: presero parte al corteo i membri del Consiglio d’Amministrazione, della Direzione, parecchi insegnanti, larga rappresentanza degli alunni interni ed esterni della Scuola oltre a tutte le scuole elementari del luogo.
Nella Chiesa matrice ebbe luogo un servizio funebre con bella musica della scuola cantorum del paese.
All’ anima benedetta del caro estinto sia pace eterna in Dio, ai parenti tutti, specie alla mamma, e allo zio paterno che fu secondo padre le nostre vive e sentite condoglianze.
15 Luglio 1916 – Disgrazia in mare
Martedì 11 corrente sulla spiaggia di Porto S. Giorgio disgraziatamente trovava tragica morte il quattordicenne Socrate Rossi di Portocivitanova, alunno interno di questo Convitto industriale. Si vuole che un malore improvvido, fulminante lo cogliesse nel momento che prendeva il bagno assieme a tutti gli altri alunni collegiali. A nulla approdarono gli sforzi inauditi, eroici di un compagno, che al grido disperato di aiuto del povero Socrate erasi provato a trarlo in salvo esponendosi anche al punto di essere travolto tra i gorghi del mare. È doloroso pertanto il constatare, come a quanto ci si riferisce, alcuni marinari, i quali erano poco lontani, sollecitati ripetutamente dal Rettore presente al fatto, si ricusarono, di prestarsi al pronto soccorso e solo dopo, qualche tempo si potè pare avvicinare sul posto le due scialuppe che il sullodato Rettore aveva fatto tener pronte per qualsiasi eventualità, e dopo mezz’ora circa si riusci a ripescare é trarre sulla riva la vittima, ma troppo tardi … era già freddo cadavere.
Colla sua morte il Convitto perde uno de’ migliori suoi alunni; intelligente, studioso faceva di sè presagir ‘ bene per l’avvenire, di carattere mite e dolcissimo era l’idolo de’ suoi compagni, oggetto di predilezione da’ superiori.
Lascia nel lutto la mamma che, dopo perduto lo sposo, tutto l’affetto concentrava nel suo piccolo Socrate e in lui a buona ragione, riponeva le speranze migliori per la sua vecchiaia. I suoi funerali che ebbero luogo il giorno appresso in Porto S. Giorgio, riuscirono una vera dimostrazione d’affetto sincero, unanime: presero parte al corteo i membri del Consiglio d’Amministrazione, della Direzione, parecchi insegnanti, larga rappresentanza degli alunni interni ed esterni della Scuola oltre a tutte lei scuole elementari del luogo.
Nella Chiesa matrice ebbe luogo un servizio funebre con bella musica della scuola cantorum del paese.
All’anima benedetta del caro estinto sia pace eterna in Dio, ai parenti tutti, specie alla mamma, e allo zio paterno che fu secondo padre le nostre vive e sentite condoglianze.
16 Luglio 1931 – Quattro chiacchiere sul Girfalco
Tante città consorelle, che si trovano sotto la sferza canicola di questi giorni, argomentano sulla opportunità di adornare qualche angoletto con un po’ di verde, fresco ed ombroso, dove bimbi possano giocare sotto lo sguardo vigile dei nonni, dove servette e vecchi pensionati possano rifugiarsi a leggere il giornale o a rievocare le memorie del passato.
Noi fermani, che abbiamo il privilegio di avere in cima alla città, a 319 metri sul livello del mare e a poca distanza dal mare stesso una suggestiva spianata adorna di ombre e di fiori dominata dalla magnifica cattedrale, non abbiamo mai abbastanza apprezzato questo luogo delizioso, incanto ed ammirazione di tanti forestieri anche provenienti dall’estero.
Molti ci hanno detto che è troppo lontano e c’è, per arrivarci, una salita sudorifera; eh, via! Sono scuse sciocche. Il regalo dell’aria balsamica, che lassù si gode, e la visione dell’ampio e davvero stupendo panorama, è un compenso più che prodigo alla lieve fatica dell’ascensione.
Altri ci hanno riferito che il Girfalco è tenuto male specie nella parte sua più bella, prospiciente l’Adriatico, con quel polverone fastidioso che ingombra il terreno. Questa ragione è in parte vera; anzi sapendo che ci sono delle prese d’acqua comode per innaffiare questa metà del Girfalco e per rimediare quindi tale inconveniente, ci siamo recati a chiedere spiegazioni al custode il quale si è giustificato.
L ‘innaffiatura delle piante in questione, per raggiungere lo scopo, dovrebbe avvenire verso le18, ora in cui l’evaporazione prodotta dal caldo, è ridotta ai minimi termini; orbene, sè provato qualche volta a quest’ora ad innaffiare i viali, ma son piovute mille proteste da parte di quelli che già vi godevano il fresco, perché disturbati dalla funzione idraulica che, naturalmente, solleva un pò di polvere e allettati da quel sentimento di pigrizia, caratteristica di noi fermami; ed allora si è stati costretti di smettere del tutto l’innaffiatura dando adito alle proteste degli altri che, sopraggiunti verso le 19 per passeggiare trovano il polverone, specie se i bambini giuocano a palla.
Inoltre abbiamo visto i poveri pini vandalicamente massacrati dalle sassate dei monelli; ci siamo recati al Parco della Rimembranza, ed in quel luogo sacro alla memoria dei concittadini caduti in guerra, abbiamo letto un cartellino in cui si taccia di vigliacchi e spudorati certi ladri ignoti che, di nottetempo hanno sradicato e portato via molte piantine esotiche che avrebbero dovuto in un tempo non lontano abbellire con i loro bei fiori le aiuole.
Ed allora abbiamo concluso che il pubblico, per la valorizzazione del Girfalco, dovrebbe essere più educato e che il custode dovrebbe far sentire la sua autorità, coadiuvato dalle Guardie comunali.
Se, verso le 18, s’innaffiano i viali, i frequentatori del Girfalco avranno la pazienza di trasferirsi per cinque minuti in un’altra zona e poi riprenderanno il posto se invece si rimane inchiodati sul sedile e si protesta, allora vale un cavolo che si faccia ogni sforzo per mantenere in uno stato decente la bella spianata.
Gli altri, i monelli e i ladri, discendenti legittimi dei vandali, che non sanno abituarsi al rispetto dei fiori e delle piante dovrebbero essere tassativamente puniti quando venissero colti in fallo, senza fare la voce grossa che… lascia il tempo che trova.
Abbiamo fatto questi rilievi, animati dalle più rette intenzioni; ci dispiacerebbe. assai però se con essi si raggiungesse un risultato pari a quello raggiunto dopo uno spunto di cronaca di poche settimana fa.
Le porte e i muri di certe nominate vie, già insudiciate dai monelli con figure, espressioni volgari ed impertinenze poco cavalleresche — forse per il solito spirito della contraddizione — sono più lorde di prima, in barba a qualunque regolamento sulla nettezza urbana.
Perché allora verrebbe proprio la voglia di dire : Fate sempre peggio tanto avrete anche il premio!
17 Luglio 1904 – Una bomba in Piazza
Ier l’altro poco dopo il mezzogiorno dal Girfalco venne lanciata sulla pubblica piazza una bomba di dinamite,
che cadendo produsse un orribile detonazione. Fortunatamente non si ebbero a lamentare disgrazie personali.
L’autorità sta rintracciando l’eroico autore di tali prodezze.
17 Luglio 1926 – Fervore di lavori
Da pochi giorni si sono iniziati e fervono dei lavori importantissimi per la nostra citta : il nuovo acquedotto, il restauro del Teatro dell’Aquila, il ripristino del « tronchetto ». Per quest’ultimo esprimiamo il desiderio che i lavori vengano affrettati con altre squadre di operai in modo che la linea possa regolarmente funzionare per la imminente stagione balneare. Se si vuole si può riuscire anche a questo. Sappiamo che l’Amministrazione Comunale ha preso a cuore la cosa e ne speriamo bene.
20 Luglio 1947 – San Girolamo: occorre il telefono!
Un furioso incendio si è suscitato sul mezzodì del 15 luglio nella colonia Calcinari Umberto, proprietà Ved. Murri, in contrada S. Gerolamo di Fermo.
JI fuoco rapidamente si è propagato dal primo, al secondo, al… quinto pagliaio, distruggendo tutta la provvista di paglia, pala e mestica della colonia.
Una voce unanime usciva del popolo, impotente dinnanzi alla furia della fiamma distruggitrice: Occorre il telefono!!! Di fatti il piccolo centro S. Gerolamo è a sette chilometri da Fermo, e la zona si estende ancora per altri quattro, cinque chilometri. Qua si è dimenticati da tutti. I pompieri sono stati avvertiti da una ignota macchina che a caso passava sulla strada. L’acqua l’hanno portata, e poi sono andati a ricaricarla a Fermo.
I coloni di questa zona, laboriosi e disciplinati, passano a chi di dovere la loro voce accorata : aiutateci a incanalare un po’ di acqua, per estinguere la nostra sete, provvedere ai nostri animali, e per simili casi incresciosi: aiutateci a riallacciarci col telefono a Fermo per le nostre necessità improvvise.
20 Luglio 1947 – Capodarco – Colonia estiva
Per l’instancabile interessamento del Rev.do Parroco D. Galandrini si è aperta a Capodarco una colonia estiva. Vi sono raccolti per due mesi in due turni oltre 50 bambini, ricevendo colazione, pranzo e merenda Bella iniziativa che apporta un vero beneficio a tante famiglie bisognose che toglie numerosi bambini dalla strada. Contribuiscono al mantenimento la Pontificia Comm. Ass. l’U.N.R.R.A. L’E.C. A. Un sentito ringraziamento vada al Prof. M. Sasso, segretario politico della D. C. per l’ opera fattiva svolta per ottenere aiuti dimostrando ancora una volta che, mentre altri fanno chiacchiere ed inutili dimostrazioni, la DC viene incontro con i fatti ai bisogni del popolo.
20 Luglio 1947 – Nell’ASCI fermana
Si sono chiuse recentemente a Falconara, le ultime gare eliminatorie, a carattere Regionale e Nazionale, tra i Riparti dell’ASCI delle Marche, per partecipare al grande « Jamboree » internazionale degli Esploratori che si terrà a Parigi l’1 agosto prossimo. «Jamboree» (vento di cose buone) è il nome che si dà, nel linguaggio internazionale, alle adunate scout, e questo prossimo parigino (si tiene precisamente a Moisson a 70 Km. da Parigi, su una vasta ansa che descrive la Senna), sarà chiamato «Jamboree della pace ».
21 Luglio 1895 – Piazza Maggiore
Si sta ricostruendo il selciato in quel tratto della nostra piazza Maggiore, che, tempo indietro affondò per la caduta della volta della grotta comunale
Sui primi della passata settimana si manifestò ancora in quel punto un abbassamento del terreno, dovuto allo assestamento delle terre in una nicchia della grotta franata, dove non si potè mai penetrare. Prima dunque di dar mano alla riselciatura si volle attendere questo abbassamento che si reputava sarebbe probabilmente avvenuto.
Fra due o tre giorni, tutto sarà ritornato al primiero stato.
23 Luglio 1910 – Voci del pubblico
Riceviamo e pubblichiamo :
Sig. Direttore de La Voce delle Marche
Mi rivolgo alla ospitalità del vostro accreditato giornale per protestare contro l’indecenza, cui è ridotta la nostra Piazza Vittorio E. massimamente vicino al Bar Popolare, dove sembra che vi siano tanti pozzi neri in fermentazione dando l’aspetto di tante latrine,
a confronto delle quali quelle del Monterone sono assai più pulite.
I signori del Palazzo di Sisto V che ne, pensano ?
Quando delibereranno e ordineranno |a rimozione di detto sconcio per il decoro della città e per rispetto ai forestieri?
Grazie dell’ospitalità. Fermo, 20 Luglio 1910
VINCENZO COCHETTI
23 Luglio 1932 – Sistemazione della strada nuova
L’asfaltatura della Strada nuova, nel tratto Piazza-Galleria, che costituisce la più bella passeggiata della città, è ormai un fatto compiuto. Non manca che l’ultima bitumatura, mentre fervono i lavori di livellamento e di abbellimento del viale riservato ai pedoni.
L’impresa non ha risparmiato energie per compiere un lavoro solido e coscienzioso; soltanto ci ha meravigliato un po il fatto che la Direzione della Ferrovia elettrica A.F.A. non abbia aderito alla richiesta di un concorso finanziario per la sistemazione della strada stessa dove poggiano i binari, mentre per la sistemazione del Piazzale della Stazione a Porto S. Giorgio ha contribuito con una discreta somma; non ricordando che il movimento maggiore di traffico della Ferrovia stessa è dato proprio
dal tratto Fermo (Piazza V. E.) Porto S. Giorgio.
23 Luglio 1932 – Illuminazione della Piazza
Al posto delle quattro lampade antidiluviane preposte da tanti anni alla illuminazione della Piazza è stato sistemato un ordine di cinque file di lampade abbinate che daranno diffusione maggiore di luce e renderanno più simpatico il ritrovo centrale della città. E… dopo andate a dire che Fermo non si muove !
23 Luglio 1932 – Restauri nel Tempio di S. Agostino
I lavori di restauro decisi dell’apposito Comitato Cittadino, procedono alacremente; già si sta conducendo a buon punto la complessa fatica del cupolone, che era il più fatiscente.
L’iniziativa del Comitato! si viene felicemente concretando e tutti i cittadini saranno lieti di vedere come alle parole corrispondono i fatti e come le offerte raggiungano perfettamente il loro scopo
Questa gara di cooperazione deve moltiplicarsi, quasi da rivedere ripetuto l’esempio — dato in tempi remoti dai nostri avi durante la costruzione di altra artistica chiesa della città — della gara fra i fermani, quando i nobili patrizi davano generosi contributi, e i lavoratori prestavano gentilmente la mano d’opera e le donne offrivano i propri gioielli.
Lo zelo della Casa del Signore continua ad ogni modo ad infiammare.
24 Luglio 1904 – Voci del pubblico
Con quali criteri estetici venne accordato alla Compagnia del “Cinematografo Umano”
il permesso di piantare sulla piazza principale per tanti giorni la propria baracca ?
Perché non vengono sorvegliati e puniti quei piccoli Balilla, che dal Girfalco e dalla strada nuova si divertono
a lanciare sassi nelle sottostanti vie con pericolo dei passanti?
La fontanella sita sotto la statua di San Savino è quasi sempre sprovvista di acqua. Perché si vogliono condannare al supplizio di Tantalo i cittadini, che vanno a respirare un po d’ aria balsamica sulla spianata del Girfalco ?
Un assiduo
24 Luglio 1938 – Lavori per la distribuzione dell’acqua del Polesio
Il Commissario prefettizio, riprendendo una pratica che sembrava a novembre scorso un fatto compiuto e invece rimase morta appena nata, ha fatto iniziare i lavori di sterro per la tubatura dell’acqua del monte Polesio che verrà distribuita in più fontanelle nei vati rioni della città.
Così, fra qualche tempo, la cittadinanza potrà finalmente bere l’attesa acqua di pura sorgente, mentre l’acqua, sopraelevata dal sottosuolo potrà essere utilizzata per altri servizi domestici ed industriali.
La posa della tubatura per la fontanina del Largo Petruzzi è già compiuta.
26 Luglio 1896 – Ci si riferisce
come un tale ne’ pressi del Rione S. Catterina, che pure dà tutti i contrassegni di una demenza giunta ormai ad uno stadio di serie apprensioni, sia lasciato in balìa del suo travolto cervello senza che si abbia un riguardo ai fastidi incessanti che il pubblico ne riceve specie nelle ore di notte e senza prevenire qualche brutta conseguenza facile ad accadere avendo l’infelice maniaca tendenza al suicidio. Egli non ha parenti, é sprovvisto di tetto e di cibo e altrui privata carità che gli avea dato ricetto non è valsa a vincere l’impeto del male.
Se è vero ciò che ci viene riferito, giriamo il lamento a chi di ragione osservando che mal si rimpiangono disgrazie facili
a prevedersi e con rimedi preventivi e come sia mal sistema provvedere dopo una triste esperienza!
26 Luglio 1903 – Orribile delitto
Sabato scorso in contrada Montone mentre due fratelli , coloni del Sig. Attilio Strinati, stavano formando un mucchio di paglia, per futili motivi vennero in contesa. Dopo un vivace diverbio ed alcune percosse, il minore dei fratelli acciecato dall’ira con una forca vibrò un colpo mortale nella testa al maggiore. L’ucciso aveva moglie con figli.
Il fratricida si era dato alla latitanza, ma fu raggiunto dai carabinieri e tratto in arresto.
28 Luglio 1901 – Colpito dal fulmine
Venerdì 20 corr. una grave disgrazia è accaduta in questa città.
Nei pressi di Castiglione mentre un giovanotto di circa anni 18 appartenente alla famiglia Marilungo attendeva ai lavori campestri, fu colpito dal fulmine che lo rese all’ istante cadavere. La triste notizia ha impressionato quella contrada.
28 Luglio 1911 – La fine dei vandalismi al girone
Un’ordinanza del Sindaco, affissa in pubblico, dietro deliberato della Giunta Municipale, a cui in questi ultimi tempi specialmente, erano pervenuti numerosi reclami, proibisce il giuoco delle bocce nel Girfalco. La proibizione viene a metter fine ad uno sconcio che per tanto tempo s’è potuto verificare nel luogo più bello. Più delizioso della nostra città, dove non era possibile recarsi nelle ore pomeridiane, a passeggiare, senza pericolo di restare da un momento all’altro colpiti da qualche boccia. … mal diretta.
La presenza delle Guardie che dovranno d’ora innanzi invigilare perché l’ordinanza in parola venga rigorosamente osservata. Ci auguriamo anche metta fine agli innumerevoli atti di vandalismo commessi in pieno giorno impunemente, a danno degli alberi, delle siepi e dei sedili da parte di ragazzacci che sembrano invasi da una febbre di distruzione.
Se è vero che il Girfalco dovrà essere ridotto quanto prima a pubblico giardino, non sarà inutile cominciare fin da ora ad esercitare quella sorveglianza che dovrà essere molto più rigorosa in appresso.
28 Luglio 1946 – Campeggio degli Esploratori
Domenica 14, i giovani Esploratori del 1° Riparto con sede al Ricreatorio S. Cario, sotto la guida dei Signori, Remo Agostini ed Aragusta Gabriele sono partiti per il Campeggio estivo; li accompagna l’Assistente D. Giovanni Marozzi. Hanno scelto un bel boschetto alle falde della Priora ad un’ora dall’ Ambro. Possiamo assicurare i parenti dei giovani che la vita del Campo si svolge regolarmente in mezzo alla più intensa attività scautistica ed alla più lieta allegria. Ottimo lo stato di salute, formidabile l’appetito, soddisfatto da un ben fornito magazzino.
Varie escursioni ed una conduttura d’acqua dalla sorgente all’ accampamento hanno caratterizzato fino ad ora la vita del campo che avrà termine il 7 agosto in unione con gli altri Reparti della città.
28 Luglio 1946 – Atto insano
Domenica scorsa, un ventiquattrenne, detenuto nelle nostre Carceri Giudiziarie, che era stato ricoverato d’urgenza all’ Ospedale Civile per appendicite, eludendo la sorveglianza del piantone si gettava dalla finestra. Raccolto, decedeva dopo tre ore, in tempo però per riconciliarsi coscientemente col Signore.
La tragica fine del detenuto, tristemente noto nell’ambiente cittadino, dovrebbe essere, di gran monito a tutta una turba di giovinastri suoi compagni purtroppo numerosi, che pretendono vivere senza lavoro, infestando i vari Bar giocando e rubando.
29 Luglio 1894 – Dalla Questura
Alle ore 4 del 22 volgente mese Malaspina Luigi di anni 60, colono dei fratelli Zampatori, di Fermo, dimorante a Torre di Palme contrada Montoni, mentre era nella cantina sottostante al magazzino ove era posto il grano raccolto, i travi della volta si sono troncati e il pavimento e il grano sono caduti sopra la persona del Malaspina, il quale spirava sotto le macerie.
31 Luglio 1892 – Disgrazia orribile
Giovedì a sera fuori di porta S. Francesco certo Petrini Vincenzo, contadino d’anni 22, che col carro riportava il grano al suo padrone, mentre con la frusta percuoteva fortemente i buoi, che pareva volessero sviare e dirigersi alla vicina fonte, per un colpo fallito perdette l’equilibrio e cadde dalla parte d’avanti.
Accorsa subito gente per aiutarlo, lo si trovò già morto: una ruota del carro era passata sulla testa dell’infelice fracassandogliela orribilmente. Il cadavere fu trasportato al prossimo ospedale.
31 Luglio 1892 – Furto
Martedì 26 nella fiera di bestiami e merci a S. Maria al mare, territorio di questa città, il Sig. Notaio Secondino Prof. Bonfini fu derubato da sconosciuti mariuoli del portafoglio in cui si contenevano L. 600 circa. La polizia indaga.
31 Luglio 1904 – Omicidio
Si è già iniziata l’istruttoria per li reato di sangue commesso il 17 corr. nella frazione di Capodarco. Il truce fatto si svolse così. Un fanciullo bisticciandosi con una bambina, le aveva scagliato un sasso nella testa ferendola. Intervenne certo Tulli Vincenzo che redarguì il ragazzo somministrandogli anche qualche scappellotto. Non l’avesse mai fatto! I fratelli avvertiti del piccolo incidente, accorsero, e mentre l’un d’essi si scagliava con invettive contro il Tulli, l’altro gli vibrò una coltellata al cuore da renderlo quasi all’istante cadavere. Si è iniziato con un lieve bisticcio e si è finito con un omicidio! Un atto di correzione ha costato la vita. Ahi ! quale depravazione morale !
31 Luglio 1904 – Rissa e Ferimento
Nella notte dal 23 al 24 corr. in contrada Castellata vennero a diverbio, due contadini. Uno di questi colpito con una terribile coltellata al ventre, con fuoriuscita di porzioni intestinali, fu ricoverato d’ urgenza all’ospedale in pericolo di vita. Il feritore venne arrestato.
AGOSTO
1 Agosto 1925 – La carovana “Citroen” a Fermo
Per far conoscere tutti ì tipi dì vetture che la Citroen ha costruito per generalizzare l’impiego dell’ automobile, una carovana composta dì tutti i modelli sta facendo il giro d’Italia.
Domani, 2 agosto, la carovana che si trova nelle Marche, arriverà in questa città e costituirà un singolare spettacolo che attirerà l’attenzione di tutti. La carovana Citroen proseguirà il suo itinerario e lascerà questa città dopo aver portato domani una insolita animazione.
Il successo che arride da vari anni alla fabbrica di automobili Citroen è stato ormai suffragato dai risultati ottenuti in altre città italiane ed estere.
Un ricevimento sontuoso sarà offerto alla carovana nei lussuosi locali del «Broglio» dalla Ditta concessionaria Alessandro Trasatti di Fermo con l’intervento delle autorità.
1 Agosto 1925 – II circuito motociclistico del Tenna
L’attiva Società sportiva la Veloce di Fermo, annuncia l’organizzazione della grande manifestazione motoristica “Il circuito del Tenna”, per il giorno 14 agosto pv. La gara che nel primo anno riportò un brillante successo, si svolgerà sul percorso chiuso: Fermo – Porto S. Giorgio -Bivio Faleriensa- Ponte S. Giacomo – Fermo — Km. 32,500 da ripetersi 6 volte per un totale di Km. 197
La gara che è sotto l’egida del M. C. I. è riservata a macchine fino a 500 cmc. di cilindrata ed è libera a tutti i corridori, aspiranti ed esperti, muniti di licenza del Moto Club d’Italia per il 1925. Le iscrizioni aperte sino alle ore 24 del giorno 12 agosto 1925 si ricevono pressò la Società sportiva La Veloce (Piazza Ostilio Ricci) in Fermo (provincia di Ascoli Piceno), esse per esser valide dovranno essere accompagnate dalla una tassa di L. 100.
Le operazioni dì punzonatura delle macchine si svolgeranno dalle ore 8 alle ore 12 del 14 stesso al garage Vinci e la partenza avrà luogo alle ore 15, sulla strada della Carriera, dove saranno costruite comode tribune per il pubblico ed installato un regolare servizio di segnalazioni. Il via sarà dato da Fermo a motore spento. Durante il percorso a cura degli organizzatori saranno fissati due rifornimenti.
Per i vincitori saranno in palio i seguenti ( premi: Per la categoria 500 cmc, al primo arrivato 1. 1500, al secondo 1. 1000, al terzo 1. 600, al quarto 1. 300, al quinto 1. 150, al sesto 1. 100. Per la categoria 350 cmc, al primo arrivato 1. 1500, al secondo 1. 1000, al terzo I. 600, al quarto I. 300, al quinto 1. 150, al sesto 1. 100. Premi condizionati: al concorrente che compirà il giro più veloce con macchina 500 cmc. 1. 200, a quello con macchina 350 1. 150.
Inoltre sono in palio premi in coppe, medaglie d’oro, oggetti artistici offerti da case di motocicli, lubrificanti, gomme, personalità, premi tutti che saranno assegnati alle Società sportive con maggior numero di concorrenti ed al singoli.
La gara per l’assicurato intervento dei migliori corridori Italiani e dei migliori dilettanti marchigiani sarà certamente palpitante di attualità e si prevede un numero imponente di partecipanti. Il percorso chiuso ha un fondo stradale ottimo e permetterà alte medie e brillanti affermazioni di motori e di piloti.
L’organizzazione sarà curata con minuzia e solerzia dalla Società La Veloce, ed indubbiamente richiamerà in Fermo un pubblico folto ed entusiasta.
1 Agosto 1931 – Cose utili a sapersi
La validità del segno di croce nelle cambiali agrarie.
La validità del segno-croce sulle Cambiali è stata ufficialmente riconosciuta con l’art. 7 del T. U. 29 luglio 1927, n. 1509, con tutti gli effetti di una firma. La validità è limitata alle cambiali normali, e per quelle di valore non eccedente le lire cinquemila,.
Il legislatore ha imposto delle formalità atte ad accertare la volontarietà e la consapevolezza dell’impossibilitato o dell’illetterato nell’atto che, col crocesegno, crea a se stesso una obbligazione cambiaria. A tal uopo è prescritto che il segno di croce sia, sul titolo stesso, controfirmato da due testi capaci ad intervenire in atti pubblici, con firma che deve essere autenticata (e l’autenticazione è gratuita) o da un Notaio o dal Podestà, o dal Giudice Conciliatore del luogo.
1 Agosto 1931 – Ancora sul Girfalco
Il numero del nostro giornale, che recava alcuni rilievi sul Girfalco, era già in macchina quando è giunta al Direttore una lettera con preghiera di pubblicazione.
Noi abbiamo già segnalati gli atti vandalici dei quali parla l’anonimo cittadino e speriamo, specialmente ora che i frutti dei pini sono stati colti con molta gioia dei bimbi e relative sgridate minaccie in tono maggiore e minaccie con la scopa degli addetti alla raccolta, che non si ripetano più e venga represso ogni ulteriore tentativo dei recidivi.
Ecco il trafiletto testuale, pervenutoci sotto il titolo di : Vandalismi
Da qualche tempo tutti quelli che si recano al Girfalco, gloria e vanto della nostra città, a respirarvi l’aria salubre e balsamica e ad ammirare l’incantevole panorama che si dispiega allo sguardo da parte e del mare e del monte, debbono assistere impotenti allo svolgersi di atti quanto mai incivili e disgustosi. Di tanto in tanto gruppi di giovinastri che chiamerei però irresponsabili ed incoscienti si accaniscono contro le piante dei pini che adornano il luogo di fianco alla chiesa per farne cadere i pinocchi o pinoli; a tale scopo lanciano contro le povere piante calci e pedate terribili, prendendovi la rincorsa, ciottoli e pietre di ogni dimensione; svellono perfino i sedili di pietra per servirsene come proiettili da lanciare contro le piante, danneggiandone così e lacerandone gravemente la corteccia, a detrimento del loro sviluppo e vigoria, a detrimento dell’ornato pubblico e della bellezza del luogo.
Ora, non sarebbe possibile impedire questo scempio? non vi è al Girfalco un custode preposto alla conservazione delle piante e degli altri oggetti ivi esistenti? se vi è, perché la sua vigilanza non è maggiore?
Per il decoro della nostra città e per ragione di civiltà e di educazione cittadina, mi auguro che le biasimevoli azioni non abbiano a ripetersi.
Grazie dell’ospitalità
Un Cittadino
2 Agosto 1896 – Temporale
Nella notte scorsa fra l’ultimo Luglio e il primo Agosto un furioso temporale si è scaricato sopra la nostra città e varie scariche elettriche, fortunatamente innocue, si sono succedute violenti e paurose. Né il cielo sembra sazio! Temporali si succedono a temporali ed ormai siamo avvezzi di sperimentare ogni giorno emozioni non molto grate. Nel momento di porre in macchina la città è fatta bersaglio di un contrasto impetuoso di venti, di pioggia incessante, di lampi e tuoni che non accennano punto a lasciarci tranquilli.
2 Agosto 1913 – Disgrazia mortale
Domenica 27, mentre il treno delle 8.00 passava per la via Trevisani investiva un contadino, di Capodarco, di anni 63. Il poveretto non del tutto digiuno di vino, si è azzardato di attraversare la linea pochi metri prima che passasse il treno, che quantunque sia stato fermato quasi istantaneamente pur tuttavia non ha potuto evitare l’urto. Subito soccorso e portato a braccia all’ospedale, i sanitari constatarono, per l’abbondante sangue che usciva dall’orecchio sinistro, una frattura interna alla tempia, ed hanno dichiarato subito, disperato il caso, e difatti poche ore dopo moriva. Subito chiamate, sono accorse sul luogo le autorità giudiziarie per le costatazioni di legge dichiarando per ora fortuito il fatto, il processo però è in via di istruttoria.
2 Agosto 1913 – Ragli d’asino
Un povero ciuco viene fermato per lunghe ore presso il Bar Italia a deliziare i passanti, i negozi e gli uffici vicini con le sue lamentele e con le sue… scortesie incoscienti. Non si potrebbe invitare da chi di ragione il proprietario a dare ricetto più adatto alla povera bestia pel decoro della nostra piazza ?
4 Agosto 1923 – Al Gran Sasso
Domani lunedì un gruppo di alpinisti della «Victoria » partirà per un’ ascensione al Gran Sasso d’Italia passando la notte nel Rifugio del Duca degli Abruzzi e movendo alla conquista delle due cime la mattina di martedì. II Direttore Can. D. Biagio Cipriani celebrerà la S. Messa su di un altarino da campo presso il Rifugio. La notte fra il 7 e l’8 sarà passata nuovamente al Rifugio la cui chiave è stata favorita dal Club Alpino Italiano. Ai forti ed audaci giovani il nostro saluto augurale, anche perché, se non erriamo, è la prima comitiva organizzata a Fermo per sì bella ascensione. La «Victoria » ha anche il merito di avere per prima guidato la gioventù dì Fermo sui monti Sibillini circa quindici anni fa. In alto, dunque! Excelsior! Dal Gran Sasso i giovani cattolici della nostra città lancino il saluto di Fermo all’ Adriatico e al Tirreno, all’immensa distesa di pianure, alle valli, ai monti, a Roma la cui cupola pontificale è facilmente visibile, all’ Italia tutta !
4 Agosto 1923 – Campo per gli Scauts
Dal 19 agosto al 23 gli Scauts Cattolici del Riparto Fermo 1. Victoria, sotto la guida del Direttore del Riparto il benemerito ex-ufficiale combattente Sig. Alceo Zavaldi, coadiuvato dall’Istruttore e Aiuti istruttori, faranno il campo con tende, cucine, esercitazioni, ascensione ai Vettore ecc. presso la sorgente dell’Aso a Foce, la nota bellissima gola dei nostri Sibillini. L’ assistenza religiosa (Messa all’ aperto, preghiere mattutine e serali ecc.) è affidata all’ Assistente e al Vice Ass. del Riparto RR. Can. D. Biagio Cipriani e Prof. D. Mario Scoponi.
II campo è obbligatorio per tutti gli Scaut. Il 21 martedì, giorno destinato all’escursione al Vettore, si unirà agli Scauts un gruppo di alpinisti della «Victoria» (2a escursione)
5 Agosto 1900 – Rissa e ferimenti
Nella scorsa Domenica nell’osteria presso la Porta S.Caterina nacque per futili motivi un diverbio fra due giovani.
Venne estratto un coltello, che ferì, ma non gravemente, l’avversario alla fronte.
Lunedi poi al feritore, che trovavasi in piazza Ostilio Ricci a conversare con amici si appressarono il padre del ferito ed il fratello maggiore guardia di Finanza, e lo redarguirono. Accortasi la guardia di un coltello, deposto per terra tentò impadronirsene. Ne nacque una colluttazione, nella quale si procurò ferita, giudicata guaribile in 15 giorni.
5 Agosto 1900 – Disgrazia
Giovedì mentre una Suora di Carità si recata nel villino del Conte Bernetti per assistere i fanciulli poveri, destinati ai bagni marini, si rovesciò la vettura, che la conduceva, e la Suora cadde, riportando la frattura di una gamba, auguriamo pronta guarigione
5 Agosto 1916 – Mina alla deriva
Ieri a qualche chilometro da Portosangiorgio si vide galleggiare una mina della marina italiana ed un motoscafo ebbe l’ordine di farla esplodere con il cannoncino di bordo. Ma i ripetuti colpi non andarono al segno e lasciarono tranquilla la mina.
5 Agosto 1916 – Terremoto
Altra vispa scossetta, direbbe P. Alfani, si ebbe alle ore 1.30 di Martedì con qualche impressione dei desti e dei dormienti.
5 Agosto 1945
PER LA PROVlNCIA DI FERMO
IL DELIBERATO DELLA GIUNTA MUNICIPALE
Nella seduta del 5 luglio, la Giunta Municipale ha fatto voto « che il Governo Nazionale ripristini la Città di Fermo nei suoi diritti di capoluogo di Provincia, con circoscrizione uguale a quella dell’attuale giurisdizione dal suo Tribunale»
Alla deliberazione è premessa un’ampia motivazione.
Il decreto Minghetti del 22 dicembre 1860 fu riconosciuto fin dal principio come una palese ingiustizia, contro cui protestò il Consiglio Comunale del tempo, insieme con tutti i i Comuni che sotto lo Stato Pontificio costituivano la Provincia o Delegazione di Fermo.
A favore della rivendicazione dell’autonomia della provincia Fermana militano ragioni storiche. Fiorentissima sotto Roma, autonoma e rispettata sotto i Longobardi e i Carolingi, Fermo fin dal secolo decimo ebbe la dignità di Metropoli della Marca Inferiore o Fermana, nome conservatosi fino ai nostri giorni; si resse per venti secoli con leggi proprie, ebbe dominio su vasti territori, il diritto di batter moneta, una splendida Università.
Si aggiungono forti ragioni geografiche: Fermo è nel centro della zona dei 43 Comuni del fermano, ad essi collegata dalla ferrovia dello Stato, da una ferrovia elettrica e da innumerevoli servizi automobilistici ; ed è il centro naturale dove convergono gli abitanti della zona per tutte le attività agricole, commerciali e industriali e per le relazioni con gli importanti uffici giudiziari, finanziari, economici e scolastici. Invece Ascoli Piceno si trova all’ estremo limite dell’ attuale provincia, distante da Fermo e dai centri maggiori del fermano per distanze che vanno da 81 a 67 km., con comunicazioni scarse, difficili, disagiate, dispendiose ; tanto che i 13 Comuni della provincia, a nord del fiume Tenna, da tempo si agitarono per essere aggregati alla provincia di Macerata. E l’attuale reparto territoriale è infelice non solo per la posizione topografica di Ascoli, ma anche per la difformità di bisogni e di abitudini della popolazione.
D’altra parte, è oggi imminente una radicale rinnovazione del sistema amministrativo italiano. Attuandosi, come è desiderio generale, l’autonomia delle regioni, se l’attuale circoscrizione provinciale di Ascoli dovesse essere conservata, gli interessi della nostra zona verrebbero ad essere ripartiti tra Ancona, centro della regione, ed Ascoli, determinando sempre maggior disagio, perdita di tempo a danno di queste popolazioni, è dunque questo il momento opportuno per ottenere la revisione dell’ingiusto decreto del 1860.
« La Voce delle Marche » si associa incondizionatamente al voto detta Giunta ed ai gravi e solidi motivi invocati.
La Giunta avrebbe anche potuto aggiungere non meno gravi e solidi motivi di carattere ecclesiastico. Sempre, con vera democrazia, attenta a seguire le naturali tendenza delle popolazioni, e sollecita del loro benessere, la Chiesa Romana ha tenuto conto della topografia e della storia, dando fin dai primi secoli a Fermo il suo Vescovo, e conservandogli fino ad oggi la giurisdizione sopra un territorio vastissimo, che arriva alle porte di Ascoli e alle porte di Macerata. L’Arcivescovo di Fermo è 1’unico Metropolita della Marca Inferiore, l’ unico cioè che abbia giurisdizione su altre Diocesi (le Diocesi suffraganee di Ripatransione e Montalto, Macerata e Tolentino, Sanseverino eTreia; mentre, degli altri tre Arcivescovi esistenti netta regione, solo l’Arcivescovo di Urbino è Metropolita e per Ancona e Camerino titolo arcivescovile è un puro titolo onorifico. La storia detta nostra Diocesi è veramente gloriosa: moltissimi Arcivescovi furono insigniti della dignità cardinalizia ; il nostro clero, sempre assai stimato nella Curia Romana, ha dato attraverso i secoli alla Santa Sede numerosi Cardinali e numerosissimi prelati; le nostre istituzioni ecclesiastiche furono e sono fiorentissime; il nostro Seminario ha conservato il diritto a conferire la laurea di teologia fino a pochi anni fa; istituito da Pio X il Seminario Regionale Piceno, questo ebbe sede dapprima a Fermo, poi non in altra città della Marca Inferiore, ma a Fano; istituiti recentemente i Tribunali matrimoniali regionali, il Tribunale Piceno fu assegnato a Fermo.
Netto Stato Pontificio, le Marche erano divise in sei Delegazioni; Urbino, Ancona, Macerata, Camerino, Fermo, Ascoli. Di queste, Urbino era di prima classe, Ancona, Fermo e Macerata di seconda, Ascoli e Camerino di terza.
L’importanza ecclesiastica della città è una delle più forti ragioni dei continuo affluire a Fermo degli abitanti della zona.
Ci proponiamo di ritornare sull’argomento nel prossimo numero utilizzando anche il materiale documentario che con felice pensiero la Giunto Municipale ha allegalo al suo voto.
7 Agosto 1909 – Quel che si dice
In città corre insistente la voce che in qualche punto del binario del tronchetto, non si capisce per quale fine malvagio, si sia deposto del grasso, e adunata della breccia. Noi ci rifiutiamo di prestar fede a simile diceria perché ci sembra che superi i limiti di ogni credibilità ; ed è per la dignità dei nemici della ferrovia, se si trovassero tra le mura stesse di Fermo, che ci auguriamo che sia completamente falsa.
8 Agosto 1897 – Reclami del pubblico
Ci giungono lagnanze che dal Girone, specialmente nelle ore che è più frequentato, dei monelli, si divertano a lanciare sassi nelle vie sottostanti con grave pericolo di chi si incontra a passare. Giriamo il reclamo a chi di ragione per gli opportuni provvedimenti.
9 Agosto 1903 – Reclami del pubblico
Un assiduo ci scrive: ieri un povero disgraziato, che ha due figli ammalati, circa due ore prima del mezzogiorno fece inutilmente il giro delle macellerie della città senza trovare un mezzo chilogrammo di carne. Ma dove siamo dunque? E le autorità perché non provvedono a rimuovere un simile inconveniente.
9 Agosto 1908 – Feste di S. Maria
In attesa del manifesto che sarà pubblicato in giornata dal «Comitato prò Fermo » diamo un cenno in sostanza dei festeggiamenti religiosi e popolari dei giorni 14, 15, 16 corrente.
Venerdì 14 – ore 12. Suono di tutte le campane della città. – Ore 18 Vespri solenni alla Metropolitana, con scelta musica, pontificati da S. E. Mons. Arcivescovo.
Sabato 15 – Ore 8. Suono della Campana maggiore della Metropolitana ; Sparo copioso di tonanti; armonie per le strade principali della Banda Cittadina e di quella degli Orfani. – Ore 10,30 Pontificale in Duomo della prelodata Ecc. R.ma Mons. Arcivescovo. – Ore 12 Cavalcata Popolare. Ore 18,45 Estrazione di una Tombola di L. 1000. – Ore 19 Innalzamento di globi umoristici. – Ore 19,30 Concerto della Banda cittadina in piazza V. .E, Innalzamento di grandioso globo aerostatico vagamente illuminato. – Ore 20,30 Spettacolo Pirotecnico del Tombolini.
Domenica 16 – Ore 17. Trattenimento popolare al Girfalco. Armonie delle due predette Bande, innalzamento di globi umoristici. Fiera e pesca umoristica all’amo a beneficio degli Ospizi Marini. – Ore 19,30 Concerto della Banda cittadina in Piazza V. E. innalzamento di globo aereostatico. Incendio di fuochi artifìziali del Tombolini.
A cura di un’impresa speciale il nostro Teatro dell’Aquila si aprirà fin dalla sera del 15 coll’opera di Verdi « Rigoletto », per cui sono state scritturate vere celebrità artistiche.
Per la Cavalcata popolare sappiamo che la Commissione prenderà tutte le possibili precauzioni e vigilerà rigorosamente perché ne sia escluso tutto che potesse nuocere alla serietà del corteo. Saranno all’uopo impartiti ordini precisi ai capitani delle arti affinché le carrozze non abbiano altro addobbo che di fiori e verdura.
La Commissione ci prega di esprimere la sua fiducia che i cittadini possessori di vetture, fiori e verdura vogliano dal canto loro, favorire in ogni possibile maniera la popolare dimostrazione, ricordo glorioso del l’antica grandezza di Fermo.
9 Agosto 1908 – Attenti ai Cani
Una Notifica Municipale prescrive che, a partire dal 4 corr. tutti i cani, tanto in Città che in Campagna, trovati per via sprovvisti di valida ed efficace museruola, verranno accalappiati ed uccisi dopo 24 ore, ove i rispettivi proprietari non li riscattino pagando una ammendai non inferiore a L. 3, salvo la denuncia de’ medesimi all’Autorità Giudiziaria per le maggiori pene compresa quella del carcere estensibile a sei mesi, comminate dalla legge 22 Dic. 1888 sulla tutela dell’igiene e sanità pubblica.
I frequenti casi d’idrofobia facili in questi mesi, giustificano purtroppo qualsiasi rigore su tal proposito. La campagna credesi immune da tale prescrizione, ma è specialmente il cane di campagna, che si lancia ad assalire i passeggeri, ancorché non sia idrofobo e l’idrofobia é più facile in campagna che in Città.
9 Agosto 1913 – Disgrazia Automobilistica
Il 7 corr. L’automobile del Cav Benedetti investì il giovanetto Castellini travolgendolo sotto la prima ruota sinistra. Fu subito portato all’Ospedale giudicato guaribile i cinque giorni salvo complicazioni.
9 Agosto 1913 – Igiene cittadina
Le nostre giuste lagnanze hanno già in parte rimossi gl’inconvenienti, in quanto abbiamo constatato che i rottami ed il deposito d’immondizie di via Giacomo Leopardi sono stati eliminati; anche l’innaffiamento ha ripreso normalmente il suo corso. In ricambio, sono aumentati i cumuli di calcinaccio e di terriccio in Via della Sapienza : un magnifico spettacolo a vedersi!
Ma chi va piano, va sano e va lontano. Cosi dicasi del letamaio attiguo al luogo di spurgo in prossimità. del campo boario, quasi sulla strada di circonvallazione. Quel letamaio, nonostante le sollecitazioni degli interessati, l’intervento dell’ufficiale sanitario ed i casi di tifo ripetutamente verificatasi nel soprastante Seminario diocesano, permane ostinatamente, come permane la fogna scoperta che si scarica poco discosto. Mosche e zanzare si assumono il compito di trasmettere la infezione specialmente nell’estate; a parte igiene trattandosi di località assai frequentata e di pubblico transito, lo sconcio non dovrebbe essere ulteriormente tollerato. Altro fognone aperto si scarica in prossimità delle costruzioni sottostanti al fabbricato dell’Orfanotrofio Maschile fuori porta S. Giuliano : non è una bella cosa; certamente, tutt’altro che igienica, anzi, pericolosa per la salute degli abitanti di quella contrada.
Crediamo non occorrere grandi progetti per provvedere agli urgenti bisogni, nè spese esorbitanti ; è soprattutto questione di buona volontà, e la buona volontà in questo caso potrebbe anche deporre del progresso e della civiltà del nostro paese.
9 Agosto 1913 – Colpito da un cavallo
L’importantissima fiera di merci e bestiame volgarmente detta «della Carcere» è stata contristata da una grandissima disgrazia.
Poco prima del mezzodì mentre il settantenne Palmieri Michele, colono del prof E. Murri, si aggirava nel riparto cavalli, fu da uno di questi colpito con un potente calcio al torace. Il disgraziato che è rimasto non poco malconcio poiché ha riportato la rottura di tre costole, è stato prontamente ricoverato con lettiga della pubblica assistenza « Croce Bianca » al civico ospedale, ove nonostante i pronti soccorsi d’uso, poco dopo moriva.
9 Agosto 1913 – Illuminazione elettrica in Duomo
A cura del Sacrista Maggiore del Duomo D. Giacomo Piccioni è stato illuminato a luce elettrica il nostro maggior Tempio. Ieri si inaugurò il nuovo importantissimo impianto benché non fosse ultimato. Di magnifico effetto è il grandioso artistico lampadario illuminato da 100 lampade che era già nel Teatro e che il Municipio, che lo teneva inoperoso per non aver posto da metterlo nei magazzeni municipali, ha dato in uso alla Metropolitana. Tutti i lampadari saranno illuminati ad elettricità.
9 Agosto 1913 – Igiene e pulizia cittadina
Le nostre modeste osservazioni fatte in precedenza su di alcuni argomenti riguardanti il servizio igienico e quello di pulizia, sono rimaste lettera morta. In Via della Sapienza i mucchi di terriccio sono completamente rimasti : le pioggie torrenziali di questi giorni hanno gettato come una lava lungo la strada, rendendola quasi impraticabile, o per lo meno pericolosa. Non sappiamo che cosa avran detto i numerosi forestieri l’altro ieri qui convenuti, mentre si sarebbe dovuto e potuto provvedere in tempo, senza un centesimo di spesa, facendo rispettare i regolamenti, che non mancano, a chi di dovere.
Un bel monumento sul quale si sarà certamente fermata l’attenzione dei forestieri, è quella specie di letamaio sorto dalle rovine del muretto in Via XX Settembre, proprio lungo la passeggiata migliore che abbia la nostra città. A parte la indecenza dello scarico, composto da tutti i detriti domestici, quel luogo di rovina è ora disseminato di rovi e di erba canaria, quasi a testimoniare la noncuranza, l’abbandono ed il nessun amore che i cittadini hanno delle cose loro più attraenti ed ammirevoli. Eppure, se la memoria non c’inganna, il Consiglio autorizzò la presentazione di un progetto che completasse la sistemazione già iniziata di quel magnifico tratto d| passeggiata, né mancano i fondi, per quanto ci si riferisce : manca forse un poco di buona volontà. E la buona volontà, in questo caso, potrebbe anche deporre del progresso e della civiltà del nostro paese.
11 Agosto 1895 – Inaugurazione di fontanine
Ieri alle ore 10, 30 ant. Incominciarono a funzionare le fontanine di Via dell’ Università, Via Principe di Carignano, Via Larga e Porta S. Giuliano tutte dimananti dal serbatoglio del Duomo. La fontanina provvisoria di Piazza Fogliani viene conservata.
11 Agosto 1895 – Terremoto
Venerdì scorso alle ore 6,40 pom. con un intervallò di pochi secondi furono avvertite due fortissime scosse di terremoto. Tutta la città n’è rimasta gravemente impressionata, però non si è dovuto lamentare alcun danno.
12 Agosto 1945
PER IL RIPRISTINO
della storica Cavalcata dì Santa Maria di mezz’agosto
Illustre Sig. Direttore della « Voce delle Marche».
Le sarei molto grato se nel prossimo numero alla vigilia della festa patronale di s.Maria, che dopo il tremendo turbine di guerra, oggi per iniziativa lodevolissima di un Comitato di volenterosi sta per riprendeva il carattere popolare religioso, e civile di un tempo, Ella si compiacesse inserire queste due parole che quale modesto portavoce di autorevoli cittadini mi permetta dedicare a quanti sotto amatori delle glorie fermane
È un caldo appello alle energie comuni per un lavoro da Intraprendersi subito all’intento di ripristinare per l’anno venturo la tanto famosa « Cavalcata».
La storia e nota in sostanza, nè è questo il luogo di indugiarvisi sopra.
La « Cavalcata » dell’ Assunta a fermo era una specie di processione religiosa e civile di cui si ignorano le origini e il cominciamento: però antichissimo trovasi il dovere nei castelli, che in numero di ottanta formarono lo stato fermano, di portare il pallio il 15 agosto alla cattedrale dedicata all’Assunta. La più antica memoria è del 1188.
A questa dimostrazione solenne di ossequio e di onoranza concorreva ogni classe di cittadini: nobili, cavalieri, professori, legali, mercanti, artieri, industriali, butteri, agricoltori, popolani.
Vi prendevano parte, dopo che Fermo nel secolo XII aveva fondato la sua baronale giurisdizione sulla maggior parte dei paesi circostanti dello stato, anche varie terre amiche, cioè Monte Santo, M. Giorgio, M. Rubbiano, Ripatransone, M. Cosaro, che vi spedivano appositi messaggi ed ambasciatori in abito di costume secondo l’uso de’ tempi. Gli abitanti di Porto S. Giorgio vi intervenivano portando a spalla una piccola barca con la vela spiegata. Era l’omaggio delle Castella a Fermo.
Cavalieri fermani con il titolo di alfieri, su cavalli bardati con ricche gualdrappe preceduti da staffieri, regolavano l’andamento del corteo che si chiudeva dal Governatore e dal Magistrato, ciascuno con il proprio seguito. Poi gli stendardi e i pallii dei paesi vicini, poi i pifferi e un gruppo di personaggi autorevoli in abiti ricchissimi.
In questo modo Fermo in tempi in cui poteva celebrare solennemente la sua libertà e indipendenza, quando poteva stringere alleanze con la Repubblica Veneta, con Ancona e tenersi in relazioni amichevoli con altre grandi libere città italiane, nella ricorrenza del 15 agosto, amava di fare uno spiegamento di forze e potenza tanto nel campo religioso che civile, da destare meraviglia e invidia nelle genti straniere.
Le cronache cittadine ci ricordano in proposito che nel 1571 Girolamo Brancadoro proprio nella notte del 15 agosto aveva inseguito e vinto Giulio Euffreducci — nemico giurato di Fermo — penetrato in città per il condotto dell’acqua con altri fuorusciti e fatto saccheggio « per ordine del Magistrato tornò trionfalmente in città marciando alla cavalcata con l’ordine che a tutto il decimo ottavo secolo durò .
Oggi della « Cavalcata » si conservano ricordi nello Statuto di Fermo » e nelle diverse Guide e memorie della città. Non mancano poi neanche fìgurazioni che ne ritraggono le parti principali a cui potranno ispirarsi gli artisti Tali sono : le Miniature del Messale del Duomo» ; le splendide decorazioni moderne del pittore G. Carosi in casa Vitali Rosati; lo studio illustrato di L. Mariani; i superbi ricami della tovaglia della Cattedrale ecc. ecc.
È da sperare che l’iniziativa di una ricostruzione storica artistica della e Cavalcata », di cui quest’anno si è già parlato e dal e Comitato prò-Fermo » e dalla Brigata fermana degli Amici dell’Arte e della Storia , sarà una realtà»
Un amatore delle glorie di Fermo
13 Agosto 1899 – Feste Religiose e Popolari
in onore di MARIA ASSUNTA IN CIELO nei giorni 14 e 15 Agosto 1899.
Lunedì 14
Ore 12 – Suono di tutte le campane, sparo di bombe, giro della Banda cittadina per le vie della Città.
Ore 17, 30 – Vespri solenni nella Metropolitana pontificati da S. E. R. Mons. Roberto Papiri Arcivescovo
e Principe di Fermo con musica del Maestro Sig. Luigi Montanari.
Ore 19.39 – Nella Piazza V. E. II concerto della Banda cittadina diretta dall’esimio Maestro Sig. Cesare Cav. Carini,
innalzamento di globo areostatico vagamente illuminato.
Ore 20,30 – Copioso fuoco d’artificio del premiato Pirotecnico fermano Domenico Cochetti.;
Martedì 15
Ore 8.00 – Sparo di bombe, suono di campane, ed armonie della Banda di Monterubbiano diretta
dall’ esimio Maestro sig. Alberto Fogliardi.
Ore 10 – Messa solenne pontificale delle prelodata S. E. Rma Mons. Arcivescovo con musica del Maestro Sig.Luigi Montanari.
Ore 18,30 – Nella Piazza Vittorio E II estrazione di una Tombola di L.1000, quindi concerto delle due Bande,
Cittadina e di M.Rubbiano, ed innalzamento di globo areostatico.
Ore 20,30 – Grande fuoco d’ artificio del sullodato Pirotecnico Cochetti.
Alla musica dei Vespri e della Messa Pontificale prenderà parte il bravo tenore Pericoli cantante
della Cappella di S. Giovanni in Laterano di Roma.
Nella circostanza il Teatro dell’Aquila sarà aperto collo spettacolo dell’opera Lucia di Lammermoor del Maestro Donizzetti.
Fermo, li Luglio 1899. Il Comitato Permanente
13 Agosto 1899 – Una disgrazia a Porto s. Giorgio
Il giorno 10, nel pomeriggio, mentre il ragioniere comunale, Giuseppe Ciuccarelli, tornava a Fermo con la sua famiglia il veicolo sul quale egli si trovava, spaventatosi il cavallo, si rovesciò travolgendo i malcapitati viaggiatori. Le lesioni riportate non sono molto gravi; peggiore fu la condizione di una povera vecchia che stava ad attinger acqua presso la fontana della piazza S. Giorgio. La vettura la fece cadere a terra producendole la frattura di due costole. Trovasi all’ospedale per parecchi giorni di cure.
13 Agosto 1899 – L’acqua torna indietro
Visto che il cielo è stato propizio ai campi nei giorni passati, l’acqua del nostro acquedotto ha creduto bene di prender le vacanze.
La povera gente, la quale si era già dimenticata delle antiche sofferenze quando le sorgenti di Capradosso ancora non fornivano di che dissetarsi alla popolazione fermana, strilla perché non sa adattarsi a questa penuria ingiustificata, che speriamo del resto non si protragga troppo a lungo.
13 Agosto 1921 – Per Santa Maria
PROGRAMMA DEI FESTEGGIAMENTI
Domenica 14 Agosto 1
Ore 9,30 – Arrivo della Banda Musicale di M. S. Giusto diretta dall’esimio Maestro Giuseppe Cioccoli.
Ore 12 – Colpi di tonanti – Suono di campane di tutte le Chiese – Giro della suddetta Banda per le vie della Città.
Ore 12.30 – Partenza della Corsa Ciclistica di 180 km. Circuito Piceno, 10mila lire di premi, indetta dalla locale S. A. M. C. Firma Fides, in Piazza Ostilio Ricci.
Ore 17 – Armonie per le vie della città della Banda di M. S. Giusto.
Ore 18,30 – Vespri solenni nella Metropolitana con musica diretta dai Maestri Montanari e Boni. P
Ore 19 – Concerto della Banda Cittadina diretta dall’egregio Maestro Cav. Felice Commento in Piazza V. E.
Ore 19,30 – Mostra di Vetrine e Negozi con due premi in denaro : 1.° Premio L. 100 e diploma – 2.* Premio L. 50 e diploma.
Ore 20,15 – Lancio di un gran globo areostatico illuminato.
Ore 20,45 – Spettacolo Pirotecnico della Ditta Mazzocchetti di M. Giorgio.
Ore 21,30 Gran concerto della Banda di M. S. Giusto in Piazza V. E.
Al Teatro dell’Aquila alle ore 21, Seconda Rappresentazione dell’ Opera Rigo!etto
Lunedi 15 Agosto
Ore 8 – Colpi di tonanti – Suono della campana maggiore.
Ore 8,30 – Ricevimento delle rinomate Bande Musicali di Monte Giorgio diretta dal distinto Maestro Olindo Jannucci e di Montottone diretta dal pregiato Maestro Nicola Capuzzo; suono di scelte marcie per le vie principali della città
Ore 10.30 – Pontificale nella Metropolitana di S. Ecc. Mons. Arciv. Carlo Castelli con scelta musica liturgica
Ore 12 – Concerto della sullodata Banda di Monte Giorgio in Piazza V. E,i
Ore 17 – Concerto della sullodata Banda di Montottone nei Piazzale del Girafalco
Ore 17,30 – Funzione in Metropolitana.
Ore 18,30 – Estrazione nel Girfalco di una Tombola di L. 2000 : Cinquina Lire 500 • Tombola L. 1500, a beneficio dei locali asili infantili.
Ore 19,45 – Lancio di grandi globi aerostatici artisticamente illuminati.
Ore 20 – Grande Concerto nel piazza le del Girfalco, illuminato a giorno, delle ben note bande di Montottone e di M. Giorgio.
Ore 23,30- Straordinario Spettacolo pirotecnico aereo della premiata Ditta Antonio Mazzocchetti e Figlio di M. Giorgio.
Al Teatro dell’Aquila alle ore 21, terza rappresentazione dell’opera Rigoletto.
Martedì 16 Agosto
Rinomata fiera di Merci e bestiame.
Ore 17 – Grande corsa di cavalli con fantino con premi per la somma complessiva di L.1000, da porta S.Caterina a porta S. Giuliano Servizio della banda cittadina.
Ore 20 – Concerto della banda cittadina diretta dal maestro Cav. Commento in Piazza V.E.
Ore 22 – Spettacolo pirotecnico della lodata, ditta Mazzocchetti.
La Cappella del Duomo diretta dai Maestri L. Montanari (organo) e G.Battista Boni (direzione)| eseguirà scelta musica.
18 Agosto 1895 – Per l’igiene
Abbiamo veduto che agli eleganti fontanini che sono stati in questi giorni piazzati nei diversi punti della città, molte persone vanno prendendo la brutta abitudine di andare a dissetarsi bevendo addirittura al cannello dello spillo.
Oltre che non è certo il più gradito ed attraente degli spettacoli, questo è un gravissimo inconveniente che può molto davvicino interessare anche la nettezza e l’igiene, e che ci facciamo perciò solleciti di segnalare a chi di ragione.
Forse una conca metallica applicata sui fulcro attuale destinato a reggere i recipienti o anche il più esplicito provvedimento della ciotola di ferro incatenata alla parete della fonte, potrebbero benissimo valere senzaltro a togliere questo mal vezzo che è, lo ripetiamo, indegno di una città civile. Ad ogni modo non dubitiamo di veder provveduto colla sollecitudine che l’indole speciale del fatto richiede, e che la solerzia dei preposti alla pubblica cosa garantiscono.
18 Agosto 1907 – La Statua di Leopardi
Domani si inizieranno, per incarico del Municipio, i lavori per il trasporto della statua di Leopardi dall’attuale posto allo spazio dinanzi al Liceo. Non si è ancora decisa l’ubicazione della statua di Annibal Caro.
18 Agosto 1917 – La medaglia al merito al Commissario dei Giovani Esploratori
AI Commissario locale dei Giovani Esploratori, Cav. Geom, Giuseppe Trasatti, ‘ è stata conferita dalla Direzione del Corpo la medaglia d’oro al merito per I incremento da lui dato alla Serione Fermano, già distintasi per numero e per disciplina e che ora ha inviato due sue squadre alla Porretta e alla Spezia.
All’attivissimo Cav. Trasatti, che è anche nostre collega, cordiali congratulazioni.
19 Agosto 1894 -La Tombola
di mercoledì scorso fu vinta dal nostro strillone che qui in città va celebre col nome di Momino. Quando si vide la sua, piuttosto curiosa figura discendere dalle scale del Municipio colla vittoria in pugno, invece di fischi si ebbe prolungati e vivissimi applausi, Si abbia congratulazioni ancora da noi ed augurii per altre vincite.
20 Agosto 1899 – II temporale
Venerdì, nel pomeriggio, un violento temporale ha flagellato la valle del Tenna. In città vento furioso e pioggia abbondante; timori ingiustificati non mancarono, ma il pericolo era più lontano e lontane si ebbero le disgrazie. Al porto S. Giorgio un fulmine danneggiava il vecchio torrione storico. Ben piu grave sventura colpiva la famiglia Fortuna nella quale una giovanetta di 14 anni veniva uccisa da una scarica elettrica che contemporaneamente offendeva il padre rendendogli inerte il braccio e la gamba sinistra.
20 Agosto 1945
Per la Provincia di Fermo
Una proposta degna di memoria
Non si può negare, che nelle Marche il problema della ripartizione amministrativa presenti serie difficoltà, in quanto la particolare configurazione della regione ha creato raggruppamenti naturali piuttosto ristretti, e ha impedito la formazione di grandi centri. La ripartizione più rispondente alla geografia e alla storia era quella dello Stato Pontifìcio e risultavano però province piccole. Da un punto di vista aritmetico, la ripartizione operata col decreto Minghetti appariva soddisfacente, perché le quattro province risultavano, per estensione e per popolazione, non molto diverse. E dovendosi scegliere, nella nostra provincia, tra Ascoli e Fermo, l’avversione del governo al cardinale De Angelis, nostro arcivescovo, costituiva una pregiudiziale che neutralizzava ogni più saggia considerazione e impediva di dare la prevalenza a Fermo. I fermani si vedevano perciò preclusa la via ad ogni speranza di riparazione dell’ ingiustizia sofferta.
Nel 1865, però, parve che il governo avesse in mira qualche mutazione nelle circoscrizioni provinciali del Regno, nel senso di ingrandire le province, per considerazioni economiche e amministrative.
Gli ingegneri fermani Benedetti e Marini si affrettarono allora a pubblicare un opuscolo, che proponeva la divisione delle Marche in due sole province, riunendo Ancona con Pesaro e Macerata con Ascoli! La provincia superiore avrebbe avuto una superficie di kmq. 4881,67 e una popolazione di 460.270 abitanti, inferiore kmq. 4832,58, abitanti 444.809, secondo le statistiche del 1861. Due province, dunque, quasi eguali per superficie e per popolazione con sviluppi non molto diversi lungo il mare, e con un precedente storico che risaliva, nientemeno, al IX secolo, quando appunto la regione era divisa in Marca Anconitana e Marca Fermana.
Quali avrebbero dovuto essere i capoluoghi delle due province ?
I proponenti facevano riferimento ai criteri Stabiliti dal Parlamento per la scelta dei capoluoghi, la centralità, la facilità delle comunicazioni, l’eguaglianza delle, distanze dall’ una all’ altra sede di provincia, la densità delle popolazioni, facilmente mostravano che tali caratteri nelle città di Ancona e di Fermo, in perfetto accordò col precedente di mille anni prima
E’ un fatto insopprimibile che nelle Marche la vita sociale tende a svolgersi lungo le valli e lungo il mare : ora, a mezzogiorno di Ancona, nessun’altra città marchigiana è più di Fermo, prossima alla grande linea di comunicazione, stradale e ferroviaria, del litorale marittimo, inoltre, situata a metà distanza tra Loreto e il Tronto, confini della progettata provincia, quasi equidistante anche dai due capoluoghi di Ancona e di Teramo, fornita di un’ottima rete stradale, favorita da un clima sano e temperato, costruita sopra un colle amenissimo e cinta da campi assai fertili, capoluogo finalmente del circondario più denso di popolazione nelle Marche dopo il circondario di Ancona, la città di Fermo riuniva le caratteristiche desiderabili per ridiventare il centro della Marca inferiore.
Ma può ragionare con serena obiettività un governo dominato dal pregiudizio anticlericale ieri come oggi.
20 Agosto 1950 – Al Gran Sasso d’Italia con l’ASCI di Fermo
«Sò salitu a lu Gran Sassu so remaso ammutulitu…. »
così hanno sentito cantare le numerose persone che gremivano la piazza il giorno 10 c.m, e che curiose assediarono l’autopullman che riportava gli Esploratori del Fermo II, reduci dal campeggio al Gran Sasso l’Italia.
Partiti il 29 luglio, dopo essere stati ricevuti da Sua Ecc.nza Mons. Arcivescovo che con la sua benedizione, e augurio ci donava una graziosa medaglia, giungevamo, dopo breve visita a Teramo e al Santuario di S. Gabriele, a Fano a Corno per proseguire poi a piedi carichi degli zaini e con quattro muli con il vettovagliamento, alla solitaria Chiesa di S. Nicola a quota 1000 metri, e ci accampavamo in un luogo incantevole.
Le piccole tende subito venivano piantate e ci si affrettava a mettere tutto al riparo perché il Gran Sasso imbronciato stava preparando il temporale; il primo dopo mesi e mesi di siccità! E le tende resistettero alla prima grande prova. Allegri raccolti alla meglio sotto i nostri tabernacoli quasi a dispetto del tempo cattivo, cantavamo la canzone del Gran Sasso: « Quanto azzurro, quanta pace che veduta, che bellezza… » mentre la grandine picchiava sui teli con accanimento mai sentito. Così iniziavamo la nostra vita di campo. I primi due giorni furono assorbiti nel sistemare a modo la nuova temporanea dimora: sette tende tre cucine la dispensa per i viveri, tre tavoli per il pranzo, gli angoli di squadriglia; eravamo in venti con l’Assistente, ma c’era lavoro per tutti.
L’orario ben combinato dai Capi era la guida della giornata: S. Messa, colazione, attività scaut, cucina, pranzo, tempo libero, chiacchierata di bivacco, cucina e cena, fuoco di bivacco, preghiera e riposo. Che bella vita! allegra e,attiva, buona e serena; soli in mezzo al creato che ci parlava della onnipotenza,
sapienza e bontà di Dio…
Due ascensioni mettevano a prova la robustezza dei nostra muscoli: al Brancastello dove coglievamo molte stelle alpine; al Corno Grande dove assistevamo sulla più alta vetta degli Appennini alla S. Messa celebrata dal nostro Assistente; cinque di noi, dormendo all’aperto per due notti, ispezionarono tutto il Gran Sasso.
Se il Campeggio per un Reparto è il banco di prova della formazione tecnica e della capacità degli Esploratori, il nostro campeggio ha dimostrato che durante l’anno si è lavorato seriamente; la fraternità che è regnata, alimentata dalla quotidiana preghiera e dai Sacramenti, ha confermato ; che l’Esploratore possiede lo spirito Evangelico.
20 Agosto 1950 – Scene di panico nella P. S.Giorgio- Fermo
Una scena di panico si è verificata stamane a bordo di un autobus della Società per le Ferrovie Adriatico-Appennino senza causare, per fortuna conseguenze gravi. La macchina stracarica all’inverosimile aveva da poco lanciato il centro urbano di Portosangiorgio quando ad un tratto si è arrestata perché dal fondo della vettura sono partite grida isteriche accompagnate da una agitazione violentissima dei viaggiatori che si accalcavano, spingendosi, alle uscite. Qualcuno ha tentato di saltare dal finestrino rompendo un vetro. In breve però si ristabiliva la calma e si poteva appurare la causa dell’incidente.
Le vesti di un viaggiatore avevano preso fuoco nella calca pare per effetto di un mozzicone di sigaretta che uno sconsiderato deve avergli fatto cadere nella tasca posteriore dei pantaloni dove un portafoglio con portatessere di celluloide, ha causato la fiammata provocando una grave ustione al malcapitato che tentava di spegnerla.
Una macchina che passava in quel momento provvedeva intanto a portare il ferito a Porto Sangiorgio per le cure del caso e là corriera, dopo pochi minuti, riprendeva la corsa.
Naturalmente il fatto in un primo tempo provocava grave spavento per la presenza di donne e bambini a bordo e poi suscitava commenti e discussioni sulle responsabilità dell’incidente. E naturalmente non tutte le opinioni sono concordi. perché nel mentre si condanna unanimemente l’incauto fumatore non si può fare a meno di notare che certi sovraccarichi (abbiamo contato 45 persone in piedi) sono per se stessi pericolosi quando sì tratta di autocorriere non perfettamente idonee a motivo del troppo ingombro dei sedili a svolgere un servizio che si avvia ad acquistare caratteristiche urbana. D’altra parte il sovraccarico è inevitabile tutte le volte che per motivi stagionali o di fiere, qual’ è questo caso, od altri c’è una eccezionale affluenza di viaggiatori.
E’ vero che l’inconveniente sarebbe facilmente superabile con l’istituzione di corse bis ma questo richiede un impegno specifico da parte della società ed una più stretta vigilanza da parte delle autorità competenti cose queste che mancano, almeno in questo caso. perché sarebbe ora di finirla di considerare il viaggiatore come una cosa da impacchettare alla meglio dietro il congruo pagamento del biglietto.
20 Agosto 1950 – Petrolio nel fermano
Sintomi rivelatori – Oltre 450 perforazioni – I tecnici mantengono il più assoluto riserbo
Dal nostro inviato speciale
«Cos’è quella torre illuminata? » domandammo sabato sera a un gruppo di giovani, affacciati ai finestrini
del treno, lungo la Girola
«Come, non lo sa? Sono i cercatori di petrolio ».
Non lo sapevamo proprio. Cioè, sapevamo che nei terreni terziari del dorsale appenninico i geologi han data per certa, e ormai da un secolo, l’esistenza dell’oro nero, confermata qua e là, da quei preziosi indizi rivelatori che sono gli idrocarburi, le salse e le numerose sorgenti salsoiodiche. Ma,non sapevamo ancora che due squadre di tecnici Francesi, per conto dell’A.G.I.P. e nei supremi interessi della Nazione, avevano cominciato a sondare, lavorando febbrilmente giorno e notte, le valli e le colline del Fermano. Domenica 6 c. m. i tecnici erano giunti in territorio di Grottazzolina, e nel pomeriggio dello stesso giorno, a bordo d’una Topolino noi ci siamo recati sul posto. Li abbiamo trovati nei pressi della nostra Necropoli Picena. Dove, tra qualche giorno, la Soprintendenza anconetana inizierà uno sterro di 250 metri quadrati per mettere in luce i gloriosi resti della civiltà antica, possa la civiltà moderna, ricca di perfetti strumenti scientifici.
E’ noto che solo dopo il 1924, nella ricerca del Petrolio, hanno avuto grande impulso i così detti metodi geofisici: il gravimetrico di Eotvos; il simico di Wiechert e Mintrop; il geoeettrico di Sundberg e Schumberger; il geomagnetico di Melloni, seguito dagli svedesi utilizzando le proprietà fisiche delle rocce, cioè la densità, elasticità, radioattività, permeabilità magnetica, conducibilità elettrica e calorica, costante dielettrica, che condizionano i campi di forza terrestre inerenti al suolo con immissione di corrente elettrica, o artificialmente impressi con esplosioni od urti al suolo.
Appena giunti sul posto siamo stati affabilmente accolti da un capotecnico della prima squadra, che stava conducendo a termine l’ultima perforazione.
« Questa », ci ha detto il simpatico francese, il quale ha voluto mantenere l’incognito, « è la 451.a perforazione. Abbiamo esplorate le colline di Tolentino, il territorio di Portocivitanova, la vallata e le colline del Chienti. Esploreremo tutta la Val di Tenna e anche la Val d’Aso. Ogni perforazione ha una profondità di 20-25 metri e serve per la prova sismica» Se le prove sismiche danno risultati positivi, cominceranno gli scavi dei pozzi petroliferi»
Ci ha quindi mostrato la perfettissima attrezzatura meccanica americana, di cui la squadra era dotata, concludendo che sulle perforazioni effettuate si mantiene il più assoluto segreto professionale.
Ad una nostra ulteriore interrogazione sulla prova sismica, ha risposto: « Potrete rendervi conto personalmente della prova sismica, se avrete la compiacenza di recarvi a visitare la seconda squadra, che opera a 500 metri di qui, sotto la direzione dell’Ing. Beauville ».
Formulati i più fervidi auguri e congedatici cordialmente con una calorosa stretta di mano siamo risaliti in macchina e giunti in un attimo dove la seconda squadra stava per operare la prova sismica nella penultima perforazione.
«Ho capito» ci ha detto sorridente un giovane, nell’atto di presentargli la nostra tessera di giornalisti, « siamo proprio al momento della prova sismica. Abbia, per il momento, la cortesia di ritirarsi a 50 metri distanza. E voi, ragazzi, fermi coi piedi!… ».
Un segnale convenuto ed un boato. La prova era compiuta il giovane ci è corso incontro tra i macchinari e una conduttura elettrica, dicendosi spiacente che l’ing. Beauville occupatissimo com’era, non poteva concederci un’intervista.
« Stiamo studiando la struttura geologica dell’interno del terreno», ha soggiunto il bravo giovane. «Durante l’esplosione le onde registrate dai sismografi sons mises in films au laboratoire (sono messe in films al laboratorio) ».
Quanto ai risultati, lo stesso assoluto riserbo del tecnico precedente.
Ci siamo congedati con gli stessi fervidi auguri e con stessa calorosa stretta di mano.
Ma nel cuore abbiamo provato più vivo il presentimento che l’Italia risorga, e che, malgrado le umane tempeste, la scienza sorella della fede, procede irresistibile verso le sue magiche mete.
GUIDO PIERGALLINA
20 Agosto 1950 – Tra poco a porta s.Giuliano
Una stazione di servizio, per auto e viaggiatori
Abbiamo appreso con vivo compiacimento della prossima inaugurazione di una moderna e completa Stazione di servizio per auto nei locali della ex autorimessa Petracci a Porta S. Giuliano. Detti locali rimessi completamente a nuovo e convenientemente adattati dalla Impresa Tomassoni e Figliò di Ancona, saranno attrezzati di apparecchi sollevatori per lavaggio e grassaggio autoveicoli, distributori automatici per benzina e nafta dell’Azienda Petroli Italiani, servizio di assistenza ai Signori clienti, disbrigo gratuito pratiche automobilistiche. scuola guida, gite turistiche ecc. ecc.
La stazione di servizio suddetta sarà anche fornita di ogni comfort per gli automobilisti e turisti e cioè doccie, gabinetti con lavabi, un piccolo bar, sala di scrittura e soggiorno. Verrà pure a brevissima distanza di tempo inaugurata una moderna officina meccanica attrezzata per le riparazioni e rimessa a nuovo di qualsiasi automezzo, magazzeni parti di ricambio, mostra e vendita autoveicoli usati per i conto dei clienti.
Certissimi che questa necessaria iniziativa oltre che essere appoggiata dalle autorità trovi rispondenza e consenso nella grande famiglia degli automobilisti, ci congratuliamo con gli organizzatori che pur non badando ad enormi sacrifici finanziari in momento di grandi ristrettezze economiche, dotano la città di Fermo di una attrezzatura necessaria e quanto mai sentita.
23 Agosto 1903 – Reclami del pubblico
Alcuni cittadini ci scrivono lamentandosi che in Via Ripida più volte si sono verificate delle contese e degli schiamazzi notturni. Perché, essi ci domandano, i RR. Carabinieri non danno mai una capatina in quella località per tutelare il rispetto alla pubblica quiete?
23 Agosto 1908 – Disgrazia mortale
Lunedi 17 corr. verso le ore 22, Scarpecci Giuseppe di Torre san Patrizio,transitando sopra un biroccino per la via che conduce al Porto san Giorgio, in vicinanza delle Benedettine, incontratosi in una sterza che camminava nella medesima direzione, sobbalzò e nella caduta riportò la fatturazione di tutte e due le gambe. Trasportato all’ospedale quei sanitari si riservarono il giudizio. In quella località, dove pure vi è dell’incasato sarebbe necessaria qualche lampada elettrica
per evitare disgrazie.
25 Agosto 1911 – Teppisti sacrileghi
Bisogna vederne di tutti i colori e sentirne di tutti i toni! Come non bastasse ai cittadini esser disturbati spesso spesso nelle alte ore della notte con canti e schiamazzi di giovinastri che sentono il bisogno di rendere noto a tutti quanto sia alto il livello della loro educazione e della loro morale, ecco l’ultima novità regalataci dal genio infernale di costoro.
Sono già parecchie volte che una comitiva di sette o otto di questi fa lecito traversare le vie della città nelle ore notturne, parodiando sacrilegamente una delle funzioni più commoventi e pietose del culto religioso : vale a dire il santo Viatico che si porta nelle abitazioni cristiane, là dove tra il pianto di una famiglia e i gemiti di un morente il Dio sacramentato entra apportatore di conforto e di perdono.
Con ostentata serietà vi é chi suona senza interruzione un campanello ; e mentre il più perverso, parodiando le preghiere del Sacerdote,ripete in tono di salmodia bestemmie, turpitudini e volgarità le più orribili, gli altri rispondono in coro imitando la risposta uniforme dei fedeli nelle litanie.
Che cosa si potrebbe immaginare di peggio ?
Ed è cosi facile l’inganno e cosi efficace la parodia sacrilega che molti si affacciano tosto alla finestra per…, vedere coi propri occhi i gloriosi teppisti, che indisturbati passano di strada in strada per finire poi in qualche ritrovo degno di loro a festeggiare e commentare saporitamente il successo della geniale trovata!
Noi nel farci eco delle legittime proteste non solo dei credenti ma anche solo delle persone serie, ci domandiamo unicamente se siamo ancora in un paese civile o nelle lande selvagge di uomini bruti, senza onore e senza pudore.
Che l’autorità vigili! Che impedisca con ogni mezzo il ripetersi di simili fatti!
In fondo, quei figuri saranno i soliti disturbatori della pubblica quiete, ben noti alla questura; e non attenda questa che seri disordini avvengano per la reazione forzosa dei cittadini e specialmente dei credenti che non potranno e , non vorranno a qualunque costo permettere più simili enormità vergognose e sacrileghe !
25 Agosto 1911 – Voce del pubblico
Egregio Sig, Direttore
della Voce delle Marche
son già parecchi mesi che per le vie del rione di Campoleggio si aggira di giorno o di notte una
donna senza professione e senza tetto. Si sa che il Municipio ha provveduto per un alloggio, si sa anche che questa donna non ha voluto più usufruirne. D’altra parte gli abitanti di quel rione or qua or là sono disturbati anche in ore tardissime per causa di essa; credo sarebbe ora davvero che l’autorità di pubblica sicurezza prendesse provvedimenti definitivi.
E’ un inconveniente su cui non si può assolutamente passar sopra. Dopo parecchi reclami fino ad ora non si è potuto ottener niente ; speriamo che la voce della stampa ponga fine ad uno sconcio che da troppo tempo fa nausea a tutti.
Ringraziamenti e ossequi
Un assiduo di Campoleggio
26 Agosto 1916 – Incendio
Lunedì scorso, verso la mezzanotte, per cause non ancora accertate, si incendiarono il palco di legno della nostra banda, depositato nell’entrata delle Carceri vecchie in Via Principe Umberto, abbruciandosi completamente insieme a| portone e ad altri infissi. Accortisi alcuni passanti dell’incendio, dettero subito l’allarme e prontamente accorsero Carabinieri, Guardie Municipali, cittadini e i pochi pompieri rimasti esenti della chiamata alle armi.
Se non si verificarono gravi conseguenze, e potevano verificarsi perché attiguo è l’Archivio della Sottoprefettura, lo si deve alla solidità dell’antico fabbricato e al pronto accorrere, dei cittadini, Alle tre l’incendio era spento.
27 Agosto 1910 – Scossa di terremoto
Martedì 23 alle ore 16 circa fu avvertita in città un’altra scossa di terremoto abbastanza forte.
28 Agosto 1898 – Terremoto
La sera del 25 corr. Circa le ore 18 fu avvertita una scossa di terremoto ondulatorio: per molti passò inosservata:
nessun danno né disgrazia.
28 Agosto 1904 – Disgrazia
Lunedì, verso sera, mentre alcuni religiosi Cappuccini erano intenti ad estrarre dalla immensa cisterna sita nell’interno del cortile una pompa, servendosi all’uopo di una grossa fune assicurata ad una infissa, che poggiava sul collo della cisterna per mezzo di una debole colonnina, questa crollò investendo i frati e specialmente il P. Guardiano, che ebbe la gamba sinistra orribilmente fratturata per cui ieri fu dovuto ricoverare all’ospedale. Auguri di pronta e completa guarigione.
29 Agosto 1931 – Violento nubifragio
Domenica scorsa, circa le 19 in un attimo il cielo si coperse di nere nubi cariche di elettricità. Poco dopo si scatenò un violento nubifragio che si rivolse in uno scambio continuato ed impressionante di saette e di bagliori tra i cupi nembi, senza però che si verificasse il minimo danno e senza che la terra arida beneficasse di una buona pioggia.
30 Agosto 1903 – Grave incidente
Nella scorsa settimana mentre il Conte Tommaso Bernetti ritornava in legno con la sua Signora alla Villa poco lungi dalla città, nella via cosiddetta dell’Orzuolo i cavalli spaventati si precipitarono nel sottostante terreno, riducendo il legno in frantumi. Fortunatamente non si ebbe a lamentare nessuna disgrazia. Ci piace di esprimere all’egregio Conte e alla sua Signora le più sincere congratulazioni per lo scampato pericolo.
31 Agosto 1912 – Travolto da un automobile
Domenica passata alle ore 5 pom. L’automobile del Cav. Benedetti che conduceva la Sua Signora, la Suocera Bosizio e due bambine,, passava per la via di circonvallazione guidata con corsa modesta dallo Chiaffeur Morelli. Quando fu presso il Monte della Mentuccia un certo colono del Benedetti si mosse da un lato della strada, dove era seduto insieme ad altri due, e, non si sa se per improvvisa alienazione o per ubriachezza o se per semplice irriflessione si drizzò verso l’automobile.
Lo Chaffeur dette l’allarme, trattenne l’automobile, ma era troppo vicina per evitare di travolgere il disgraziato che rimase orribilmente malconcio. Le Signore spaventate gli apprestarono le prime cure lavando le ferite col sublimato e componendolo nella barella della Croce Bianca subito accorsa e che lo trasportarono all’ospedale dove riprese i sensi e la parola, senza però poter dare spiegazione dell’accaduto dicendo peraltro di aver sentito la tromba dell’automobile. Dopo due giorni è morto per commozione viscerale avendo avute due costole rotte.
Lo Chaffeur incarcerato fu subito messo in libertà e nessuno sa trovare in lui colpa per il triste avvenimento.
31 Agosto 1912 – Sport
Nella gara di campionato piceno dì nuoto consistente nel non facile percorso di Km. 6 (Grottammare -S. Benedetto) ha riportato il 2°’ premio, una splendida medaglia d’oro, il giovane concittadino sig, Lino Fagioli, vice presidente della “Victoria” e socio della “Rari Nantes” di Porto san Giorgio. A lui i nostri rallegramenti e il nostro plauso.
SETTEMBRE
1 Settembre 1911 – Avviso ai Carabinieri
Mercoledì a notte, gli abitanti di Via della Sapienza, per ben due ore dovettero sorbirsi il fastidio di una comitiva di cantori notturni che li tennero desti malgrado la voglia di riposare. Alla Caserma dei Carabinieri si dovevano sentire certamente quei dolci gorgheggi: perché non si provvide ?
1 Settembre 1911 – Fonderia di Campane
Annunciamo con piacere che l’antica e più volte premiata Fonderia di campane Giuseppe Pasqualini fu Pasquale, tra breve da Montedinove, verrà trasferita a Fermo.
1 Settembre 1923 – Il campo al monte degli Esploratori Cattolici
Come annunciammo, si è attuato dal 19 al 23 il campo al monte dei nostri Esploratori Cattolici — Riparto Fermo 1 Victoria — a Foce, alle sorgenti del fiume Aso. L’organizzazione è stata inappuntabile. I bravi ragazzi e giovanotti con i loro sacchi in spalla, con l’equipaggiamento completo, percorsero il tragitto da Montemonaco a Foce; in brevissimo tempo fu impiantato il campo, con due tende grandi e quattro piccole, si da ospitare comodamente i gitanti, poiché agli Esploratori si era unito un gruppo di alpinisti della « Victoria ». Quanta bellezza e quanto valore educativo nella preghiera al campo al mattino e alla sera sui libretti speciali degli Scaut, nel saluto mattutino e serale alla bandiera tricolore sventolante tutto il dì in mezzo al campo, nella toilette con l’acqua fresca o fredda alla sorgente, negli esercizi ginnastici all ‘aperto appena alzati, nelle liete istruzioni nei boschi a far legna, nella cucina magnifica con i suoi brodi e la sua pasta asciutta, nei vari esercizi scautistici nei tranquilli riposi su la paglia, tra Fari a ossigenata, nella guardia di notte, inappuntabile con il suo turno ogni due ore, con i luoghi ululati del vento, con i vari squilli-segnale del trombettiere, con canti lieti tutte le sere attorno al fuoco tra il sorriso e il plauso dei buoni paesani di Foce.
E il lunedì l’ascensione o meglio l’arrampicata birbona su di un ispido dorso dell’Argentella con i piedi e con le mani e il martedì alle 2 dopo mezzanotte la partenza per il Vettore anche degli Scaut più piccoli e la ricerca dell’acqua e della neve e la poeticissima Messa vicino allo stazzo dei pastori in un masso trasformato in altare e gli edelweis e la conquista della cima con D. Biagio che la toccava per la nona volta e lassù il Padre Nostro recitato fraternamente, devotamente dalla gioventù che nella fede cristiana vive serena e fiduciosa, e la bandiera piantata ancora una volta dalle mani robuste e gentili dei giovani che si preparano ad un amore costruttivo della Patria nostra, e i canti e gli urrà e le discese… rotolanti e rumorose.
Il mercoledì Messa all’aperto, presso il monumento eretto all’ ex Parroco di Foce D. Basilio Brunori, morto sul campo nella Bainsizza, decorato di due medaglie d’argento, sodo onorario della « Victoria » fin dal 1012. Ass. loci D. Biagio Cipriani ne rievocò la nobile figura e le nobilissime gesta : assistevano oltre agli Esploratori tutti gli abitanti di Foce.
E il giovedì mattina, levato il campo in un’ora, sacco in spalla, ritorno a Montemonaco, e via con l’autocarro favorito gentilmente da D. Emilio Bellabarba.
Il carissimo Costanzo Adriani, di Montemonaco, socio onorario della Victoria, da molti anni, come al solito, prodigò tutte le sue gentilezze, offri ricevimento in casa sua, provvide al necessario.
Il Parroco di Foce don Filippo Alessandri fu di una cortesia senza pari, provvedendo alle minime necessità ; supplendo a ciò che era impossibile prevedere, circondando di premure affettuose i dirigenti e i giovani. Ai due egregi sacerdoti e a tutta la popolazione di Foce che seppe trovare tutte le cortesie dell’ospitalità, il Commissariato del Riparto Giov. Espl. Catt. Fermo I. « Victoria » ci prega di esprimere pubblicamente i ringraziamenti più sentiti.
Nel ritorno vollero ad ogni costo offrire rinfreschi, a Montefortino il Pievano’ D« Teodoro Desideri, a Comunanza i RR. Sacerdoti Fratelli-Vetri, a Monte Vidon Combatte D. Natale Filoni. Anche a loro grazie, grazie da parte dei giovani gitanti.
E così il Riparto Giov. Espl. Catt. dopo non ancora tre mesi dalla sua costituzione, quasi completo nel suo equipaggiamento e nel suo inquadramento è entrato nella pienezza della vita scautistica.
Bravi ! Sempre più avanti e più in alto
Per Gesù Cristo e per l’Italia
1 Settembre 1923 – Ricreatorio S. Carlo – gita all’Ambro
La gita preannunziata pel 26 agosto è stata rimandata a domenica 9 settembre.
Le iscrizioni si ricevono non oltre a venerdì 7 settembre, presso il signor Domenico Capriotti Cassiere del Ricreatorio S. Carlo, versando la quota di L. 15 per i Soci e di L. 20 per quelli che, col permesso del Direttore, volessero unirsi ai giovani.
I soci passati senza esami o, se della Scuola Industriale, promossi a luglio con la media di 7, a titolo di premio, sono esenti dal pagamento.
La gita non avrà luogo se i partecipanti non saranno almeno 20.
Partenza dal Ricreatorio alle ore 5. Il mezzo di trasporto non è un autocarro, ma uno dei soliti comodissimi autobus.
1 Settembre 1923 – Una bella escursione !
Un gruppo di giovani della nostra città ha compiuto nei giorni scorsi una brillante escursione sui monti Sibillini, valicando anche alcuni monti dell’umbria fino a raggiungere Norcia.
Facevano parte della balda comitiva i signorì Antognozzi Gaspare, Catinari Pasquale, Cavalletti Giovanni., Centanni Carlo, Ciabò Beniamino, Ciabò Saverio, Colarizi Arrigo, Conti Mario, Curi Geremia, Curi Lamberto, Fedeli Giuseppe, Zavaldi Aldo.
La partenza avvenne da Montemonaco all’alba del 17. Seguendo per un breve tratto il fiume Aso e poi valicando il Monte Frondosa, la comitiva giunse nelle prime ore del pomeriggio a Castelluccio, piccolo paese, sentinella dell’ Umbria, posto sulla cima di un colle, che si innalza nel mezzo dell’imponente piano omonimo. Quivi gli escursionisti si accamparono e si trattennero due giorni per la caccia, che fruttò una abbondantissima preda. Il mattino del giorno 19, superando i Colli Alti e Bassi, gli escursionisti si portarono a Norcia dove furono cordialmente accolti da quella popolazione. L’Amministrazione Comunale poi con gentile prontezza mise a loro disposizione i locali della Palestra ginnastica e una rilevante quantità di paglia per l’accantonamento. Il giorno seguente la comitiva fece ritorno a Castelluccio attraversandone tutto il Piano Grande. Dopo aver preso commiato dai cittadini più autorevoli del paese, fra i quali il Segretario del Fascio e dei Combattenti nella notte del 22 gii alpinisti presero la via del ritorno attraversando il difficilissimo passo di Forca Viola e raggiungendo allo spuntar del sole il Lago di Pilato, alle falde del Monte Vettore. Nelle prime ore del pomeriggio la comitiva arrivò a Monte Monaco, dove ebbe le più festose accoglienze dalla Famiglia della signora Rosina Curi Tarani, che con squisita gentilezza volle ospitare anche al ritorno, tutti gli escursionisti.
Un vivo plauso va a questi giovani, che hanno dato una così bella prova di resistenza dì perfetto cameratismo sportivo.
2 Settembre 1894 – Per la festa di San Savino
Domani si celebrerà la festa di San Savino Vescovo e Martire, Comprotettore della nostra Città. Per una tale divota ricorrenza avranno luogo le seguenti dimostrazioni festive:
Questa sera alle ore 5 nella Chiesa Metropolitana, vagamente illuminata, Vesperi solenni con iscelta musica vocale, pontificati dall’Ill.mo e R.mo Mons. Mariano Gavasci Vescovo di Norcia.
Domani alle ore 10 e 1\2 Messa solenne pontificata dal sullodato Vescovo. — Circa l’ave Maria nella piazza maggiore innalzamento di un elegantissimo globo areostatico — Ad un’ora di notte brillante fuoco d’ artificio, opera del valente pirotecnico fermano Domenico Cochetti.
Abbiamo ammirata la bella statua di S. Savino che prospetta lo stradone del Duomo assai bene restaurata, col permesso del Municipio, a spese dell’Opera che promuove la festa del Santo. Di ciò va data lode al solerte Deputato, D. Luigi Can. Decano Minucci, il quale ha compiuto ciò che da tanto tempo era desiderio della cittadinanza. E qui facciamo voti che l’opera sia perfetta col restauro della prospettiva nella quale campeggia la statua del Santo.
2 Settembre 1906 – Per il campo boario
Ad iniziativa della Cattedra ambulante di agricoltura, mercoledì scorso, in una sala del Municipio ha avuto luogo un’adunanza fra agricoltori e commercianti di bestiame per studiare dì stabilire anche nella nostra città un campo boario, rispondente in tutto alle moderne esigenze. Presiedeva la numerosa assemblea il Sig. Ferdinando Àlessandrini il quale spiegò lo scopo della riunione dopo breve discussione fu all’unanimità votato il seguente ordine del giorno: Considerato che l’industria del bestiame nel Circondario è in progressivo aumento, per il nuovo indirizzo della coltura dei fondi.
Considerato che tal fatto impone proporzionale sviluppo delle fiere e degli esercenti in questo comune
Considerato che tale sviluppo sarà senza dubbio maggiore, non appena la tanto sospirata ferrovia congiungerà direttamente a Fermo parecchi Comuni.
Considerato che gli attuali campi di fieno sono inadeguati ed insufficienti;
Si afferma l’imprescindibile necessità, che almeno il capoluogo del Circondario sia provvisto di un Campo Boario che corrisponda in tutto e per tutto alle odierne esigenze. sia cioè vicino alla citta e di facile, accesso, perfettamente piano ed ombreggiato; abbia una superficie suddivisa in riparto a seconda del bestiame, sia provvista di un fontanile o abbeveratoio, siavi annesso un fabbricato per l’ufficio della deputazione di fiere, del veterinario e delle Guardie, abbia una stalla di prova per le bestie in contratto, altra stalla per separare individui eventualmente colpite da malattie infettive, e due tettoie a riparo delle intemperie.
Si invita pertanto questo Municipio a provvedere con ogni sollecitudine affinché i voti espressi dagli interessati nella riunione indetta da questa Cattedra, per invito del Sindaco, , siano accolti, lasciando al Municipio la scelta della località che è subordinata a ragioni tecniche ed economiche di non competenza dell’assemblea. Sarà con ciò provveduto al decoro della città, alll’interesse degli abitanti, ed all’incremento dei mercati del bestiame che si potranno con tutta facilità rendere settimanali. Vogliamo sperare che l’amministrazione comunale vorrà prendere in considerazione i desideri espressi dagli agricoltori e ci auguriamo che al più presto anche Fermo possa avere il suo foro boario
2 Settembre 1945
Per la Provincia di Fermo
Stralcio dalla relazione al Ministero dell’ Interno del R. Commissario Generale Straordinario
Lorenzo Valerio in data 30 aprile 1861.
Le sei provincie, in cui si dividevano le Marche sotto il Governo ponteficio e conservate sotto il Commissariato, furono ridotte a quattro concentrandosi quelle di Camerino e di Fermo, la prima nella provincia di Macerata, la seconda in quella di Ascoli. Una poteva forse prevedere di dover cessare atteso lo scarso numero de’ suoi abitanti e dei comuni che la costituivano, sebbene si sarebbe potuto utilmente conservarla con una nuova combinazione. Fermo, che avea altri titoli. per essere mantenuta, se ne commosse gravemente, pure senza disordine, perché quelle popolazioni facilmente intesero come fosse un dovere l’attendere il momento in cui le loro ragioni si potessero far valere nei modi legali. Accenno questo screzio per debito di esattezza storica, e perché sappia il Governo del Re che i Consigli provinciali e comunali delle Marche non mancheranno di reclamare una ripartizione di territori più adatta ai loro bisogni. L’accenno ancora per titolo di speciale raccomandazione al Governo del Re, il quale valuterà, io spero, 1’importanza che popolazioni nuove alla vita politica doveano dare alla questione delle circoscrizioni dal lato dell’interesse locale, e la saggezza colla quale sacrificarono risentimenti secondo loro così giusti, al supremo bisogno della concordia.
2 Settembre 1945 – Rilievo
Gli abitanti del quartiere S. Francesco lamentano l’assoluta mancanza della illuminazione stradale proprio all’ incrocio delle strade fuori Porta San Francesco. Essi fanno notare come il traffico anche di notte sia intenso e pericoloso per i passanti data la fitta oscurità in cui la zona è immersa.
Sport
Domenica prossima 2 sett. alle ore 17 si svolgerà al campo Sportive Comunale una grande riunione di pugilato. Parteciperanno all’incontro i migliori pugili della provincia.
3 Settembre 1932 – Generoso atto di un Balilla
Il balilla Marcello Luciani di anni 1 III, della nostra città, appartenente alla Colonia fascista dell’Ospizio marino di Fermo in Porto S. Giorgio ha coraggiosamente salvato il ragazzo Luigi Ciucani di anni 7, proveniente da una vicina località, che stava per essere travolto nelle onde dando gravi sintomi di asfissia.
4 Settembre 1926 – Interessi cittadini
Fra le delibere prese dalla nostra Amministrazione Comunale nel decorso mese di Agosto, vanno segnalate le seguenti :
1. – Soppressione della R. Sottoprefettura : delibera di esporre al Governo gli inconvenienti che la soppressione della Sottoprefettura potrebbe causare nei confronti della città, del Circondario e della Provincia.
2. Ripristino del Tronchetto : delibera la sospensione del sussidio alla Società ferroviaria per il Tronchetto, diffidandola nuovamente a portare a compimento i lavori di sistemazione pel ripristino del servizio
3.Servizio ferroviario elettrico Porto S. Giorgio-Fermo, diramazione per Piazza V. E, : delibera in massima un annuo contributo di L, 15.000 in base a speciale convenzione che sarà sottoposta all’approvazione consiliare, dandosi mandato al Sindaco di trattarne lo schema con la Società interessata.
4 Settembre 1926 – Atto di coraggio
Domenica scorsa, circa le 13,30, proveniva dallo stradone del Duomo verso Piazza V. E. un cavallo imbizzarrito trainante un carretto con sopra due soli bambini. II giovane Alessandro Ruggieri che si trovava nel luogo e previde l’orrenda fine che sarebbe aspettata alle due innocenti creature, non curante del pericolo, riusciva da solo a frenare l’indomito cavallo salvando i bambini terrorizzati da sicura morte e riportando escoriazioni al ginocchio e alle mani. Segnaliamo l’atto coraggioso del Ruggieri al quale va data lode e riconoscenza.
5 Settembre 1914 – Dirigibile militare che attraversa la nostra città
la sera del 3 e precisamente alle ore 20.45 un rumore inusitato proveniente dall’alto faceva volgere al cielo gli occhi dei nostri concittadini. Un dirigibile militare attraversava il cielo sereno della nostra città, e dopo quasi sfiorato la torre del Duomo e sorpassato Campoleggio, virava verso nord in direzione di Ancona, dopo aver per alcuni istanti mandato sprazzi di luce.
Ai valenti piloti dell’aria, che si addestrano a rendere sempre più utili le aeree navi per la difesa della Patria, il nostro plauso, il nostro saluto.
5 Settembre 1931 – Al Girfalco
Nello spiazzale prospiciente il mare, all’ombra dei secolari pini finalmente lasciati in pace dai vandali, il polverone accumulato e moltiplicato con quello portatovi dalle strade rastrellate continua a fare bei servizi, sollevato e agitato dal vento, con grande delizia dei viandanti che si trovano a prendere un po’ d’aria, e degli abitanti nelle case lungo il viale di S. Savino.
Ma che si aspetta, per sistemare una buona volta quella zona, il problematico intervento di Giove Pluvio (e le prime avvisaglie sono giunte) o l’avvento anticipato della stagione invernale, quando non ce n’è più bisogno perché sul Girfalco, per il freddo,
non salisce più anima viva?
La costatazione di questo inconveniente l’abbiamo fatta da un pezzo. È in un altro numero del giornale, ma … mangia cavallo che l’erba cresce.
Acciderba che razza di testardaggine !
5 Settembre 1948 – Tragico incidente
Il 1 settembre verso le ore 17 il prof. Dionisio Terribili assistente presso il nostro Istituto Industriale, mentre eseguiva un esperimento, per cause non ben precisate veniva investito da fiamme di benzina che lo avviluppavano in tutto il corpo. Soccorso dal Preside e dal personale della Segreteria riusciva a liberarsi dalle fiamme riportando gravi e diffuse ustioni.
Purtroppo le cure mediche poco hanno potuto fare e il compianto Terribili è deceduto dopo poche ore. Egli lascia una famiglia nella sventura e un largo stuolo di amici nel rimpianto.
Alla moglie ed ai figlioletti la partecipazione che tutta la popolazione si unisce al grave lutto e le condoglianze della Voce delle Marche.
6 Settembre 1908 – La Festa di S. Savino
Oggi per la festa del coprotettore San Savino, oltre le funzioni di Chiesa, avranno luogo a cura del canonico deputato, pubblici festeggiamenti; presterà servizio la Binda cittadina a mezzogiorno, e questa sera in Piazza, sarà incendiato un fuoco grandioso del Tombolini : lancio di palloni umoristici ecc…
A cura poi di un Comitato speciale alle 6,30 verrà estratta una Tombola di L. 1000.
6 Settembre 1908 – Lavori di scavo
Dietro a precise segnalazioni fornite dall’esimio Prof. Vincenzo Ruggeri, R. Ispettore degli scavi e monumenti pel Circondario di Fermo, alle falde della Montagnola si sono intrapresi lavori di scavo, diretti dal chiarissimo Prof. Innocenzo Dall’ Osso, sovraintendente ai Musei e scavi di antichità delle Marche e degli Abruzzi
Già i primi assaggi hanno dato buoni risultati e tutto fa sperare che a lavoro compiuto possano raccogliersi nuovi importanti documenti per la storia di Fermo antica, e de’ popoli primitivi del Piceno.
7 Settembre 1912 – Bambino schiacclato
L’altra sera in contrada S. Girolamo un contadino, nell’attraversare con un carro carico una strada di campagna, non si accorgeva di un bambino di tre anni stava chino in mezzo ad essa a giocare con dei sassolini.
Essendo la strada in forte pendenza il carro andava con una certa velocità, non fece in tempo a fermarlo e il bambino veniva orribilmente schiacciato.
7 Settembre 1912 – Vittima degli « apaches» a Genova
Nell’eccidio commesso dai due Apaches, teppisti di Francia, per non pagare un biglietto tranviario, orribile tragedia largamente narrata dai quotidiani, abbiamo disgraziatamente avuto una vittima fermana, Evaristo Carosi di anni 30 ammogliato senza figli. Egli era appunto il tranviere che, facendo il dover suo pretese il pagamento del biglietto e rincorse i teppisti, ben vestiti e forniti di danaro, che scesero dal tram senza voler pagare. Un colpo di rivoltella partita da uno di essi freddò il povero Carosi e fu la prima delle quattro vittime provocate dalla ferocia di delinquenti stranieri.
7 Settembre 1912 – Nella primavera del 1911
fu trovato nella Cattedrale di Fermo, tra le panche, uno spillo con perle che è stato valutato circa cento lire.
Se qualcuno l’avesse perduto o sapesse chi l’abbia perduto è pregato vivamente a venire alla nostra direzione per dare i precisi connotati di detto spillo alla persona che ci ha incaricato di dare questo avviso che sarà ben contenta di restituirlo al suo legittimo padrone,
7 Settembre 1918 – Lamenti del pubblico
E’ da parecchi mesi che si è fatta la requisizione del formaggio; è da parecchi mesi che tutta la città è priva di formaggio e la speranza dei cittadini viene ogni giorno delusa, procrastinandosi sempre la vendita e l’acquisto.
Quale fu dunque lo scopo della requisizione? Di assicurarne l’uso e l’abuso ai produttori di formaggio ?
Un altro lamento giustissimo è quello che ognuno di noi, passando per le strade della città, sente dalle bocche di tanti poveri operai (e profughi) che abitano non in città ma fuori. L’acquisto della farina. Ma che sia tanto difficile tenere aperto un negozio, due negozi in diversi punti della città, perché il pubblico della campagna possa accedervi in ore comode, con la sicurezza, di trovarvi la necessaria farina ? Alle volte debbono aspettare ore ed ore, e poi … la farina non c’è; <Ritornateci un’altra volta>; si fa presto a dirlo, ma intanto chi ha fame deve rifare mezzora, un ora di cammino magari per sentirsi ripetere che ci ritorni un’altra volta, sprecandosi cosi, tempo e creandosi il malcontento.
8 Settembre 1901 – Incendio
Nella notte tra il lunedì e martedì si sviluppò nella casa, Caraffa in Via Garibaldi un incendio il quale poteva prendere spaventevoli proporzioni, perché il fuoco si estendeva senza che alcuno gettasse allarme, trovandosi assente la famiglia che l’abitava. Però fortunatamente sprofondò un pavimento e così le fiamme furono agevolmente sopite dai pompieri, delle guardie municipali e da molti cittadini accorsi, fra i quali notammo il Sindaco avv. Romani e l’assessore avv. Censi.
8 Settembre 1906 – Uno strano incendio
Lunedi scorso poco dopo il mezzogiorno, nella stazione di Portosangiorgio, venivano scaricati da un vagone proveniente da Lissone in Lombardia e caricati su due sterza, parecchi mobili diretti al valente intagliatore in legno e negoziante di questa città Luigi Cicconi.
Terminato il lavoro di caricamento e mentre si trincavano le corde per assicurare il carico, questo ha preso fuoco in una delle sterze con tanta veemenza che in breve tutta la mobilia e la sterza stessa furono distrutte. S’ignora la causa di questo incendio di cui si fa ascendere il danno a circa un migliaio di lire.
9 Settembre 1945 – Borseggio
Martedì 4 approfittando della confusione causata dalla fiera è stato borseggiato un contadino del portafoglio contenente oltre 150.000 lire. Prontamente inseguito dai carabinieri il ladro è stato alla fine raggiunto ed arrestato.
Incidente tranviario
Sabato scorso per motivi sconosciuti all’altezza della stazione di Porto S. Giorgio il tram delle 10,30 infilava un binario morto; una rotaia veniva allora ad incastrarsi nella motrice, producendo panico tra i viaggiatori.
Si lamentano alcuni feriti lievi e… molto spavento.
Gymkana
Organizzata dalla locale Associamone Goliardica avrà luogo domenica al Campo Sportivo Comunale una interessante Gymkana con ricchi premi per i vincitori.
Atto onesto
II Sig. Mario Lodovici addita all’ammirazione del pubblico il militare polacco Sìg. Leone Heller che generosamente gli ha restituito il suo orologio smarrito.
10 Settembre 1910 – Cose dell’altro mondo!
L’altra sera nella Strada Nuova due ciclisti andando in corsa sfrenata mancò poco non investissero gravemente due poveri vecchi, che passavano tranquillamente. Alle giuste lagnanze di costoro, i ciclisti, anziché fare le scuse come sarebbe stato loro dovere, inveirono contro i malcapitati e trascesero con essi anche a via di fatto. Sembrano cose dell’altro mondo; invece avvengono proprio tra noi, in una città civile come Fermo.
Ancora una volta leviamo la voce e preghiamo le autorità di fare rispettare la legge che regola le vetture di qualunque specie.
11 Settembre 1892 – La tombola
Domenica scorsa erano le ore 6,15 di sera ed il popolo assai poco numeroso attendeva l’estrazione della tombola nella piazza Maggiore, dove già cominciava a venir meno la luce; perciò si udivano qua e la fischi sonori, che crebbero al punto da diventare assordanti. Finalmente dopo un quarto d’ora di questa nuova musica del presente vien mostrata, per dar principio all’estrazione, la cassetta delle palle al chiassoso pubblico, che la saluta con un lungo urràh di sibili e di esclamazioni alla turca. Succede quindi una calma, ma molto relativa, e si viene al sorteggio dei numeri, i quali però non sono uditi per lo schiamazzo dei.. dimostranti, ne veduti sul cartellone per la imprevista oscurità; sicché, si scatenarono più furiosamente le diverse lingue, che assordavano l’aere con parole molto turchine.
Pubblicati cosi soli cinque numeri, si dovette sospendere l’estrazione; ma in quella vece cresceva talmente il chiasso del popolo, che l’autorità credette bene di chiamare i carabinieri ed i pochi bersaglieri i quali corsero pronti con la baionetta inastata alla difesa…. delle scale del Municipio. La vista della forza armata aumentò i fischi gli urli e l’audacia dei caporioni, i quali in mancanza d’altro fecero volare pomidoro e patate alla direzione del balcone comunale, inaugurando cosi una nuova gara di tiro a segno. Quest’azione di cavalleria rusticana fu accompagnata con i soliti «abbassa» all’indirizzo della Sotto-Prefettura, del Municipio, della Società S. Gaetano ed anche dei Preti, Sissignore, anche dei Preti! Poteva stare che non ci uscissero questi, quantunque la festa fosse puramente civile?! Eh già, ci scapparono i pomidoro, che si mettono da per tutto, potevano mancare i Preti?!!
In questo tafferuglio ad un capo ameno venne la felice idea di accendere dei fiammiferi a cera ed innalzarli verso il balcone. Fu una scintilla elettrica. Tutti dan mano ai cerini, alle carte, ai giornali e ne fanno tanti falò da formare un’illuminazione assai poetica.
Intanto apparì la luce elettrica, che pure fu accolta da grida indiavolate; e queste crebbero insistenti per impedire che proseguisse l’estrazione. Il Comitato allora sparì per vie laterali, ed in fretta vennero chiuse le porte del Comune, mentre si continuava a schiamazzare. Si ricorse infine al suono della fanfara per distrarre i tumultuanti, ma anche questa ricevette i suoi fischi, accompagnata per la piazza da moccoli accesi e da voci indistinte. Dopo un’ora circa di vero baccano, si ristabilì la calma generale.
Per disposizione del Prefetto di Ascoli giovedì fu proseguita l’estrazione di questa famosa tombola, e per compensare l’ora tarda di domenica fu estratta alle 4 pom.
11 Settembre 1909 – Proibizione che resta
Sul N. 8 del Foglio Ufficiale ecclesiastico per la diocesi di Fermo si legge: Essendosi ripresa, la pubblicazione del giornale « La Libertà », si ricorda che rimangono nel loro pieno vigore le disposizioni emanate da S.E. Mons. Arcivescovo con Circolare del 27 Gennaio 1908, colla quale veniva interdetta a tutto il Clero la lettura sotto pena di colpa grave, e veniva proibita qualsiasi cooperazione anche per interposta persona, sotto pena della sospensione “a divinis ipso facto incurrenda”.
11 Settembre 1926 – Atto di onestà
Dal capo del locale Ufficio postegrafico signor dott. cav. Romeo Fratalocchi ci viene segnalato un atto di onestà compiuto dal concittadino signor Panocchi Antonio.
Egli, il Panocchi, rinveniva sulla pubblica via uno speciale contenente raccomandate per Monterinaldo, smarrito dal fattorino durante il trasporto dall’ Ufficio all’automobile in partenza, e, senza frapporre, indugio, si faceva premura di riconsegnarlo al Capo Ufficio.
12 Settembre 1914 – Furto
Nell’abitazione del Guardiano del Girfalco Francesco Cisbani è stato perpetrato un furto con scalata.
Al Cisbani fu rubato : Un anello d’oro del valore di Lire 30 — 2. Un orologio L. 30 —
3. Coltello da caccia L. 2 — 4. Due monete d’oro L. 40 — 5. Cinque monete d’argento L. 25.
La P. S. Sta facendo delle indagini e crede di essere giunta in buon punto per scoprire l’intera verità.
12 Settembre 1914 – Rissa e ferimento
Fuori porta S. Giuliano alla mattina del 6 corr. Traini Adolfo e Valentini Gina ed altri si divertivano a ballare. Sopraggiunto un tale di anni 26, prese ad infastidire la coppia degli innamorati.
Si,venne a parole, e subito si passò a via di fatto. Avendo il provocatore la peggio, corse in suo aiuto un amico e, nella zuffa, il Traini fu ferito con arma da taglio alla parte sinistra della faccia ed al fianco. Poiché nessuno dei due ha voluto confessare di essere il feritore, entrambi sono stati denunciati al R. Procuratore per ferimento e rissa.
12 Settembre 1914 – Per la sicurezza cittadina
Non una sola volta abbiamo dovuto lamentare la mancanza di forza pubblica per tutelare la sicurezza de1 cittadini.
Su quest’argomento troviamo in una corrispondenza al «Nuovo Conero » di Ancona (10-11 Sett.1914) queste giuste Osservazioni.
Poiché siamo a parlare di furti o di ferimenti ci sembra opportuno rilevare l’abbandono in cui è tenuto questo ufficio di P. S. Per fatto delle autorità superiori. Due soli delegati (e talvolta uno solo) debbono provvedere a tutti i servizi; espletamento delle molteplici pratiche d’ufficio, sorveglianza di giorno e di notte. Per quanto distinti e zelantissimi funzionari, essi non possono assolutamente arrivare a tutto ed intanto la teppa, indisturbata, fa il comodo suo.
Anche la Benemerita è ridotta ai minimi termini.
Voglia il Governo una buona volta decidersi a stabilire in questo importante Capoluogo una brigata di guardie di Città, tante volte invocata: il provvedimento s’impone per la tranquillità e l’incolumità dei cittadini.
12 Settembre 1914 – Investimento automobilistico
Giovedì a sera l’automobile guidata dall’Ing. Giuseppe Bonfigli passando nei pressi di Piazzetta (in Campoleggio) investiva tale Liberini Nazzarena che usciva all’improvviso da un vicolo laterale. La disgraziata è stata ricoverata all’ ospedale. e versa in pericolo di vita. La vettura andava a velocità regolamentare ed è da escludersi la colpevolezza del conduttore.
15 Settembre 1907 – Sconvenienze
Sabato 7 p. p. alle ore 12 e mezzo, salito io nella pubblica vettura per recarmi a Fermo, disgustato da certe ereticali bestemmie contro G. Cristo e la Vergine SS. profferite dal conduttore (che non conosco di nome) senza alcun motivo, mi sono rivolto coraggiosamente contro quell’incivile con queste testuali parole: «Scusate, ci potrebbero essere delle persone qui dentro alle quali farebbe piacere il sentire certe bestemmie, e ce ne potrebbero essere delle altre alle quali punto non garbasse, e tra queste sono io. Quindi silenzio, oppure mi rivolgo alle autorità. » Imbestialito quel mascalzone mi ha soggiunto : «E che credi che sia il tempo dell’inquisizione? Ne fate tante voialtri Preti, è ora che anche noi facciamo e diciamo quello che ci pare!»
La discussione si protrasse così un po’ alla presenza di parecchie persone finché risolutamente non la troncai.
Mi piacerebbe far pubblico il fatto per far capire alla Ditta Petracci che dia una lezione ai suoi dipendenti sul modo di meglio rispettare i passeggeri.
15 Settembre 1907 – Grave ferimento
Domenica scorsa in un’osteria nei pressi del fiume Tenna, alcuni individui stavano giocando alla morra quando, per futili motivi nacque fra di loro un diverbio, che degenerò ben presto in una rissa , poiché un calzolaio, trasse da tasca un’arma da punta e taglio e colpi un mugnaio ventenne, producendogli due ferite, una delle quali penetrata in cavità ai sesto spazio intercostale sinistro è alquanto grave. Il ferito venne tosto ricoverato all’ospedale.
15 Settembre 1907 – Povero bambino!
II giorno 10 corrente alcuni fanciulli stavano divertendosi nell’aia di Chiuini Vincenzo in contrada Madonna d’Ete, quando muovendo un carrettino a mano fecero capovolgere una botte che era sopra contenente circa quattro some d’acqua, e che andò a cadere sul cinquenne Giulietto Chiuini, figliuolo del padrone dell’aia, cagionandogli una grave lesione alla regione parietale destra
15 Settembre 1911 – Ascensione di Giovani
Domenica, lunedi e martedì scorsi la quiete solenne delle valli e del monti del nostro Appennino veniva interrotta dalle grida e dalla baldanza di una schiera audace di giovani, soci della Victoria di Fermo, uniti a quelli del Circolo di cultura « Silvio Pellico» e ai più grandi del Ricreatorio effettuavano una gita genialissima, organizzata da D. Biagio Cipriani a Montemonaco
e di là sul monte «Sibilla».
La sera del 10 la schiera degli alpinisti veniva accolta festosamente dai forti figli della montagna. Dopo un riposo alla militare, la mattina dei giorno 11 all’alba, salutando col suono della fanfara «Victoria » il monte della fata, imponente nello sfondo del cielo, gli audaci escursionisti in numero di circa 85, onorati della compagnia di SE, Mons. Arcivescovo, sotto la vigilanza anche del Prof. De Sanctis insegnante di educazione fisica, con lo zaino in ispalla, quasi tutti in bella divisa di alpinisti: davano la scalata al monte Sibilla. La lunga fila che si protraeva per i sentieri presentava uno spettacolo nuovo e grandioso; le note vigorose della Fanfara alternantesi alle grida giovanili si ripercotevano nelle valli sonanti. Su la cima a 2175 metri, nella roccia fu piantata una bandiera tricolore lasciando che al soffio dei venti si agitasse il forte nome Victoria. Su la vetta, degli 85 nessuno mancò!
Ridiscesi fino alla leggendaria grotta della fata; in alto, sulla fronte si murò un ricordo marmoreo e se ne fece l’inaugurazione. Fu un momento solenne. Due colpi di fucile, uno squillo di tromba, poi un discorso alato ed enfatico del giovane Lino Fagioli Vice-presidente della Victoria. Fu proclamata costituita la Sezione Alpinistica e acclamato presidente onorario il conte Giovanni Vitali che con signorile gentilezza volle far parte della comitiva.
La sera al banchetto, brindisi, poesie discorsi, urrà entusiastici. Verso le ore 20 si adunò un congressino per un’intesa su l’indirizzo e su le forme dell’azione giovanile. Ne darà ampia ed esatta relazione Cultura Giovanile la simpatica rivista diretta con tanto intelletto d’amore dal Prof. D.Federico Barbatelli. É impossibile però tacere il nome del giovine universitario Marino Mattozzi che con un discorso profondo, brillante, deciso, entusiasmò l’uditorio.
La mattina dei martedì la partenza fra gli evviva, i canti e le marce della Fanfara. Si passò a Montefortino, poi in Amandola dove i giovanetti di quel circolo giovanile fiorente sotto la direzione di D. Giuseppe Cesetti, vollero offrire un opportuno rinfresco, quindi ritorno a Fermo.
Nessun incidente notevole turbò la gita sportiva, riuscita superiore a qualsiasi previsione.
Siamo pregati di far giungere da queste colonne vivi ringraziamenti a quanti contribuirono per l’esito felicissimo; in modo speciale alla distinta Sig.a Rosina Curi-Tarani e al Parroco D. Costanzo Adriani di M. Monaco che con tanto sacrificio e con tanta attività furono i principali cooperatori dell’ardita impresa.
Ai giovani baldi, fieri della conquista dei monti il plauso entusiasta e l’augurio di sempre più belle e più grandi ascensioni.
18 Settembre 1909 – Grave pericolo evitato
Ci si scrive.
Domenica nei pressi dell’ufficio tecnico provinciale sulle ore pomeridiane un automobile che andava a corsa sfrenata, fu per investire un bambino di circa otto anni. Un uomo che trovavasi presente potette scongiurare una grave disgrazia avendo tratto a sé il bambino. Non é la prima volta che in detto luogo si verificano tali tristi inconvenienti. Non potrebbe l’autorità, in vista dell’agglomeramento continuo di persone all’arrivo del treno, in quei punto proibire il transito degli automobili, biciclette ecc., o almeno ordinare per una certa disposizione di legge sulla Pubblica Sicurezza che vadano a passo d’ uomo ?
Un testimonio oculare
18 Settembre 1909 – Disgrazia
Fuori porta S. Giuliano, mentre il colono Del Turco era intento a costruire una capanna per uso rimessa d’attrezzi agricoli nel podere da esso coltivato, insieme a due altri, in un punto essendosi staccata una parte di essa capanna lo investì travolgendolo. L’infelice fu tratto fuori, avente una gamba rotta e diverse contusioni, dai militi della « Croce Bianca » accorsi in un baleno sul luogo. Anche gli altri due riportarono parecchie ferite.
18 Settembre 1909 – Cronaca religiosa
Domani nella Chiesa di Maria SS. del Pianto, festa in onore dei Sette dolori della B. V.
Al mattino buon numero di Messe lette, alle ore 11 Messa solenne. Alle ore 5,30 pom. Solenne funzione della Via Matris e benedizione col SS Sagramento.
Tutti i fedeli che confessati e comunicati visiteranno in tal giorno la suddetta Chiesa potranno acquistare l’indulgenza Plenaria “toties quoties”
18 Settembre 1926 – Investimento automobilistico
Lungo la strada provinciale Portosangiorgio – Fermo, nei pressi del Cimitero, l’automobile del prof. Carlo Santini, chirurgo primario di quest’ospedale civile, , proveniente da Portosangiorgio, investiva il carretto del cappellaio Umberto Mancinelli da Fermo, da questi condotto.
E’ accertato che l’investimento è dovuto al fatto che un’altra automobile la , quale procedeva in direzione opposta con potenti fanali abbia impedito al prof. Santini, che guidava la propria macchina, di scorgere il carretto che procedeva nella , stessa direzione senza il prescritto fanale. Quindi sarebbe esclusa ogni responsabilità da parte del prof. Santini.
Il Mancinelli sbalzato dal proprio veicolo riportava ferite e contusioni varie guaribili in quindici giorni con riserva. Lo stesso prof. Santini ha prestato le prime cure al ferito.
Tanto il carretto quanto l’automobile hanno riportato forti avarie.
22 Settembre 1906 – Vandalismi
Non è da ieri che viene deplorata dai cittadini amanti del patrio decoro la continua sassaiuola della quale è fatta segno l’antica facciata del nostro Duomo, da chi per tradizionale vandalismo si diverte indisturbato a rovinare quell’artistico monumento. Ci auguriamo che con una maggiore sorveglianza si rimuova tale inconveniente che sembra voglia anche estendersi in varie altre parti contro altri storici monumenti della nostra città, e anche contro la personale incolumità dei cittadini.
23 Settembre1916 – Torniamo all’ora solare
Il sole si decide a sempre più scomparire prima, di sera, e a mostrarsi più tardi a| mattino. Andando di questo passo e conservandosi l’orario … di guerra sarebbe ancora oscuro alle 8. Noi invece slamo avvezzi ad avere l’oscurità fra il limite estremo delle 17 di sera alle 7 del mattino. Sparisce quindi il vantaggio economico dell’usufruire della luce del mattino col cambiamento estivo dell’ora e torniamo a farci regolare dal sole. Quindi questa sera, per decreto luogotenenziale facciamola pace col sole, rimettendo i nostri orologi alle ore 11 quando essi segneranno le 12. Facciamo insomma il rovescio di quello che facemmo tre mesi or sono ripigliandoci la nostra ora di sonno, forse allora perduta, e tornando in equilibrio. Fosse facile così ridare l’equilibrio alle teste degli uomini !
23 Settembre1916 – Fulminato
Luigi Sabatini ottimo marito e padre di 4 figli, di anni 37 mentre era a far cantina presso Gasparini trasportando una lampada è stato fulminato dalla corrente elettrica morendo all’istante.
25 settembre 1909 – Impresa mal riuscita
Il sig. Luigi Piergallina, abitante presso l’osteria di Montone, giorni or sono ebbe la sgradita sorpresa di vedersi derubato durante la notte di due maiali. Dopo parecchi giorni di attive e diligenti ricerche egli ha potuto finalmente ritrovare a Corropoli le povere bestie che, stanche del lungo viaggio, trionfalmente sono passate l’altra sera, nella nostra piazza.
25 Settembre 1945 – Viabilità
Forse nessuna città ha tante vie d’accesso dal mare e dal monte come Fermo. Chi si reca sul Girifalco e volge attorno uno sguardo panoramico è attratto dalla fitta rete stradale che converge verso la città. Dal mare, la Pompeiana, quella di Castiglione, la Provinciale, quella di Capodarco, delle Paludi, e la Faleriense. Dal monte, quelle che fanno capo alla Porta S. Giuliano e raccordano le secondarie che uniscono i numerosissimi paesi della Valdaso e della Val di Tenna.
Chi crederebbe che con tutta questa fitta rete di strade, è un problema poter raggiungere la città, dato lo sfacelo in cui tutte sono ridotte ? Non una è più transitabile dal modesto pedone e neppure dalle automobili private; solo vi possono correre, in mezzo ad un polverone indiavolato e sballonzolate come tante barche in mezzo ad un mare in burrasca le potenti macchine anglo-americane.
Rimaneva ancora discreta la strada di S. Marco alle Paludi ma anche questa per più della metà è fuori uso. Assurdo poi è pensare di raggiungere Amandola o in bicicletta o in moto, e con lo stomaco a posto.
25 Settembre 1945 – I soliti ignoti
Nella notte fra il 17 ed il 18 ignoti ladri sono penetrati mediante scasso, nel negozio della sig.ra Norina Nasini nei pressi della Timo ed hanno asportato merce per un valore, non ancora accertato, ma molto rilevante.
La polizia sta indagando, speriamo!… ma come fa osservare l’uomo della strada che simili fatti si ripetono sempre dopo l’uscita dalle carceri di certi figuri noti a tutti? Ci vorrebbe molto ad indagare intorno al tenore di vita così lussuoso e spendereccio, di tanti oziosi che infestano la città ? Forse sono troppi ?
26 Settembre 1897 – Furteide
Da qualche tempo avvengono dei furti; è un genere d’industria ora permesso dal codice furfantesco in pieno vigore. La notte in fatti del 19 al 20 corrente ignoti ladri volevano anche essi far festa e banchettare per cui praticarono un foro sotto un fenestrino, e s’introdussero nel negozio di salsamenteria in Vìa Narsete di proprietà del Sig. Giuseppe Perugini: il bottino fu magro assai, poche lire e nulla più: dicesi però che il tiro voleva farsi al vicino orefice Peroli se non fossero stati disturbati dai passanti.
26 Settembre 1897 – Terremoto
il 21 corrente alle ore 14 il gentile terremoto — volendo prender parte alla festa che Fermo celebrava per l’anniversario dello “spezzamento delle odiose barriere” come accennava il nostro Sindaco ha fatto sentire l’amabile suo moto con 2 forti scosse ondulatorie.
Peccato che il terremoto non abbia annunziato prima la sua venuta altrimenti il Sindaco nel suo manifesto
avrebbe pure accennato ad una tale dimostrazione.
26 Settembre 1914 – Arresti
Il giorno 10 corr, l’attivissimo delegato Dott. Feliciangelì, arrestò due messeri i quali, neanche fossero perle di galantuomini, se la passeggiavano sotto i portici di Piazza V. E. forse meditando un bel colpo.
Essi sono due abruzzesi. Il primo colpito da due mandati di cattura per furti, è stato rinviato per traduzione ad Aquila dove deve scontare la pena.
L’altro, malgrado abbia appena 19 anni di età, ha la bellezza di 7 (diciamo sette) condanne, tutte per furto. Anche lui è stato inviato ad Aquila con foglio di via obbligatorio.
Non per capriccio dunque invochiamo dal Ministero l’invio a Fermo di una brigata di guardie di città, e non ci stancheremo dall’insistere sulla richiesta sino a che non vengano assecondati i legittimi desideri della cittadinanza.
26 Settembre 1914 – Pel nuovo Ospedale
Siamo lieti di segnalare ai nostri lettori come sia imminente l’inizio dei lavori per il nuovo Ospedale per opera della Ditta Cionfrini di Porto s. Giorgio rimasta aggiudicataria dell’ asta per aver offerto il ribasso del 12,55 per cento sul prezzo peritale di L.282.605,99. [€1.678.817 circa]
E’ imminente l’asta per l’aggiudicazione dei lavori di falegnameria.
26 Settembre 1931 – Vagabondando per la «Strada Nuova»
Cedo alla forza dell’amicizia ed esco per una passeggiata serale nella « Strada nuova ». Da qualche tempo non mi affacciavo più su questo meraviglioso balcone nostro, dove si riflette tanta bellezza di cielo e di campi, dove nei pomeriggi primaverili e nelle serate estive trionfa tanto sorriso di giovinezza e di vita. Vergognoso per un cronista e un reporter di giornali, è vero? Che volete? prometterò di fare ammenda di questo mio peccatuccio.
Esco su la strada nuova e gli occhi si volgono verso i denti dell’Appennino, sempre poetico ed affascinante. Da la parte opposta occhieggia uno spicchio di mare In alto qualche nuvola ondeggia incerta! Su tutto il sole che volge al al tramonto lancia fasci d’oro e di tremula luce. D’ un tratto una Lancia… lanciata a tutta velocità mi…. lancia in faccia un turbine di polvere. Sono scosso dall’ ammirazione di tanta bellezza e da un sogno di poesia.
La polvere, come il memento homo, mi richiama alla meditazione. Ecco : nelle città consorelle, nei paesi l’acqua abbonda, le vie si annaffiano, si allagano, più volte al giorno, Fermo nulla, o poco, può sapere di tutto questo.
Nelle sue vie vi sono installate prese di acqua, ma, sono rimaste sempre inoperose. Quando col nuovo acquedotto potremo essere messi alla pari delle altre città?
D’un tratto inciampo. Mi soffermo, guardo : una rotaia del famoso tronchetto ha messo fuori le orecchie. Chiede forse ai passanti quando potrà riprendere il suo servizio? quando potrà tornare nuovamente utile al pubblico? Povere rotaie povero tronchetto e pensare che non possono ingannare il tempo neppure con delle note musicali che fino a qualche tempo addietro sprizzavano fuori dal nostro Teatro Massimo !.. Esso, freddo e chiuso da tempo, domina dall’alto la strada soleggiata. I battenti ormai hanno fatto la ruggine.
In mezzo a tante cose belle e buone nessuno è preso da un senso di compassione, da un istintivo moto di carità civica verso questo monumento che, abbandonato a sè stesso va, ogni giorno più, precipitando verso la decrepitezza.
Nessuno dunque pensa più ad esso ? È diventato davvero un reietto? Eppure eravamo abituati ad additarlo come uno dei primi ornamenti della città!… millantavamo i suoi pregi, le sue bellezze artistiche, la sua grandezza : lo anteponevamo a tutti i confratelli della regione nostra e di qualche altra ancora. È proprio vero che quando si è caduti in miseria gli amici, quelli che un tempo possono anche averci sfruttato, se la fuggono lontano.
Ed ècco : un po’ per associazione di idee, un po’ perché mi ci porta l’occhio veggo profilarsi in basso, lontano un morto: il vecchio Stabilimento Benedetti.
La silhouette è sempre la stessa: padiglioni, fumaiolo ecc… ma la sirena tace, il frastuono dei telai si è mutato in silenzio; il cicaleccio delle operaie non c’è più, il macchinario ha mutato residenza. Intanto là dentro al lavora, si tesse ancora; i ragni fanno a disfanno la loro tela. Anche qui la mesta considerazione sulla caducità delle cose umane, caducità resa più dolorosa, quando perversa voluta, accelerata. Ma anche qui una riflessione. Possibile che mentre in paesi vicini a noi, si trovano capitali per far sorgere nuove industrie, a Fermo l’apatia nostra debba essere giunta a tanto da non troverai una persona o una società che sia capace di utilizzare quel locale, dando vita ad una industria qualsiasi? Si è tenuta la festa dell’ uva, che io avrei preferito fosse stata una festa di carattere più generale ; quella delle frutta. Ebbene, non potrebbe scaturire da ciò l’idea di utilizzare iI locale per uno Stabilimento dove le frutta specialmente possono essere preparate par essere spedite in cestini e cassetta nelle grandi città dove le frutta possano essere trasformale in marmellate e conserve?
Eppure si sono trovati danari per altri Stabilimenti che arrecano solo danni alla coscienza, alla salute, alla borsa.
A proposito: ci è stato riferito che, in seguito ad incidenti lo Stabilimento in parola sia stato sospeso dall’autorità competente. Plaudiamo cordialmente e facciamo voti che la sospensione si trasformi in ordine di chiusura.
Sarebbe questo un atto di coraggio che verrebbe applaudito da tutti gli onesti.
Una scossa dell’amico spezza la mia meditazione sulle piccole e grandi disgrazie della città nostra.
Ci soffermiamo a guardare.
Un tempo ci si diceva che in un punto della Strada nuova, sopra il così detto « campo della Mentuccia » sì sarebbe dovuto costruire il palazzo delle scuole. L’idea non sarebbe stata sbagliata. Abbiamo anche pensato: perché non si dovrebbe formulare un piano regolatore e costruire anche da questa parte, giungendo magari fino alla strada di circonvallazione?
Quando abbiamo lasciato la Strada nuova il sole era tramontato e le prime stelle affioravano in cielo.
26 Settembre 1931 – Per la sistemazione del Rione S. Caterina
Dai competenti Uffici tecnici, prima di iniziare i lavori di consolidamento del rione S.Caterina già da noi annunciati, si vengono facendo qua e là, nella zona minacciata, assaggi di trivellamento del suolo, per stabilire la funzione delle acque sotterranee che sarebbero la causa del lento franamento del terreno e delle conseguenti lesioni dei fabbricati.
Speriamo che anche questo imporri tante lavoro di consolidamento venga tenacemente ed alacremente portato a termine, perché le case lesionate destano veramente un po di apprensione agli abitanti.
27 Settembre 1908 – Una necropoli dell’VIII secolo avanti Cristo
Demmo già. notizia degli scavi incominciati alle falde della Montagnola. Essi hanno già avuto un buon esito, mettendo in luce una necropoli abbastanza importante dell’VIII secolo avanti Cristo. Si sono trovate varie tombe, ricche di bronzi e vasi. Due di esse sono abbastanza notevoli ; di un guerriero, con completo corredo funerario, costituito più specialmente dall’elmo, da tre lancie e molti ornamenti corporali, cioè armille, fibule ed altri piccoli gingilli L’altro di una donna,
notevole per fibule spiraline e anelli.
I lavori si sono momentaneamente sospesi, per mancanza di fondi disponibili da parte del Governo. Auguriamoci, che il Ministero cosi generoso quando si tratta di spendere per cose di nessuna importanza, riesca a stanziare qualche migliaio di lire pel proseguimento di questi lavori di scavo che dovrebbero intensificarsi probabilmente al mezzogiorno della Montagnola e potrebbero formare un materiale importantissimo per gli studi storici etnografici di questa regione.
27 Settembre 1908 – Sotto i Portici di Piazza V. E.
Abbiamo ammirata la bellissima e veramente artistica nuova Mostra dell’Ombrelleria Torinese sotto i Portici di Piazza Vittorio Emanuele II, 80-82, eseguita su disegno del Sig. Mario Pesci dagli artisti Enrico del Bigio e Giuseppe Calcinari falegnami, dall’intagliatore Luigi Cicconi, pitturata da Luigi Bracalenti. E’ un lavoro da negozio di grande città, che fa onore tanto al proprietario Sig. Luigi Maffei, che non ha guardato a spese, quanto ai bravi artisti cittadini che l’hanno ideato ed eseguito con intelletto d’amore. A tutti le nostre congratulazioni.
OTTOBRE
2 Ottobre 1898 – Alla Torre del Duomo
Abbiamo veduto i grandiosi meccanismi in ferro che dovranno formare il castello ove poseranno le campane della Torre del Duomo che tacciono da parecchi anni per la vetustà del vecchio castello di legno. Così dopo i restauri muratori della torre e della facciata, ora si è già posto mano ad un lavoro che era nei voti della cittadinanza. Ciò deve ascriversi a lode speciale del R.mo Capitolo Metropolitano che con non piccolo sacrifizio ha dovuto superare difficoltà ed ostacoli non lievi.
2 Ottobre 1898 – Invito sacro
Lunedi 3 corr, nella Chiesa di S. Rocco si celebrerà la festa dei SS. Cosimo e Damiano, per cura dei Barbieri,
durante il mattino verranno celebrate un buon numero di messe, alla sera alle ore 18 e 15 si canterà
l’inno dei Ss. ed il Tantum Ergo in musica e si darà la Benedizione col Venerabile.
2 Ottobre 1926 – Esploratori Cattolici
L’Osservatore Romano pubblica:
Da qualche tempo si accentuano su alcuni giornali vivaci attacchi contro gli Esploratori cattolica. Fu loro più volte ed esaurientemente risposto: tuttavia insistono. Pensiamo che senza entrare nella polemica e comunque prolungarla, bastino da parte nostra brevi parole.
Gli esploratori cattolici italiani— e lasciamo volentieri le parole esotiche di «scout » e « scoutisti» — appartengono all’ Azione Cattolica Italiana. É noto che tutte le Associazioni partecipanti alle sue varie attività, in qualsiasi campo e sotto ogni nome, non possono non ispirarsi all’ordine e alla disciplina cristiana e civile del Paese. I loro particolari scopi, emanando direttamente dall’ opera stessa dei Clero e dall’autorità delle Gerarchie Ecclesiastiche, debbono essere perseguite ovunque e sempre, fuori e. sopra di ogni corrente o partito politico! E in tal senso Associazioni e singoli fanno esclusivamente, parte dell’«azione cattolica» e partecipano dell’ apostolato della Chiesa. Gli Esploratori cattolici, pertanto rivestono tali caratteri e svolgono nel campo e nella disciplina da loro assegnati il proprio compito educativo e ricreativo fra la gioventù, ispirandosi, in una più franca professione della fede religiosa, a quel sano patriottismo, che appunto nella religione cattolica, ha sempre avuto la sua fonte più feconda e vitale.
Nulla mai fu potuto dire, né da parte delle autorità Ecclesiastiche nè dalle famiglie cattoliche che le affidano i propri figli, che suonasse rimprovero o deplorazione per la benemerita istituzione, nè mai essa, com’è proprio del resto della sua natura e dei suoi fini, poté essere comunque implicata, nemmeno lontanamente, in questioni politiche!
Questi i fatti. Le altre, donde sorgono attacchi e polemiche, sono opinioni. Ma nulla ci autorizza a credere che corrispondano al pensiero delle maggiori autorità competenti ; al contrario. E quindi ci sembra che non sia più il caso di allarmarsène .
Tre mesi dopo, La legge Fascistissima n°5 art.3 dell’Opera Nazionale Balilla, del 9 gennaio 1927, decretò che tutti i reparti scout presenti nei centri con meno di 20.000 abitanti siano sciolti, mentre obbligava ai restanti di apporre il distintivo Opera Nazionale Balilla sulle proprie insegne. Il 28 gennaio 1928 pur di non sottostare all’obbligo lo Scoutismo italiano si auto-sciolse. Il 9 aprile 1928 tutto lo scautismo fu dichiarato soppresso dal Consiglio dei ministri.
6 Ottobre 1923 – Esploratori Cattolici
Sono riaperte le iscrizioni per esploratori aspiranti e per lupetti. Le lezioni si danno per ora ogni venerdì dalle 18,15 .alle 19, le esercitazioni la domenica. Gli esami dinanzi alla Commissione per esploratori semplici e di seconda classe saranno nei primi di dec.
6 Ottobre 1923 – Al Cinema Famiglia
del Ricreatorio S. Carlo dove domenica scorsa ammirammo la pellicola veramente splendida «Gli ultimi giorni di Pompei » si darà oggi sabato dalle 18 e domani domenica dalle 17 in poi la superba proiezione storica in quattro parti « L’OTELLO » ricostruito su la tragedia di Shakespeare.
7 Ottobre 1894 – Funere laico e profanazione
La salma del prof. Natale fu condotta al cimitero, nella scorsa Domenica, senza alcun segno di religione. E nondimeno coloro che e presero parte all’accompagno non furono pochi, essendosi dal Municipio esteso l’invito, secondo il solito a tutti quelli che aveano una qualche dipendenza dal Comune e dal Liceo. Ma la mancanza della croce in quel funere non sarebbe stata ragione sufficiente per decampare da ciò che è solito praticarsi in altri funerali religiosi? Quanto è disdicevole ad un cattolico accomunarsi con società che portano bandiere anticlericali!!! Diciamo bandiere in plurale, perché vi erano due bandiere di questo genere, senza parlare di una terza che non fu spiegata, anzi neppure estratta dal suo fodero verde. Che fosse la bandiera di Satana? I concerti musicali suonavano l’inno di Garibaldi, di Mameli e la Marsigliese! Quei cattolici e clericali che vi presero parte si saranno trovati davvero a disagio colle loro convinzioni !
Al Camposanto si recitarono molti discorsi; ci dicono che anche una donna volle fare la sua concione ! Qualcuno di que’ discorsi fu contro la religione e contro i preti; questi non possono mai mancare nei sermoncini degli anticlericali. Ed anche qui cattolici e clericali che presero parte al funere si saranno trovati molto, ma molto più a disagio colle loro convinzioni!
A noi piacciono gli uomini di carattere che non iscendono mai a transazioni. Il cattolico pensi ed operi da cattolico! il liberale da liberale. Il sistema dei mezzi termini il metodo di accendere due candele una a S. Antonio un’altra al diavolo non é degno di un uomo che si rispetti e molto meno di un vero cattolico. Cosi ci ha fatto meraviglia vedere qualcuno che pure appartiene alla Società cattolica di San Gaetano prender parte al corteo o brigarsi per un funere, che era prettamente laico. Siamo persuasi che non intendeva cooperare come che sia ad una dimostrazione contro la religione. Ma avrebbe fatto molto bene se avesse rifiutato qualsiasi invito, memore delle parole di Nostro Signore nel Vangelo : Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti.
Quello poi che grandemente deploriamo è il vedere così spesso profanato il luogo sacro con discorsi irreligiosi. Se quei messeri che vivono di astio e di odio contro fa nostra santa religione, sentono di tanto in tanto il bisogno di eruttare il loro veleno, perché non scelgono a questo scopo un altro luogo che sia affatto profano? Come è possibile tollerare che quella terra benedetta, ove riposano nella pace del giusto le spoglie dei nostri congiunti, amici e fratelli in Gesù Cristo, sia fatta teatro di profanazioni? che all’ombra del segno santissimo di nostra redenzione in mezzo a due sacri templi si bestemmi, si schernisca, si vituperi il santo nome di Dio, la sua divina religione, i suoi ministri? Sarebbe ora che questo scandalo e questa profanazione cessasse una buona volta.
Ricordiamo che noi altra volta caldeggiammo il progetto di presentare al Comune una domanda di far separare nel Cimitero una parte per coloro che non vogliono morire da cristiani. Ci si disse che quella proposta incontrò il plauso della grandissima maggioranza dei cittadini e che moltissimi firmarono quella petizione che fu poi presenta al Sig. Sindaco. Ma quale n’ è stato l’esito? perché non è stata mai portata, come di dovere, in Consiglio? di chi n’è la colpa? Saremmo grati a chi ci desse qualche informazione in proposito.
8 Ottobre 1910 – Repetita iuvant?
Domenica scorsa alle ore pomeridiane un giovane ciclista, di cui per riguardo alla famiglia taciamo il nome, mentre correva sfrenatamente nello stradone del Girfalco e precisamente nella svolta presso la casa del guardiano andava senza volerlo ad investire il venerando Vicario Generale Mons. Astorri che dalla veemenza dell’urto cadeva a terra in malo modo.
Fortunatamente, aiutato da un Sacerdote che era in sua compagnia poté rialzarsi senza lesioni.’
Mentre noi ci rallegriamo con l’amatissimo nostro Monsignore di una disgrazia evitata, dobbiamo protestare per ennesima volta energicamente contro la pessima abitudine di correre a rotta di collo in bicicletta per strade frequentate. Pel Girfalco poi dobbiamo ricordare ancora che vi è una prescrizione specialissima dell’autorità Municipale. Si faccia rispettare! Perché le leggi, direbbe il Marchese Colombi, si fanno ovvero non si fanno …
8 Ottobre 1910 – Scoperta di affreschi
Eseguendosi dei lavori di restauro nella porteria del Seminario interdiocesano sono venuti alia luce degli affreschi non spregevoli appartenenti alla fine del cinquecento o al principio del seicento. Essi rappresentano la storia del Profeta Elia, il Patriarca dei Religiosi Carmelitani; chè abitarono il luogo prima che fosse convertito in seminario, cioè fino al 1658.
Accuratamente ripuliti da persona dell’arte, saranno conservati, come meritano, e potranno formare ornamento all’intero chiostro: questo come è intenzione del Mons. Arcivescovo sarà ripristinato l’elegante porticato con colonnato, lavoro del più puro quattrocento.
14 Ottobre 1933 – Per il decoro della città
Un elegante studio, che orna un punto più frequentato della città, è stato ora aperto al Corso Vittorio Emanuele dalla Assicurazione « La Fenice ».
I mobili; e tutto l’arredamento in stile classico richiamano l’attenzione dei passanti, ed alcune vetrine e mostre dei vicini negozi dovrebbero ispirarsi a quel buon gusto, per il decoro e l’estetica di questo centro.
14 Ottobre 1933 – L’orologio della Torretta
Non sapevamo che il rivolgimento tellurico, provocato dai lavori di sistemazione di fogne e di asfaltatura potesse provocare uno sconvolgimento nel macchinario dell’orologio della Torretta.
Infatti, in questi giorni di febbrile lavoro, in quella zona, il suddetto orologio ha perso le staffe; ha cominciato a correre avanti per quarto e, in via progressiva, fino ad un ora; poi fatto marcia indietro segnando e suonando le ore in ritardo e finalmente si è arrestato avvolgendosi nel più completo silenzio e tormentando il cervello dei poveri abitanti del Rione di S. Caterina i quali si domandano sempre che ora passi per il mondo, avendo perduto del tutto la nozione del tempo.
Bisognerà aspettare per un ripristino dell’orologio in crisi che si completino i lavori della Via Roma o g!i abitanti saranno autorizzati di mettere un orologio a sole, come nei tempi patriarcali di venerata memoria.
14 Ottobre 1945 – Investimento
Martedì scorso, mentre si recava a visitare un amico, Bagalini Augusto reduce da quindici giorni dalla prigionia in Germania, nei pressi del Tirassegno veniva investito alle spalle ed ucciso da una macchina polacca.
Purtroppo questi fatti luttuosi si vanno ripetendo con ritmo accelerato e non v’è giorno, si può dire, che non vi siano incidenti, per la maggior parte effetto di inconsideratezza e furia
Non sarebbe bene che le Autorità militari competenti dessero disposizioni severe per disciplinare e regolare l’uso e la velocità degli autoveicoli militari?
Mentre partecipiamo al cordoglio dell’ Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, che ha affisso un nobile manifesto, ci uniamo di cuore all’immenso dolore della desolata consorte e dei piccoli orfani che per tanti anni avevano atteso il ritorno del loro caro.
14 Ottobre 1945 – Furti – Furti – Furti
Siamo sempre in un crescendo di audacia che impressiona e che dimostra una tecnica raffinata di specialisti in materia che non può non porsi in relazione colla presenza in città di noti avanzi di galera.
Nello spazio di pochi giorni è stato svaligiato un magazzino di scarpe di proprietà dì Pelacani Renato e di Marziali Luigi (il valore della refurtiva sorpassa il mezzo milione) ; sono state rubate le gomme alla macchina del Dott. Tomassetti ; è stata svaligiati in modo misterioso la dispensa dell’Ospedale Civile.
Eppure in città ci sono molti carabinieri ed il numero delle guardie di Polizia urbana da 8 è stato portato a 20!
14 Ottobre 1945 – Torneo di Foot-Ball
A cura della Società Sportiva Victoria è stato indetto un torneo di calcio da disputarsi fra squadre cittadine composte di sei elementi ciascuna.
Gli incontri s’inizieranno domenica 14 p. v. ed avranno luogo nel campo del Ricreatorio San Carlo. Le iscrizioni si ricevono presso la Direzione del Ricreatorio ove è visibile il regolamento con le relative norme. Ci viene assicurato che quanto prima la medesima Società sportiva Victoria indirà importanti tornei di palla al volo e palla al canestro.
15 ottobre 1893 – I Tumulti popolari
contro l’Appaltatore del Dazio Consumo ch’ebbero luogo venerdì 6 corrente si rinnovarono per ben tre sere consecutive. Però, se la dimostrazione della prima sera fu uno scatto, spontaneo della cittadinanza che facea conoscere il suo malcontento per le vessazioni del Dazio, quella degli altri giorni avea ben altri scopi e fra questi principale era la guerra contro il Municipio colla speranza di pescare nei torbido. Ciò si parve ancor più manifesto la sera dello scorso lunedi. Infatti il Consiglio su proposta del Sindaco avea prese riguardo al Dazio le deliberazioni da noi riferite nel resoconto della seduta. Non sappiamo che cosa avesse potuto allora far di più il Municipio per tutelare gl’interessi dei cittadini. Eppure, sciolta l’adunanza, si rinnovarono in piazza i fischi e le voci : abbasso il Sindaco, abbasso la Giunta, abbasso il Consiglio. Non mancò la salsa piccante e il pomidoro di tutte le dimostrazioni, cioè il grido : abbasso i preti.
Ma la questura che già avea capito il giuoco procedette immediatamente agli arresti di quattro più clamorosi individui della plebe, rei forse non d’ altro che di essere stati ciechi istrumenti di alcuni scaltri arruffoni i quali, dopo aver soffiato nel fuoco, se ne stavano quella sera dietro le quinte, probabilmente per aver avuto qualche sentore degli intendimenti della questura. Dopo questi arresti la città é ritornata nella calma.
15 Ottobre 1910 – Evasione di detenuta
La notte scorsa una detenuta di Grottazzolina, nelle nostre carceri Giudiziarie in attesa del processo sotto l’imputazione di furto qualificato in casa della sig. Linda Murri, praticata un’apertura sotto una gelosia di finestra è riuscita ad eludere la sorveglianza dei custodi, e a mezzo di una corda calatasi sulla pubblica strada è fuggita. Nell’ardita operazione sembra sia stata aiutata dal di fuori, poiché si è trovato nella camera della reclusa anche un grosso scalpello di cui si è servita indubbiamente per praticare l’apertura.
Dicesi che questa mattina di buonissima ora sia stata incontrata per la strada di Grottazzolina nelle vicinanze
della Chiesa di Montone.
Al momento in cui scriviamo non ci constai che sia stata ripresa.
Il grave fatto ci suggerisce una dimanda troppo naturale: perché non si apre ancora il nuovo stabilimento carcerario e non si abbandona definitivamente il vecchio, un vero covo di immondizia, dove è umanamente impossibile osservare le leggi più elementari dell’igiene e mantenere la disciplina? E’ una questione di umanità e di sicurezza pubblica.
15 Ottobre 1932 – Nel Cimitero
Apprendiamo con piacere che finalmente è stato esaudito un desiderio tante volte espresso dai cittadini che sentono vivo il culto per i morti.
La Ditta Ferruccio Calcinaro ha completato l’impianto elettrico nel Cimitero e sta fornendo le tombe delle famiglie che per ora si sono interessate all’apposizione di lampade avanti alle lapidi o ai monumenti funebri. Siamo sicuri che l’iniziativa sarà lodata da tutti e che i superstiti, i quali serbano memore affetto verso gli estinti, vorranno usufruire di questo nuovo metodo di illuminazione in omaggio al ricordo dei loro cari, metodo che garantisce la stabilità dell’accensione della lampada, la pulizia e, conseguentemente il decoro del sacro recinto.
16 Ottobre 1898 – Il progetto della luce elettrica a Fermo
Abbiamo potuto esaminare i disegni dell’impianto della luce elettrica che i fratelli Apolloni di Roma andranno fra non molto a stabilire nella nostra città. Per quanto profani a siffatto genere di studii pur tuttavia abbiamo anche noi compreso l’importanza del lavoro fatto e 1′ abilità dei sudd. Ingegneri nel ricavare dal nostro Tenna un salto che forse sarebbe parso impossibile a superare i venti metri.
Presentiamo alcuni dettagli che gentilmente ci sono stati esibiti dagli autori del progetto.
La lunghezza complessiva del canale è di metri cinquemila duecentoventuno.
La pendenza è di settanta centimetri per mille. Il dislivello dalla presa alla restituzione metri 24, 94.
Il salto utilizzabile in officina metri 20.
Colla portata di mille metri al minuto secondo, si svilupperanno 266 cavalli nominali e 212 cavalli effettivi.
La lunghezza della linea elettrica è di 5 chilometri e mezzo. L’officina conterrà quattro turbine di 57 cavalli ciascuna accoppiata con tante dinamo a corrente alternativa trifasica. La corrente sarà generata alla pressione di tre mila volte e così
sarà condotta in città dove sei stazioni di trasformatori abbasseranno il valore della pressione a 130 volte che sarà la pressione che si riscontrerà nelle lampade.
Per l’illuminazione pubblica e privata di Fermo occorreranno circa 100 cavalli sicchè alla notte rimarranno disponibili più di cento cavalli ed al giorno tutta l’intera energia di 212 cavalli. abbiamo domandato agli ingegneri Apolloni quali siano le loro vedute circa 1’utilizzazione della energia a loro disposizione e, se un certo riserbo non ci proibisse di manifestare le loro idee in proposito, potremmo dire che la nostra città avrà a risentirne un notevole vantaggio.
Da parte nostra siamo stati molto soddisfatti di avere appoggiato calorosamente il suddetto progetto, dove potevamo farlo, e così siamo grati al nostro Municipio d’essersi fatto iniziatore di sì importante ed utile impresa.
16 Ottobe 1909 – Infortunio
Il 13 corrente accadeva una disgrazia che per poco non ha costato la vita a Domenico Leoni.
Recatosi questi a fare un acquisto di uva, nel ritorno passando sul ponte del Tenna, i buoi che trascinavano il carico si spaventarono alla vista di una vettura che veniva in senso opposto. Cominciarono a retrocedere senza che i contadini i quali li conducevano potessero frenarli, finché il carro urtò la staggionata con tanta violenza che questa cedendo, il carico intero precipitava nei letto del fiume.
Il povero Leoni che si trovava sopra il carro senza aver avuto tempo di scenderne, veniva miseramente travolto. Gli astanti lo credettero perito; ma fortunatamente la disgrazia non aveva avuto la conseguenza funesta che si temeva. Il carico si era fracassato mentre i buoi erano rimasti liberi nella strada. Il povero Leoni venne premurosamente raccolto e trasportato in casa, dove una pronta visita medica ha constatato che per fortuna non hanno avuto luogo né rotture nè lussazioni ; quantunque egli sia costretto a rimanere in letto per forti indoliture in tutto il corpo.
17 Ottobre 1914 – Per le pitture antiche di S. Agostino
Ricorderanno i lettori della «Voce delle Marche». Quanto avemmo a scrivere a suo tempo a proposito delle pregevoli pitture antiche scoperte nella Chiesa di sant’Agostino, allo scopo di interessare le autorità, per la tutela delle medesime contro eventuali tutt’altro che impossibili sfregi e deterioramenti ulteriori.
Oggi un nuovo fatto ci porge l’occasione di tornare brevemente sull’argomento.
In un ripostiglio al lato sinistro della porta principale della Chiesa stessa dietro l’ingombro di legnami e di suppellettili fuori d’uso, dal giovane Religioso R Luigi Avenali, il fortunato scopritore de’ tanto belli affreschi, è stata rinvenuta lì un’altra pittura, rappresentante S, Nicola da Tolentino.
Il santo taumaturgo è in piedi, fregiato al petto del simbolico astro e stringente nella sinistra un libro aperto, visibile solo per metà in cui si leggono le parole: «percecepta patria mei servavi». E’ ben conservato il viso ; il rimanente è guasto in modo deplorevole.
E’ un lavoro del quattrocento, a dir vero non molto fine ; ma è una delle più antiche immagini del santo tolentinate — che ebbe con Fermo tanto stretta relazione — e perciò meritevole di essere conservata.
Ecco il fatto. Da esso prendiamo occasione per raccomandare di nuovo caldamente alle autorità cui spetta di provvedere, perché veggano e provveggano senza altro indugio, come il caso richiede. La nostra raccomandazione riguarda particolarmente le pitture dell’atrio nella porta di mezzogiorno e quella a destra di chi entra nella porta maggiore.
Le prime hanno assoluto bisogno di essere difese dagli atti vandalici che pur troppo si verificano, non essendo sufficiente a tutelarle la impalcatura di legno che vi fu costruita tempo fa e che voleva essere semplicemente provvisoria: senza dire, poi, che non danno bella vista quelle pareti scrostate e quel materiale che trovasi da qualche anno ammonticchiato là in un angolo. Si potrebbe con poca spesa, con una cancellata di ferro togliere lo sconcio inestetico e provvedere alla sicurezza de’ dipinti. Anche per l’altro affresco da piedi alla chiesa, che, sebbene meno esposto degli altri ai guasti, pure deve essere meglio custodito, si potrebbe adottare il sistema di una piccola cancellata di ferro.
Via, si faccia qualche cosa e presto! L’esige il decoro della città e l’interesse dell’arte.
17 Ottobre 1925 – Orribile disgrazia
Domenica scorsa, circa le sedici, la fulminea notizia di una sciagura automobilistica che aveva costato la vita a due persone si sparse per la città, destando la più dolorosa impressione. L’autocarro di proprietà del venticinquenne Giovanni Rìcci, abitante vicino alla Cartiera, diretto a Ponzano allo scopo di caricarvi uva, in una voltata del tratto di strada che dalla collinetta di S. Martino scende verso l’Ete, per evitare un carro che non teneva la mano sua è andato ad investire un cumulo di breccia che lo fece sviare sull’orlo cedevole della via, procurando una fatale ribaltatura. Rimasero schiacciati il conducente proprietario Giovanni Ricci e il colono Sabbatini Cesare di Ponzano, Per mezzo dell’autolettiga della P.A. ” Croce Bianca „ subito accorsa, i due disgraziati vennero raccolti e trasportati all’ Ospedale dove resa vana ogni sollecita cura prestata dal sanitario, si spensero a breve distanza l’uno dall’ altro.
Delle altre quattro persone che stavano sull’autocarro, due riportarono lievi ferite e due rimasero completamente illese.
La orribile fine del giovane Ricci destò raccapriccio in tutti e tutta la cittadinanza ebbe compianto per lui, conosciuto per professionista buono, laborioso ed onesto.
Ai funerali imponentissimi che si svolsero Mercoledì, parteciparono numerosi amici e conoscenti e una rappresentanza di Monte Urano dove il giovane Ricci era stato parecchio tempo come chauffeur presso i Fratelli Berdini. Molte corone di fiori inviate da Fermo e Monte Urano e un discorso presso le Fonti prima che la salma proseguisse verso l’ultima dimora.
Vive condoglianze alla desolata famiglia.
17 Ottobre 1925 – L’attività dei ladri
Qualche notte fa i soliti ignoti, mediante chiavi false, sono penetrati nel palazzo del testé defunto Marchese Ignazio Brancadoro, in Via della Sapienza e, indisturbati, hanno fatto un ricco bottino specie di gioielli la cui entità non è ancora controllabile.
Nel palazzo dormiva il figliuolo dell’agente rurale Luigi Massi il quale non ha avvertito nulla dell’ attività degli sgraditi ospiti e, accortosi soltanto al mattino dell’impresa ladresca, si affrettò a darne denunzia all’ autorità di P. S.
Il solerte Commissario cav. Coscia, coadiuvato da carabinieri specializzati, dopo un sopralluogo, iniziò subito le indagini che speriamo saranno presto coronate,da completo successo.
20 Ottobre 1907 – Le guardie di città
presero domenica scorsa possesso del loro ufficio, e subito hanno dimostrato una lodevole energia specialmente per ciò che riguarda la pubblica nettezza; laonde noi non possiamo che tributare ad esse pubblicamente il meritato encomio, con l’augurio che proseguano sempre ad esigere col massimo rigore che la legge sulla igiene sia osservata, che le pubbliche vie sieno sempre tenute con la necessaria decenza e pulizia, come ad una città civile si conviene. E’ un augurio che esprimiamo per il buon nome di Fermo e nell’interesse della salute pubblica.
Dall’ufficio delle guardie di città ci viene -comunicato quanto appresso.
Il giorno 15 corrente alle ore 10 fu rinvenuta una mantella in via Carlo Alberto e trovasi depositata nelT ufficio di P. U.
Il giorno 16 corrente fu rinvenuta una chiavetta al Corso Cavour.
21 Ottobre 1933 – Nel Rione S. Caterina
Sembra che lo spostamento tellurico della via XX settembre, oltre che commuovere l’orologio della Torretta fino a ridurlo al silenzio, abbia provocato uno scompiglio nella rete elettrica, destinata ad illuminare via Brunforte.
Infatti, per tutto l’ampio stradone, tre sole lampade sono rimaste a dar luce e con un barlume cosi fioco da far rimpiangere i vecchi lampioni.
21 Ottobre 1945 – Trionfi del grimaldello
Nella notte fra 11 12 ed il 13 i soliti specialisti, penetrati nella rimessa dei Sig. Uriele Vitali-Rosati hanno asportato tutte le gomme dell’ automobile, due finimenti ed una sella.
Dato il continuo ripetersi di tali…. prodezze, raccomandiamo ai rappresentanti della forza pubblica di tener bene chiuse, di notte, le porte delle caserme.
21 Ottobre 1945 – Torneo di calcio
Domenica 4 hanno avuto inizio le partite di calcio per il torneo indetto dalla polisportiva «Victoria »
nello stadio del Ricreatorio S. Carlo.
Il primo incontro si è disputato tra la Victoria e gli Aquilotti di Campoleggio con 6 a 6. Nota predominante è stata la combattiva vivacità dei giocatori accompagnata dal caloroso interesse del numeroso pubblico.
21 Ottobre 1906 – Il risanamento del Rione S. Lucia
E’ una vecchia questione che si risolleva e che viene ora trattata con la speciale competenza tecnica, che tutti gli riconoscono, dal magg. Ing. Giovannetti.
L’avv. Arturo Leti, presidente dell’associazione fermana della stampa, ci ha comunicato nella scorsa settimana (un po tardi, veramente!), le prime due lettere, nelle quali l’ing. Giovannetti svolge alcune considerazioni d’indole generale su quel che si dovrebbe fare.
E’ certo, egli dice, che non può ripromettersi un vero progresso per la nostra città senza che questo proceda di pari passo con un incremento edilizio, di cui perciò conviene tracciare un piano regolatore. Ora, i terreni più adatti per questo incremento sono quelli fuori porta S.Lucia e specialmente quello a sud-ovest della strada provinciale che conduce al Tenna perché ivi il suolo edificatorio è più stabile e più sano che altrove e le costruzioni che vi sorgessero avrebbero il vantaggio di essere sufficientemente riparate dai venti di levante e di tramontana che più ci molestano. Inoltre con l’adottamento di questo progetto si realizzerebbero due vantaggi: primo quello di non disturbare troppo le abitudini e gl’interessi delle famiglie, che dovrebbero sloggiare dal rione che si vuol risanare preparando loro case sane a breve distanza dalla residenza attuale ; in secondo luogo poi il nuovo rione risulterebbe adiacente all’altro di Campoleggio, il più prosperoso della città e che gode di comunicazioni relativamente comode col maggior centro abitato.
Da un primo esame sommario risalterebbe che in forza delle demolizioni del rione da risanare 100 famiglie dovrebbero lasciare i loro tuguri ; di queste una metà potrebbe trovare sul luogo medesimo un buon assetto in virtù dei restauri ed ampliamenti delle parti conservate; e, per le altre le abitazioni si potrebbero disporre con molta opportunità nei terreni sopra indicati.
Questo in linea generale ; in altre lettere l’ing. Giovannetti esporrà il piano regolatore, indicando anche alcuni tipi di case moderne per una o due famiglie, da costruir si o uno o due piani oltre il terreno Per poterne disporre secondo il vario numero dei componenti.
22 Ottobre 1921 – Disgrazia mortale
La sera del 6 corr. in Via Cecco Bianchi il camion guidato da Ubaldo Isidori, nell’atto di sterzare per inoltrarsi nella detta via abbastanza stretta,schiacciava contro il muro il proprietario Domenico Isidori. Il poveretto, trasportato immediatamente all’ ospedale, moriva poco dopo lasciando nel lutto ben sette figlioli. Ai funerali, che sono riusciti imponentissimi, ha partecipato l’intera cittadinanza la quale, con la sua presenza, ha volute tributare l’ultimo omaggio alla figura d un onesto lavoratore.
22 Ottobre 1950 – Con un 3 a 0 la Fermana arresta la marcia della capolista della serie C.
FERMANA; Bertani; Pettinari, Suppini, Dolic, Cossini, Santarello Grassi Verzelloni, Cuoghi, Sandukcic, Traini.
CARBOSARDA: Antoniani, Zoboli, Michelucci Buttarelli, Lasi, Servetto, Lazzari Perni, Ferrari. Miniati, Cattaneo.
Domenica 15 sul campo sportivo locale era di turno la Carbosarda, squadra capolista della Serie C. La speranza di assistere a una bellissima competizione tra le due squadre ha empito lo stadio con la folla delle grandi occasioni, venuta numerosa anche dai paesi vicini. Ma una vera competizione non si è potuta ammirare giacché di fronte a una Fermarla con idee ben chiare sin dal principio, sempre agile e pronta a non lasciar sfuggire occasioni favorevoli, sempre ben piazzata nei suoi elementi, con un giuoco organicamente perfetto per il buon collegamento fra difesa e attacco, il pubblico ha visto una Carbosarda diversa da quella che ognuno aveva immaginato, senza alcuna capacità di sfruttare occasioni propizie, senza mai far ammirare qualche bella azione, con un giuoco cosi falloso e addirittura massacrante da suscitare continuamente lo sdegno del pubblico, i richiami continui dello arbitro, un numero rilevante di punizioni e persino l’espulsione del Michelucci dal campo al 34* del secondo tempo, nonché un rigore che però la Fermana si rifiutava di tramutare in goal per spirito cavalleresco di risposta al giuoco massacrante degli ospiti e quasi di pietà per una squadra con già tre goal in passivo. Attenzione però Canarini con certi lussi! Lo sport è sport! Ma il pubblico ha applaudito al vostro gesto di generosità come più tardi al vostro risultato finale di 3 a 0, come a tutti i vostri campioni: Sandukcic, Dolic, Suppini, Santarello, Cuoghì, Traini, Bertani e tutti gli altri indistintintamente.
Della Carbosarda cattiva impressione. Ad essa tuttavia un duplice invito: meritarsi vittorie con un giuoco sportivamente a posto e non massacrante; ricordarsi — e perché no? — che atti di cavalleria sono oggi veramente rari nelle competizioni sportive.
(G.C.)
24 Ottobre 1897 – Conseguenze delle grandi pioggie
In questi giorni si sono ripetute pioggie straordinarie nei nostri d’intorni cagionando grandi guasti che aggiunti a quelli delle acque precedenti sono stati un vero flagello per i fabbricati e specie per le campagne dilagate e spazzate in guisa da ripromettere meschina raccolta per l’anno venturo.
Le notti del 21 e 22 sono state a dirittura tempestose; tanto era l’impeto del vento, il fragore dei tuoni e gli sversi di acqua incessanti!.
La linea ferrata che costeggia l’Adriatico non permette il passaggio dei treni perché rotti i ponti nei fiumi Àsola e Musone; l’Omnibus del mattino del 22 che viene da Foggia dovè arrestarsi nei pressi di Torre di Palme perché la via era ingombra di acqua e fango.
Al Porto S. Giorgio il Rio che tramezza il paese, per l’abbondanza delle acque, ha rigurgitato ben tre volte allagando ovunque e producendo guasti nelle case, fortunatamente senza vittime e tutto ciò avveniva sotto scariche continue di elettricità che aumentarono lo spavento e lo sgomento. Le navi da pesca che erano ancorate alla spiaggia battendo fra loro si fracassavano in gran numero. Il Porto S. Elpidio rimase anch’esso quasi interamente allagato specie nei pressi della Ferrovia a cauta di straripamenti avvenuti nei fossi vicini. Varie case crollarono e molte si ridussero inabitabili e si sarebbero deplorate molto vittime se parecchi cittadini con a capo il Brigadiere di Finanza Poce non avessero prestato l’opera loro coraggiosa per il salvataggio. Ma se la morte non ebbe a contare sue vittime, l’ebbero però la miseria e la fame poiché molte famiglie povere si trovano ridotte sul lastrico.
Sono accorsi il Sottoprefetto Cav. Mazzarolli, il Delegato Capo Angeli, il Sindaco e l’ Ingegnere di S. Elpidio, l’ Ingegnere Provinciale ed i RR. Carabinieri e subito hanno provvisto al ricovero di chi era senza tetto facendo anche somministrazioni più urgenti.
Dio non voglia che il cielo tuttora minaccioso si scarichi in nuove pioggie che sarebbero davvero il colmo della rovina per ogni industria e per ogni ceto di cittadini e specie per i poveri che sono i più esposti a sentire l’effetto delle pubbliche calamità.
24 Ottobre 1948 – L’Edificio Scolastico dì via della Sapienza
I lavori di demolizione del vecchio edificio scolastico di via della Sapienza sono ormai al termine e da questo sorge ora il problema della ricostruzione.
Ci è stato detto che il nuovo fabbricato sorgerà nello stesso posto del vecchio e a tal proposito ci sono pervenute una serie di lamentele che noi vorremmo sintetizzare.
Si dice :
a) La scuola moderna, anche nei suoi impianti, ha bisogno di seguire nuove direttive pedagogiche prima tra le quali c’ è quella che il fanciullo ha bisogno non soltanto di ambienti scolastici ariosi, puliti e salubri, ma anche e sopratutto, di un adeguato ambiente di svago che non sia il solito cortile più o meno angusto, circondato da mura che rendono più evidente lo stato di segregazione. Giardini ci vogliono, e praticelli con piante ombrose che permettano eventuali lezioni all’aperto.
b) Ricostruire un edificio nella stessa posizione del vecchio va contro le regole del piano regolatore. Si tratta infatti di una zona in cui I’ agglomerato urbano è evidentemente scarso di luce e di aria. Non si potrebbe adibire l’area resasi disponibile per altri scopi che senza ripetere l’inconveniente di un’ altra costruzione, possano recare un beneficio reale alla cittadinanza ? La mancanza di un mercato coperto in città non potrebbe essere ovviata magari con una soluzione parziale e provvisoria da realizzarsi nella zona?
c) La zona della Mentuccia non potrebbe essere utilizzata per costruire un nuovo edificio che unisca alle ampie possibilità spaziali anche una notevole qualità di centralità e di
comodità di accesso ?
Queste sono le principali obbiezioni che abbiamo sentito in merito alla ricostruzione del nuovo edificio scolastico. E le abbiamo riportate non tanto per amore di critica ad un progetto che avrà anch’esso i suoi criteri informatori, ma perché ci è sembrato che in alcune di esse ci sia qualche cosa di buono.
27 Ottobre 1907 – Retata di girovaghi
Una banda di ben trentasei girovaghi, che andava infestando le nostre campagne è stata interamente catturata dai nostri carabinieri, guardie e soldati dei presidio.
Grande commozione in città specie nel popolino !
27 Ottobre 1946 – Viabilità
Con ritmo accelerato si sta lavorando per la pavimentazione del Corso, e di questo tutti ne sono lieti ; quello però che ognuno depreca e di cui non si conosce la ragione, è il perché non si venga man mano togliendo tutto l’accumularsi di detriti e terrume che ingombra il tratto già ultimato e le vie adiacenti. E’ vero che la Ditta assuntrice dei lavori ha a disposizione la via sino a tutto novembre, ma questo non la dispensa dell’ avere un po di riguardo per i cittadini che sono obbligati a passarvi. Perché non utilizzare per lo sgombero i medesimi trasporti che portano il materiale e ritornano via vuoti ? Tanto è un lavoro che dovrà fare !
27 Ottobre 1946 – Scuola moderna
Nel rione di Campoleggio e precisamente nei pressi dal Bar e si è costituita una scuola all’aperto per l’addestramento alla delinquenza e della quale fa parte tutta la feccia della città.
I frutti sono tangibili e tutta una fioritura di vieta intolleranza e di pornografia, nella quale qualche genio incompreso vuol trovare la propria celebrità, imbratta quotidianamente ed indisturbata le mura delle adiacenze obbligando il pubblico onesto che passa a tapparsi il naso per il fetore che emana da tanto putridume.
Pensare che è a questa scuola che si vorrebbe educare tutta la gioventù !
27 Ottobre 1901 – Retata di girovaghi
Una banda di ben trentasei girovaghi, che andava infestando le nostre campagne è stata interamente catturata dai nostri carabinieri, guardie e soldati dei presidio. Grande commozione in città specie nel popolino !
28 Ottobre 1906 – Reclami dal pubblico
Un assiduo ci scrive.
Avendo veduto, l’altro giorno, una delle casse mortuarie che per la gente miserabile si fanno a spese del municipio, mi ritornò alla memoria l’episodio del povero pellegrino, che si fece radere la barba per carità. Perché il Municipio non provvede a che queste casse mortuarie siano eseguite più convenientemente, con tavole intiere e senza tante giunture? Ma che? La gente povera è condannata dunque ad essere disprezzata in vita e anche dopo la morte?
28 Ottobre 1894 – Acquedotto
I lavori della condottura sono al Girfalco e già i tubi sarebbero al loro posto se molti di essi non avessero ceduto alla prova della resistenza. Però immediatamente si è provvisto alla mancanza con un’ordinazione che si è fatta alla fonderia Terni, e infatti i nuovi tubi venerdì sera sul tardi giungevano in città. E desiderio comune che la condottura si porti a tal punto da poter usufruire subito dell’acqua, poiché con questa ostinata siccità le cisterne sono quasi tutte vuote.
30 ottobre 1892 – Lagnanze
Un nostro amico a nome di un forestiere ci prega di pubblicare quanto segue; il che noi facciamo, perché parecchie volte abbiamo sentito la stessa storia anche dai nostri concittadini.
« Sono stato in molte città della Romagna, della Toscana e quasi in tutte quelle della Marca, e in nessuna mi son potuto lagnare delle cosi dette guardie daziarie. L’eccezione va fatta per Fermo, dove per quanto gentili e cortesi ho trovato i cittadini, altrettanto sgarbati gl’impiegati al Dazio-Consumo. Questi dopo avermi chiesto del contenuto nei bagagli, dopo assicurati che nulla eravi soggetto al Dazio, dopo avermi fatto aspettare lunghissimo tempo, son venuti a rovistare, le due mie microscopiche valigie, mandando ogni cosa sossopra, Ma allora a che domandare se non si crede a quanto si accusa? Se non vogliono prestar fede ai viaggiatori sé il loro zelo singolare (perché si vede solo a Fermo) li spinge ad esaminare il più piccolo bagaglio, lo facciano con un po’ di urbanità, subito e senza romper le scatole ad alcuno. »
31 Ottobre 1925 – Disgrazia mortale
Il colono Properzi Agostino di anni 58 transitando di notte, sprovvisto di fanale imbattutosi violentemente in altro veicolo anch’ esso sprovvisto di fanale veniva sbalzato lontano a causa della scossa e andava a fracassarsi il cranio contro un grosso sasso. Il disgraziato, raccolto esanime da alcuni coloni, dopo poco tempo cessava di vivere. Le autorità ha escluso ogni colpabilìtà da parte di chicchessia.
NOVEMBRE
4 Novembre 1900 – Morto idrofobo
Giovedì scorso mentre la cittadinanza si riversava al Cimitero, un caso pietoso accadde in vicinanza di esso.
Un giovane contadino di Campofìlone il quale da più di un mese era stato morso da un cane idrofobo, veniva condotto in questo Ospedale, essendosi in lui manifestati alcuni segni dalla terribile malattia, ma nelle vicinanze del camposanto
improvvisamente cessò di vivere.
Il cadavere fu condotto all’ospedale dove venne eseguita l’autopsia,
4 Novembre 1906 – Reclami del pubblico
Spesso i cavalli attaccati alle carrozze nei cortili dei Signori uscendo con violenza sulla pubblica strada, possono recar danno alle persone che passano, se queste non avvertano il pericolo, massime poi ai molti ragazzi,
per natura sventati.
Venerdì poco mancò che non venisse schiacciata una bambina, se altri prontamente non l’avesse sottratta all’impeto d’una carrozza uscente da un palazzo di Corso Cavour. Non potrebbero quei signori evitare qualsiasi infortunio e responsabilità, con far dare un’occhiata a qualcuno de’ loro domestici se la strada sia libera, mentre escono coi loro troppo focosi destrieri ?
Un assiduo
4 Novembre 1906 – Il Terribile disastro di martedì
La intera cittadinanza è ancora sotto l’impressione del terribile disastro avvenuto martedì u.s. nello stabilimento pirotecnico del concittadino Tombolini situato nei pressi del Convento dei Cappuccini
Alcuni operai (essendo parecchi altri col Tombolini a Milano), erano intenti a confezionare le ultime bombe che dovevano spedirsi per la Francia, allorquando circa le ore 8.30 si udì improvvisamente una formidabile esplosione che faceva indovinare a tutta la città l’accaduto.
Il tempo alquanto nebbioso non faceva vedere che vortici immensi di fumo nella direzione dello stabilimento, ma purtroppo parecchi dei casotti erano saltati in aria e quattro di quei poveri giovani operai si divincolavano tra le ardenti macerie.
Non ostante il mal tempo i cittadini si precipitarono verso il luogo del disastro e man mano la moltitudine si ingrossò in guisa che a mala pena veniva trattenuta dai vigili. colla maggiore sollecitudine accorsero le autorità e più tardi l’intero presidio militare di guarnigione, ma primi fra tutti i padri cappuccini, fra i quali primissimo il rev.do p. Donato da Loro piceno che casualmente passava.
Questi, seguiti dai più solleciti e coraggiosi, si slanciarono con evidente pericolo della vita in mezzo al fuoco e poco dopo trasportavan fuori dalle macerie il giovane Lardani Quintiliano soldato in licenza, che dopo pochi istanti moriva carbonizzato, e altri tre operai, anch’essi trasfigurati, quasi irriconoscibili, feriti gravissimamente. Due di questi Zamponi Ilario e Laureti Giovanni morivano a breve intervallo il giorno appresso all’ospedale non ostanti le cure sapienti ed affettuose di tutto il personale sanitario; l’altro Paolini Savino dà fondata speranza di guarigione.
Sembra provato a testimonianza del ferito superstite che la causa dello scoppio potrebbe attribuirsi unicamente all’attrito prodottosi nell’atto in cui lo stesso Paolini metteva in apposita cassa delle bombe già ultimate. egli poté salvarsi dalla morte perché, risparmiato dallo scoppio avvenuto dall’altezza di qualche metro, si poté rotolare istintivamente verso la china del colle fuori dallo stabilimento; gli altri tre invece soccombettero, perché colpiti direttamente dal fuoco.
Inutile dire della costernazione delle sventurate famiglie delle vittime e di tutta la cittadinanza; le parole mancano per esprimere l’impressione desolante per un disastro così terribile ed inatteso.
Nel pomeriggio del 1 novembre allo 14.30 precise ebbe luogo poi l’imponente corteo di accompagnamento dei cadaveri dalla cappella dell’ospedale ai cemetero.
Un comitato di cittadini senza distinzione di partito si aveva preso la cura di organizzare il funere e col generoso concorso del municipio di provvedere al necessario; ma tutta la città era compresa dall’altissimo dovere di rendere alle povere vittime del lavoro l’ultimo tributo dei comune compianto e quel giorno non ostante un vento impetuosissimo, che poi si sedò il corteo funebre veniva composto effettivamente dai quattro quinti della città.
Bandiere, corone, banda cittadina, autorità civili e militari, soldati, sacerdoti, popolo: tutto significava, unione di animi e di lagrime nella orribile sciagura. Al Cemetero disse belle parole di occasione l’avv. Diego del Bello, E quindi il Can. Don Giovanni Cicconi, che nobilmente e felicemente commentando il detto che la sventura: affratella, porse alle vittime del lavoro il saluto cristiano, come a quelle che la croce accompagnava
alla comune dimora.
Anche da queste colonne giunga il nostro cordiale compianto alle disgraziate famiglie, come il nostro encomio ai Reverendi PP. Cappuccini alle Autorità E a tutti coloro che si sono prestati alla difficile opera di salvataggio, augurandoci del voto che siano rese meno facili, per quanto è umanamente possibile simili sventure.
Leopoldo Tombolini con animo commosso, ringrazia tutti i generosi che nell’immane sciagura sul suo laboratorio, troncando tre giovani e care esistenze, sono sollecitamente accorsi ed anche con pericolo della propria vita si sotto slanciati coraggiosamente all’opera di salvataggio.
Le famiglie Lardani, Zamponi e Laureti sentono il dovere di esprimere a mezzo della pubblica stampa i più vivi ringraziamenti alle Autorità, ai Sodalizi cittadini, al Corpo bandistico, alle RR Guardie di Finanza, ai Militari del presidio, ed a tutti quanti vollero prendere parte all’accompagnamento dei loro cari defunti al Cimitero; nonché agli esercenti i quali olla chiusura dei loro negozi nell’ora delle funebri onoranze, accrebbero la solennità della spontanea e generale manifestazione di cordoglio.
4 Novembre 1906 – Una buona idea
ci è sembrata di chiedere al comm. i Besenzanica di impiegare i 2000 metri cubi circa di terra, che saranno scavati di sotto la villa del conte Gugliemo Vinci, quando si costruirà la galleria del tronchetto, per allargare un tratto delia cosi detta strada Nuova, e precisamente poco sopra il laboratorio del signor Mazzocconi, dove la strada fa una curva assai accentuata e si restringe un poco.
Buona idea è dunque a nostro giudizio toglierlo quel difetto, raddrizzandola ed allargandola, per evitare, a ferrovia attuata, qualche possibile inconveniente, senza dire quanto guadagnerà dal lato estetico la bella passeggiata meridionale della nostra città. Sarebbe anche un desiderio comune di potere avere l’esercizio della ferrovia da Porto S. Giorgio a Fermo prima che fosse terminata tutta la linea.
Intendiamo che per conseguire questo ideale bisognerebbe dare una larga interpretazione al contratto di concessione, ma dinanzi al desiderio della cittadinanza anche il Governo non dovrebbe essere troppo rigoroso. Intanto da parte nostra si cerchi ogni modo per facilitare al Sig. Concessionario il suo compito, ed il nostro Municipio ricordi che la strada d’accesso alla stazione rimane ancora un pio desiderio di quanti s’interessano al la nostra ferrovia. Sarebbe ormai tempo di fare qualche cosa in proposito.
4 Novembre 1931 – Segnalazioni stradali Urbane
Con delibera podestarile si è provveduto alla disciplina stradale lungo il corso Vittorio Emanuele e Corso Cavour e vie conseguenti.
Il prescritto segno indicatore a colori per il giorno e luminoso per là notte, è stato posto lungo il corso Cavour all’imbocco del largo Fogliani.
4 Novembre 1933 – Furto di lampadine nel cimitero
Ci viene segnalato l’increscioso fatto, che si sta verificando nel Cimitero, del furto delle lampadine elettriche che ardono dinanzi alle tombe.
Dato che esse non possono essere usate per illuminare altri ambienti, perché di voltaggio diverso, non si capisce proprio la ragione di questo atto il quale, commesso in un luogo sacro, assume una brutta forma che non onora certo gli autori del furto stesso, i quali, non rispettando la memoria dei morti, danno a vedere non solo mancanza di rispetto ma anche cattiveria di animo. Ci appelliamo alle buone persone che frequentano il camposanto, perché vigilino e denuncino questi fatti indecorosi ogni volta, che potessero essere colpiti in fragrante.
4 Novembre 1933 – L’orologio della Torretta
E chiuso ancora nel suo mutismo. Gli abitanti del Rione S.Caterina ringraziano cordialmente perché si è provvisto alla riparazione dell’orologio stesso, grati per le premure con le quali, dopo reiterate preghiere rivolte per mezzo del nostro periodico si attende a misurare il tempo delle loro faccende.
5 Novembre 1932 – Sistemazione del Viale Re Umberto
La Consulta municipale ha deliberato le spese della sistemazione del piazzale che forma lo sfondo del Viale Re Umberto con la bella prospettiva di S. Savino, e tanto il progetto, compilato dall’ingegnere comunale dott. Manlio Silenzi, che la spesa sono stati approvati dalla Giunta provinciale amministrativa.
In quell’ameno luogo, che è degno accesso di Girfalco, si costruirà una terrazza panoramica, abbellita di aiuole, di giuochi d’acqua, sarà riedificato il muro di sostegno, franato nel 1929 che delimitava l’attuale giardinetto, e sarà rifinito con una artistica balaustra, la quale darà modo di ammirare lo splendido panorama dei sibillini!
5 Novembre 1910 – Voci del Pubblico
Gent.mo sig. Direttore,
l’argomento che fu toccato in una lettera diretta a lei da alcuni padri di famiglia, alcuni numeri fa, meriterebbe una seria considerazione e discussione da parte di tutti. E’ proprio vero che nella Scuola industriale si è inaugurato, a me sembra, un regime di terrore per gli esami. E noi padri di famiglia dovremmo tacere?
Si fa presto a rimandare gli alunni,ma questi poveri figliuoli potranno avere il tempo di studiare se arrivano alla sera stanchissimi e dopo aver lavorato, forse non sempre a loro istruzione?
E’ necessario che noi padri di famiglia ci moviamo una buona volta, perché i figli sono i nostri e non di un uomo solo,che potrebbe essere ottimo soggetto ma potrebbe essere uno che agisce a suo arbitrio salvando le apparenze della legalità.
Noi, individualmente dobbiamo tacere, e si capisce il perché ma uniti saremmo un potenza formidabile.
6 Novembre 1892 – Scandalo sacrilego
Domenica sera, 30 u.s., mentre il popolo era piamente raccolto nella Chiesa parrocchiale di Santa Caterina per la consueta funzione del Rosario, poco prima che s’impartisse la benedizione col Venerabile, 4 o 5 giovinastri avvinazzati entrarono in Chiesa con strepito e prolungarono sguaiatamente il canto liturgico del tantum ergo turbando così il quieto esercizio della sacra cerimonia. Non può descriversi l’indignazione del popolo che protestò solennemente contro il sacrilego oltraggio. Il Parroco volse parole di rammarico al popolo commosso invitandolo ad un atto di riparazione col quale, rimessa la calma, si compi la pia funzione.
I cittadini attendono l’intervento della pubblica autorità a norma dell’articolo 140 del Codice penale.
6 Novembre 1909 – Le pioggie torrenziali
dì questi giorni hanno prodotto danni non lievi alle nostre campagne. Nei fossi si erano formati de’ veri torrenti e i fiumi Tenna ed Ete sono stati in piena come i nostri vecchi non ricordano,
Durante la linea della nostra ferrovia vari allagamenti hanno impedito in qualche punto il regolare esercizio: ora tutto è ritornato come prima. Nella Strada Nuova un avvallamento in prossimità della galleria aveva impressionato la cittadinanza molto più perché la Direzione per ordine dell’Ufficio tecnico Comunale aveva fatto sospendere le corse del Tronchetto fino in piazza. Fatti gli opportuni assaggi il terreno è risultato solido, tanto che ieri si è stabilito di ripristinare il servizio consueto.
7 Novembre 1931 – Asfaltatura della strada Fermo – Porto San Giorgio
Nel bel discorso che S. E il Prefetto comm. Giacone ebbe a tenere il 28 u.s. in occasione dell’inaugurazione del nuovo Ospedale civico, si annunciò che ormai era un fatto compiuto la decisione per l’asfaltatura della strada Fermo-Porto San Giorgio. Infatti il 27 u.s. presso l’Amm.ne provinciale in Ascoli si era svolta la gara d’asta I per l’assunzione del lavoro di sistemazione e bitumatura della importantissima arteria.
Parteciparono alla gara 11 primarie Ditte; rimase aggiudicataria la Ditta ing. Lino Fagioli & C. che I ha fatto il ribasso del 20 per cento riducendo così l’importo dell’opera a L. 550.000. L’ing. Lino Fagioli è un nostro concittadino che per capacità dà la migliore garanzia. Compiute le formalità di registrazione, la sistemazione e bitumatura della strada sarà iniziata e condotta a termine rapidamente. Così nella estate del nuovo anno il transito della frequentatissima via si svolgerà nelle migliori condizioni e del terribile polverone rimarrà soltanto il ricordo.
7 Novembre 1931 – Nel Cimitero
Un assiduo, in merito alle nostre parole spese nel numero ultimo a favore dell’abbellimento artistico del Cimitero, ci ha scritto ieri richiamando la nostra attenzione sullo spettacolo poco edificante, offerto anche quest’anno ai visitatori della città dei morti, di cumoli di seccumi sparsi qua e la o addossati a spigoli, di carta straccia seminata dovunque, di vecchie ghirlande di metallo cadute in terra, e concludendo che sarebbero bastate con poca spesa e molta resa due donnette munite di capaci sacchi, per togliere quello sconcio, deplorato anche da molti altri che hanno a cuore il decoro cittadino.
Noi giriamo il lamento; ma non possiamo esimerci dall’affermare che molto dipende dal poco rispetto, dalla poca o nessuna abitudine al sentimento di educazione civile, che i cittadini hanno, non solo per il fatto specifico del cimitero ma per tutto quello che è ornamento pubblico, Bisognerebbe quindi che, oltre a un provvedimento che dovrebbe prendere i competenti uffici predisposti alla tutela delle cose pubbliche si verificasse una maggiore persuasione personale sul decoro pubblico.
Con queste due disposizioni si potrebbe ovviare e allo sconcio, lamentato dall’assiduo, e ad altri inconvenienti che si verificano purtroppo in tanti altri posti di convegno.
8 Novembre 1896 – Comunicato dell’Ufficio Postale
Pregasi codesta Spettabile Direzione a voler inserire nel suo accreditato giornale che nei locali adibiti a questo Uffizio di posta e telegrafo fu trovato un cartoccio contenente alcuni oggetti antichi.
I medesimi saranno restituiti a colui il quale dimostrerà che gli appartengano.
II titolare Cavallotti
9 Novembre 1918 – Bel gesto di un bambino
La mamma aveva mandato per un’incombenza a tarda sera in piazza il figlioletto Gigino Cicconi di Pacifico. Per via il bambino trova un portafoglio, ben nutrito di carte valori ed invece di ritornare a casa corre all’ufficio delle Guardie di città. Dai documenti contenuti nel portafoglio si viene a conoscere che apparteneva al Ten. Ettore Franceschelli. Gigino Cicconi ritorna a casa racconta tutto lieto l’accaduto in famiglia, facendo ripetutamente il nome del Franceschelli. Questi, conoscente della famiglia Cicconi trovandosi li vicino e sentendo il suo nome ne richiede il motivo, che viene subito spiegato a lui appreso con grande gioia Onore a Gigino Cicconi.
Schiamazzi Notturni
Alcune notti fa una ebbra comitiva di nottambuli rompi-sonno, disturbò la quiete pubblica cantando in alcuni rioni della nostra città delle canzoni che per giunta erano laide e triviali.
Il pubblico si lamenta di ciò e non ha torto poiché non è la prima volta che si verifichino simili inconvenienti causati da messeri che approfittano della ridotta vigilanza notturna da parte della PS che avrà da ottemperare ad altre più imprescindibili mansioni, per dare sfogo alle insane eccitazioni del vino.
Meno sbornie e più serietà, più educazione, più morale specie in questi momenti di sublime redenzione nazionale.
10 Novembre 1923 – Riparto Fermo 1° ” Victoria „ degli Esploratori Cattolici Italiani
Il Commissariato di questa Istituzione sì altamente educativa ci prega far noto che ogni venerdì alle 18,30 nella sede sociale hanno luogo le istruzioni ed esercitazioni interne. Venerdì passato cominciarono le lezioni di pronto soccorso (programma esploratori seconda classe) impartite dal Sig. Dott. Ione Illuminati che presta gentilmente la sua attività.
Si fa noto altresì che per desiderio di alcune mamme è aperta l’iscrizione per squadriglie di lupetti (8-12 anni) La promessa dei nuovi scauts e lupetti, la vestizione, il passaggio ad esploratore di seconda classe
avranno luogo in decembre il giorno delia festa di Maria SS Immacolata.
11 Novembre 1894 – Fortificazioni al fosso delle Moglie
Ieri dinanzi al Sindaco ha avuto luogo l’asta dei lavori di fortificazione sul fosso delle Moglie, divisi in due lotti. Vi presero parte numerosi costruttori e viva fu la gara. Risultato avuto: gli appalti rimasero al Capomastro Fattenotte col ribasso di circa il 20% sui prezzi di perizia.
13 Novembre 1915 – Giovani Esploratori
Dopo la solenne e riuscitissima cerimonia del giuramento; tutte le Domeniche vediamo questi bravi giovinetti Esploratori, guidati dai loro valenti ufficiali marciare per la nostre via serii e corretti, spargersi per la campagna. Le loro esercitazioni sono eminentemente educative per lo spirito e per il corpo e noi siamo lietissimi che anche a Fermo si consolidi e attragga sempre più le simpatie del pubblico un’ istituzione che merita l’appoggio di tutti indistintamente.
Qui si è riusciti davvero a ottenere un’unanimità rara fra noi ancora lontani dallo spirito di libertà all’inglese. Quanto prima pubblicheremo le adesioni delle autorità, non avendole potute pubblicar prima, per la nostra parentesi di sopore. E’ male però che il popolo conosca gli Esporatori solo nella divisa; è necessario per una cordiale cooperazione, entrare nello spirito dell’educazione scout e lo faremo dando la parola a qualche nostro amico che ha studiato l’argomento e che se ne occupa con amore.
13 Novembre 1915 – Attenti alle biciclette!
Dovrà ben ringraziare gli attivi funzionari ed agenti della PS il Sig. Fortuna Giulio di Nazzareno di anni 18,
mugnaio abitante fuori Porta s. Giuliano che ha ritrovato la sua buona bicicletta.
13 Novembre 1915 – Arresto per oltraggio alle Guardie di Città
La notte dell’11 u. s. veniva arrestato presso l’Istituto Industriale un maniscalco di 19 anni da S. Elpidio a Mare dimorante a Fermo; l’arresto è stato operato per oltraggio alle guardie e per sospetto di sparo d’arma nell’abitato.
13 Novembre 1915 – Domestica arrestata per furto
La sera dell’8 corr. mese la benemerita arma dei RRCC arrestava a Porto San Giorgio, in seguito a mandato di cattura una contadina di anni 19 nata a Fermo, rimpatriata da Trieste or sono alcunii mesi. La domestica è imputata di furto consumato a danno del Signor Sarghini Domenico di Fermo, per la somma di L. 800 circa.
L’arrestata era domestica del Sig. Sarghini, si sa intanto che parte della refurtiva è stata ricuperata.
14 Novembre 1914 – Piccolo incendio
Nella casa di proprietà della Confraternita del Pianto annessa alla chiesa, abitata dalla famiglia del R. D. Giuseppe Toscani la notte del 7 a causa di una candela non bene spenta nella camera da studio si sviluppava un incendio, che per fortuna non ebbe disastrose conseguenze.
Chiamate accorsero sul luogo prontamente le Guardie di città ed altri cittadini che si diedero all’opera di estinzione con slancio meraviglioso, distinguendosi tra gli altri la guardia Pietro Ivaldi.
Il fuoco fu domato in breve, non senza però un notevole danno dell’inquilino che vi perdette un capitale di circa 300 lire.
19 Novembre 1893 – Disgrazie
Mercoledì ultimo scorso rovinava nella Scuola Industriale piccola parte della volta di quelle cantine mentre si stava togliendo, troppo sollecitamente e con poca prudenza dell’appaltatore dei lavori, l’armatura in legno che la sorreggeva. Un operaio riportò qualche contusione, ma ricoverato tosto alla infermeria della Scuola si constatò trattarsi di contusioni leggerissime tanto che ora può dirsi ristabilito.
Venerdì poi improvvisamente cadde parte del tetto della casa di questa Congregazione di Carità abitata dal Sig. Enrico Paladini. Fortunatamente non si hanno a lamentare disgrazie di persone. Il Sindaco fu uno dei primi accorsi sul luogo. Le opere atte ad allontanare ogni ulteriore imminente disastro furono prontamente eseguite dall’ ufficio tecnico comunale.
19 Novembre 1932 – Le disgrazie della strada
La settimana scorsa si ebbero a deplorare tre incidenti che, fortunatamente, non hanno avuto conseguenze funeste.
L’autista Monterubbianesi Antonio di Luigi, di anni 70, da Fermo, aveva lasciato il suo camion in mezzo alla via S. Filippo, ostruendo completamente il passaggio. Sopravvenne il carrettiere Bottoni Giovanni, che doveva transitare con il suo carretto, carico di legna; egli stava attendendo da più di un’ora l’arrivo dell’autista che gli avesse lasciato la via libera, quando il giovane Chionni Carlo, sentite le sue rimostranze, mosso a compassione, si accinse a manovrare il camion ma, poco esperto, durante la manovra, urtò il conducente e il cavallo e fracassò il carretto.
II malcapitato venne portato all’Ospedale con una gamba fracassata.
Il motociclista Fortuna Saverio fu Nazareno, di anni 25, da Fermo, percorrendo il Corso sulla sua moto-leggera con una velocità da pista, nell’imboccare la forte curva della via Lattanzio Firmiano, si vide ad un tratto slittare la macchina che si abbatté sopra di lui, spezzandogli la gamba sinistra.
Dopo avere avuto i primi soccorsi dal dott. Illuminati, un’auto venne premurosamente messa a disposizione dall’autista Ricci Pietro, e trasportato al civico Ospedale.
Il giovinetto Carlo Francia di Giulio, di anni 11, da Fermo, mentre si divertiva a scorrazzare con la sua carriola lungo la discesa, sotto San Francesco, che imbocca la via dell’ Orzolo, venne investito di fianco dal motociclista Pazzi Giuseppe di Monterubbiano
La velocità del motociclista non era eccessiva, quindi le conseguenze non furono gravi.
II giovinetto Francia fu ricoverato all’Ospedale per ferite lacero-contuse.
20 Novembre 1915 – Terremoto
Alle ore 2,28 del 15 corr. fu sentita una violenta scossa sussultoria con profondo boato che impressionò i cittadini.
All’aperto e per le vie si fecero clamorosi ì notturni commenti.
20 Novembre 1915 – Nevicata
La tempesta di martedì sera ci regalò pel mercoledì mattina, 17 corr., i primi abbondanti fiòcchi di neve che ricopersero largamente la campagna, fortunatamente per brevi ore. Il freddo era intensissimo.
20 Novembre 1926 – Per il Tronchetto
Si era diffusa in città la notizia, riportata anche da alcuni quotidiani che col 15 corr. si sarebbe riattivato il Tronchetto. Si dice che ciò non si sia potuto verificare per mancanza di carbone. La cittadinanza è sempre sull’attesa. Vogliamo sperare che almeno per la prossima primavera il Tronchetto possa funzionare.
20 Novembre 1926 – Disgrazia automobilistica
Il 18 corr. il geometra Guido Scartozzi recandosi con la sua automobile a Porto S. Giorgio nei pressi del Cemetero per evitare l’investimento di una vecchia accompagnata da una bambina che in quel momento attraversavano la strada, cercò arrestare immediatamente la macchina. La manovra produsse la rottura di una gomma della ruota e il capovolgimento delia macchina. Lo Scartozzi riportò la frattura di una costola.
Auguri di sollecita guarigione.
21 Novembre 1948 – In Piazza del Popolo
Gli erbivendoli hanno ragioni da vendere
Il Comune però non ha tutti i torti.
Una ordinanza delle Autorità Comunali ha disposto in questi giorni per un razionale sfruttamento della Piazza del Popolo ed in particolare è stato ordinato che :
1)- il mercato della verdura limitatamente al periodo invernale Ottobre Marzo si svolga nelle vie Aurelio Saffi e Pompeo Strabone.
2) – Il parcheggio delle vetture
in piazza è limitato alle solo auto
pubbliche per le quali è stato riservato uno spazio adiacente alla Chiesa di S. Rocco. Le altre vetture possono soltanto transitare in Piazza ed è loro riservato un posto di sosta
lungo il Viale Mazzini (Stradone del Duomo)
3) Le autocorriere in arrivo ed in partenza per Fermo non possono sostare in Piazza. Le partenze di tali autocorriere debbono avvenire dalla Strada Nuova; l’arrivo può avvenire in Piazza limitando la sosta al minimo necessario per la discesa dei viaggiatori.
21 Novembre 1948 – Capodarco
Inaugurazione del nuovo Edificio Scolastico
Domenica 14 novembre, è stato inaugurato dall’On. Sen. Ciccolungo il nuovo edificio scolastico. Dopo la benedizione dei locali compiuta dal Parroco, il Rappresentante Comunale della frazione rivolgeva all’On. Sindaco il saluto e il ringraziamento di tutta la popolazione. L’On. Ciccolungo rispondeva facendo notare la realizzazione di una sua promessa, affidava la conservazione del nuovo edificio all’educazione di tutti i cittadini. Inoltre prospettava i problemi che intende risolvere nella nostra frazione : Asilo infantile, strada Calessi e S. Pietro Orgiano, illuminazione per gli altri gruppi, acquedotto. Prendiamo atto delle parole dette e attendiamo, con fiducia, la loto realizzazione.
Su un punto ci piace insistere; per l’attuazione della strada Calessi si deve passar sopra a tutti gli egoismi, guardando solo al vero interesse del popolo.
La numerosa partecipazione di popolo a questa manifestazione sta a dimostrare che la frazione attende sicura l’attuazione dei suoi problemi. L’On. Ciccolungo non deluderà questa aspettativa.
25 Novembre 1906 – Nettezza urbana
Non sarebbe bene vietare che persino sulle pubbliche vie si facciano dei cumuli di immondizie dai privati, in attesa che le raccolgano gli spazzini? Torniamo ai sistemi del Napoletano?
25 Novembre 1910 – Voci del pubblico
Sig. Direttore della Voce delle Marche Fermo
Nella prima classe maschile centrale gli alunni iscritti (bambini dai 6 ai 7 anni!!) raggiungono a tutt’oggi, la rispettabilissima cifra di 73 (dico settantatre) e sono affidati alle cure di una sola maestra!
Ma non si pensa ancora, sebbene le lezioni siano cominciate da più di un mese, di dividere quella classe.
Che profitto, se le cose rimarranno così potranno ricavare dalla scuola tanti bambini quantunque la solerzia e l’abilità didattica della maestra Signora Agnelli preposta alla direzione di quella classe siano superiori ad ogni elogio ?
Signor direttore, si faccia eco delle lagnanze, giustificatissime di tante famiglie e sproni le Autorità Comunali e Governative ad adottare un provvedimento indispensabile al buon andamento delle nostre scuole.
Con profondo ossequio di V.S. Onorevolissima.
Fermo 22 novembre 1910
Un Padre di famiglia.
26 Novembre 1910 – Genitori, attenti alle vostre figliole
Un padre di famiglia ci scrive: Nella più ridente e frequentata via di questa città abita un certo messere di una ventina d’anni il quale, nelle ore che le bambine della 4. e 5. elementare vanno o ritornano dalla scuola, si permette non solo di fare a qualcuna di esse l’occhio languido, dire parole inzuccherate d’amore, ma cerca di attirarle in sua casa adescandole con cioccolatini, col far loro vedere album di francobolli ecc… Una volta infatti, questo sfacciato è riuscito, approfittando della ingenuità ed innocenza di due bambine di circa 10 anni ad attirarle in sua casa, ma li esse si sono subito rifiutate alle carezze e ai suoi baci con pianti e urli e così sono potute uscire incolume.
Questo depravato ha voluto che le bambine gli promettessero di non dir nulla a chicchesia. Invece esse nauseate dalla insistenza della stupida corte di questo insensato, dopo alcuni giorni con ingenuità hanno riferito tutto ai loro genitori, che quantunque nulla di allarmante sia da questo fatto accaduto, pure si fanno un dovere di additare alla disistima ed al disprezzo di tutti questo delinquente che, denunziato al Procuratore del Re per querela, andrà a vedere il sole a scacchi e sarà passibile anche di forte multa.
Sappia intanto questo spudorato che la PS, il Capitano dei RR. Carabinieri e le Guardie di città avvisati, lo tengono d’occhio e che di prove della sua colpabilità e nequizia ne hanno ad esuberanza.
Un padre di famiglia
Alle proteste del padre di famiglia aggiungiamo e nostre. E’ un fatto questo ché fa vergogna e raccapriccio a tutta intera la nostra città. Speriamo che non si rinnovi e che almeno il timore d’esser messo alla gogna faccia rinsavire il disgraziato ; ad ogni modo a voi, o genitori raccomandiamo vivamente di accompagnare le vostre bambine alla scuola se non volete tardi rimorsi.
27 Novembre 1915 – Neve e disastri
L’abbondante nevicata della notte passata si è fatta notare per L’abbattimento di parecchi fili elettrici che ha tolto la luce, sospeso il telefono, impauriti i cittadini che giravano nelle prime ore dei mattino per le scintille sul suolo.
Il disastro maggiore è stata quella di due cavalli fulminati presso la Barriera S.Francesco nel momento di essere attaccati.
DICEMBRE
1 Dicembre 1907 – Nella dimora dei morti
Essendo già quasi interamente occupato lo spazio del Cimitero per la interrazione de’ cadaveri l’autorità sta facendo degli studi per provvedere in proposito. C’è, sembra, l’idea di sgombrare dalle salme lo spazio contenuto nel recinto delle loggie, e adibirlo nuovamente per le tumulazioni. Francamente quest’idea non ci pare delle migliori; anzi sappiamo che nel pubblico fa tutt’altro che incontro. A noi sembra che quello spazio consacrato da tante care memorie e dove l’occhio è avvezzo a riposarci soavemente e men tristo, sulle verdi aiuole e sui monumenti elevati dalla pietà dei parenti debba lasciarsi intatto.
Non potrebbe acquistarsi un’altra porzione di terreno adiacente e allargare quanto bastasse la cinta del Cimitero ? La spesa non sarebbe di molto maggiore, e l’estetica e l’igiene – secondo noi – avrebbero tutto da guadagnarci.
3 Dicembre 1910 – Disgrazia
L’altro giorno il giovine Luigi Poletti studente nella Scuola Industriale verso la discesa che dalla strada nuova mena a Campoleggio, non potè frenare la bicicletta su cui era e andò a battere contro il palazzo Fogliani. Trasportato dalla Croce Bianca all’Ospedale,
da principio si temeva della vita, ma ora le condizioni sono assai migliorate. Augurii di pronta guarigione.
3 Dicembre 1938 – Stroncare alle origini
Pareva, in certi momenti e in certi luoghi, che i campi sportivi fossero trasformati in zona franca della bestemmia e del turpiloquio. Con la scusa del “tifo” del gioco, troppa gente si permetteva di venir meno alle norme, per lo meno, della buona educazione.
E ciò feriva tanto più la sensibilità della gente bennata, non diciamo solo cristiana, perché ai giochi accede tanta parte della nostra gioventù e il malvezzo rischiava di degenerare in mal costume, se lo si avesse ancora a lungo tollerato. Bestemmia e turpiloquio sono l’esponenza dell’incredulità e dell’immoralità, due pestilenze che vanno facilmente insieme per condurre in malora i popoli.
Ma ora i Prefetti ed il CONI hanno impartito severe disposizioni per rimuovere l’inconveniente: “Le autorità di PS eserciteranno la più efficace vigilanza, allontanando dai campi sportivi gli spettatori male intenzionati che si abbandonano al turpiloquio o ad atti indecorosi perturbando il disciplinato svolgimento della competizione sportiva. Ciò varrà a garantire che l’atmosfera nella quale lo sport deve agire non sia inquinata morbosamente”.
Ben detto! E non dubitiamo che sarà ben fatto!
Ma non è solo in questo campo che s’esercita quello che la “Tribuna” chiamò “cretinismo integrale” di certi giovinastri che vanno scarabocchiando qua e la in pubblici passeggi e sulle pubbliche vie “motti e disegni osceni”, magari dove più frequentano signore e bambini. Per cui il giornale romano incitava anche i cittadini ad unirsi agli agenti dell’ordine pubblico per pescare e reprimere questi vagabondi corruttori del buon costume e della gentilezza italica.
A Perugia poi, si sono scoperti dei giovinastri che smerciavano cartoline, dice il rapporto dei Carabinieri, “con immagini oscene e offensive alla Religione e di vilipendio alle persone”. Il vigile interessamento dell’Autorità in tutti questi campi merita ogni incoraggiamento, perché è in questo settore che vengono le più perniciose insidie alla sanità morale e perciò fisica delle nuove generazioni.
5 Dicembre 1901 – Ferimento
La sera del giorno 4, a tarda ora, dopo varie libazioni alla cantina Maggiori, GG, MG e MA soprannominato “Tinto” si recarono nel caffè del Broglio.
MA chiese un sighero al cameriere che disse di non averne. GG si rivolse allora al padrone del caffè signor Ripaldelli il quale egualmente rispose di non averne. Il cameriere interloquì con parole un po risentite e allora MA gli diede un pugno facendolo cadere. Volendo il Rinaldelli venire in aiuto del cameriere, GG credette bene di trattenerlo a scanso di guai peggiori: ma in quel mentre SN uscito dal locale dei Circolo, equivocando sulle intenzioni del GG lo investi con un matterello che serve alla frantumazione dello zucchero e gli produsse ferite alla faccia giudicate guaribili in dieci giorni.
Questo il fatto come ci è stato raccontato.
7 Dicembre 1947 – C A L CI O Su col morale sportivi Fermani
La quinta tappa del Campionato Naz. di calcio Serie C (Girone Q) si è conclusa domenica scorsa nel modo seguente:
Ascoli b. Tolentino 4- 0
Foligno b. Teramo 1-0
Macerata b. P. Civitanova 4-1
Vastese b. Sulmona 4-1
Fermana b. Avezzano 1-0
Giulianova e Lanciano 1-1
Spoleto b. Chieti (a Pescara) 2- 1
Aquila b. Sambenedettese 2- 0
Come si vede degli otto incontri disputati, sei si sono conclusi in favore dei padroni di casa, uno nullo (a Giulianova), ed una vittoria esterna: quella dello Spoleto sul campo neutro di Pescara.
La classifica dopo il quinto traguardo è la seguente :
I canarini fermani occupano, con un totale di sette punti, il quarto posto.
Nonostante ciò, il morale dei tifosi locali è bassissimo.
Quali le ragioni? Si dice che le tre vittorie interne non hanno convinto; che a Sulmona la sconfitta è stata troppo dura; che manca l’affiatamento tra i reparti della squadra; che Zenari fa le bizze ecc. ecc.
Ebbene, amici sportivi, ammettendo che tutto ciò risponda a verità non è il caso di abbattersi.
Il duro incontro col Portocivitanova e la squalifica di Squarcetti, hanno costretto il bravo allenatore Mazzoleni a tamponare, nel miglior modo possibile, le lacune verificatesi.
La « nera » giornata di Petrini, causata da una seria indisposizione (questo ce lo affermava il portiere dopo l’incontro), aggiunta ad una grigia giornata di qualche altro elemento, ha fatto sì che la squadra canarina uscisse, dall’ospitale campo abruzzese, a mani vuote.
Noi siamo del parere, checché se ne dica, che quest’anno la squadra è superiore all’undici della passata stagione e questa sola constatazione dovrebbe essere sufficiente a rincuorare non poco la massa sportiva.
Su col morale sportivi fermani ! La squadra è bene impiantata ed anche se attualmente qualche atleta non dà tutto ciò che è nelle proprie possibilità non per questo si deve gridare allo scandalo.
La Fermana di questo campionato farà parlare di sè e più di un giocatore avrà modo di porsi in viva luce.
10 Dicembre 1939 – Nella S. S. Fermana
Con il benestare dei Gerarchi il Consiglio direttivo e di amministrazione della ricostituita «Società Sportiva Fermana» è risultato composto dai seguenti:
Murazio ing. prof. Agostino presidente; Maffei Virgilio vice presidente; Seta dott. prof. Marcello; Ciabò prof. Beniamino;
lammi Muzio; Galassi Ugo; Riccitelli Umberto;Storar avv. Edoardo: membri.
10 Dicembre 1939 – Mania di borse da Signora ?
In questi giorni si è verificato più di un caso di rapimento di borse a Signore che tranquillamente passavano nel rione di Campoleggio. Chi sarà questo sconosciuto che si permette questi atti villani e si attacca alla scabinata speranza di trovare qualche spicciolo e poi permette alle derubate di ritrovare le borse vuote? Sarà qualche maniaco? Certo che non è affatto piacevole tra lume e bruno sentirsi portare via un oggetto, per quanto non di valore né contenente tesori.
Qualche buona lezioncina in proposito non farebbe male.
10 Dicembre 1939 – Illuminazione preventiva
Si richiede che venga provveduto ad una sufficiente illuminazione delle vie: Mura di Luigietto, Strada Nuova di Sotto, Teatri Antichi, Ognissanti e Vigilanza.
10 Dicembre 1939 – Nuovo ufficio statale
A Fermo si è costituito l’Ufficio centrale di anagrafe del contribuente per le provincie di Ascoli e Macerata.
Ha sede nel palazzo Falconi in Via dell’Università.
La distinta sui prezzi delle carni – Audace furto – Nell’Ospedale Civile
10 Dicembre 1950 – Furto al Liceo Classico
Chi nelle ore antimeridiane di martedì 5 Dicembre, passando per il viale Vittorio Veneto o giungendo nei magnifici giardini del Girfalco cittadino, alla vista di vari gruppetti di studenti, insolitamente godersi in un giorno di scuola la mattinata quasi primaverile, avesse attribuito lo strano gironzolare degli studenti alla solita voglia studentesca di salare la scuola in occasione di belle giornate, sarebbe caduto in errore. Infatti ad una domanda rivolta ad uno dei vari studenti il curioso veniva alla conoscenza di un grave fattaccio.
Erano giovani del Liceo Classico A. Caro e del Liceo Scientifico di Fermo, rimandati a casa per un furto verificatosi nei due detti Istituti.
Informatici minuziosamente da fonti competenti abbiamo appreso che si trattava di ingente furto perpetrato nella notte tra lunedi 4 e martedi 5 per un valore di circa 170mila lire in biglietti di banca. Furto di speciale rilievo sembra sia costituito da ben 6 volumi della storia dell’Arte del venturi, opera pregevole e ricercata la quale sarebbe stata asportata dal Liceo Classico; mentre è sparita anche una macchina da scrivere. Gli ignoti malandrini si sono introdotti da un vetro rotto appositamente di una finestra prospiciente via Perpenti e che permette l’accesso al Liceo Classico e da quello allo Scientifico, dato che questi due Istituti sono intercomunicanti. Le autorità di PS hanno iniziate prontamente le indagini necessarie.
12 Dicembre 1897 – Festa di S. Lucia
Secondo il solito la festa di S. Lucia si celebrerà domani nella chiesa parrocchiale dedicata alla Santa, Abbiamo sott’occhio un manifesto da cui rilevasi che in quest’anno ala festa della Chiesa si aggiungeranno straordinarie dimostrazioni all’esterno come banda, fuochi, corsa di velocipedi, vaga illuminazione ecc…
12 Dicembre 1910 – Disgrazia mortale
Sabato 3 corrente, circa le 15,15 nella Strada nuova, nei pressi dell’officina Mazzocconi, il povero vecchio Seri Francesco mentre il treno e l’automobile scendevano a Porto S, Giorgio trovandosi a passare tra l’uno e l’altro, cadeva miseramente riportando gravi ferite al capo.
Trasportato dai militi della Croce Bianca all’ospedale, nonostante le cure prodigategli il povero Seri cessava di vivere il 7 corr.
14 Dicembre 1947 – SPORT
Scorci retrospettivi del Calcio domenicale
Giornata proficua, quella di domenica scorsa, per le due compagini della U.S. Fermana.
La prima squadra, verso cui erano rivolti maggiormente gli sguardi degli sportivi ha riportato a casa, dal campo di Lanciano, uno dei due punti in palio.
La squadra delle riserve, invece, ha giocato sul nostro « B. Recchioni » ed ha battuto, su misura i nero azzurri Sangiorgesi.
Noi abbiamo assistito all’incontro dei cadetti ed ecco perché, oggi, preferiamo dedicare alle
«speranze fermane» il modestissimo spazio a nostra disposizione.
Il pubblico, numeroso, che si era dato convegno al «Recchioni» per salutare i cadetti canarini, primi in classifica del girone D, ha sfollato un po deluso. Il gioco lento, disordinato a tratti, non ha mostrato niente di buono.
I tre reparti si sono presentati slegati, le due mezze ali, che tanto bene avevano giocato nella precedente domenica, hanno agito con lentezza ed apatia.
II pallone veniva buttato avanti senza nessuna cognizione di gioco. Dei passaggi raso-terra non abbiamo visto neppure l’ombra anzi, la sfera di cuoio, raggiungeva spesso e volentieri Giustiniano, tra gli spiriti operanti del famoso secondo ciclo Dantesco.
Non è il caso di stare a commentare i pregi e i difetti dei singoli componenti la squadra fermana, ma ci limitiamo per ora, soltanto a segnalare il progresso dei due giovanissimi Donzelli e Pelliccetti, e la buona prova di Marzi, Lignite e Perazzoli.
14 Dicembre 1947 – I Focaracci
Ho visto i « focaracci »da più alto che mi fu possibile. Eccone uno qua uno là due, dieci, cento… in mezzora il mio mondo è tutto un anfiteatro luminoso, uno strano cielo di costellazioni in fiamme.
Seguo la linea dei monti, indovino Smerillo, Montefalcone, S. Vittoria, Penna, distinguo Monte Vidone, Petritoli, Monte Rubbiano Lapedona, e i riflessi di Pedaso e il chiarore di Porto S. Giorgio, al di là del mare, tutto buio.
Ma di nuovo luci e fuochi e qualche scoppio verso Settentrione, da Capodarco, per S.Elpidio, Monturano e Montegranaro fino alla linea di Morrovalle e Montecosaro e Civitanova, e fors’ anche fino a Potenza là in fondo, dietro cui sorge Loreto.
Loreto non la vedo, ma me la figuro, umile e grandiosa, nel centro di questa festa di luce che ogni anno le Marche accendono per dar grazie a Lei che, dal di là del mare, dove tutto è buio, additava agli Angeli di cui è Regina, dicendo: « Là sul quel colle ! » E quel colle era Loreto.
Le Marche hanno tanti spunti di poesia ma nessuno così caratteristico e gentile come questo accendersi di fuochi la sera della « venuta ».
Neppur la guerra è bastata a spegnere la gentile azione di grazie che la popolazione marchigiana rende ogni anno alla sua Regina, e anche sotto quella cappa di piombo che si chiamò oscuramento , ogni sera del 9 dicembre le tenebre furono rotte come per incanto, dai focaracci della venuta.
Penso a come saranno rimasti a questo spettacolo, tutti gli stranieri che, da amici o da nemici, da vincitori o da fuggitivi calcarono il sacro suolo d’Italia.
E credi tu che nessuno dei reduci di Scozia o di Germania, di Polonia o di Tunisia, di Austria o di America, o aviatori che, sul far della sera, volavano a far il gioco delle bombe sganciate dall’alto ivi non importa qual luogo su aperta campagna o su chiesa deserta, o su tavola fiorita di occhi di bimbi, credi tu che nessuno ne discorra questa sera, a tavola, colla propria moglie e coi propri figli?
Ora penso che intorno a ogni fuoco sono trilli di piccoli e litanie di grandi sono voci di amore, e questo mondo tutto fremente di vita è un tempio: mani angeliche toccano i tasti di un organo celestiale, e le voci si ricercano, si riconoscono, si radunano, e i cuori si fondono, e lo spazio misterioso che è tra i fuochi e le stelle è tutto sonante di un coro che osanna a Maria : la terra e la gente picena è tutta presente, tutta vibrante, un cuor solo e un’anima sola, come è bella questa unità di popolo nel Nome di una Madre.
A notte suoneranno tutte le campane, e qua e là si griderà: « Viva Maria ! »
15 Dicembre 1901 – Per la verità
Varie persone presenti alla rissa avvenuta la sera del giorno 4 nei locali del caffè del Broglio, della quale abbiamo parlalo nello scorso numero, ci hanno assicurato che il sig. NS s’immischiò nella rissa unicamente per difesa ed a scanso di guai peggiori. Tanto per la verità e perché non si abbiano a concepire sinistre interpretazioni del fatto.
16 Dicembre 1900 – Trattenimento a scopo di beneficenza
Domenica 10 corr, in una sala del Palazzo Maggiori si estrarrà una tombola di beneficenza : si fa caldo appello alle persone generose di accorrere in gran numero a questa riunione.
16 Dicembre 1900 – Canagliume
Ieri mattina alcuni farabutti abusando del favor della notte, hanno preso alcuni indumenti sacri consistenti in manipolo, stola, amitto e pianeta e l’hanno infissi con un coltello presso la statua del Leopardi. Il fatto naturalmente ha destato schifo e nausea nella città e molti vanno riflettendo alle cause che abbiano potuto dar luogo a questo sacrilego oltraggio. All’ultima ora abbiamo saputo che il furto dei suddetti oggetti sacri è stato consumato a Lapedona.
16 Dicembre 1900 – Cronaca Religiosa
Festa di S. Lucia — Nella Chiesa Parrocchiale di S. Lucia il 13 corr. si compi la festa della S. Martire con concorso straordinario di popolo. Alla sera le vie adiacenti erano illuminate e la banda Cittadina concessa dal Municipio vi suonò scelte armonie.
17 Dicembre 1899 – Disgrazia mortale
Ieri, sabato, circa le due pomeridiane, Rodolfo Castori, muratore addetto al servizio d’impianto della luce elettrica nella nostra città, stava attaccando alcuni fili conduttori al muro della casa abitata da Pietro Grilli in Campoleggio. Per eseguire il suo lavoro era salito su di una scala a pioli alta circa 6 metri. Poco dopo passava un legno di messaggeria in partenza dal Rimessone dei Tonici; il veicolo urtò con una ruota la scala dove era salito il Castori, che, non avendo fatto a tempo a scendere per evitare una disgrazia, precipitò con la scala ripiegantesi su di un lato e andò a battere il capo sul selciato, rimanendo quasi all’istante cadavere.
La commozione dei presenti e di tutti quelli che appresero la lugubre notizia diffusasi rapidamente per la città fu immensa, date la giovane età dell’estinto, le sue buone qualità morali che lo aveano fatto amare da tutti e la maniera barbara della morte.
Alcuni pietosi si incaricarono di parteciparne la triste nuova al padre, mentre il cadavere era, in una lettiga, trasportato all’ospedale.
Dolentissimi dell’ accaduto, ci associamo anche noi al lutto della città ed esprimiamo le più vive condoglianze alla famiglia dell’ estinto.
17 Dicembre 1910 – La tassa sulle biciclette, le motociclette e gli automobili
Nell’interesse del pubblico e allo scopo di mettere in condizioni i ciclisti, i motocicli e gli automobilisti di evitare le contravvenzioni alla legge tributaria, il ministro delle finanze ha disposto la pubblicazione in tutti i Comuni del Regno, con larga diffusione ai corpi e sodalizii interessati, di appositi manifesti per il pagamento delle tasse sui velocipedi, motocicli ed automobili per l’anno 1911 e sull’applicazione obbligatoria del nuovo contrassegno di tassa ai veicoli in circolazione a cominciare del 1. gennaio p,v.
Le tasse per i velocipedi e per i moto-cicli devono essere pagate ai Municipi; le tasse sugli automobili, presto gli uffici del registro. i nuovi contrassegni metallici di tassa per l’anno 1911 agli uffici incaricati dell’iscrizione. I contribuenti riceveranno appositi foglietti contenenti le istruzioni per l’applicazione del contrassegno, il quale sarà inamovibilmente fissato sul veicolo.
17 dicembre 1921 – Associazione a delinquere ?
Dopo l’ultimo audace furto perpetrato a danno dell’orefice Michele Ricci, è stata svaligiata la villa, di proprietà del cav. Alfredo Benedetti,sita in contrada S. Andrea, da cui sono stati asportati mobili, oggetti di lusso e capi di biancheria. Nella nòstra Città dunque, i signori ladri fanno il proprio comodo in barba alla pubblica sicurezza, e, uniti cordialmente in società anonima, seguitano a fare i loro affari. Fino a quando ? Poiché le indagini delle autorità subiscono sempre un esito negativo, bisogna che la cittadinanza procuri da sé di trovare il bandolo della matassa aprendo bene gli occhi su tante figure sospette le quali, sprovviste di beni di fortuna e senz’arte nè parte, ostentano una vita piena di comodi e di agiatezze e cooperando nell’opera investigativa della polizia.
17 dicembre 1923 – Associazione a delinquere ?
Dopo l’ultimo audace furto perpetrato a danno dell’orefice Michele Ricci, è stata svaligiata la villa, di proprietà del cav. Alfredo Benedetti, sita in contrada S. Andrea, da cui sono stati asportati mobili, oggetti di lusso e capi di biancheria. Nella nostra Città dunque, i signori ladri fanno il proprio comodo in barba alla Pubblica Sicurezza, e, uniti cordialmente in società anonima, seguitano a fare i loro affari. Fino a quando? Poiché le indagini delle autorità subiscono sempre un esito negativo, bisogna che la cittadinanza procuri da se di trovare il bandolo della matassa aprendo bene gli occhi su tante figure sospette le quali, sprovviste di beni di fortuna e senz’arte né parte, ostentano una vita piena di comodi e agiatezze e cooperando nell’opera investigativa della Polizia.
17 Dicembre 1932 – Un furto
Nel negozio di generi diversi, del rione S. Francesco, gestito da una certa Arcangela, è stato perpetrato un furto in denaro e in generi, mediante il praticamento di un foro nel pavimento soprastante, circostanza che dà al furto il carattere di un lavoro in grande stile
18 Dicembre 1926 – II Corso gratuito dì insegnamento della Singer
si è compiuto coi migliori risultati, nella sala della Scuola Professionale Femminile,gentilmente concessa. Fu indetto pel periodo dal 24 novembre al 4 dicembre; ma per le insistenze delle interessate il Corso fu protratto fino a tutto il giorno 11 corrente.
Fu frequentato dalle alunne del Corso superiore della Scuola Professionale e da molte altre della città, che ne ritrassero grandissimo profitto.
Sotto la guida infatti della bravissima insegnante signorina Mariannina Melchiorri le alunne appresero innumerevoli applicazioni, da moltissime ignorate, nel lavoro di cucito e ricamo, colla macchina « Singer » che meritatamente gode il primato mondiale del genere.
Il Corso di insegnamento, iniziativa geniale della Compagnia, volle essere ricordato dalle frequentatrici con un gruppo fotografico della Ditta del Papa Alfredo, felicemente riuscito.
Rallegramenti.
19 Dicembre 1915 – Vandalismi
Sere or sono, una turba di giovinastri in Campoleggio, per il Corso ed in altre vie, ossia dovunque è passata, ha lasciato le evidenti traccie della sua civiltà ed educazione fracassando vetri, guastando tende, sporcando imposte e commettendo altri vandalismi.
Chi ha l’incarico di tutelare il buon ordine veda di provvedere onde siano eliminate queste azioni sconce e disoneste.
20 Dicembre 1908 – Disgrazia automobilistica
La sera di notte del 14 corr. partiva in automobile da Fermo per Ancona l’ ing Viloni di Bologna rappresentante di Case automoilistiche, e nella splendida vettura prendeva posto, oltre lo Chaffeur; i signori Ernesto Monti, Gardini e Sassatelli di qui. Si filava a 30 chilometri l’ora quando, giunti ai ponte sul Chienti nei pressi di Porto Civitanova, l’asse dell’ automobile non potè evitare io scontro con un carretto. Allora la macchina dette un urto terribile, spezzando il parapetto del ponte di legno e precipitando nel fiume, travolgendo i passeggieri eccettuato il sig. Monti che restava sbalzato sulla strada. L’acqua del fiume, dove caddero Gardini e Sassatelli, e l’imbarazzo dei travi che impedì il precipitarsi violento della vettura furono causa che non ne venissero più funeste conseguenze. Però ebbe la peggio il povero sig. Filoni che avuto rotti un braccio ed una gamba con molte lesioni, benché non in pericolo di vita. Gli altri se la scapparono con poco più dello sbalordimento e lo spavento.
Una grave disgrazia
Leggiamo nell’Avvenire d’Italia del 17 Dicembre
Nel pomeriggio di ieri alla nostra Stazione si ebbe a deplorare una grave disgrazia. Erano circa le 15,30 quando certo Mercuri Raffaele fu Antonio nativo di Fermo, di anni 25, falegname, dimorante in via S. Vitale, si recava allo scalo della Piccola Velocità per effettuare una spedizione di mobilia. Si dirigeva all’Ufficio attraversando il binario di sacca nell’atto che nel binario stesso due colonne di carri si trovavano in movimento, una delle quali era spinta da buoi fatto sta che il disgraziato rimase fra due respingenti, riportando gravi contusioni interne. Il povero giovane mandò forti grida talché accorsero subito alcuni manovratori e i delegati Rossi e Saya, il capostazione cavaliere Beccari e il capo gestore alla Piccola Velocità. Il Mercuri, svenuto e in istato grave, fu raccolto dai presenti che gli prodigarono le prime cure. Poi fu telefonato ai pompieri i quali intervennero con barella tandem e trasportarono immediatamente il ferito al vicino ospedale.
21 Dicembre 1912 – Infortunio sul lavoro
Domenica scorsa l’operaio ferroviario fortuna Federico di anni 25, alla stazione di s. Lucia veniva investito da una macchina. Prontamente soccorso, fu trasportato dalla Croce bianca, accorsa con il carro lettiga, all’ospedale
Egli è fratello di quel tal Fortuna che morì tragicamente tempo fa orribilmente sfracellato dai macchinari dello Stabilimento Benedetti presso cui lavorava. Una sorella sua morì incenerita da un fulmine.
21 Dicembre 1912 – Furto
Ai danni del Cav. Benedetti, da qualche tempo veniva sottratto del carbon fossile. Dietro inchiesta della PS si sarebbe accertato il luogo dove il carbone rubato veniva collocato e sono stati operati parecchi arresti. Fra gli arrestati è probabile si abbiano a trovare i responsabili.
22 Dicembre 1907 – Collegio Valentini
E’ posto in corso Cavour in amenissima posizione presso Porta S. Lucia in casa assai ben aerata, già dei PP. Agostiniani. Diretto dal Sac. D. Alessandro Valentini coadiuvato da un censore e da abilissimi istitutori accoglie giovanetti di buone famiglie che con modicissima spesa vengono educati a religione e coralità mentre attendono alle diverse scuole che fioriscono qui a Fermo.
Il Direttore Valentini non ha perdonato nè perdona a sacrifizii d’ogni maniera per riuscire a rendere un vero servizio a questa sua 2.a patria rinunciando perfino alla Coadiutoria di S. Lucia per dedicarsi completamente ad opera tanto utile per la gioventù studiosa. E bisogna vederli quei vispi giovanetti assai ben trattati anche nei cibi salubri ed abbondanti, come ricambino d’affetto
il loro amoroso educatore.
II 13 corrente il nostro Eccellentissimo Arcivescovo vi si recò a benedire la Cappella visitando minutamente i bei locali.
In tale occasione, avemmo agio di ammirare la semplice ed insieme elegante uniforme onde ì giovani si distinguono dagli altri collegii cittadini, nonché l’ordine, la disciplina che fra essi regnano armonicamente, colla più scrupolosa nettezza dei locali. Un plauso di cuore facciamo al Valentini, il quale con tanto intelletto d’amore si dedica alla sana educazione giovanile.
22 Dicembre 1923 – Riparto Fermo 1° ” Victoria „ degli Esploratori Cattolici Italiani
Domani domenica questi bravi giovani col geniale metodo scautistico si educano all’amore di Dio, della Patria e dei prossimo, andranno, accompagnati dai loro dirigenti, in Ancona a partecipare all’ inaugurazione di due Riparti Anconetani della A.S.C.I. Anche da queste colonne giunga agli amici di Ancona il nostro fervido saluto augurale.
22 Dicembre 1923 – Nella Chiesa della Misericordia
Anche in questo anno potrà ammirarsi un artistico Presepio, che i PP. Agostiniani Scalzi hanno voluto allestire con ogni miglior cura così nell’apparato scenico, come nei personaggi, la maggior parte dei quali nuovi, forniti dalla rinomata Casa Bertarelli e Tanfani, di Roma, e dall’Agenzia Parrocchiale Italiana di Parma.
Un altro Presepio
il classico ammirato da tanti anni, prima nella Chiesa dei MM. Osservanti e poi in quella di S. Francesco, verrà pure esposto in quest’ultima casa dei PP. MM. Conventuali
23 Dicembre 1894 – Banca Fermana
Il Procuratore Generale di Ancona ha richiesto che la causa della fallita Banca Fermana sia trattata altrove per motivo di sicurezza pubblica (!). In conformità di tale dimanda la causa è stata rinviata al Tribunale di Macerata! Dicesi che il dibattimento avrà luogo entro il prossimo gennaio.
23 Dicembre 1894 – Terremoto
Nella notte tra il 18 e 19 corr, alle ore 12 e 3/4 è stata avvertita in Città una considerevole scossa di terremoto.
23 Dicembre 1906 – Tassa sul Velocipedi
Il Sindaco ha pubblicato un manifesto con cui rende noto che col 1 Gennaio 1907 devono munirsi di nuove targhe le rispettive macchine per non incorrere nelle penalità sancite dalla legge in vigore. Le targhe di L. 10 d’applicarsi ai velocipedi per una persona e quelle di L. 15 per le macchine per più persone sono vendibili presso l’ufficio di Economato che fornirà le debite istruzioni per l’applicazione di esse.
24 Dicembre 1932 – L’arresto del ladro nel negozio di Arcangela
Demmo nel numero scorso notizia del furto operato nel negozio di generi diversi gestito da una certa Arcangela con circostanze in grande stile. Orbene la solerte attività del servizio di pubblica sicurezza ha identificato il mariuolo, autore del furto, un pregiudicato, da Francavilla d’Ete, il quale, più volte indiziato come autore di vari reati commessi nel fermano, era sempre riuscito con scaltrezza ad eludere le vigilanza delle autorità preposte alla sicurezza pubblica.
Pertanto, attraverso un foro praticato nel superiore pavimento, nel negozio, aveva trasportato una certa quantità! di; lardo, formaggio, ciambelle dolci, una bicicletta, il danaro che si trovava nel cassetto del bancone ed un paio di scarpe, quasi nuove, del marito di Arcangela, le quali hanno dato la chiave per scoprire il ladro.
25 Dicembre 1903 – Ferimento
Domenica sera un pastaio, venuto a contesa per futili motivi col conduttore dell’osteria della cartiera presso il ponte di Tenna gli esplose contro quattro, colpi di rivoltella ferendolo con uno alla spalla. Il feritore venne tratto in arresto.
25 Dicembre 1903 – Scuola degli Artigianelli
Domenica prossima all’Avemmaria nella sala della Banca Cattolica avrà luogo la solenne distribuzione dei premi agli alunni che nel decorso anno frequentarono la Scuola degli Artigianelli.
25 Dicembre 1947 – Carezze alla « venti posti » di Pasquarè
Vittorioso Incontro
I cadetti della fermana hanno vinto domenica a Sambenedetto per 4-3, contro le riserve della forte Sambenedettese, il quinto incontro consecutivo di campionato.
La classifica del Girone D (prima Divisione Marche) dopo la quinta giornata è la seguente :
Fermana II p. 10 — Cupramarittima p.8 — Robur (Grottammare) p. 6 — Ascoli II p. 6 — S. Crispino (P. S. Elpidio) p. 4 — Esperia (P. S. Elpidio) p. 3 — Pontentina (Potenza Picena) p. 3 — S. Benedetto II p. 2 — Sangiorgese p. 2 — Portocivitanova II p. 2.
Purtroppo il viaggio di andata per i giovani canarini non è andato troppo bene: un autotreno a Cupramarittima ha voluto… accarezzare la venti posti di Pasquale. In compenso però è andato bene l’incontro… ! Il viaggio di ritorno e… l’ingresso trionfale in Piazza del Popolo.
I quattro punti sono stati segnati da Perazzoli (2) Testoni e Donzelli.
Il giovanissimo portiere Gianmarini ha parato egregiamente in « zona Cesarini » un calcio di rigore.
30 Dicembre 1900 – Reclami del pubblico
Un assiduo ci scrive lamentandosi che la fontanina sita al Largo Matteucci sia addivenuta addirittura intermittente e non dia acqua a sufficienza.
Simili reclami ci giungono da altre parti per altre fontanine. Noi li giriamo alle autorità competenti, perché provveggano.
30 Dicembre 1906 – Furteide
Il 26 corr, qualche ignoto cavaliere d’industria penetrò nel l’ufficio della Ditta Petracci in Piazza V. E.
e mediante rottura del cassetto rubò tutto quel che vi era dentro.
Denunziato il furto all’autorità questa sta facendo indagini.30 Dicembre 1933 – Voci del pubblico
Continua la bassa tensione della luce elettrica; alcune vie sono proprio ridotte al buio assoluto. Colpa dell’applicazione di lampade a diverso voltaggio, ovvero c’è qualche cabina, alimentatrice di una data zona, che poco trasforma, o sono a corrente alternata elementi che dirigono l’illuminazione stradale ?… Mistero. Il pubblico si persuade sempre più che non si bada al decoro cittadino e si pensa piuttosto a lasciar andare il mondo come va. Ah !… quel San Giacomo della Marca ! …